Enigmi di carta  1

Kami 2 riporta la formula dell'originale puzzle game sugli schermi mobile

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"Less is more" diceva Ludwig Mies van der Rohe, spogliando l'architettura di pesanti orpelli e rivelando l'eleganza delle forme semplici e nette, mettendo insieme funzionalità ed eleganza in una maniera che fino a qualche anno prima del Movimento Moderno e del Bauhaus pareva praticamente impossibile. Se c'è un genere videoludico che può dire di aver ripreso qualcosa da un tale spirito innovativo e liberatorio è sicuramente il puzzle game, ovvero il gioco elettronico che sotto diversi aspetti può essere definito tale per antonomasia, essendo l'applicazione di principi classici come l'enigmistica al medium digitale interattivo. Essendo una tipologia di gioco di per sé improntata sullo spremere le meningi, il rischio di caricare eccessivamente l'esperienza con una sovrastruttura macchinosa è sempre presente, e l'intelligenza degli sviluppatori sta nel cercare di mettere in scena un concept che sia arguto ma non cervellotico, dunque un'idea semplice ma in grado di proporre una sfida rinnovabile e coinvolgente. Una richiesta decisamente complicata da soddisfare, per questo ci si ritrova spesso ad affidarsi a filoni già rodati in modo da minimizzare i rischi. A volte, tuttavia, c'è anche chi osa e riesce a tirare fuori dei concetti originali e ben congegnati, e in questo caso è anche normale sfruttare la buona idea per portare avanti una vera e propria serie. Questo è quanto è successo con Kami, che con il secondo capitolo si limita a riproporre nuovi contenuti sulla stessa base del capostipite, una soluzione che in virtù delle qualità di quest'ultimo, sinceramente, non desta proprio nessuno scandalo. La struttura è dunque la stessa di prima, riempita di nuovi livelli e qualche opzione aggiuntiva in modo da arricchire l'ottima base offerta dal primo Kami e rendere l'esperienza di gioco quanto più completa possibile, il tutto disponibile praticamente gratis, visto che le microtransazioni presenti sono limitate alla possibilità di comprare gli aiuti ma non sono assolutamente invasive.

Torniamo a colorare e piegare fogli in Kami 2, alla ricerca della soluzione più semplice

Colori e pieghe

Lo scopo del gioco è estremamente semplice: si tratta di colorare una sorta di foglio di carta di un unico colore, facendo scomparire le figure presenti inizialmente attraverso le associazioni cromatiche fino a raggiungere un colore di sfondo unico, all'interno di una quantità di mosse predefinita. Insomma è il classico caso di gioco più facile da provare che da spiegare, e la visione del pur breve video qua sopra può risultare più esplicita e significativa di qualsiasi descrizione scritta. L'idea apparentemente semplice nasconde una meccanica complessa, che richiede un bel po' di studio sui diversi livelli prima di arrivare al raggiungimento degli obiettivi all'interno della quantità massima di manovre consentita. Non fatevi ingannare dalla semplicità estrema dei primi livelli: la curva di apprendimento è meno dolce di quello che potrebbe sembrare, visto che i primi enigmi impegnativi cominciano a comparire relativamente presto e in certi casi in maniera improvvisa. È vero che c'è una meccanica di fondo che tende ad appiattire il gioco su un modus operandi specifico, ma avanzando per i mondi si trovano comunque delle sfide veramente impegnative, mentre la possibilità di costruire i propri livelli e condividerli con gli altri utenti rende la quantità di sfide potenzialmente senza limiti. Allo stesso modo, se in una prima fase è possibile portare a termine gli enigmi anche semplicemente provando a modificare i colori a caso, ben presto diventa chiaro come sia necessaria una certa strategia, un approccio studiato alla composizione dei disegni e dei colori per riuscire a capire quali parti colorare per prima e con quali tonalità e la soluzione difficilmente risulta scontata nei livelli più avanzati. La semplicità zen della struttura di gioco si riflette nella splendida estetica utilizzata da State of Play, con la sua rilassante rappresentazione in stile carta piegata e colori a matita e le animazioni che richiamano gli origami, un clima rimarcato anche dal discreto accompagnamento audio.

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Multiplayer.it

8.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

L'idea degli sviluppatori era di offrire un puzzle game da godere quotidianamente, accompagnando il caffè. Da questo punto di vista la realizzazione di Kami 2 è perfetta, trattandosi di un gioco da godere in totale relax, utilizzando semplici tocchi sullo schermo con una mano sola e con un ritmo lento e cadenzato. Lo stile grafico si associa bene a questo spirito contemplativo, rendendo il tutto un'esperienza quasi zen nella sua elegante semplicità ma anche nel ricorso alla materia grigia che diventa intenso con l'avanzare della difficoltà. Come tutte le idee semplici può risultare monotona a lungo andare, ma la possibilità di creare nuovi livelli e condividerli è un buon plus per la longevità di questo gioco. Il fatto di essere praticamente gratuito, inoltre, compensa il fatto di non presentare praticamente alcuna novità rispetto al primo capitolo.

PRO

  • Idea semplice ma ben congegnata
  • Splendida rappresentazione audio-visiva
  • Praticamente gratuito

CONTRO

  • Non offre praticamente nulla di nuovo rispetto al primo
  • Monotono a lungo andare