La recensione del Razer Raiju  88

Un controller per PlayStation 4 senza compromessi di prezzo e prestazioni

Prezzo
169 €

C'era una volta il mercato delle periferiche prodotte su licenza: un fiume in piena di prodotti da pochi euro (o lire, al tempo) più economici ma anche meno performanti di quelli ufficiali, realizzati per accogliere la richiesta di chi voleva un secondo o terzo controller o memory card, prima, e per cavalcare l'onda di prodotti come il Nintendo DS e Wii capaci di imporsi al gradissimo pubblico, poi. Quel fenomeno si è molto ridimensionato nel tempo, spostandosi in parte su mobile e lasciando il posto, ultimamente, a un concetto completamente diverso di periferica: prodotti premium pensati per i giocatori più esigente. Parliamo di hardware prime parti, come l'ottimo controller Elite di Microsoft, ma anche di iniziative di aziende esterne, come Nacon con il suo Revolution e Razer, che ha messo sul mercato oramai da qualche tempo Raiju.

Un prodotto di qualità

Rispetto al classico Dual Shock, la prima cosa che salta all'occhio aperta la scatola del Razer Raiju sono le dimensioni generose del controller: più vicine a quelle del controller per Xbox One, riescono comunque ad essere confortevoli per chi, come chi scrive, ha mani piuttosto piccole. Sia i pulsanti frontali che quelli dorsali, ma il discorso vale anche per analogici, possono essere raggiunti senza problemi da un adulto, così come è discreta anche l'ergonomia per i quattro tasti di servizio posti tra le impugnature e pensati per gestire il passaggio tra i vari profili pre impostati e poi per regolare audio e microfono. Il feeling che la periferica restituisce è fin dal primo istante positivo, la sensazione di avere tra le mani un oggetto più costoso (e valido, ma ci torneremo dopo) della media è immediata e passa anche dall'uso di plastiche di qualità e di una gomma, posta sul retro per rendere più salda e confortevole l'impugnatura, molto valida. I grilletti contano su una risposta e un feedback ottimo, più preciso di quello del Dual Shock ma soprattutto regolabile: la corsa può infatti essere accorciata, così da avere una risposta immediata.

La scelta di come impostare questo specifico aspetto dipende dal genere che si intende giocare, oltre che dal gusto personale: banalmente in un gioco di guida una corsa più lunga permette di meglio gestire acceleratore e freno, mentre in uno sparatutto o comunque in qualsiasi genere richieda riflessi e quindi input fulminei avere un sistema che massimizzi i tempi di reazione, aiuta non poco. Oltre alla dotazione standard di pulsanti, il Razer Raiju ne aggiunge quattro configurabili, due posti accanto ai dorsali e altri due sul retro. Unendo queste aggiunte alla riprogrammabilità degli input, si ottiene un certo margine di personalizzazione che viene in soccorso soprattutto quando si prendono in esame titoli dotati di molti comandi oppure quando si sente la necessità di ridistribuire al meglio quelli esistenti per personalizzare al massimo l'esperienza di gioco. Tra l'altro i due tasti posteriori possono essere rimossi con un piccolo cacciavite incluso nella scatola, così da evitare eventuali noie qualora non fossero necessari o graditi.

Quale utente ideale?

Il problema nel giudicare un prodotto come il Razer Raiju è simile a quello che si riscontra quando vanno giudicati costosissimi mouse dalle funzionalità avanzate, oppure tastiere meccaniche molto elaborate. Il Raiju vi renderà un giocatore migliore? Probabilmente no. Vale tutti i 169 euro a cui viene normalmente venduto? Anche in questo caso la risposta rischia di essere negativa. Eppure è lecita e comprensibile la volontà di acquistare un oggetto costoso e dotato di molte funzionalità, capace di regalare a chi lo usa indubbie qualità e comode feature ma anche di appagare un po' l'ego. È un discorso simile a quello di molti smartphone dei quali non c'è bisogno di ogni singolo pixel o di tutte le fotocamere che mette a disposizione.

Resta il fatto che lanciano un Battlefield o un Call of Duty qualsiasi, l'ottima risposta dei grilletti e di tutti i dorsali è immediatamente percepibile, così come non deludono i pulsanti frontali che hanno uno scatto deciso e appagante, potendo inoltre contare su una disposizione interna indipendente, quindi mentre uno viene premuto gli altri restano perfettamente immobili nella loro sede. I quattro tasti extra diventano presto un "vizio" a cui è difficile rinunciare nonostante non possano essere associati a delle macro complesse, elemento che avrebbe aggiunto vantaggi ma anche problemi extra, e in generale non ci sono molte ragioni per tornare indietro una volta che lo si è utilizzato, specialmente in ambito FPS. Se quindi attendete il prossimo Battlefront 2 o CoD WWII, potreste prendere in considerazione questo costoso ma interessante controller. Doverlo utilizzare tenendo il cavo attaccato è, infine, un compromesso per minimizzare la lag simile a quello di molte periferiche PC.

Costoso e con alcuni limiti, come la necessità di utilizzarlo cablato alla console, il Razer Raiju è un controller fatto per chi è in cerca di un ottimo pad di qualità, dotato di grandi margini di personalizzazione e capace di aumentare il piacere di gioco, soprattutto in generi come gli sparatutto in prima e terza persona. Non per tutti.

PRO

  • Ottima qualità costruttiva
  • Tante possibilità di personalizzazione

CONTRO

  • Non può essere usato in modalità wireless
  • Chi ha mani estremamente piccole potrebbe trovarlo scomodo