Quando Spiderman si traveste da cowboy  74

Steampunk e Western si fondono in un'occasione mancata.

Versione testata: PlayStation 3

Qualche settimana fa parlavamo di Eat Lead come uno dei peggiori action-game di questa generazione, un titolo deludente in quasi ogni campo, con l'eccezione di una trama autoironica e tutto sommato simpatica. Ebbene, Damnation è privo anche di qualcosa del genere, in realtà non ha praticamente nulla che funzioni. Non ci è chiaro come abbia potuto raggiungere i sistemi di nuova generazione e sinceramente non importa: detto questo, potreste passare direttamente al Commento, ma speriamo di avervi incuriosito abbastanza per leggere il resto di questa recensione. E' un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo...

Perchè proprio a me?

Damnation propone un plot piuttosto originale: la storia è ambientata infatti durante la Guerra Civile in una linea temporale alternativa in cui un cattivone, Prescott, si è messo a vendere armi ad entrambe le fazioni, prolungando il conflitto di svariate decine di anni e trasformando la nazione in una desolata terra dai toni steampunk, dove marciano robot e cowboy allo stesso tempo. Il protagonista di Damnation, Hamilton Rourke, dovrà affrontare le armate di Prescott e trovare la sua fidanzata dispersa, procedendo da uno stage all'altro. I meriti di Damnation finiscono qui, la trama abbastanza originale lascia presto spazio alla quintessenza videoludica del nonsense e a un carosello di bug, glitch e sviluppo che lascia veramente perplessi, considerando su che macchine gira il prodotto Codemasters.

Tecnicamente il gioco è men che mediocre: le ambientazioni sono spoglie, piatte, texturizzate talmente male da ricordare le prime generazioni di videogiochi PSOne. Il design delle strutture e degli edifici, che giocano un ruolo importante nel gameplay, è assolutamente insensato e privo di logica. I modelli poligonali di protagonisti e nemici mostrano un design banalissimo e delle animazioni talmente legnose da rendere arduo distinguere un robot da un essere umano: Rourke, poi, è privo del benchè minimo carisma e considerando che l'ispirazione dei suoi creatori sembra essere stata il Pistolero Roland Deschain, protagonista de La Torre Nera di Stephen King, possiamo dire che il loro "ka" non funziona mica tanto bene. In mezzo a tutto questo, non mancano errori di programmazione veramente incredibili: compenetrazione di modelli poligonali e texture, veicoli che scivolano sul terreno e talvolta si fondono con esso, effetti particellari mal implementati ed esplosioni pessimamente sincronizzate. A completare questo desolante quadro tecnico non poteva mancare un comparto audio di bassa qualità: musiche mediocri e doppiaggio decisamente poco ispirato.

Trofei PlayStation 3

Damnation propone 13 trofei Bronzo, 7 Argento, 7 Oro e 1 Platino. Per ottenere questi premi bisogna completare il gioco a vari livelli di difficoltà o compiere alcuni compiti particolari come ad esempio uccidere determinate quantità di nemici in svariati modi.

Damn!

Volendo essere generosi, il sistema di controllo in Damnation è piuttosto intuitivo e in pochi minuti si impara a eseguire ogni abilità motoria di Rourke senza troppi patemi. L'utilità di queste però è subito messa in discussione. Essenzialmente, quello che Blue Omega Entertainment voleva sviluppare era una sorta di sparatutto acrobatico: una feature potenzialmente interessante di Damnation è infatti la possibilità di arrampicarsi e saltare da un edificio all'altro per raggiungere la fine dello stage, sparando nel frattempo a tutto ciò che si muove. L'esperimento fallisce però nel momento in cui la povertà delle animazioni rende improbabile ogni performance del protagonista: sopratutto dopo aver visto simili meccaniche in inFamous o Assassin's Creed, si resta allibiti di fronte ai problemi di collisione di Damnation.

E poi, viene il momento in cui si spara ai nemici: la quantità di armi disponibili oltre alle pistole di default è modesta, ma il vero problema è la resistenza degli avversari che necessitano di numerosi colpi per essere uccisi. Potremmo parlare di elevata difficoltà a questo punto, e così sarebbe se i nostri avversari non restassero impalati a farsi colpire senza mostrare un briciolo di strategia, cercando riparo o attaccandoci con criterio. Invece no, restano lì, a farsi crivellare, senza colpo ferire. Noia che del resto è un elemento predominante in una modalità multiplayer che non gioca praticamente nessuno online, dove le mappe non sono selezionate in base al numero dei giocatori, portando a situazioni in cui si girovaga per minuti all'interno di uno stage alla ricerca, magari, dell'unico avversario in partita.

Multiplayer.it

3.0

Lettori (109)

2.7

Il tuo voto

Damnation è un pessimo action-game: i problemi tecnici sono indecorosi, la principale caratteristica del gioco è mal implementata, i combattimenti sono frustranti e per nulla divertenti, la trama perde subito fascino dopo l'incipit e la modalità multiplayer non solo è mal progettata ma è anche, molto semplicemente, deserta. Le idee c'erano, peccato che non siano state implementate a dovere.

PRO

  • Uhm, fateci pensare...

CONTRO

  • Tecnicamente disastroso
  • Gameplay a dir poco mal bilanciato
  • Frustrante in ogni aspetto