Storie d'amore sul DS  3

Arriva sulla piccola di casa Nintendo un gioco dedicato all'innamoramento e a (quasi) tutto quello che vi ruota attorno

L'obiettivo del gioco appare chiaro fin dal principio, nel momento in cui la migliore amica della protagonista veste i panni di "Love-coach" e dispensa consigli utili su come fare breccia nel cuore dei ragazzi. Se in un primo momento potrebbe sembrare che è il solo aspetto fisico a farla da padrone, successivamente ci si rende conto che le abilità da sviluppare non si esauriscono a questo: ci si dovrà impegnare, oltre che nel miglioramento della propria forma fisica, anche nella popolarità e, per fortuna, nell'istruzione. Il Love-coach fornisce al personaggio gli "strumenti del mestiere"; si entra così in possesso di un cellulare, grazie al quale è possibile interagire con i vari personaggi sia con chiamate che con sms, e di un diario segreto, in cui viene segnalata l'affinità con i ragazzi conosciuti e nel quale vengono registrati tutti i preziosi consigli sulle dinamiche della conquista. Mentre il primo oggetto è senza dubbio utile nella progressione del gioco, il secondo è sinceramente

irrilevante ai fini della storia, buono al massimo per visualizzare gli insegnamenti del giorno. Strumento decisamente più interessante è la mappa della città, grazie alla quale il personaggio può spostarsi attraverso i tanti ambienti proposti (e sbloccabili a mano a mano che si macinano progressi), localizzando anche le diverse "prede" da conquistare. Dopo aver acquistato padronanza con gli oggetti in dotazione e dopo aver scelto accuratamente abiti e trucco, al personaggio non resta che buttarsi in una nuova avventura!

Nuove amicizie

Gli incontri che la protagonista può fare sono i più svariati: dagli amanti delle ragazze sportive a quelli delle ragazze colte, dagli appassionati di informatica ai più ferrei ecologisti. La caratteristica che accomuna tutti i primi incontri è che quasi nessuno dei ragazzi è disposto a far conoscenza e sarà questo lo stimolo per migliorare se stessi nelle diverse abilità richieste (si parte infatti da un livello minimo di capacità).

Un utile mezzo per far colpo è badare frequentemente al proprio look, sia per quanto riguarda il trucco, sia per il vestiario, altamente personalizzabile grazie alle varie possibilità di shopping previste nella città. O ancora allenarsi nella palestra e impegnarsi nello studio. Dopo qualche sacrificio, una volta guadagnato l'interesse di un ragazzo, si passa finalmente all'interazione vera e propria, fatta di dialoghi a botta e risposta. Quello che si percepisce progredendo nel gioco è purtroppo una certa ripetitività: capita così sentirsi chiedere per tre volte dallo stesso ragazzo se il suo nuovo paio di scarpe è bello o se la protagonista ama la natura. Altra pecca è la necessità di assecondare ogni singola passione del ragazzo (unico modo per poter aumentare la propria affinità): lo scambio di idee diverse non è certo gradito ai personaggi di "Secret flirts"...

Un'avventura fatta di minigiochi

Quella del mini-gioco, in Secret Flirts, è una costante. Le interazioni con oggetti e persone sono per la maggior parte delle volte compiute così. A grandi linee, se ne possono individuare tre categorie diverse: la prima è dedicata alle abilità (come lo studio), la seconda è quella necessaria per guadagnare lo stipendio, l'ultima, la più interessante, è la protagonista dei flirts. Le prime due categorie sono praticamente identiche, trattandosi sempre di un mini-gioco dalla semplicità quasi spiazzante in cui si deve toccare l'immagine giusta per guadagnare punti abilità o soldi. Quelli dedicati all'interazione con i ragazzi, invece, sono senza dubbio più vari e divertenti, seppur ancora molto semplici; si dovranno così scagliare frecce verso il maggior numero di cuori, cercare di tenere la mano del partner per il maggior tempo possibile o ancora soffiare forte nel microfono per cercare di smorzare il rossore delle guance della timida protagonista. La scelta di basare la progressione della storia su una serie di mini-giochi è senza dubbio giusta e ideale per "movimentare" le situazioni; tuttavia, per il giocatore non c'è molta sfida: anche progredendo non si nota affatto un incremento di difficoltà, cosa che a lungo andare rende il gioco lievemente piatto, o comunque non adatto a un pubblico abituato a ben altre sfide. Infine, la presenza della modalità multiplayer avrebbe potuto stimolare la competitività e aumentare la difficoltà del gioco; se solo non fosse stata ideata semplicemente per chattare con le amiche...

CI PIACE

  • Alta possibilità di personalizzazione
  • Grande varietà di ambientazioni
  • Spiritosi mini-giochi di interazione con i ragazzi.

NON CI PIACE

  • Eccessiva semplicità dei mini-giochi
  • Ripetitività
  • Troppo rilievo all'aspetto fisico