9.0

Redazione

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Need for Speed SHIFTCambio di direzione 118

Decisa sterzata per la serie motoristica di Electronic Arts. La svolta è rischiosa, nuovo sviluppatore e nuove meccaniche di gioco. Need for Speed: Shift sarà la sorpresa dell'anno?

Versioni testate: PC e PlayStation 3

Need For Speed: Shift sviluppato da Slightly Mad Studios, forse conosciuti ai più come Blimey! Games, co-sviluppatori insieme a Simbin di GT Legends e GTR 2, segna da parte di Electronic Arts una svolta per il suo franchise automobilistico più famoso. Si tratta di un vero e proprio reboot, di un concept del tutto nuovo. Il nostro bisogno di velocità non viene soddisfatto in corse cittadine illegali, facendo attenzione al benevolo occhio della polizia, ma come in un classico titolo automobilistico, in cui la progressione è legata alla nostra bravura in una serie di competizioni in giro per il mondo. Lo stravolgimento delle meccaniche di gioco rappresenta una scommessa rischiosa che potrebbe alienarsi molti fan storici di Need For Speed, ma che alla luce del nostro test risulta essere sicuramente vinta. Shift si scontra insomma a testa alta con i vari Gran Turismo e Forza, forte anche di alcune interessanti feature che lo distinguono dalla concorrenza.

Livelli, medaglie e stelline

Il gioco si snoda attraverso competizioni di diverso tipo suddivise in 4 fasce: una volta raggiunto un punteggio abbastanza elevato si sblocca l'accesso al tour mondiale, vera e propria Champions League automobilistica. L'offerta di competizioni è molto varia: oltre alle gare anche su più manche contro un massimo di dodici avversari si fanno apprezzare decisamente gli eventi speciali contro un singolo pilota, mentre rimanendo nell'ambito delle corse presenti nel pacchetto standard di tutti i titoli di questo genere, troviamo le gare a tempo, quelle ad eliminazione, alcune focalizzate sulla durata, croce e delizia di ogni amante dei racing game e le derapate, che purtroppo rappresentano l'anello debole del lotto, essendo quel qualcosa in più che però stona all'interno del gioco: poco divertenti, difficili da padroneggiare e francamente dimenticabili. Di fatto il progresso in Shift è suddiviso in due parti distinte e separate, il livello del pilota e il computo delle stelle. Il primo valuta il nostro modo di guida, se si preferisce una guida precisa o aggressiva, conteggiando quindi ad esempio le sportellate e le scivolate in curva piuttosto che la tenuta costante della traiettoria e le gare senza incidenti. Ad ogni avanzamento di livello corrispondono premi in denaro ma anche nuove livree, finiture, cerchioni ma soprattutto macchine in regalo e gare ad invito. Quest'ultime variano a seconda di come si guida, se si è uno sfasciacarrozze correremo molto spesso in eventi ad eliminazione, se si è virtuosi della traiettoria ci ritroveremo impegnati in gare contro il tempo. Oltre ai premi in denaro, che servono per comprare nuove vetture e i vari step di upgrade della macchina, Shift premia il giocatore con diverse medaglie, relative al raggiungimento di obiettivi che si rifanno al modo in cui si guida e alle macchine utilizzate. Sono di due tipi, quelle minori e quelle maestro, quest'ultime si ottengono mano a mano che si vincono quelle minori, partendo da quella di bronzo finendo con quella platino. Le stelle rappresentano invece il metro valutativo di ogni singola competizione. Non basta solamente arrivare primi, ma a seconda del tipo di evento bisogna ottenere particolari risultati in gara, che si rifanno alle caratteristiche peculiari dei due stili di guida. Una volta raggiunto un certo numero di stelle, si sblocca la fascia successiva di competizioni. Non sappiamo se ciò è voluto in sede di design ma purtroppo spesso si è costretti a rifare una corsa più volte, perchè magari al primo tentativo si è puntato al podio ma se si vogliono guadagnare anche le stelle bonus può essere necessario buttare fuori strada gli avversari, mandarli in testacoda oppure focalizzarsi sulle derapate in curva. Questo introduce una criticità, o meglio un certo corto circuito di fondo del gioco Electronic Arts. Shift è un titolo fondamentalmente simulativo, la fisica della vettura è credibile e azzerando gli aiuti perdona poco o nulla, perchè allora inserire obiettivi che inducono il giocatore a guidare scorretto buttando fuori strada gli avversari e mandandoli in testacoda senza badare all'incolumità del proprio mezzo e alla voglia, prettamente simulativa, di essere il più tecnici possibili così da fare il tempo migliore?

La simulazione per tutti

Dualismo nelle meccaniche di gioco ma anche dualismo nel modo di interpretare la questione simulazione e realismo. Il tuning meccanico raffinato e minuzioso delle vetture, ma del tutto completo solo con l'acquisto dei kit carrozzeria è un altro indice di una certa voglia di realismo di Slightly Mad Studios. A ogni minimo cambiamento di assetto si nota sulla vettura un deciso cambiamento sul modello di guida. E' insomma consigliato agire di fino su deportanza, altezza da terra, rapporti delle marce e quant'altro, visto che alcune vetture, come quelle a trazione posteriore sono dei cavalli da corsa difficili da domare. La stessa sensazione si avverte con i livelli automatici di upgrade delle vetture, che funzionano in modo similare a quelli di Gran Turismo, e riguardano tutte le parti della macchina, come peso, motore, frizione, nitro, sospensioni ma anche per nuovi interni e gomme più larghe e morbide, da applicare rigorosamente in toto per non presentarsi in pista con una vettura sbilanciata e poco reattiva. Purtroppo ad un realismo, in alcuni casi esasperato dei mezzi a quattro ruote, non corrisponde sempre un realismo della fisica degli scontri e dei danni. Cambio di direzione Il gioco vive sugli estremi delle conseguenze degli urti: tollera, anzi incoraggia l'appoggio in curva per sorpassare, ma se si mettono due ruote sullo sporco o sull'erba in alcuni casi diventa impossibile riportare la vettura in carreggiata. Non esiste poi un vero e proprio danneggiamento della vettura. Da una parte, come spiegheremo più avanti, si è puntato tutto sul deficit della visuale del pilota, con il lunotto che si spacca, con i continui sobbalzi e scossoni della vettura e con il viraggio in grigio dopo impatti di un certo rilievo. I grossi scambi di vernice su muretti e guard rail, oltre a far perdere spesso poca velocità alla macchina non implicano una distruzione coerente con l'urto del mezzo. Dopo diversi tentativi di suicidio si è assistito solo alla perdita del cofano e ad ammaccature frontali e posteriori (le parti laterali della vettura sembrano immuni al danneggiamento), mentre a livello di danni meccanici, a parte uno sbandamento progressivo ma mai incontrollabile della vettura non abbiamo notato malus. Nessuna diminuzione di velocità, accelerazione o potenza in frenata. Sembra insomma che in Shift abbiano voluto cercare un certo realismo, soffermandosi solo sul modello di guida delle vetture, cercando però un approccio più arcade, e quindi più immediatamente divertente, alla condotta di gara. In definitiva però, questo strano equilibrio regge: se si maledicono gli sviluppatori per la ricerca forzata della traiettoria migliore, si ringraziano però per la tolleranza riposta negli urti e nelle sportellate. Quello che più conta però è che l'esperienza, il feeling di guida è ai massimi livelli, non c'è mai frustrazione e complice le peculiarità tecniche del gioco, l'immedesimazione è se possibile superiore ai rivali di prossima uscita. Un gioco quindi con un approccio trasversale ai due canoni stilistici del genere, un titolo quindi che invece di mediare tra simulazione e arcade prende un pò dell'uno e un pò dell'altro, senza annacquare le caratteristiche di entrambi. I duri e puri potrebbero non gradire, ma oggettivamente il tutto funziona e, cosa più importante, diverte. Parlando di intelligenza artificiale non si può non elogiare il buon lavoro fatto dagli sviluppatori. Al salire del livello di difficoltà sale decisamente la cattiveria degli avversari, i quali fortunatamente sbagliano in modo credibile, specie se messi sotto pressione e per nostra fortuna non soffrono mai del famigerato effetto trenino, e anzi si danno battaglia tra loro sfruttando i punti di sorpasso in modo ogni volta diverso. Un deciso plauso va fatto alle gare uno contro uno, in cui si nota un deciso boost della capacità del guidatore avversario e quelle in cui è segnalato il pilota più forte del gruppo. In questi casi la sfida guadagna in adrenalina. Cambio di direzione

Qualche numero e una spruzzata di multiplayer

La natura simulativa di Shift si concentra tutta nel menu delle opzioni di guida dove è possibile scegliere il grado di realismo applicato al gameplay. Il titolo infatti, appena avviato, sottopone il giocatore a un giro di prova e tenta di impostare in automatico questi settaggi a seconda di come si è guidato. Sarà possibile comunque sempre modificare i parametri attraverso la selezione di un generico livello di difficoltà (facile, medio, difficile o pro) oppure scendendo nel dettaglio di valori come il controllo della trazione, l'ABS o il realismo dei danni. Il parco macchine di Need for Speed: Shift si assesta sulle 60 vetture acquistabili attraverso il concessionario, più un'altra decina abbondante di macchine aggiuntive che vengono sbloccate al crescere di livello del pilota e che possono essere utilizzate nelle sfide in multiplayer. Le case automobilistiche prese in considerazione spaziano dalle classiche Audi, BMW (la M3 GT2 tra l'altro è la macchina di copertina de gioco), Honda, Ford, Nissan per arrivare a vetture dal sapore più esotico e performante come la Bugatti Veyron 16.4, la Lamborghini Murciélago, la Maserati MC12 GT1, la Mercedes SLR McLaren 722 Edition ma purtroppo nessuna Ferrari. Insomma ce n'è per tutti i gusti ma in termini puramente numerici il valore è un po' basso per un titolo di guida che dovrebbe puntare al trono di simulazione dell'anno. Cambio di direzione Tra l'altro la questione numerica si va a sommare a un problema di fondo del parco automobili di Shift: il fatto che per ogni fascia di vetture ce ne sono un paio decisamente al di sopra di tutte le altre e almeno altrettante completamente inutilizzabili a causa di un modello di guida talvolta troppo estremizzato nel ricreare la trazione e l'eccessivo scarico di potenza. Questo si traduce in un iter abbastanza standardizzato: appena sbloccato il tier di vetture, si tende ad acquistare un veicolo medio, lo si potenzia fino a circa metà delle proprie caratteristiche, quindi lo si rivende per acquistare la migliore vettura della fascia e si procede con il suo tuning.Rimanendo ancorati alla pura descrizione numerica, Shift offre 37 tracciati differenti: alcuni realmente esistenti e altri opera di creazione degli sviluppatori. Per i primi si può dire che la fedeltà nella ricostruzione è praticamente totale se si fa eccezione per alcune piccole varianti nella disposizione dei cordoli o degli ostacoli a bordo pista che Slightly Mad Studios ha leggermente ritoccato per rendere più divertente la guida. Per quanto riguarda invece i tracciati fittizi ottimo è il lavoro fatto per renderli assolutamente credibili e molto piacevoli soprattutto nelle lunghe sfide 1 contro 1. In generale la varietà nelle ambientazioni è veramente molto elevata: si passa da circuiti di montagna a tracciati urbani, per arrivare fino agli ovali tipici delle competizioni Nascar. Per quanto riguarda il multiplayer Need for Speed: Shift non brilla per varietà e contenuti. Oltre alle onnipresenti classifiche con cui poter confrontare i nostri tempi con i giocatori di tutto il mondo o magari soltanto gli amici, troviamo fondamentalmente due modalità. Un semplice versus classificato o meno, dove disputare una gara, un time attack oppure una competizione drifting fino ad un massimo di otto giocatori utilizzando le vetture del nostro garage o una piccola selezione di automobili di serie. E un altrettanto semplice ma più approfondito Duello tra piloti. In questo caso si tratta di una competizione a gradini dove ci troveremo ad affrontare tre round di preparazione, i quarti, le semifinali e la finale. Ogni volta affronteremo un altro pilota del nostro stesso livello guidando la stessa vettura scelta a caso dal computer e su un tracciato selezionato anche questo in modo casuale.

Trofei PlayStation 3

Il gioco ricompensa il giocatore con 30 trofei, 12 di bronzo, 12 d'argento, 5 d'oro e una o di platino. Le medaglie sono tutte relative al progresso nel gioco, di conseguenza si ottengono al progredire di livello e allo sblocco delle varie fascie di gioco fino al raggiungimento del campionamento mondiale. La parte difficile viene per il raggiungimento della quota parziale e poi totale delle medaglie maestro, che ci impegnerà più volte a ripetere le gare per ottenere tutti i requisiti necessari per lo slocco.

La tecnologia scende in pista

Dove Need for Speed: Shift scorre via fluido e liscio e non può raccogliere alcuna critica è dal punto di vista grafico. Colonna portante dell'aspetto tecnico del gioco è la sua peculiare telecamera posta sulla testa del pilota e che contribuisce ad offrire quel senso di realismo nella visuale dall'interno dell'abitacolo. In accordo con la fisica infatti, il punto di vista del nostro avatar oscilla e sobbalza registrando e rispettando ogni applicazione delle forze gravitazionali. Il tutto unito a un sapiente utilizzo degli effetti di blur e oscuramento della vista, contribuiscono a offrire un senso di immedesimazione raramente provato in altri titoli di guida. Vedere gli specchietti o il contachilometri che si sfocano man mano che guadagniamo velocità, oppure subire gli effetti di un leggero impatto laterale o di uno scontro frontale con conseguente accecamento e sobbalzo è qualcosa piuttosto difficile da descrivere a parole. Le visuali dall'esterno o dal cofano perdono parte di questa meraviglia simulativa, che molto deve anche alla ricostruzione fedele dei cruscotti curata in molti dettagli maniacali, ma contemporaneamente permettono di ammirare il dettaglio grafico di Shift nel suo complesso. In termini di effetti questo Need for Speed rispetta gli standard canonici a cui siamo abituati, soprattutto nei termini dei titoli di guida: HDR con annesso lens flare da manuale, soprattutto nei circuiti misti densi di sali e scendi, un buon particellare che salta fuori all'improvviso durante gli scontri più estremi e più in generale un dettaglio grafico che si riversa in texture ottime e paesaggi qualitativamente impeccabili. Il frame rate è inchiodato sui 30 frame al secondo su Xbox 360 e PlayStation 3 (non sono mancati sporadici cali di frame rate nel classico caos post-partenza) mentre su PC si raggiungono molto facilmente i 60 FPS e oltre, anche sul nostro computer di testing dove il gioco è stato fatto girare a 1920x1200 con anti-aliasing e filtro anisotropico a 2x e tutti i settaggi grafici impostati su alto, fatta eccezione per il dettaglio dei tracciati impostato invece su medio. Più in generale una nota di merito va fatta al design dei circuiti, eccellente sia sotto il profilo della ricostruzione nel caso di tracciati realmente esistenti (Laguna Seca, Silverstone, Nürburgring) sia nei termini della varietà e qualità stilistica nel caso dei circuiti inventati. Differente invece il discorso per quanto riguarda le vetture. Cambio di direzione Qui il lavoro fatto è discretamente buono ma non eccellente: la ricostruzione è sempre fedele ma puramente in termini di dettaglio grafico le vetture non bucano lo schermo e risultano sì piacevoli ma di qualche spanna inferiori a quanto ci ha abituato la concorrenza dei vari Forza Motorsport e Gran Turismo. E' ottima invece la resa stilistica delle varie modifiche acquistabili e in grado di offrire una buona varietà quando a scendere in pista si trovano più vetture dello stesso modello. E' sempre piacevole vedere un determinato terminale di scarico, piuttosto che una pinza dei freni a disco colorata in un certo modo e il tutto contribuisce ad offrire quel grado di personalizzazione anche visivo. Doppia faccia anche per la "medaglia" dell'audio. Da un lato abbiamo gli effetti sonori assolutamente di primo livello: il suono dei motori entra nelle orecchie, ognuno con le sue differenti tonalità e una forza bruta che fa letteralmente sembrare di essere seduti nella macchina. Il sibilo della turbina che entra in funzione all'aumentare della coppia, persino il fischio dei dischi dei freni quando stressati per le troppe frenate. Tutto è ricreato con grande cura. Tutt'altro discorso va invece fatto per le musiche assolutamente sottotono e piuttosto standard. Bisogna però dire che di default l'accompagnamento musicale è disabilitato in tutte le competizioni, fatta eccezione per quelle di drifting dove, in qualche modo, le tracce hip hop e dal gusto latino ci possono anche stare. Bisogna spendere due parole anche per il parlato che accompagna costantemente il giocatore ed è realizzato in un ottimo italiano che aggiunge anche un pizzico di gustosa atmosfera. Concettualmente funge da tutorial al momento dello sblocco delle varie modalità e contribuisce a dare un feeling di continuità alla nostra scalata verso il tour mondiale NfS.

Need For Speed: Shift è certamente una scommessa vinta da parte di Electronic Arts. La rinascita della serie funziona e a nostro parere in pochi rimpiangeranno le corse clandestine tra il traffico. Lungo, vario, immediato e divertente, Shift si pone come una simulazione dal feeling arcade, fondendo nel gioco le caratteristiche peculiari dei due stili di guida. Ovviamente ciò potrà non piacere a tutti, ma è innegabile che il risultato finale è decisamente eccellente, l'esperienza di gioco è sempre gratificante e mai frustrante e su tutto spicca una parte tecnica di grande pregio, con tracciati perfettamente realizzati e una visuale in prima persona che ci porta nell'abitacolo di una vettura in un modo talmente reale da essere spiazzante nei primi minuti di gioco. Forza Motorsport e Gran Turismo sono insomma avvisati, il terzo incomodo targato Electronic Arts si pone come candidato al titolo di racing game dell'anno.

Pierpaolo Greco
Matteo Santicchia

Pro

  • La visuale dall'abitacolo non ha rivali
  • Un feeling di guida adrenalico e coinvolgente
  • Molte competizioni e tracciati a disposizione

Contro

  • I danni sono parziali e influiscono poco sulla vettura
  • La natura simulativa viene snaturata da alcuni obiettivi
  • Caricamenti un pò lenti

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • CPU: Intel Core 2 Quad Extreme Edition X9650 a 3.0 GHz
  • Scheda video: GeForce 8800 GTS 512 MB
  • RAM: 2 GB DDR a 800 MHz
  • Sistema Operativo: Windows XP
  • Requisiti Minimi
  • CPU: Intel Core 2 Duo 1.6 GHz o superiore
  • Scheda video: 256 MB con supporto per Pixel Shader 3.0
  • Scheda audio: DirectX 9.0c compatibile
  • RAM: XP 1 GB; Vista/Windows 7 1.5 GB
  • Hard Disk: 6 GB
  • Sistema Operativo: Windows XP (Service Pack 3) o Windows Vista (Service Pack 1) / Windows 7
  • E' richiesta la Connessione internet per il security check in fase di installazione.