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Gran TurismoThe real portable driving simulator? 86

Dopo oltre 5 anni dalla sua presentazione, Gran Turismo per PSP è finalmente completo. E' un giorno di festa per gli amanti delle quattro ruote?

Quando la gestazione di un videogioco richiede cinque e più anni, è lecito e scontato che le aspettative siano elevate. Ancora di più se tale gioco fa parte della serie Gran Turismo, uno dei nomi più importanti nel mondo del divertimento elettronico moderno fin dall'epoca del suo esordio su PsOne datato 1997. E così mentre l'attesa per il quinto capitolo dovrà protrarsi fino ai primi mesi del prossimo anno, perlomeno la declinazione per PSP ha raggiunto finalmente gli scaffali dei negozi, oltre che la via del digital download per la neonata PSP Go.

Cinque anni e (non) sentirli

Per tutta una serie di motivi che andremo a discutere nel corso dell'articolo, è francamente difficile credere che Polyphony abbia effettivamente lavorato su questo Gran Turismo portatile in maniera costante e assidua fin dal suo lontano annuncio durante l'E3 2004, anche se in realtà una prima occhiata ai numeri potrebbe suggerire il contrario. 800 vetture e più di 35 tracciati (45 con le varianti), affrontabili anche al contrario, sono cifre che fanno impressione e che spesso risultano irraggiungibili nei titoli automobilistici su console da salotto, The real portable driving simulator? figuriamoci su un handheld. E anche la giocabilità, e nello specifico la qualità del modello di guida, non sono stati compromessi dalla "riduzione"; ovviamente sarebbe assurdo scomodare la raffinatezza vista in GT5 Prologue che gira su un hardware infinitamente superiore, ma fermandosi al quarto capitolo si può con buona certezza affermare che siamo sullo stesso livello. Questo, tradotto, sta a significare che guidare le auto di Gran Turismo è piacevole, impegnativo e appagante; la produzione giapponese resta un simulatore, e malgrado oramai non rappresenti più da tempo l'unica scelta per gli amanti di questo genere di titoli automobilistici, la qualità delle sue fondamenta è innegabile. Per questo motivo suggeriamo fin da subito di eliminare tutti gli aiuti alla guida e impostare il comportamento simulativo delle vetture, per poter godere così delle grandi e piccole qualità della fatica Polyphony; ogni auto ha un comportamento legato alle sue precise caratteristiche, e sono davvero poche le vetture che si somigliano su pista. Dispiace in tal senso che uno dei punti di forza e di maggiore importanza della serie fin dal suo debutto, ovvero il tuning estetico e delle prestazioni, sia stato totalmente eliminato in questo capitolo. Il gusto di acquistare un'auto di serie, magari usata, e modificarne le parti dalla marmitta all'intero motore fino a trasformarla in un bolide da 250 kmh è purtroppo solo un ricordo sbiadito. Tutto ciò che rimane sono una manciata di opzioni nei settaggi, come il bilanciamento delle sospensioni, dei freni e dell'aerodinamica; una frazione rispetto ai "bei tempi" quindi, e una assenza che pesa davvero tanto all'interno dell'economia del prodotto. Ma la cosa grave è che, purtroppo, non è affatto l'unica...

Multiplayer

La modalità multigiocatore permette ad un massimo di 4 giocatori di sfidarsi in locale tramite ad hoc wi-fi; niente online quindi, nemmeno per banali classifiche dei tempi sul giro. Per chi ha la fortuna e la possibilità quindi di avere 3 amici con relative PSP e copie del gioco, è comunque possibile organizzare gare con una elevata dose di customizzazione, andando a modificare tutta una serie di aspetti per poter garantire la competitività anche nel caso in cui l'abilità alla guida non sia uguale per tutti.

Il gioco dov’è?

Capita a volte di restare interdetti di fronte ad alcune scelte di game design, ma nel caso di Gran Turismo su PSP è francamente incomprensibile trovare una motivazione di fronte alla struttura del gioco nella modalità in single player, soprattutto pensando ai trascorsi della serie. Molto semplicemente, non c'è nessun tipo di organizzazione dei contenuti, di progressione o di struttura; non esistono campionati, sfide, competizioni, classifiche, o la benchè minima parvenza di una carriera da sviluppare. Tramite un menù molto minimalista ci si limita a scegliere il tipo di evento (time trial, gara o drift) e il numero di giri, la vettura da utilizzare, e il tracciato su cui correre; un po' come gli arcade da sala giochi di tanti anni fa, con la sola differenza che non siamo in sala giochi e Gran Turismo non è un arcade. L'unico sviluppo è lo sblocco dei vari livelli di difficoltà, da D ad S, con solo gli ultimi due che riescono a rappresentare una minima sfida per gli utenti esperti. In realtà esistono le Driving Challenges, una serie di prove via via più complicate che ricordano le patenti dei primi episodi, ma appare ovvio che si tratti di una opzione secondaria la quale di certo non si può ritenere sufficiente per sostenere l'intera modalità in singolo. Sarebbe stato quindi lecito attendersi di più, a maggior ragione perchè di riflesso l'unica motivazione nell'affrontare gli eventi è guadagnare denaro per comprare le macchine, che tra l'altro una volta acquistate non si possono vendere. Addirittura non ci sono più le auto in premio per le vittorie, una The real portable driving simulator? delle piccole chicche che avevano contribuito a rendere il titolo Polyphony quello che è stato nel cuore di tutti gli appassionati. In pratica, se ancora non fosse chiaro, in Gran Turismo per PSP è tutto disponibile fin dall'inizio, riducendo qualsiasi senso di progressione alla sola crescita del proprio garage. Ma anche in questo caso c'è qualcosa di cui discutere, a fronte della decisione dei programmatori di non concedere l'accesso dell'intero catalogo al giocatore in ogni momento, ma al contrario garantendo solamente l'acquisto delle vetture di 5 costruttori per volta, pescati in maniera casuale, per ogni giorno "virtuale" di gioco. E tornando alle gare, riuscire a definirle elettrizzanti ed eccitanti è davvero arduo; passi per i soli 3 avversari presenti, evidentemente un compromesso necessario di fronte ai limiti di PSP, ma la basica intelligenza artificiale (praticamente sempre si limitano a seguire la traiettoria ideale) e la scarsa aggressività trasformano spesso e volentieri le competizioni in solitarie sgroppate verso il traguardo già dopo poche curve, situazione che cambia solo ai livelli di difficoltà più alti. Cosa resta quindi di questo Gran Turismo? Una componente tecnica eccellente senza dubbio, superiore a qualsiasi altro racing game su console portatili; 60 fps e una modellazione poligonale ottima, che diventa superba nel caso dei modelli delle vetture, sono un traguardo notevole che rende un hardware "datato" ancora capace di stupire. Di fronte a tanta qualità sorprendono certi passi falsi come per esempio l'orribile visuale interna, in cui si vede solamente il profilo del telaio dell'auto mentre dove dovrebbe esserci l'abitacolo c'è invece il nero più cupo, o le texture generalmente sfocate e poco definite. Ma sono nei trascurabili senza troppi problemi, che è ancor più facile dimenticare osservando la bellezza dei replay, marchio di fabbrica del team nipponico. E tra i pregi resta senza dubbio anche il modello di guida, da apprezzare chilometro dopo chilometro e che viene un po' ridimensionato soltanto per l'assenza di freno e acceleratori analogici. Ovviamente manca qualsiasi tipo di danno estetico o tecnico, per cui urti e "bump" contro barriere ed avversari sono più che tollerati data l'assenza di penalità per questo tipo di condotta. In definitiva, tirando le somme, è chiaro che da chi ha inventato il "real driving simulator" ci saremmo aspettati decisamente di più.

Gran Turismo su PSP è una collezione di 45 tracciati e 800 auto esaltati da una componente tecnica di primo piano e da un modello di guida molto valido. Una struttura di base solidissima, per non dire rocciosa, su cui però non è stato costruito nulla o quasi. L'assenza totale di una modalità in single player degna di questo nome, l'estirpazione del tuning delle vetture, l'intelligenza artificiale semplicistica degli avversari e la discutibile gestione del catalogo del costruttori riducono enormemente il valore di un prodotto che, per il nome che porta e di fronte ad una gestazione così lunga, avrebbe potuto e dovuto essere decisamente migliore. Un'occasione sprecata quindi per un gioco destinato a lasciare l'amaro in bocca anche ai fan più accesi della serie Polyphony.

Andrea Palmisano

Pro

  • Tante auto e tracciati
  • Tecnicamente ottimo
  • Modello di guida valido

Contro

  • Totale assenza di una modalità in singolo degna di questo nome
  • Game design in molti aspetti estraneo ai punti di forza della serie
  • Intelligenza artificiale deludente