Onde energetiche rabbiose  49

Nonostante l'anime sia da anni un'opera conclusa, la saga dei Sayan continua regolarmente, ecco a voi l'ultimo arrivato Dragon Ball: Raging Blast

Piattaforma testata: Xbox 360

Dopo il contestato capitolo Burst Limit, Namco Bandai torna sui suoi passi e ci propone un nuovo gioco con protagonisti i super guerrieri nati dalla penna di Akira Toriyama, questa volta riprendendo e approfondendo le meccaniche tipiche della serie Budokai che fu tanto apprezzata nella passata generazione hardware. L'intenzione degli sviluppatori con questo Raging Blast è stata quella di proporre un gioco che espandesse esponenzialmente le caratteristiche che hanno fatto la fortuna degli episodi Budokai puntando in particolare sulla quantità e se a una prima occhiata verrebbe da pensare al classico more of the same, pad alla mano, ci si rende subito conto come, stavolta più che mai, di carne al fuoco ce ne sia davvero tanta.


Innanzitutto partiamo con l'analizzare Dragon Ball: Raging Blast nel suo insieme: il gioco abbraccia tutta la serie animata Dragon Ball Z oltre a molte saghe parallele e ad alcune interessanti parentesi alternative alla storia ufficiale. Ogni filone della narrazione, caratterizzato dai famosissimi supercattivi, si articola in diversi scontri che seguono per filo e per segno gli eventi visti in tv offrendo numerosi combattimenti in situazioni e contesti differenti così da arrivare a diverse ore di gioco per portare a termine una macrosequenza. Aggiungendo a questo le numerose modalità di gioco alternative alla Storia come i tornei online e offline o le varie sfide personalizzate si hanno diversi indizi riguardo la completezza dell'ultima fatica Namco Bandai.

A colpi di aura

Il cuore di Dragon Ball: Raging Blast risiede nella struttura del suo sistema di combattimento così atipico da stonare accanto ai picchiaduro più canonici ma che ripropone egregiamente le abilità e il dinamismo che ci ha fatto conoscere negli anni la famosa serie animata. Gli incontri si svolgono sempre in un canonico uno contro uno in arene le cui generosissime dimensioni non hanno eguali in nessun altro gioco di combattimenti, inoltre quando ragioni narrative lo richiedono avvengono dei cambi di personaggi nel bel mezzo della battaglia così che un singolo scontro si può protrarre anche per diversi minuti suddividendosi in più parti concatenate tra loro. Vista la lunghezza degli scontri il gioco richiede l'approccio più ragionato all'azione, inoltre è fondamentale intavolare un minimo di tattica sul lungo periodo per poter riuscire a gestire l'energia dei propri personaggi nel corso delle varie scene ed ovviare al vantaggio dell'avversario che gode di una più durevole barra vitale. Come da tradizione i guerrieri hanno la possibilità di spostarsi a 360 gradi lungo lo scenario avendo la capacità di volare e combattere sott'acqua senza alcuna limitazione, se non i confini delle arene stesse. Tutto questo rende particolarmente dinamico e atipico lo svolgersi degli incontri, sensazione accentuata dalla distruttibilità degli ambienti di gioco, feature che ha anche dei pesanti risvolti sul gameplay rivelandosi un ottimo modo per aggravare il danno inferto all'avversario. Sul campo di battaglia si può ricorrere ad attacchi corpo a corpo, prese oppure alle famose sfere di energia che combinati insieme offrono una discreta possibilità di combo la cui composizione è direttamente mutuata dal genere action, particolarmente interessanti sono anche il sistema di parate che si comporta in modo differente a seconda del diverso attacco da contrastare e la possibilità di effettuare attacchi contestualizzati all'ambiente che ci circonda aggiungendo un ulteriore livello di tatticismo al tutto costringendo il giocatore a conoscere a fondo l'ambiente di gioco per sfruttarlo a proprio vantaggio. Una profondità e una raffinatezza sicuramente superiori al passato quindi, abilmente mascherati dietro quell'apparenza caciarona e confusionaria tipica degli epici scontri del cartone animato.

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Obiettivi Xbox 360

Vista la tanta carne al fuoco che offre il gioco e il notevole numero di contenuti sbloccabili anche il perseguimento dei vari achievements risulta lento e impegnativo, in particolare è necessario dedicarsi a tutte le varie tipologie di gioco per poter ottenere un gruzzolo dignitoso di gamerpoints.

Kamehameha!

Padroneggiare le abilità sovrumane dei personaggi non si rivela una sfida semplice per un neofita del genere, per portare a termine un combattimento con successo è indispensabile ricorrere ai Super Attacchi e agli Attacchi Supremi tipici di ogni lottatore che rappresentano le mosse offensive più devastanti e determinanti del gioco e sono affidati alle quattro direzioni dell'analogico destro. Tali tecniche possono essere eseguite ricorrendo all'energia dell'aura, quest'ultima caricabile colpendo l'avversario con attacchi e combo standard oppure ricorrendo al tasto giù della croce direzionale, metodo più veloce ma anche rischioso visto che lascia indifeso il proprio personaggio durante l'accumulo di energia, per questo diventa fondamentale riuscire a scagliare lontano il proprio oppositore quel tanto che basta per aver la possibilità di compiere l'attacco giusto. Una riuscita esecuzioni di queste tecniche è imprescindibile nell'economia del gioco, risulta infatti proibitivo portare a termine gli incontri senza il loro utilizzo, caratteristica questa che avvicina ancora di più il gioco all'opera da cui è tratto.

Sayan personalizzati

Dragon Ball: Raging Blast mette a disposizione una rosa di ben 70 personaggi contando quelli sbloccabili e le varie trasformazioni. Ogni combattente vanta uno stile di combattimento peculiare che si riflette nell'esecuzione delle mosse speciali, esiste infatti chi è più orientato agli attacchi di energia e chi al combattimento corpo a corpo, oltre alle capacità uniche delle varie razze di appartenenza. Ad accrescere questa già di per se invidiabile varietà interviene un apposito editor che permette di personalizzare i parametri di ciascun personaggio tramite un menu a scacchiera nel quale è possibile

collocare determinate pedine dalla forma e dagli effetti diversi, inoltre durante il gioco c'è la possibilità di sbloccare nuovi super attacchi che possono essere assegnati allo stick analogico destro al posto di quelli disponibili inizialmente. Considerando che ogni singolo personaggio ha a disposizione ben tre set di personalizzazione differenti ci si può rendere subito conto come e quanto sia ampia la capacità di stravolgere gli equilibri e gli stili di combattimento del gioco.
Molta cura è stata posta anche nella realizzazione di diverse modalità di gioco oltre alla classica storia, come le numerose sfide che richiedono il raggiungimento di specifici obiettivi, il dojo che offre anche un tutorial tanto esauriente quanto fondamentale e la possibilità di partecipare e organizzare tornei sia online che offline. Per dare ulteriore profondità al prodotto, sono stati inseriti una discreta quantità di extra sbloccabili di qualsiasi genere, comprese come già detto delle nuove mosse speciali da utilizzare in combattimento. La sensazione che si ha giocando a Raging Blast è quella di non avere tra le mani il classico compitino svolto dagli sviluppatori con il minimo sforzo per mungere i fan del brand ma bensì un prodotto di indubbia concretezza, sia nei contenuti che nelle meccaniche.

Animazione furiosa

Se la spettacolarità e la dinamicità degli scontri avvicinano davvero molto Raigin Blast alla serie Dragon Ball Z è sul fronte grafico che si sono fatti i maggiori passi avanti in tal senso tanto che oramai la differenza con il cartone animato è diventata quasi impercettibile. La modellazione dei personaggi unita allo studio delle loro movenze sono stati egregiamente mutuati da quelli visti in televisione, compresi i dieci scenari disponibili che ripropongono i teatri di scontro classici della serie, sottotono appare solo la resa della demolizione degli ambienti piuttosto approssimativa. Di sicuro impatto è anche la resa dei colpi speciali, esaltata dalla regia che emula le riprese dell'anime, il tutto realizzato a 60 frame al secondo. Nota dolente invece per quanto riguarda la telecamera, che fatica a seguire la frenesia dell'azione e sporadicamente perde di vista sia il personaggio comandato dal giocatore che, molto più spesso, l'avversario in particolar modo quando le distanze tra i due contendenti si allungano, cosa tutt'altro che rara durante i combattimenti che possono essere influenzati negativamente nell'esito dal cattivo servizio che la camera offre al giocatore. Di tutt'altro spessore il comparto sonoro, composto di musiche originali che d'inedite composizioni create per l'occasione, inoltre il gioco offre la possibilità di scegliere tra il doppiaggio inglese e quello originale in lingua giapponese, cosa che farà senz'altro felici gli appassionati.

Multiplayer.it

8.0

Lettori (171)

7.8

Il tuo voto

Dragon Ball: Raging Blast è sicuramente il miglior gioco tratto dall'opera di Toriyama disponibile per le due console in alta definizione, il ritorno alle meccaniche degli episodi Budokai è stata sicuramente una scelta azzeccata e il grande lavoro di affinamento e espansione dei contenuti rifugge il rischio di ritrovarsi in mano un frivolo more of the same dei vecchi capitoli. Lo spettacolare sistema di combattimento richiede il suo tempo per essere padroneggiato vista anche la curva di apprendimento piuttosto ripida. Tecnicamente fedelissimo alla serie animata pecca però per la fragilità della telecamera nel seguire la dinamicità dell'azione, probabilmente l'unico grave difetto imputabile al nuovo picchiaduro dei Sayan.

PRO

  • Rivive tutta la serie Z
  • Graficamente indistinguibile dalla serie animata
  • Ampia capacità di personalizzazione

CONTRO

  • Telecamera fastidiosa e inefficiente
  • Il sistema di combattimento potrebbe non essere alla portata di tutti