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Redazione

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Rabbids Go HomeIl primo coniglio sulla Luna 16

Ridendo e scherzando, i Rabbids se ne escono con un action game di tutto rispetto...

Il primo coniglio sulla Luna Sin dal loro esordio in Rayman Raving Rabbids, i conigli di casa Ubisoft non sono mai stati presi molto sul serio: dapprima comprimari e poi assoluti protagonisti di party game, i Rabbids sembravano destinati ad una carriera di attori di seconda fila, utili solo per regalare qualche momento di ilarità all'interno di produzioni non certo indimenticabili. Quando però è stato annunciato Rabbids Go Home, è apparso immediatamente chiaro come i progetti del colosso francese per i suoi coniglietti fossero ben diversi: abbandonato il "patrocinio" di Rayman nel titolo, gli psicolabili animaletti si sono messi in proprio, e a giudicare dalla qualità di questa loro nuova avventura, la scelta è stata oltremodo azzeccata.

Stupidità d'autore

A dirla tutta, la buona riuscita di questo Rabbids Go Home non arriva come un fulmine a ciel sereno, considerando come il coinvolgimento di Michael Ancel (padre di Rayman e Beyond Good & Evil) nel progetto fosse cosa risaputa. Assieme al team di Ubisoft Montpellier, lo storico game designer è riuscito ad infondere il prodotto di tutti quegli elementi che mancavano al franchise per camminare sulle sue gambe: a cominciare, ovviamente, da una struttura ludica semplice, immediata ed anche decisamente originale. Tutto parte dall'irrazionale ed improvviso desiderio dei coniglietti di andare sulla Luna per poter finalmente sonnecchiare in pace, lontani dal rumore della città: per fare questo, i demenziali protagonisti scelgono la soluzione più stupida possibile, ovvero accumulare un enorme mucchio di cianfrusaglie allo scopo di creare una montagna capace di raggiungere il satellite terrestre. Ecco dunque che il compito dell'utente sarà quello di muovere due Rabbids armati di carrello della spesa all'interno di vari scenari, raccogliendo tutti gli elementi che possano assolvere allo scopo. Quelli standard sono contrassegnati da dei cerchietti bianchi, ed è sufficiente passarci sopra per collezionarli, ma ogni stage pone come obiettivo l'ottenimento di un oggetto extralarge, da spedire al campo base dei conigli tramite lo scarico di un water. Il primo coniglio sulla Luna Come è evidente, la componente humour riveste un ruolo di primo piano nel fascino di Rabbids Go Home, e non solo per le bizzarre premesse narrative: il gioco è costantemente arricchito da scenette divertenti, dialoghi ai limiti dell'assurdo e situazioni estremamente comiche, il tutto condito dalle deliranti urla dei coniglietti che da sole riescono a mantenere il sorriso stampato sulla faccia dell'utente. Ma al di là di questo, il titolo Ubisoft può vantare anche un gameplay solido ed appassionante, nonostante la sua innata semplicità. I livelli sono ricchi di espedienti indispensabili per scongiurare il rischio ripetitività, e dunque fanno la loro bella figura nemici di vario tipo, puzzle ambientali, sezioni a tempo e via discorrendo. Anche il sistema di controllo registra ottimi risultati: il movimento del carrello è delegato allo stick analogico del Nunchuck, mentre scuotendo il Remote è possibile attaccare sfruttando l'onda d'urto delle grida dei Rabbids, e vi sono solo un altro paio di tasti a completare le azioni performabili.

BWAAAAAAAHH!!!

Uno degli aspetti più positivi di Rabbids Go Home risiede nell'evidente cura con la quale sono stai realizzati tutti gli elementi di contorno all'azione ludica vera e propria. Ancel e compagni hanno saputo magistralmente rendere divertente ogni singolo aspetto che accompagna le folli corse dei coniglietti, a cominciare da una sezione tradizionalmente neutra quale l'editor del personaggio. La modalità In the Wiimote consente infatti non solo di agghindare a piacimento il proprio Rabbid utilizzando gli elementi sbloccati nel corso dell'avventura, ma si rivela anche uno dei minigame più demenziali che la storia dei videogiochi ricordi: su schermo viene visualizzato quello che dovrebbe essere l'interno del Remote che si impugna, con le sollecitazioni apportate al controller che si riflettono sul corpo malcapitato coniglio, ad esempio sbattendolo contro le pareti se si scuote la periferica. La varietà di interazione è più vasta di quanto si possa immaginare, e ci si ritrova a "perdere tempo" in questa sezione anche solo per sorridere delle reazioni del Rabbid ai vari movimenti operati con il Remote. Il primo coniglio sulla Luna Anche l'aspetto tecnico è stato oggetto di un'encomiabile cura da parte degli sviluppatori, a cominciare da una realizzazione grafica impeccabile. Lo stile minimalista tipico della serie non costringe l'hardware Nintendo a dare eccessivo sfoggio dei suoi limiti, ma Rabbids Go Home non si fa mancare ambientazioni colorate e ricche di particolari ed animazioni degne di un cartone animato: non mancano poi genuini tocchi di classe quali le routine fisiche che regolano i movimenti del carrello ed i suoi contenuti, per non parlare delle scintille a la WipeOut che vengono prodotte in caso di manovre estreme. Eccellente, infine, l'accompagnamento sonoro: un'improbabile piccola orchestra di Rabbids segue i due protagonisti suonando ritmi zigani che si sposano alla perfezione con la frenetica azione di gioco.

Rabbids Go Home è un action game originale, semplice, immediato ma soprattutto divertente: vuoi per le bizzarre meccaniche ludiche, vuoi per l'irresistibile simpatia dei protagonisti, il titolo Ubisoft scorre via che è una meraviglia, impreziosito oltretutto da una grafica deliziosa ed un accompagnamento sonoro che non avrebbe potuto essere più azzeccato. E' chiaro che rimaniamo nei confini di un prodotto casual, quindi chiunque fosse alla ricerca di sfide sensazionali o longevità da primato farebbe meglio a guardare altrove: per tutti gli altri, Rabbids Go Home è un autentico spasso.

Fabio Palmisano

Pro

  • Immediato e divertente
  • Comicità irresitibile
  • Tecnicamente ottimo

Contro

  • Livello di sfida basso
  • Piuttosto breve