Piovono PolpetteQuando il cibo diventa una minaccia 

Ubisoft presenta la versione videoludica delle avventure fanta-culinarie del folle scienziato Flint Lockwood

Versione testata: Xbox 360

Piovono Polpette si presenta all'appello come film d'animazione della stagione pre-natalizia in diretta concorrenza con Up della Pixar, riuscendo ad offrire una valida alternativa alle storie di animali antropomorfi e quant'altro con una trama a dir poco folle. Quando il cibo diventa una minaccia Flint Lockwood è il classico genio incompreso: dotato di un'intelligenza superiore al normale, non riesce però ad affermarsi e nella vita quotidiana di Swallow Falls - l'isola in cui ha luogo la storia - rimane sempre in secondo piano, finché non gli si presenta la paradigmatica occasione. L'isola natale sta incontrando diversi problemi a causa della crisi nel commercio delle sardine, che ha sempre rappresentato il pilastro dell'economia locale, e per risollevarne l'immagine e risolvere i problemi economici Flint sviluppa uno strumento incredibile, chiamato con l'allucinante acronimo F.L.D.S.M.D.F.R., ovvero Flint Lockwood Diatonic Super Mutating Dynamic Food Replicator. Si tratta di un dispositivo che consente di trasformare sostanzialmente l'acqua in cibo, ma la scoperta filantropica si trasforma ben presto in cataclisma, quando il macchinario viene spedito accidentalmente nella stratosfera iniziando ad assorbire l'umidità aerea in gigantesche porzioni di bistecche, hamburger, polpette, gelato e quant'altro che ovviamente precipitano in abbondanza sulla superficie di Swallow Falls. Potrebbe sembrare a prima vista una cosa quasi positiva, ma in realtà implica una serie di enormi problemi per la cittadina, che ovviamente dovranno essere risolti dal principale responsabile della situazione, ovvero Flint. Aiutato dalla fida scimmietta Steve (capace di comunicare attraverso un altro dei marchingegni dello scienziato), il nostro eroe dovrà cercare di ripulire il caos generato dall'invasione di cibo nonché scoprire chi si cela dietro a quello che pare un misterioso sabotaggio del suo progetto. Se il film si presenta come una produzione per bambini adatta a tutta la famiglia, il gioco sembra maggiormente concentrato sul pubblico giovane, sebbene la struttura semplice e pulita possa comunque attrarre anche i più grandi, possibilmente per sessioni di gioco insieme ai suddetti giovanissimi.

Una missione di pulizia

La storia è raccontata in maniera alquanto confusionaria: di fatto, se non si è già visto il film (o quantomeno non ci si è documentati su questo) non è facile capire esattamente la successione degli eventi e il ruolo dei vari personaggi, anche per la marginalità con cui i dialoghi sono inseriti nel gioco. Si tratta di portare a termine una serie di missioni piuttosto staccate tra loro (selezionabili liberamente entro determinate sequenze cronologiche), nelle quali ci troviamo a grandi linee a portare a termine i medesimi obiettivi, indicati essenzialmente dalla necessità di raggiungere un punto della mappa e ripulire la zona dall'invadente cibo. Per fare questo, la fervida mente di Flint ha escogitato vari tipi di arma da utilizzare in maniera adatta al contesto, come l'enorme forchetta per distruggere i ravioli giganti o arrampicarsi sulle cascate di spaghetti, una sorta di phon che consente di sciogliere il gelato, un grosso pugno di ferro per distruggere salsicce o spostare hamburger e una sorta di aspirapolvere in grado di risucchiare e sputare fuori liquidi di vario genere, adatta per sciogliere le "zollettone" di zucchero con il caffè bollente o cospargere miele su superfici verticali per renderle facilmente "arrampicabili". Oltre all'azione forsennata, dunque, c'è spazio per un certo ragionamento per quanto riguarda l'approccio ai nemici e agli ostacoli presenti essendo necessaria l'analisi della loro "composizione" prima di scegliere lo strumento più adatto da utilizzare. Quando il cibo diventa una minaccia I vari livelli non sono mai troppo difficili da portare a termine, cosa che rende il gioco particolarmente godibile anche dal pubblico più giovane. Allo stesso modo, la possibilità di giocare in due contemporaneamente con il secondo giocatore in grado di entrare ed uscire in qualsiasi momento dalla partita (interpretando la scimmietta Steve) alla semplice pressione di un tasto sul secondo controller, rappresenta una soluzione ideale per i genitori che vogliono prendere parte in maniera non continuativa alla partita, magari aiutando per un breve pezzo particolarmente difficoltoso il giocatore principale, per poi lasciarlo libero di proseguire anche da solo.

Ambientazione gastronomica

La sceneggiatura alla base del gioco si presta ovviamente mettere in scena dei livelli piuttosto originali, trattandosi di dare la caccia a enormi porzioni di cibo di vario genere e fattura. Ogni livello in effetti è caratterizzato da un'ambientazione dominante: c'è quello del porto invaso dai prodotti tipicamente italiani, quello montano alle prese con delle gelatine alquanto aggressive e invadenti o quello urbano in cui il gelato ha preso il sopravvento. Inquadrato dall'alto con il protagonista ben in vista al centro dello schermo, il gioco ha un aspetto che richiama la tradizione classica dei videogiochi d'azione ma anche, tutto sommato, un bell'aspetto. Quando il cibo diventa una minaccia Ovviamente non c'è da gridare al miracolo ma la qualità degli scenari, dei colori e la fluidità generale rendono questo Piovono Polpette una degna applicazione in videogioco dell'ottimo lavoro svolto in sede cinematografica dallo studio di animazione. Da segnalare anche una certa cura nella realizzazione degli elementi di contorno, come le brevi scene d'intermezzo che introducono le varie sezioni di gioco. In questo caso, veloci scenette vengono visualizzate con una grafica che ricorda e l'aspetto tipico dei videogiochi anni 80, stile ribadito anche per quanto concerne le schermate delle opzioni con una scelta decisamente piacevole, sebbene questo non riesca a compensare la trascuratezza con cui la trama viene trattata nel corso del gioco, cosa che crea un certo smarrimento nel giocatore che tenta di star dietro al succedersi degli eventi. L'accompagnamento sonoro da parte sua non si segnala per soluzioni particolari: la versione provata è interamente in Inglese con una buona quantità di dialoghi parlati che nell'edizione per il nostro mercato dovrebbero essere localizzati in Italiano.

Ci piace

  • Semplice e divertente
  • Possibilità di giocare in multiplayer "al volo"
  • Grafica non malvagia

Non ci piace

  • Ripetitivo dopo poco tempo
  • Narrazione confusa della storia
  • Adatto quasi esclusivamente ai giovanissimi

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