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Battlefield: Bad Company 2Terza guerra mondiale! 198

Tornano i quattro della Bad Company, la loro missione? Salvare il mondo!

Versione testata: PC

Finalmente è giunta l'ora di recensire, di dare il nostro giudizio finale su Battlefield: Bad Company 2 dopo averne parlato a più riprese negli ultimi tempi. Iniziamo subito confermando quello che era possibile evincere leggendo tra le righe dei due precedenti provati e che nel codice finale appare chiaro. Terza guerra mondiale! L'ultimo lavoro Dice è un cambio di rotta piuttosto marcato rispetto al prototipo, andandosi a collocare sulla scia di Modern Warfare 2, reinventandosi come un titolo estremamente lineare, scriptato, con missioni molto varie grazie anche all'uso dei mezzi più disparati. Tutto ciò annulla però gli spazi aperti del primo titolo, collocando il giocatore in uno stretto "binario", che è possibile comunque allargare a dismisura vista la distruzione di buona parte dello scenario garantita dal rinnovato e sontuoso Frostbyte 2.0.

12 stazioni per l'inferno

La storia che lega le dodici missioni parte subito con un primo colpo di scena. Siamo nel 1944 nei panni di un gruppo di marines intenti a recuperare uno scienziato giapponese defezionario, creatore di un'arma segreta capace di ribaltare le sorti del conflitto. Ovviamente qualcosa andrà storto, condannando all'insuccesso la missione di recupero. Dopo un salto di settanta anni troviamo i nostri in Siberia, durante quella che è a tutti gli effetti la terza guerra mondiale. Nei panni del soldato Marlowe dobbiamo assistere un nostro agente mandato in territorio nemico per raccogliere qualcosa, qualcosa che scopriremo essere quanto andato perduto nel prologo iniziale. Anche qui tutto andrà per il verso sbagliato, i quattro si troveranno costretti a rincorrere letteralmente l'arma, su e giù per il sud America, tra deserti, giungle, foreste, antichi villaggi e città in fiamme. Le dinamiche tra i vari componenti della squadra ci vengono presentate in un modo più serioso, si ride e si sghignazza spesso ma complice l'atmosfera da ultima spiaggia, il registro da commedia nera del primo capitolo è qui resa meno evidente, visto che vengono a galla spesso e volentieri pensieri e problematiche personali, in modo da rendere più facile e immediato l'affezionarsi ai membri della "cattiva compagnia". Questo maggior approfondimento delle personalità dei nostri eroi (senza comunque scadere in lunghi e noiosi monologhi interiori) non trova un giusto appiglio nel modo in cui vengono narrate le vicende. La storia ci viene proposta in modo molto "piatto", "tranquillo", senza gli eccessi barocchi (magari poco intelligibili) della concorrenza targata Activision. Il procedere degli eventi, i vari snodi e colpi di scena più o meno telefonati che si susseguono, non colpiscono con forza il giocatore, le cut scene, tecnicamente sbalorditive sia da un punto di vista visivo, sia per la qualità del doppiaggio italiano, hanno la sola funzione di raccordo tra i vari teatri di battaglia, non dando quel valore aggiunto al racconto. Terza guerra mondiale! Nelle circa 8-10 ore di gioco tutto funziona, non si perde il filo del discorso, ma l'impressione è quella che l'urgenza delle azioni della Bad Company, la drammaticità degli eventi in cui si trovano non riescano a colpire allo stomaco il giocatore come Modern Warfare 2 aveva saputo fare. Non è questo un riferimento particolare a No Russian, la storia non cerca a tutti i costi di sembrare quella di un film di Tom Clancy, ciò è un bene perchè così si è svincolati dalla ricerca continua del botto più grosso o del twist più spiazzante, evitando quindi i pericoli insiti di una scelta del genere, ma d'altro canto è anche un male perchè si corre il rischio di percorrere una via "poco spettacolare", una sorta di aurea mediocritas, nell'accezione positiva e letterale della locuzione, ovvero quella di una moderatezza ottimale, senza insomma nessun eccesso, verso l'alto o verso il basso che sia. Stessa cosa avviene per la bontà delle missioni che ci aspettano. Se in MW 2 (impossibile non parlare della concorrenza quando Dice ha deciso di porsi sullo stesso piano) alcune erano francamente fallimentari, mentre altre erano di gran classe, in un costante "su e giù" per tutti i tre atti del gioco, in Battlefield: Bad Company 2 questo non avviene, non ci sono cadute di stile e parti che non funzionano (forse solo l'unica breve missione finale), ma nello stesso tempo non ci sono nemmeno momenti indimenticabili, neanche nelle battute iniziali che rappresentano la parte migliore del gioco. Dice non sbaglia nulla, ogni missione è un meccanismo ad orologeria che non perde un colpo, ma tutto scorre via fin troppo liscio, ci si diverte molto ma l'impressione è che finito il gioco esso scompaia in un baleno dalla nostra testa. Sembra insomma che gli sviluppatori abbiano voluto osare poco in fase di scrittura, quello che ne esce fuori è un compitino praticamente perfetto, ma freddo e senza particolari guizzi. In attesa poi dell'ovvio e "rivelato" terzo capitolo... Battlefield: Bad Company 2 - PC vs PlayStation 3 vs Xbox 360 Battlefield: Bad Company 2 - PC vs PlayStation 3 vs Xbox 360

Distruzione garantita

Abbandonando la disamina dei meccanismi narrativi è ora di parlare delle meccaniche del gioco. Come scritto in apertura Battlefield: Bad Company 2 è diventato in tutto e per tutto un fps classico, gli spazi ampi, un certo senso di libertà di movimento quasi da free roaming del primo capitolo hanno ora lasciato il posto a dinamiche più vicine a un gusto mainstream, casual se vogliamo. Per fortuna il level design e la capacità distruttiva del Frostbyte 2.0 allargano gli orizzonti, ma tutti quelli che si aspettano di trovare un Serdaristan più ampio e più dettagliato sono avvertiti. Il gioco eccelle nel portarci negli scenari più disparati, si parte nei ghiacci russi e si finisce in caduta libera, passando per giungle, fiumi e cocenti deserti. Per non farsi mancare nulla è possibile anche guidare quad, carri armati, battelli armati, uav e fare da mitragliere su elicotteri e camion. C'è tutto quello che un gioco del genere può e deve offrire e sotto questo punto di vista Dice non è avara di location e possibilità. Ci sono anche missioni che "citano" altri titoli, come quella in cui dobbiamo cecchinare dall'alto, coprendoci col rumore dei tuoni, le guardie di un villaggio o una in cui in alta montagna dobbiamo evitare il congelamento (bellissima la visuale ghiacciata e traballante) facendo saltare i soliti barili esplosivi per riscaldarci. La linearità e lo scripting, piuttosto evidenti in alcuni frangenti, vengono però messi all'angolo quando al giocatore viene data la possibilità di creare la propria strada all'interno dei villaggi, vere e proprie arene in cui il level design è così minuziosamente disegnato da permetterci una libertà di azione mai vista prima. Quello che più stupisce nel mondo creato da Dice è la gestione degli spazi, che non sono mai semplici tavole piatte ingombre di oggetti con i quali ripararsi. Terza guerra mondiale! La verticalità degli scenari è una delle caratteristiche principali: nelle aree urbane, o meglio quelle in cui le capanne lasciano il posto a città o piccoli insediamenti che siano, ci sono case a due o tre piani, si è costantamente circondati da nemici che spuntano da ogni finestra o tetto, più ovviamente quelli che ci attaccano per strada. E' possibile entrare o scalare ogni costruzione, possiamo far saltare le coperture col Gustav o col lanciagranate, e se vediamo un bel gruppo di barili rossi esplosivi si può star certi che un coreografico crollo livellerà quella costruzione oscurandoci la visuale con la polvere alzatasi. Ovviamente se noi possiamo distruggere i ripari nemici, altrettanto possono fare loro. Ecco quindi che non si sta mai fermi un secondo, vuoi perchè anche il cemento armato si sbriciola in un attimo, vuoi perchè granate e missili a qualsiasi livello di difficoltà scelto non mancano mai. In quest'ottica Bad Company 2 dimostra avere le migliori meccaniche fps del momento, prende il meglio dalla concorrenza, tralasciando l'aspetto "free roaming" e irrobustendo il tutto con le meraviglie distruttive del Frostbyte, incentivando i movimenti per prendere d'infilata i nemici. Lo scripting croce e delizia di questa generazione di shooter non è troppo invasivo e per fortuna è del tutto assente il respawning continuo dei nemici, anzi dopo una bella sparatoria, quando nell'aria aleggia un silenzio irreale, si sente spesso la voce di uno dei nostri compagni che ci avverte di andare oltre. Ovviamente c'è sempre il pericolo di mandare a memoria le posizioni dei nemici per farli fuori senza problemi, ma fortunatamente i nostri avversari dimostrano una buona intelligenza, variando i movimenti e coprendosi a vicenda. A volte però lo scripting mostra la corda, andando ad intaccare la compattezza e la "credibilità" della scena mostrata. Durante una delle missioni finali, prima di superare il trigger, ovvero il "ciak" per la scena successiva, erano già visibili gli "attori" immobili pronti ad entrare in azione, un bersaglio perfetto per il nostro XM8 con ottica. Naturalmente questo è un caso limite, ma l'impressione è che talvolta si formino zone in cui i nemici si ingolfino e si fermino, annullando la buona intelligenza artificiale implementata nel gioco. Si diceva inizialmente che gli spazi ampi, e quindi l'esplorazione che essi garantivano sono assenti. E' certamente così, ma nello stesso tempo il gioco ci invita a setacciare le aree palmo a palmo, per scovare le armi dei nemici (che poi verrano rese disponibili ogni qualvolta incontreremo delle casse di equipaggiamento), e per distruggere delle apparecchiature di comunicazione, il tutto comodamente segnato sulla mappa.

Il bello del radere al suolo

Da un punto di vista tecnico il gioco è assolutamente senza riserve. Per questa recensione Battlefield: Bad Company 2 è stato installato su un PC piuttosto potente con tanto di Direct X 11 a corredo, ma è stato comunque giocato anche su Xbox 360 e PlayStation 3. Qualunque piattaforma di gioco ha restituito risultati sontuosi, sia per dettaglio che per fluidità, ma a colpire è l'impatto globale di grande effetto, grazie a tutte quelle prelibatezze grafiche, dagli shader, al bumb mapping, passando per illuminazione dinamica e nebbie volumetriche (o entrambe le cose come nelle umide foreste boliviane) che il gioco elargisce ad ogni piè sospinto. Da non sottovalutare poi le bellissime cutscene che restituiscono texture ravvicinate al massimo del loro splendore e che come scritto sopra sono recitate e doppiate benissimo. Se negli scontri il gioco tira fuori i muscoli, con intere parti dello scenario che cadono a pezzi, una fisica credibile rende viva la sarabanda di esplosioni, con macerie che schizzano da tutte le parti, con il fumo e la polvere che fin troppo spesso ci preclude la visuale, rendendo ancora più realistico il gioco. Terza guerra mondiale! Un altro grande pregio di Bad Company 2 è quello di mandare a video degli scenari di una profondità visiva e di un'ampiezza quasi colossale e iperdettagliati, niente a che vedere con certe bitmap che delimitavano gli ambienti della concorrenza. Ovviamente tanta maestosità visiva ha solo funzioni scenografiche (Bad Company 2 non è Crysis, vediamo sì una vallata sterminata, ma ci è dato percorrere solo una stretta gola all'interno della stessa) ma è innegabile che ciò riesce a stupire ogni qualvolta capita, e la cosa è spesso ricorrente vista la predilezione di Dice di iniziare missioni partendo dall'alto. Accanto all'eccellenza visiva però ce n'è un'altra, quella che riguarda il comparto sonoro. La colonna sonora si lascia ascoltare con estremo piacere, alternando pezzi strumentali "classici" per i momenti più importanti, ad altri in cui, per sottolineare invece situazioni più leggere in cui la squadra tira il fiato, parte un pezzo dalle chiare note anni '50. La traccia audio esplode poi letteralmente con gli effetti sonori, se possibile i migliori mai inseriti in un fps. Il realismo dei suoni non si limita ad una perfetta quanto ovvia campionatura, quanto a una incredibile posizionamento e modifica degli stessi a seconda del punto di emissione. In questo senso poter giocare Battlefield: Bad Company 2 con un sistema 5.1 è un'esperienza indimenticabile. Inoltre se la vista si oscura grazie al fumo e alla polvere alzata dagli scontri, anche l'udito può essere parzialmente messo k.o., ovvero quando una granata esplosa troppo vicino ci assorda e ci fa fischiare le orecchie per qualche secondo di troppo. Battlefield: Bad Company 2 - Videorecensione Battlefield: Bad Company 2 - Videorecensione

Guerra in rete

Se fino a poco più di un mese fa la campagna single player era un mistero visto che Dice non aveva lasciato trapelare nulla a riguardo, il multiplayer invece, grazie alle sessioni beta partite a più riprese su tutte le piattaforme di uscita è certamente cosa nota. Rispetto alla prima beta su PlayStation 3 gli sviluppatori hanno dichiarato di aver apportato più di cento correzioni nei settori più disparati, e senza dubbio è possibile dire che l'ottimo lavoro fatto per la campagna in singolo, trova il suo equivalente perfetto in quella multigiocatore. Le modalità di gioco sono quattro, accanto al deathmatch a squadre, trovano posto le modalità che rappresentano il fulcro dell'offerta multigiocatore di Bad Company 2, ovvero Conquista, Corsa e Corsa a squadre. Tutte e tre sono strutturate ad obiettivi, grazie a ciò l'assenza di una vera e propria modalità cooperativa nel gioco si fa meno pesante, alla luce del fatto che la specializzazione della classe di soldato scelta e l'agire come squadra sono requisiti imprescindibili per giungere alla vittoria. Conquista è una sorta di capture the flag, mentre corsa ci impone di distruggere - o difendere- delle postazioni M-Com (2 in Corsa a squadre e 6 in "Corsa semplice"). Terza guerra mondiale! Il menù proposto sembrerebbe non troppo elaborato, ma molteplici fattori, tutti ben equilibrati e amalgati tra di loro complicano le cose, rendendo lo sviluppo delle partite molto tattico e ragionato, forse un filo meno frenetico della concorrenza. Innanzitutto anche qui non ci sono coperture sicure, tutto può essere raso al suolo, muoversi continuamente è perciò necessario. Le mappe (per un totale di dieci) sono enormi, e offrono molteplici possibilità tattiche, tra palazzi e fitta vegetazione, cantieri, ponti e paesaggi innevati. Percorrere quelle più grandi da un capo all'altro è impossibile, ecco quindi a nostra disposizione una serie di mezzi come carri armati, blindati leggeri, jeep, quad, trasporti truppe ed elicotteri, che potrebbero sembrare i padroni della scena, ma che invece se gettati allo sbaraglio senza metodo sono bare su quattro ruote o con le eliche. La battaglia deve essere giocata con estrema coordinazione, un blindato da solo, vista la presenza di postazioni fisse anticarro e di nemici dotati di bazooka o C4, è condannato ad esplodere in breve tempo se non accompagnato dalla fanteria, proprio come nella realtà insomma. Anche il cecchino, che tante discussioni ha sollevato nel periodo della beta, è una classe ben equilibrata e necessaria vista la grandezza delle mappe, e complice le coperture distruttibili, l'impossibilità di sdraiarsi e la polvere che spesso oscura il campo di battaglia non è certamente quella fastidiosa macchina da uccidere odiata a morte dalla comunità di giocatori. E come Modern Warfare ci insegna anche qui è possibile al raggiungimento di particolari obiettivi customizzare la propria classe, con nuove armi, ottiche e quant'altro per migliorare il nostro soldato ma anche per modificare i mezzi a disposizione.

Battlefield: Bad Company 2 è prima di ogni altro giudizio, un'evoluzione ma anche un'involuzione rispetto al prototipo, vista la scomparsa degli enormi spazi aperti, peculiarità del primo episodio della saga. Parlando di single player nonostante una linearità e uno scripting a volte fin troppo evidenti tutto funziona e procede senza intoppi, quasi come un meccanismo perfetto, senza però realmente graffiare, senza momenti effettivamente indimenticabili nonostante la rinnovata capacità distruttiva del motore Frostbyte 2.0. Questo è il principale difetto della campagna, essere tecnicamente superlativa e molto divertente, ma senza particolari picchi, nè positivi, nè fortunatamente negativi. Un titolo comunque graziato da un comparto audio video sontuoso, esagerato per come annichilisce il giocatore con tanta sostanza ma anche per una serie di effetti speciali incredibili. Sul versante multiplayer vengono confermate le buone impressioni avute con la beta, con un gameplay più tattico e ragionato, ma frenetico e gratificante sin da subito.

Matteo Santicchia

Pro

  • Grafica e audio di altissimo livello
  • Distruttibilità dell'ambiente
  • Multiplayer ben bilanciato, tattico e "ragionato"
  • Missioni ben fatte...

Contro

  • ...ma senza particolari guizzi
  • Lineare e scriptatissimo
  • Assenti gli spazi aperti del prototipo
  • Piccoli problemi di intelligenza artificiale

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Sistema Operativo: Windows 7 64 bit
  • CPU: Intel Core i7 860@ 2.80 ghz
  • RAM: 4GB
  • Scheda Video: Ati Radeon 5850
  • Requisiti Minimi
  • Sistema Operativo: Windows XP
  • CPU: Core 2 Duo @ 2.0GHz
  • RAM: 2GB
  • Scheda Video: GeForce 7800 GT / ATI X1900
  • Sound: DirectX 9.0c Compatible Soundcard
  • DirectX: Version 9.0c
  • HDD: 15GB per la versione digitale, 10GB per la versione disco
  • Requisiti Consigliati
  • Sistema Operativo: Windows Vista / Windows 7
  • CPU: Quadcore
  • Video: GeForce GTX 260
  • RAM: 2GB