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Redazione

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Phantasy Star ZeroSi riparte da Zero 32

SEGA porta anche sull'handheld Nintendo la formula che anni fa fece conoscere il gioco online ai possessori di console: ma siamo fuori tempo massimo?

Quando uscì nell'ormai lontano 2001 su Dreamcast, Phantasy Star Online rappresentò, se non proprio una rivoluzione in ambito console, perlomeno qualcosa di molto simile: per la prima volta centinaia di migliaia di giocatori in tutto il mondo familiarizzarono con concetti quali "gioco online", "chat in-game" e così via, nonché col brivido dell'esperienza della community che subito, e fiorente, si sviluppò intorno al titolo e ai vari seguiti e conversioni. Intendiamoci, rispetto a ciò che si poteva trovare su PC, il concept di gioco risultava molto semplificato e sui generis per ovvi motivi tecnici e di mercato, ma su console cose del genere non erano mai state provate. Il gioco online su console però in nove anni ne ha fatta di strada, mentre Phantasy Star sembra essere rimasto legatissimo alle sue origini, come dimostra chiaramente anche questo nuovo episodio portatile: l'età comincia a farsi sentire?

Squadra che vince non si cambia?

In tutto e per tutto, questo Phantasy Star Zero riprende i concetti di ogni titolo della serie: in un mondo devastato da un'epica guerra combattuta un paio di secoli prima, il genere umano sta solo ora cominciando a riprendersi, aggregandosi attorno a città che iniziano a mostrare l'opulenza di un tempo. Ma, appena al di fuori di questi relativamente sicuri agglomerati, l'ambiente continua ad essere ostile e pericoloso, di qui la necessità di una gilda di guerrieri, gli Hunter, che protegga i cittadini e allo stesso tempo esplori sempre più in profondità i territori disabitati, eliminando le potenziali minacce per l'umanità. Si riparte da Zero Proprio nei panni di uno di questi Hunter viene messo il giocatore, per la precisione in quelli di un giovane talentuoso ma inesperto, che ha appena finito il proprio addestramento: la prima missione consiste infatti proprio nel recarsi dal capo locale della Gilda per potervi entrare a pieno titolo.
Come ben sa chi ha dedicato almeno un po' del proprio tempo ad uno degli episodi precedenti, nel mondo di Phantasy Star esistono tre razze: gli Umani, versatili e bravi un po' in tutto, i Newmans, specializzati più nelle Tecniche, e i CAST, sorta di androidi dall'elevato potenziale offensivo. In più vi sono tre grosse "branche" nell'arte del combattimento: il corpo a corpo, il combattimento con armi a lungo raggio e le già citate Tecniche, che altro non sono che i classici incantesimi dell'immaginario fantastico videoludico; sono queste le due scelte fondamentali cui il programma vi mette di fronte nella creazione del personaggio, che andranno poi ad influenzare tutto il vostro stile di gioco. Le altre possibili personalizzazioni sono tutte di carattere estetico ed accessorio, e risultano, oggi come oggi, un po' limitate anche in ambito portatile. Il personaggio così creato è quello che utilizzate in tutt'e tre le modalità di gioco: lo Story Mode, il Free Mode e l'Online, che è poi la vera modalità principe, alla quale però è meglio approcciarsi dopo aver dedicato qualche ora allo sviluppo del proprio Hunter nelle modalità in solitario. "Livellare" e raccogliere quantità sterminate di oggetti continuano ad essere i veri obiettivi di Phantasy Star, e in questo sta sia il fascino, sia il limite dell'ormai collaudatissima formula di gioco.

Tutti insieme appassionatamente

Nella sede della Gilda è installato un potente teletrasporto che dà accesso a otto mondi di gioco, alcuni esclusivi all'offline, che corrispondono ad altrettante ambientazioni differenti; ogni mappa è divisa in blocchi e la concatenazione tra blocco e blocco è diversa ogni volta che accedete ad un mondo, per assicurare un minimo di varietà. Si riparte da Zero Mentre nel Free Mode accedete ogni volta ad un'ambientazione con il solo, dichiarato scopo di accumulare esperienza e oggetti, nella Storia vi vengono fornite tutta una serie di missioni di difficoltà crescente, che vanno a formare un abbozzo di trama con tanto di filmati in stile anime a sottolineare i momenti salienti. Purtroppo, per quanto teoricamente gli obiettivi delle varie missioni siano variegati, di fatto vi trovate sempre a fare la stessa cosa, vale a dire massacrare, accompagnati da un massimo di tre alleati comandati dall'IA, ondate dopo ondate di nemici, fino ad arrivare allo scontro col boss del livello, in genere molto difficile; lo Story Mode quindi, più che un'intrigante avventura, si rivela un ottimo viatico per l'avventura online, nella quale uno dei difetti più grossi del titolo, vale a dire la scarsa intelligenza degli alleati, viene del tutto a mancare. Restano però tutte le altre mancanze, che non sono legate affatto alla struttura stessa la quale, pur con tutti i suoi limiti, continuerà a piacere a chi ha fatto di Phantasy Star e della community una vera e propria passione, ma piuttosto all'azione vera e propria. Rispetto ai giochi della serie disponibili per altre console, il combattimento risulta molto meno fluido a causa di un sistema di combo troppo rigoroso nell'esigere dal giocatore il giusto tempismo, della telecamera poco agile e troppo ravvicinata, dell'eccessivo affollamento dello schermo, del sistema di aggancio automatico estremamente ballerino: non siamo di fronte ad un disastro e con un poco di abitudine si riesce a gestire tutto abbastanza bene, ma quello di Phantasy Star Zero è certamente il sistema di combattimento meno riuscito dell'intera saga. Restano da segnalare i tempi forse eccessivi per trovare altri giocatori in una partita online, l'ormai abituale ma sempre odioso metodo dei codici-amico (potete anche giocare con gente trovata a caso in giro per il mondo, ma in questo caso la chat sarà pesantemente limitata), qualche appunto tecnico, come la veste grafica sgargiante nonostante il visibilissimo aliasing e il sonoro, come purtroppo accade molto spesso ultimamente, senza infamia e senza lode, e la mancata traduzione in Italiano.

Lungi da noi voler sollevare polemiche su quanto possa ormai essere superata la formula di gioco di Phantasy Star Zero: è ovvio che chi non si è ancora stancato di livellare e accumulare fortune inimmaginabili rivendendo tonnellate di oggetti apprezzerà anche questo nuovo titolo, che pur non sembra fare un solo passo avanti rispetto al passato, mentre chi cerca qualcosa di più complesso sa già da tempo che non è qui che lo troverà. Il voto poco più che sufficiente è dovuto più che altro a tutta una serie di problemi di gameplay, essenzialmente legati al combattimento, che incidono in parte sull'esperienza, a prescindere da quanto questa sia innovativa o meno: nell'ambito della serie esistono episodi, anche recenti, migliori di questo, che, lo ribadiamo, non si rivela certo un disastro, ma, probabilmente, "solo" il più debole dei successori di Phantasy Star Online.

Michele Maria Lamberti

Pro

  • Veste grafica sgargiante
  • Online sempre divertente ed appassionante

Contro

  • Neanche una minima innovazione alla formula
  • Gameplay un po' limitato da una serie di problemi