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Rune Factory: FrontierIl ragazzo di campagna 12

Vero e proprio spin-off di Harvest Moon, Rune Factory Frontier arriva su Wii dopo essersi fatto le ossa con due episodi per DS.

Il ragazzo di campagna Originariamente nato come una sorta di omaggio celebrativo per i dieci anni della saga di Harvest Moon, Rune Factory è divenuto un franchise a sé stante grazie al successo del primo capitolo uscito su Nintendo DS, fortunato al punto da generare un sequel in breve periodo: il felice exploit della produzione Marvelous Entertainment è merito senz'altro dello zoccolo duro di fan che i "simulatori di contadino" hanno sempre avuto, ma è arrivato anche per causa del recente appannamento proprio della serie ispiratrice, incapace di partorire titoli di caratura importante negli ultimi anni. Vediamo ora se, con questo Rune Factory: Frontier in esclusiva per Wii, si potrà dire che l'allievo ha superato il maestro.

Zappa che ti passa

Sin dall'esordio su DS, la serie di Rune Factory ha messo in campo una caratteristica fondamentale che la differenziava parecchio dai vari Harvest Moon, ovvero la commistione tra attività bucoliche e un po' di sano vecchio dungeon crawling in salsa action-RPG: una particolarità che si è ovviamente conservata in questa versione Wii, e che di fatto rappresenta il maggior punto di forza del prodotto. Il giocatore veste i panni di Raguna (già protagonista dei due precedenti episodi portatili), un giovane che si stabilisce in un piccolo villaggio e si trova ben presto responsabile di una fattoria con annesso appezzamento di terreno. Nonostante la presenza di alcuni NPC comuni alle avventure per DS, Rune Factory: Frontier è completamente indipendente dal punto di vista narrativo, anche se va sottolineato come la trama sia uno degli aspetti più abbozzati dell'intero pacchetto. Senza perdersi troppo in chiacchiere, dunque, il gioco mette subito l'utente al lavoro, rivelandosi persino troppo spiccio nei modi: la pressoché totale assenza di indicazioni sul da farsi è spiazzante, e non è raro ritrovarsi -specialmente agli inizi- a gironzolare senza meta nella speranza di imbattersi nell'oggetto indispensabile a proseguire. Il ragazzo di campagna Superati questi ostacoli, Rune Factory: Frontier offre una serie di elementi che risulteranno indubbiamente familiari ai fan di Harvest Moon: l'universo di gioco è suddiviso in quattro stagioni, ognuna contraddistinta dalle proprie colture, mentre la giornata lavorativa è composta da 24 unità di tempo della durata di circa un minuto ciascuna. Subito si rivela fondamentale ottimizzare le proprie attività: bisogna cercare di sfruttare al massimo ogni ciclo solare, garantendo al contempo a Raguna il giusto riposo, pena un sensibile calo delle sue performance. Man mano che si procede nell'avventura, le mansioni da eseguire aumentano, ed è indubbio che gli utenti non avvezzi a questo sottogenere videoludico possano provare della genuina frustrazione a fronte delle tante cose da fare e dello scarso tempo a disposizione. Un forte segno di demarcazione che, inevitabilmente, fa di Rune Factory: Frontier un prodotto che mai come in questo caso è lecito definire di nicchia.

Il bastone e la carota

Quel che è certo è che gli sviluppatori di Neverland Company non si sono assolutamente limitati per cià che concerne i contenuti ludici: sfruttando le risorse messe a disposizione dal villaggio, Raguna può coltivare campi, andare a pesca, tagliare legna, cucinare, costruire oggetti e così via, il tutto tramite mini-giochi o semplici menu. Come se non bastassero queste attività a tenere il giocatore impegnato, Rune Factory: Frontier butta nel calderone anche una corposa componente action-RPG, nella quale si è chiamati ad affrontare una manciata di dungeon zeppi di mostriciattoli di ogni tipo, allo scopo di accumulare punti d'esperienza, denaro ed item ma non solo: ogni nemico che si incontra sul proprio cammino può infatti essere addomesticato e sfruttato in fattoria per svolgere determinate mansioni. Più che mai in questo particolare frangente dell'esperienza ludica, il prodotto Marvelous Entertainment è caratterizzato da un pesantissimo grinding, ovvero quel processo che spinge l'utente ad andare avanti più per il raggiungimento di un obiettivo piuttosto che per il piacere del gioco in sé: visto "da fuori", infatti, Rune Factory: Frontier è un titolo estremamente ripetitivo e routinario, che proprio per questi motivi difficilmente riuscirà ad estendere il proprio bacino d'utenza al di là dello zoccolo duro di appassionati. Nell'ottica di questo particolare pubblico si tratta comunque di un titolo davvero valido, anche se non esente da alcuni difetti. Il ragazzo di campagna In particolare, gli sviluppatori sembrano non essere stati sempre capaci di dare delle solide fondamenta all'enorme quantità di lavori svolti da Raguna, e il risultato è un evidente sbilanciamento fra attività ben strutturate ed altre che finiscono per dimostrarsi degli sgradevoli riempitivi. Un esempio lampante in questo senso viene dai cosiddetti Runeys, degli spiriti che ad un certo punto cominciano a popolare il villaggio: per fare in modo che le cose funzionano a dovere, è necessario mantenere in equilibrio le quattro diverse tipologie di Runeys, correndo a destra e a manca e dovendo spesso rimediare a scompensi che sembrano generati in maniera random tanto per complicare la vita al giocatore. Restando in tema di punti deboli, i menu non sempre brillano per comodità, e non è raro sentire la mancanza di sistemi più accurati per tenere conto dei propri progressi. Niente da obiettare invece per quanto riguarda il comparto tecnico di Rune Factory: Frontier: graficamente il titolo appare molto curato, il character design è più che buono ed il sonoro svolge il proprio compito senza infamia e senza lode.

Rune Factory: Frontier è un titolo che si rivolge praticamente solo agli estimatori di Harvest Moon, e che non lesina di sbattere la porta in faccia a tutti gli altri, talmente poche sono le concessioni che fornisce a chiunque si volesse avvicinare per la prima volta ad un prodotto del genere. Intransigente dunque, ma non per necessariamente impeccabile: l'opera Neverland Company mostra il fianco ad alcune critiche strutturali, rimanendo comunque un prodotto di valore soprattutto in un panorama povero di competitor.

Fabio Palmisano

Pro

  • Buon mix tra fasi gestionali ed action
  • Grande quantità di contenuti
  • Graficamente più che buono

Contro

  • Qualche magagna strutturale
  • Fondamentalmente molto ripetitivo
  • Inadatto ai neofiti