Svolta arcade per MotoGP  39

La popolare serie motociclistica passa dalle mani di Milestone a quelle di Monumental Games, perdendo la propria connotazione simulativa.

Versione testata: PlayStation 3

Squadra che vince non si cambia, o almeno così dovrebbe essere. Affidata alle capaci mani di Milestone (che, a essere sinceri, nell'operazione non sembra certo aver messo tutto il proprio impegno), la serie MotoGP ha fatto registrare un aumento delle vendite pari a circa il 18% rispetto alla gestione THQ (270.000 copie circa per MotoGP 07 contro le 320.000 copie di MotoGP 08 - fonti varie) nella sola versione per Xbox 360, con l'aggiunta delle versioni PS3 e PC a raddoppiare tali cifre.

Dunque non si capisce esattamente per quale motivo il franchise sia stato affidato a Monumental Games, software house specializzata nella realizzazione di MMO e poco avvezza al genere dei giochi di corsa. Lo sviluppo di MotoGP 09/10 ha richiesto più o meno due anni e il risultato è un prodotto dal sapore spiccatamente arcade, che rinuncia alle velleità simulative (finora proposte in modo piuttosto convincente) in favore di una struttura di più ampio respiro, che non limita le modalità di gioco alla mera riproduzione del campionato ufficiale MotoGP ma ci offre una rosa di possibilità tutto sommato generosa, con sfaccettature interessanti.

Warm-up

Una volta avviato il gioco ed effettuata l'installazione su hard disk per velocizzare i caricamenti (ma l'operazione è facoltativa), possiamo accedere a ben cinque distinte modalità. La prima è chiaramente il "Campionato", diviso fra le classi 125, 250 e MotoGP: scegliamo il nostro pilota fra quelli disponibili (tutti reali, trattandosi di un titolo su licenza ufficiale) e affrontiamo una sequenza costituita da sedici gare (o diciassette, a seconda dei casi) in cui il nostro obiettivo è chiaramente quello di tagliare il traguardo per primi. Ognuno degli eventi mostra la classica suddivisione in tre sessioni (prove libere, qualifiche e gara) che non siamo in alcun modo obbligati a rispettare: possiamo benissimo accettare l'ultima posizione nella griglia di partenza e lanciarci in un disperato inseguimento per arrivare alla testa del gruppo entro i tre giri che di default compongono la corsa.

Allo stesso modo, adottare un approccio più paziente e ragionato servirà a fare la differenza fra arrivare primi oppure ultimi, se abbiamo selezionato il livello di difficoltà più alto. La differenza fra le tre classi di cilindrata risulta estremamente marcata: a bordo di una 125 cc. potremo fare più o meno tutto quello che ci passa per la testa, arrivare lunghi nei tornanti eppure riuscire a frenare abbastanza da tagliarli in modo efficace, senza preoccuparci poi dei picchi di velocità raggiunti nei rettilinei, effettivamente trascurabili. Guidare nella MotoGP, di contro, implica tempistiche completamente differenti: la moto schizza velocissima e bisogna frenare con un certo anticipo prima di affrontare una curva, anche se per il resto il carattere arcade del gioco dimostra di saper perdonare la maggior parte dei nostri errori. Le collisioni con gli altri piloti, in primo luogo, non danno quasi mai origine a un incidente. Allo stesso modo, finire lunghi sulla ghiaia si traduce in una caduta solo se insistiamo ad accelerare mentre le ruote sono girate. Peraltro la cosa è resa visivamente in modo pessimo, con il pilota che salta via dalla moto non si sa per quale motivo. La modalità "Arcade" è un'alternativa "spensierata" al campionato, con le classi di cilindrata che vanno sbloccate una ad una attraverso le vittorie e un'unica sessione di gara in cui partiamo sistematicamente dal fondo, mentre la "Prova a tempo" non è altro che il classico "time attack" in cui possiamo cimentarci con lo stesso circuito alla ricerca dei nostri tempi migliori, confrontandoci con un ghost. MotoGP 09/10 include una modalità multiplayer sia in locale (due giocatori via split screen orizzontale o verticale) che online, ma purtroppo durante le nostre prove non abbiamo mai trovato qualcuno disponibile per una partita: peccato, sarebbe stato interessante capire come si comporta il gioco con i suoi ben venti giocatori in pista contemporaneamente.

Trofei PlayStation 3

MotoGP 09/10 offre un totale di quarantasei trofei. Parte di essi si ottengono completando obiettivi piuttosto semplici (vincere la prima corsa, assumere uno staff completo o fare il pieno di sponsor nella modalità "Carriera"), altri richiedono un impegno decisamente maggiore (vincere un campionato di categoria, inanellare ventuno vittorie online, vincere su ogni tracciato) e gli ultimi, infine, sono stati pensati per i giocatori più esperti e pazienti (completare cento gare, ottenere il massimo livello di reputazione nella modalità "Carriera", ecc.).

Si scende in pista

La modalità più sostanziosa e divertente, comunque, è senz'altro la "Carriera". A conti fatti, si tratta di ciò che mancava alla serie quand'era nelle mani di Milestone: una modalità in cui parti dal basso, in un team satellite, con una moto lenta e un percorso tutto in salita che però ti porta pian piano ad apprezzare ogni piccolo upgrade. In tale frangente è possibile creare un proprio pilota e squadra, gestire il denaro assumendo ingegneri e addetti stampa che si occuperanno rispettivamente di migliorare le prestazioni della moto e di procurare contratti con gli sponsor, cambiare produttore ogni volta che la cosa diventa possibile e cercare di concludere ogni gara in modo dignitoso. All'interno di ogni evento si nascondono numerose piccole missioni da completare per guadagnare punti esperienza: raggiungere un determinato posto sulla griglia di partenza, mantenere una certa velocità media per una sezione del tracciato, sorpassare un avversario indicato sullo schermo, mantenere la traiettoria perfetta in una curva, ecc. Le impostazioni di default ci mostrano sulla pista un'indicazione della traiettoria che cambia colore a seconda della velocità con cui dobbiamo affrontarla: si tratta di un aiuto che è possibile disattivare, ma che quantomeno all'inizio si rivela piuttosto utile per capire come muoverci sul tracciato. L'incidenza degli upgrade, la gestione del lavoro degli ingegneri e la possibilità di personalizzare colori e livrea della moto, della tuta e del casco costituiscono infine un extra sempre gradito.

Passando a un discorso prettamente tecnico, ci troviamo di fronte a un titolo che spesso e volentieri scende a compromessi. La grafica di MotoGP 08 era lungi dall'essere perfetta, ma non prescindeva dalla precisione dei modelli poligonali delle moto, che in questa edizione 09/10 si mostrano decisamente più semplici e poveri di dettaglio. C'è tutta una serie di soluzioni che visivamente lasciano a desiderare: la sequenza della caduta già accennata in precedenza, la visuale in prima persona in cui non si vedono le mani del pilota sui manubri ma soprattutto la realizzazione sciatta e spensierata di numerosi tracciati, specie quelli in cui si corre in notturna, in cui praticamente lo sfondo è costituito unicamente da anonime luci disposte attorno alla pista. Ci sono comunque scenari ben fatti, su tutti il sempre ottimo Mugello (si vede che gli sviluppatori lo amano particolarmente), e l'effetto dell'asfalto bagnato è molto bello, ma il frame rate non riesce in alcun modo a raggiungere i 30 fps e molto spesso mostra il fianco a cali vistosissimi. L'azione viene accompagnata da una colonna sonora firmata (almeno in teoria), che ha il merito di tenere sempre alto il ritmo e di stimolare l'adrenalina. Del tutto insufficienti gli effetti, invece, dalla voce dello speaker al rombo dei motori.

Multiplayer.it

7.0

Lettori (71)

5.9

Il tuo voto

Se l'intenzione era quella di tentare la carta dell'approccio arcade, allora MotoGP 09/10 si può definire un tentativo quasi interamente riuscito. Abbandonata la connotazione di simulazione fruibile a più livelli, come l'aveva vista Milestone, la serie si adagia su territori già ampiamente battuti e offre un gameplay che definire permissivo è poco: cadere è quasi un'impresa, e nel caso c'è sempre la possibilità di effettuare un bel rewind. La gestione dello stick analogico sinistro lascia molto a desiderare, visto che la moto non si rialza automaticamente quando lo molliamo: bisogna farci l'abitudine. Azzeccata invece la gestione separata del freno, che aggiunge un minimo di spessore alle corse. La "Carriera" offre una sfida davvero intrigante e riesce a coinvolgere molto più delle altre modalità, ma bisogna accontentarsi di un comparto tecnico che si muove costantemente fra alti e bassi, e che non fa né del dettaglio né della fluidità i propri punti di forza. Un gioco da provare se vi piace il genere, ma tenendone presenti i limiti.

PRO

  • "Carriera" impegnativa e appassionante
  • Un gran numero di modalità
  • Alcuni scenari sono ben fatti...

CONTRO

  • ...ma molti altri lasciano davvero a desiderare
  • Grafica piuttosto scattosa e poco dettagliata
  • Gestione dei controlli talvolta discutibile