EchoshiftCorsa contro il tempo 

Un nuovo, intelligente rompicapo sbarca su PSP.

Il concetto di viaggio nel tempo è un tormentone affascinante al quale neanche i videogiochi riescono a rinunciare. Corsa contro il tempo Se non si tratta di un elemento narrativo, il "tempo" diventa spesso un elemento del gameplay o il tema di un'enigma e, a prescindere dal genere, è spesso un concetto universalmente applicabile, anche se ci vuole parecchia astuzia per renderlo interessante, piuttosto che trito e ritrito. Echoshift in un certo senso riesce in questa difficile missione, adattando la meccanica e il peculiare stile visivo di Echochrome a un gameplay quasi del tutto nuovo.

Deja Vu

A differenza di Echochrome, Echoshift è completamente bidimensionale. Gli sviluppatori di Artoon hanno avuto il difficile compito di applicare all'affascinate stile di Echochrome una nuova meccanica: la manipolazione del tempo. In realtà, stiamo già facendo un errore basilare. Il giocatore in Echoshift non manipola effettivamente il tempo, piuttosto collabora con se stesso sfruttando le azioni compiute nell'immediato passato. Incasinato, eh? A dire il vero è piuttosto semplice. Corsa contro il tempo Ogni livello di Echoshift propone una serie di piani e corridoi, a volte collegati da scale, e il giocatore controlla un omino stilizzato con un obbiettivo specifico: raggiungere l'uscita. Per farlo abbiamo a disposizione pochi secondi e sul nostro cammino ci sono degli ostacoli, per esempio una porta da aprire premendo un interruttore posizionato altrove. Impossibile raggiungere il pulsante e poi tornare alla porta per procedere prima che scada il tempo. Ma il tempo deve scadere e a quel punto potremo ricominciare da capo... mentre l'ombra di noi stessi compie le stesse azioni del turno (o "cast") precedente. A quel punto sarà la nostra ombra, il nostro io passato, a premere l'interruttore, e noi potremo passare.
Il concept di Echoshift è insomma dannatamente semplice e allo stesso tempo è aperto a innumerevoli utilizzi e trasformazioni da applicare allo scopo di superare la complessità crescente dei puzzle.

Mi è sembrato di vedere...

In breve tempo il giocatore si troverà a gestire molteplici situazioni contemporaneamente e a sfruttare più "registrazioni" per superare i rompicapo presenti in livelli sempre più stratificati e vasti. Gli sviluppatori di Artoon si sono sbizzarriti inserendo trappole, botole, porte sincronizzate, inquadrature parzialmente o totalmente oscurate, massi, trampolini e piattaforme mobili. Ce n'è davvero per tutti i gusti e meno "replay" si usano per procedere e più alta sarà la valutazione delle nostre performance. Echoshift richiede presto una concentrazione notevole, molta astuzia e un'ottima memoria. Corsa contro il tempo Considerando che c'è anche un limite di tempo e il giocatore deve muoversi velocemente tenendo conto anche della quarta dimensione, forse Echoshift sembra pretendere un po' troppo in alcuni stage, e poterli analizzare in anticipo aiuta soltanto parzialmente. Per fortuna, la proposta dei rompicapo si basa su un intelligente sistema a griglia che ci permette di affrontare nuovi puzzle seguendo una curva della difficoltà praticamente personalizzata. Ogni puzzle risolto ne sblocca altri di complessità variabile che possiamo affrontare in qualunque ordine: gli stage proposti sono una cinquantina e Sony prevede di rilasciarne altri tramite PlayStation Network. L'elemento comune è sicuramente lo stile grafico davvero minimalista, essenziale e caratterizzato da cromatismi tenui e rilassanti: il risultato è gradevolissimo, così come nel caso dell'accompagnamento musicale, lieve e quasi ipnotico ma mai fastidioso.

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8.0

Redazione

5.8

Lettori (9)

Echoshift è a tutti gli effetti considerabile come il sequel spirituale di Echochrome, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello concettuale: si tratta di un puzzle-game davvero originale che mette alla prova non solo il tempismo del giocatore ma anche la sua furbizia e, sopratutto, la memoria. Echoshift cerca di essere alla portata di tutti: i livelli più avanzati risultano davvero complicati anche se mai frustranti mentre la combinazione tra la semplicità dell'idea e la difficoltà di come metterla in pratica risulta davvero ben bilanciata.

Christian La Via Colli

Pro

  • Idea interessante e ben sviluppata
  • Difficoltà ben calibrata

Contro

  • Ripetitivo
  • A volte troppo complesso

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