NierIl libro parlante 

Square Enix stavolta mette da parte le megaproduzioni per fare da mecenate agli sviluppatori di Cavia e alla loro nuova, insolita produzione.

Versione testata: Xbox 360

Dopo l'ultimo, controverso, Final Fantasy per Square Enix è arrivato il momento di tirare il fiato; la spesa in termini di tempo e costi per portare a termine il tredicesimo capitolo della nota saga di jrpg è stato sicuramente ingente e per rimanere sempre presente e attiva sul mercato il gigante nipponico si affida ai ragazzi di Cavia pubblicando Nier, un gioco denso di caratteristiche interessanti comprese citazioni al passato videoludico più o meno recente.
Il libro parlante Un titolo questo Nier che ha avuto una gestazione particolarmente singolare: nato come un progetto comprendente due giochi divisi ma arrivato sul mercato europeo solo in una forma, salvo eventuali e improbabili nuovi annunci. Si tratta di un titolo dalla difficile classificazione, annunciato come un action ha assunto caratteristiche sempre più vicine a un gioco di ruolo man mano che veniva reso pubblico del nuovo materiale sui lavori in corso. Ancora adesso, di fronte al prodotto finale, rimaniamo piuttosto imbarazzati nel dover catalogare Nier servendoci delle classiche categorie conosciute; per comodità ci sentiamo di avvicinarlo a un action rpg anche se le sue caratteristiche peculiari meritano attenzione e approfondimento.

Civiltà in crisi

Nier narra la storia di un mondo distrutto da una devastante epidemia: dopo secoli dalla sua comparsa la civiltà moderna che noi la conosciamo è completamente collassata e gli uomini sono tornati a vivere, o meglio sopravvivere, abbracciando uno stile rurale. Un nuovo, lento sviluppo che cresce sopra i resti di un passato oramai più mitico che storico, e anche le città che pian piano stanno timidamente risorgendo mantengono quasi come un monito alle nuove generazioni degli scorci dominati dalle rovine delle vecchie grandi opere dell'uomo: ponti, palazzi, infrastrutture oramai inutilizzabili e decadenti, simbolo di una modernità e di un progresso ormai scomparsi.
Il libro parlante In questo desolante contesto si sviluppano le peripezie del nostro eroe, un personaggio da battezzare a nostro piacere come accadeva nelle avventure di qualche anno fa. Impersoneremo un padre, niente eroi o predestinati dunque, l'unica motivazione del protagonista è quella della ricerca di una cura per la figlia gravemente malata proprio della terribile malattia che già una volta ha distrutto il mondo: la cosiddetta Black Scrawl. La scelta insolita di gravitare l'avventura intorno ad una figura priva dei tipici caratteri eroici si rispecchia anche nel suo aspetto: un uomo di mezza età, invecchiato dalla chioma bianca e indurito nell'animo dal triste destino che ha afflitto la sua unica figlia. Questa caratterizzazione paga però con un carisma praticamente assente; ciò rende difficile l'affezionarsi da parte del giocatore al proprio alter ego digitale ed è un limite che accomuna tutto il cast che recita in Nier incrinando non di poco l'immersione.
Nella nostra ricerca di una cura miracolosa siamo chiamati a dover visitare le diverse città e zone extraurbane che compongono il mondo di gioco, quest'ultimo non appare particolarmente vasto ma può vantare delle discrete e apprezzabili varietà di ambienti visitabili. Le varie località sono suddivise in macroaree accessibili con dei caricamenti contenuti, piuttosto è la rappresentazione di questi ambienti ad apparire dozzinale offrendo una geografia povera di fascino, un'inesistente interazione fisica e una realizzazione tecnica appena sufficiente, sia nei monotoni e spogli open field nonostante il ciclo di luce dinamico (senza mai scendere nella notte però), sia nei dungeon ripetitivi e dal level design eccessivamente semplicistico.

Carta tagliente come lame

Inizialmente il padre protagonista delle vicende appare dotato solo di una misera spada con cui combattere in corpo a corpo tramite semplici combo lineari a un solo tasto ma ben presto riesce ad ottenere i favori di un libro magico chiamato Grimore Weiss donandogli la capacità di utilizzare la magia, arte disponibile già dal prologo che funge da esauriente tutorial alle arti arcane. Questo potere si arricchirà progressivamente nel corso dell'avventura di nuovi incantesimi sia difensivi che offensivi, tutti potenziabili e utilizzabili in modo normale o in carica così da variarne leggermente l'effetto aumentandone però il costo in termini di mana. Si passa dall'evocazione di lance ed enormi mani a barriere impenetrabili alle magie avversarie passando per un classico attacco a distanza che tanto ricorda quello degli shot 'em up bidimensionali. Già dall'alto numero d'incantesimi e dalla loro efficacia contro i nemici ci si rende subito conto come l'utilizzo e lo sfruttamento delle magie (affidate ai tasti dorsali del pad) ricopra un ruolo fondamentale nel combat system di Nier: in particolar modo gli enormi boss presentano caratteristiche e punti deboli spesso raggiungibili dai soli attacchi magici. Inoltre per averla vinta contro i mostri più coriacei è necessaria la distruzione di particolari parti corporee una volta che saranno evidenziate da un timer che ne indicherà il tempo in cui risulteranno vulnerabili, mentre in caso di fallimento questo comporterà la parziale guarigione del boss costringendoci a ripetere l'azione dal principio. Ad esclusione di questi rari sconti con i mostri più importanti il sistema di combattimento risulta molto semplice e intuitivo e, grazie alla gran varietà di magie offensive, più che sufficiente per avere la meglio sulla maggior parte dei mostri qui chiamati comunemente Shades, delle mal definite figure antropomorfe simili ad ammassi di simboli e riflessi che a dire il vero non convincono fino in fondo come un po' tutto il bestiario presente nel gioco. Anche l'uso della parata, una volta imparato a padroneggiare efficacemente la provvidenziale schivata risulterà quasi superflua. Magari vista la caratterizzazione particolarmente action del titolo sarebbe stata gradita un maggiore sviluppo delle fasi di battaglia, contornandole di una dimensione tattica e strategica che qua appare del tutto assente e la facilità con la quale si esce vincitori anche da scontri in cui si risulta in grave svantaggio numerico lascia perplessi.
Simpatici sono gli scambi di battute tra il protagonista e il suo logorroico compagno cartaceo, spesso sconfinando in delle prese in giro di alcuni cliché videoliudici contribuendo a sdrammatizzare l'avventura, questo a patto di aver dimestichezza con l'inglese essendo il gioco privo di alcuna localizzazione italiana. I nostri pellegrinaggi porteranno anche a incontrare e arruolare altri compagni di avventura, sempre figure singolari e alquanto improbabili come la stranamente (s)vestita Kainé ma dei quali non vogliamo rivelarvi troppo per amore della sorpresa.

Obiettivi Xbox 360

Nier, al pari di molti altri giochi giapponesi risulta avaro di punti e obiettivi gran parte dei quali appare segreto, in particolare quelli legati alla storyline che comprendono circa metà del bottino in palio. Altri, seppur visibili, sono piuttosto enigmatici nella loro spiegazione mentre fondamentale per raggiungere il migliaio sarà fondamentale anche dedicarsi a tutte le quest secondarie.

Guarda tutti gli obiettivi

Cacccia e pesca

La progressione dell'avventura prosegue per missioni che rendono disponibili sempre nuove aree esplorabili, a queste quest si affiancano numerose compiti di ordine secondario ottenibili accettando le richieste degli abitanti, in ambo i casi si tratta di svolgere compiti piuttosto canonici per il genere dall'eliminazione di specifici mostri al raccoglimento di particolari oggetti o risorse. Niente di nuovo sotto il sole quindi: una struttura senza particolari difetti ma neanche prodiga di colpi di scena o momenti di alta epicità, si prosegue in maniera lineare senza troppe difficoltà, complice anche la difficoltà medio bassa dell'intero gioco.
A far da contorno alla classica routine del buon avventuriero vengono in aiuto tutta una serie di attività più o meno utili quali la caccia, la pesca, la forgiatura di armi o la consegna di lettere, tutti compiti banali spesso funzionali per soddisfare le richieste degli abitanti ma che rappresentano comunque una piacevole variante. Totalmente automatica è invece l'evoluzione del personaggio che all'aumentare del livello vede potenziare le proprie statistiche senza aver la possibilità di gestire tale crescita; questo sminuisce la componente ruolistica del prodotto spostando il focus maggiormente verso la componente action. In mano al giocatore sta la possibilità di potenziare armi, magie e abilità come parata e schivata tramite l'uso di "parole" (words) che associate a una caratteristica offensiva o difensiva svolgono la funzione di veri e propri potenziamenti, donando bonus o incrementando alcuni parametri come l'attacco o il recupero di energia magica.

Un occhio alla telecamera

Una delle caratteristiche più interessanti di Nier è l'uso originale della telecamera che ruota in base al contesto. Capita spesso che la ripresa di un muro o di un ponte sia ruotata lateralmente donandogli un sapore di platform vecchia scuola, oppure che delle sessioni a bordo di carrelli sia inquadrata dall'alto e venga affrontata a colpi di attacchi a distanza, quasi ad emulare una sessione dei vecchi sparatutto a scorrimento. Il libro parlante I limiti di questa soluzione si manifestano quando alcune sessioni richiedono una particolare attenzione nella calibrazione dei salti, precisione che manca in un titolo privo di quella rifinitura che contraddistingue i grandi capolavori di giochi piattaforma. Talvolta il ricorso a questo espediente appaiono azzeccati e gradevoli come l'inquadratura laterale all'interno degli edifici che tanto ricorda titoli come Castelvania, in altre occasioni invece sarebbe stato preferibile che gli sviluppatori avessero centellinato maggiormente questa soluzione piuttosto che forzare la mano inserendo panoramiche della telecamera che stonano o non fanno altro che complicare il controllo del personaggio nell'ambiente, talvolta celando la via da percorrere per raggiungere il nostro obiettivo.
L'aspetto che meno convince di tutta la produzione è quello grafico, siamo ben lontani dalle grandi produzioni di Square Enix e la mancanza di un lavoro di affinamento si fa sentire. Tutti i personaggi e anche gli ambienti in cui si muovono presentano una realizzazione dozzinale con un carico poligonale decisamente misero e (cosa particolarmente evidente nel protagonista) animazioni grossolane e slegate tra loro; anche le texture sono deficitarie in quanto a definizione e quasi totalmente assenti di effetti che hanno fatto la fortuna di altri giochi tecnicamente d'avangiardia. Molto fastidioso è anche un effetto di sfocatura che investe l'immagine nelle riprese molto ravvicinate rendendo così impossibile poter guardare da vicino i personaggi. Si salvano gli effetti di luce ambientali e quelli delle magie anche se più per meriti artistici che tecnici. Di tutt'altro livello è invece l'accompagnamento musicale con brani ricchi di cori sacri che solo in pochi casi risultano eccessivamente invadenti all'orecchio, mentre vista la presenza del solo doppiaggio in inglese ci saremmo francamente aspettati una recitazione vocale di miglior qualità.
La mancata localizzazione in inglese per alcuni potrebbe rappresentare un ostacolo alla fruizione dell'avventura ma va detto che il gioco tiene sempre per mano il protagonista indicando sulla mappa il prossimo luogo da visitare o elencando ogni genere di oggetto necessario al momento come nel caso delle quest, tutto ciò argina in parte i possibili problemi di comprensione per un pubblico non anglofono.

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6.5

Redazione

7.1

Lettori (114)

Nier non riesce a godere della sua ibrida natura a cavallo tra un action e un gioco di ruolo di più ampio respiro. Dopo l'eccessiva linearità e snellimento visti in Final Fantasy XIII quì Square Enix ripropone tutti quegli elementi di contorno che danno spessore a un RPG, che però appaiono sempre mortificati e abbozzati in semplici aggiunte dall'esiguo spessore. Passando oltre un combat system semplicistico ma tutto sommato efficace e funzionale si sente pesantemente la mancanza di una sceneggiatura convincente e di un cast credibile, oltre che di una realizzazione tecnica almeno in linea con gli standard odierni. Nier si presenta come un compitino ben svolto quel tanto che basta per raggiungere la sufficienza, senza alcuna pretesa o aspirazione se non quella di un nostalgico e sporadico citazionismo fine a sè stesso.

Michele Bertini

Pro

  • Discreta libertà di movimento ed esplorazione
  • Numerose quest da svolgere e magie da sbloccare
  • Uso interessante della telecamera

Contro

  • Tecnicamente sottotono
  • Combat system eccessivamente semplicistico
  • Povero di carisma e immedesimazione

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