6.0

Redazione

8.3

Lettori (8)


  • 4
  • 0
  • 7
  • 0
  • Data di uscita: 25 giugno 2010
  • Piattaforme: ps3, x360
  • Tipologia di gioco: Sportivo

BackbreakerUna nuova stella del Football 10

C'è un outsider nel panorama internazionale delle simulazioni di football: Backbreaker. Vediamo come se la cava sul campo...

Versione testata: Xbox 360

Sotto svariati aspetti, Backbreaker è una sorta di outsider nel mercato videoludico, lo sconosciuto che non ti aspetti. Dopo 20 anni di supremazia assoluta da parte della serie Madden, se un team senza precedente esperienza nel campo decide di lanciarsi in un esperimento con il football americano ci si può aspettare che questi abbiano quantomeno qualche asso nella manica per sopravvivere all'impatto della corazzata EA. Aggiungiamoci anche che NaturalMotion si trova con questo alla prima esperienza di sviluppo videoludico vero e proprio e, come se non bastasse, hanno oltretutto base ad Oxford, nel Regno Unito, non proprio il cuore pulsante del mondo legato al football americano. Una nuova stella del Football Il team in questione è conosciuto soprattutto per il lavoro effettuato con il middleware Euphoria 3D, un software di simulazione fisica e "comportamentale" utilizzato per ricostruire il comportamento di ingenti quantità di personaggi virtuali all'interno di giochi come GTA IV e Star Wars: Il Potere della Forza. E' evidente l'applicazione di questo know-how al gioco in questione, che mettendo in scena 22 giocatori su un campo con la ricorrente tendenza ad azzuffarsi in contatti di vario genere può ampiamente giovare di un sistema come l'Euphoria Engine. In effetti, è facile pensare che sia proprio il connubio tra la natura tipica del football americano e l'esperienza in quel particolare campo dell'animazione ad aver spinto un team che ha così poco a che fare con il mondo legato a tale sport a scegliere di imbarcarsi in questa avventura, sebbene la recente carenza di concorrenti, al di là dell'ingombrantissimo brand EA, possa rappresentare un insospettabile stimolo in più.

Ogni maledetta domenica

A grandi linee si può tranquillamente affermare che Backbreaker rappresenti un approccio decisamente più immediato e "arcade" al mondo del football americano. Il tatticismo e le strategie ci sono, ovviamente, essendo queste caratteristiche strettamente connaturate allo sport in questione, ma diverse iniziative di NaturalMotion portano in una direzione diversa rispetto alla simulazione assoluta e dai forti connotati manageriali di Madden. C'è anche qui la possibilità di creare una squadra e gestire i vari aspetti evoluzionistici dei giocatori, ma si nota subito che il cuore dell'azione è in mezzo al campo e il controllo diretto dei giocatori il principale punto focale del gioco. Le scelte estetiche e il gameplay rispecchiano d'altra parte questa tendenza. L'inquadratura principale, per esempio, rappresenta una discreta - sebbene poco sensata - novità all'interno del genere, posizionandosi molto in basso alle spalle del giocatore controllato e rendendo l'azione più vivida ma diminuendo il raggio visivo, essendo questo schiacciato al livello del campo. Una nuova stella del Football La cosa determina un guadagno estetico ma anche una maggiore difficoltà nell'impostazione delle azioni, con una visibilità che spesso risulta troppo scarsa per portare a buon fine le tattiche di gioco. Prima di far partire l'azione è possibile dare un'occhiata più distanziata alla posizione dei giocatori e alle varie traiettorie previste in base alle tattiche in corso, ma una volta scattato lo "snap", ci troviamo nella prospettiva del giocatore, ben diversa dall'agevole inquadratura rialzata di Madden. Sacrificando una più strategica visione d'insieme, la visuale di Backbreaker va a tutto vantaggio della spettacolarità d'azione, ampliata dalla possibilità di innescare la "modalità aggressiva" alla semplice pressione del grilletto destro. In questo caso la telecamera si avvicina ancora di più e oscilla sullo stile della "roadie run" di Gears of War, ampliando la sensazione di velocità e pericolo con tanto di amplificazione del suono del respiro affannoso da parte del giocatore in carica.

Un centimetro alla volta

Nella fase di attacco, il primo ruolo da interpretare è ovviamente quello del quarterback, con il quale chiamiamo la strategia di attacco (selezionabile da un menù ampliato dalla possibilità di "chiedere al coach" o richiamabile con i preferiti legati ai tasti direzionali) ed effettuiamo il passaggio o tentiamo la corsa, in base alla tattica scelta. Anche in questo caso si assiste ad un'interessante innovazione, seppure anche questa implementata non in maniera perfetta: invece di associare ogni giocatore ad un tasto, o utilizzare comunque un semplice tasto per innescare il passaggio, quest'ultimo si esegue con un movimento dello stick destro. Prima dello "snap" (o dopo, ma in questo caso bisogna tenere conto dei tempi assai più ristretti dato il rischio del blitz avversario) possiamo passare in rassegna i vari ricevitori, una volta scelto quello giusto la telecamera si focalizzerà su di esso mentre eseguiamo il passaggio, con la possibilità di entrare in "focus mode" alla pressione del grilletto sinistro. In questo caso, si innesca un rallentatore che aiuta ad analizzare meglio la situazione e aumenta la precisione del passaggio. Il rovescio della medaglia è che l'eccessivo zoom sul ricevitore riduce il campo visivo e aumenta il rischio di trovarsi degli avversari a ridosso, a sorpresa, inoltre il tempo che trascorre nel passare in rassegna i vari ricevitori disponibili è troppo lungo e ci porta spesso a subire un placcaggio, vista la non eccellente efficienza della linea di protezione, cosa che rende quasi sempre preferibile lanciare verso il primo ricevitore disponibile riducendo oltremodo lo spessore tattico del gioco. A seconda del movimento effettuato sullo stick destro è possibile effettuare vari tipi di passaggio, più o meno tesi o a pallonetto, sebbene il controllo sembri molto limitato e affidato soprattutto agli automatismi della CPU. Una nuova stella del Football Nel ruolo di runner, possiamo utilizzare la "modalità aggressiva" che aumenta la reattività e la velocità del giocatore, anche in questo caso però riducendo la visione tattica del campo di gioco. Mentre impostiamo la direzione con lo stick sinistro, con rapidi tocchi sul destro possiamo effettuare movimenti evasivi per schivare i blocchi e i placcaggi degli avversari. Nella fase difensiva, ci troviamo in base al ruolo scelto (è possibile passare da un giocatore all'altro alla pressione di un tasto) e alla tattica selezionata a marcare un giocatore avversario o una zona particolare, nel caso in cui si voglia semplicemente contenere l'avanzata avversaria o tentare di intercettare un passaggio. Altrimenti, l'opzione blitz ci porta ad attuare una manovra di attacco diretto al portatore di palla - presumibilmente il quarterback - in modo da annullare l'azione d'attacco, con una scelta indubbiamente appagante dal punto di vista ludico, vista la soddisfazione che scaturisce dalla simulazione dei contrasti. Il motore Euphoria in effetti fa il suo dovere per quanto riguarda i contatti tra i giocatori, con scontri e contrasti realistici e spettacolari. Si registra una certa legnosità nella risposta ai comandi impartiti che può rendere difficile la precisa scelta di tempo per un blocco o un placcaggio, anche in questo caso aggravata dalla poco funzionale inquadratura.

La squadra dei sogni

Le varie opzioni presenti consentono di creare una propria squadra, esibirsi in un match singolo, organizzare un campionato (con un numero variabile di squadre partecipanti), dedicarsi all'allenamento o lanciarsi nel multiplayer online o in locale. La componente manageriale è molto meno sviluppata di quella presente in Madden, come già detto, e riguarda soprattutto la possibilità di reclutare nuovi giocatori e una certa gestione dei crediti conquistati con i risultati sul campo per migliorare le proprie risorse atletiche. Le opzioni presenti sono dunque generalmente molto immediate e tendono a lanciare il giocatore sul campo con meno preamboli possibile. La modalità principale è ovviamente il campionato, a sua volta suddiviso in due possibilità: "Season mode" consente semplicemente di organizzare una stagione con 8, 16 o 32 squadre da affrontare di turno in turno, mentre "Road to Backbreaker" introduce alcuni elementi più complessi. Innanzitutto, si deve costruire la squadra da zero, utilizzando l'editor in stile Forza Motorsport o facendosi aiutare dalla CPU nelle varie scelte. Poi, viene introdotto un sistema di progressione in stile carriera, in base al quale al termine di ogni stagione le prime tre squadre classificate passano alla lega di football superiore (con eventuali sblocchi di squadre e stadi come ricompensa), mentre le ultime tre retrocedono, inserendo così un elemento "evoluzionistico" nella struttura di gioco. E' presente il multiplayer, che consente di giocare in locale attraverso lo split-screen orizzontale (scelta non troppo traumatica dato lo spostamento verso il basso della normale inquadratura) oppure online attraverso Xbox Live o PlayStation Network. In quest'ultimo caso non si registrano particolari influssi negativi nelle dinamiche di gioco. Una menzione particolare va fatta per la Tackle Alley, ovvero un insieme di divertenti mini-game impostati in modo da far prendere dimestichezza con i vari comandi e tattiche di gioco, risultando una sorta di tutorial decisamente interessante.

Obiettivi Xbox 360

Su Xbox 360, Backbreaker è caratterizzato da un numero stranamente basso di obiettivi sbloccabili rispetto alla norma. Troviamo infatti 29 achievement per il solito totale di 1000 punti. In generale, come è buona norma nei giochi sportivi, gli obiettivi si sbloccano soprattutto attraverso buone performance in campo, eseguendo un certo numero di azioni o vincendo determinate partite. Una sfida abbastanza alla portata di tutti.

Una nuova prospettiva

Un handicap notevole di Backbreaker nei confronti del concorrente Madden è la mancanza di qualsiasi licenza ufficiale, essendo tutto il circo dell'NFL saldamente nelle mani del milionario franchise EA. Per rispondere a questo, Naturalmotion ha puntato su una grande quantità di squadre inventate e su un editor piuttosto vasto che consente di modificare personaggi, squadre e loghi vari, senza però la possibilità (a quanto pare legata sempre alle limitazioni sui diritti) di poter condividere online le creazioni degli utenti. Anche per la necessità di mantenere un distacco da riferimenti realistici per quanto riguarda volti ed elementi dei campi da gioco, il look generale è stato modificato in modo da essere quanto più anonimo possibile, con caschi dalle visiere oscurate e stadi dal look futuristico che creano una sorta di stile quasi fantascientifico. Una nuova stella del Football Il risultato non soddisfa appieno in quanto appiattisce eccessivamente la rappresentazione dello sport, ulteriormente mortificato dalla povertà degli elementi a bordo campo e dalla mancanza di enfasi nel contorno, tra replay scialbi e un'assenza quasi totale di cura nella presentazione dei giocatori e delle squadre (siamo lontani anni luce dal clima intenso che caratterizza le partite nelle produzioni sportive EA, per dire). Le animazioni, punto focale di tutto l'impianto grafico, fanno d'altra parte un'ottima impressione, così come i contatti tra i giocatori e le conseguenti reazioni: le mischie e i contrasti sono quanto di più realistico visto ultimamente in questo campo. Allo stesso modo, le voci e gli effetti sonori durante la partita sono studiati in maniera tale da far sentire il giocatore proprio in mezzo al campo, tra grida di avversari e compagni, respiri affannati, raccapriccianti rumori dai contrasti e ovazioni del pubblico. Esteticamente, insomma, il gioco è caratterizzato da alti e bassi, un po' per la necessità di mantenere le distanze dal realismo e un po' per intrinseche limitazioni del motore grafico, che sembra puntare quasi esclusivamente sulle animazioni e i contatti tra i giocatori. Notevole anche la fluidità generale, che non pare soffrire di cali di framerate nemmeno nelle situazioni più affollate.

Il gioco NaturalMotion diverte sulle prime, con il suo approccio incentrato sull'azione immediata che lo rende apprezzabile da coloro che sono meno addentro al football americano, godendo forse di maggiori possibilità anche al di fuori dell'area nord americana. Emergono dopo poche partite però i difetti principali, costituiti soprattutto dall'aleatorietà dell'azione data dalle infelici inquadrature e da evidenti lacune dell'intelligenza artificiale. Madden resta dunque la scelta migliore detenendo il primato di simulazione globale e profonda, tipicamente EA, dello sport in questione, con Backbreaker che può rappresentare un'alternativa per chi cerca un approccio più semplicistico a questo sport.

Giorgio Melani

Pro

  • Ottime animazioni e contrasti
  • Immediato e subito coinvolgente

Contro

  • Componente gestionale non all'altezza
  • Inquadrature troppo limitanti
  • Qualche incongruenza nei controlli