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Redazione

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Iron Man 2Dentro l'armatura 0

Canto del cigno dei SEGA Studios San Francisco, Iron Man 2 delude le aspettative dei fan del supereroe Marvel, risultando oltretutto inferiore all'appena passabile primo capitolo.

Versione testata: Xbox 360

Ci siamo avvicinati a Iron Man 2 pieni di aspettative, da puri "Marvel fan", bisogna ammetterlo. Il tie-in del primo film, sviluppato anch'esso dai SEGA Studios San Francisco, infatti, pur offrendo generalmente un gameplay di modesta qualità si distingueva per una serie di idee davvero interessanti, che avremmo volentieri voluto veder sviluppate in questo sequel. Dentro l'armatura Ci riferiamo in particolare al sistema di volo, estremamente godibile e realistico (anni luce davanti a quanto proposto da Dark Void, per rimanere sul tema degli "uomini volanti per mezzo di propulsori"), alla possibilità di indirizzare momentaneamente l'energia dell'armatura verso un comparto specifico (scudi, armi, volo, forza fisica) per migliorarne l'efficienza e di acquistare nuovi dispositivi (repulsori modificati, lanciarazzi, ecc.) per poi equipaggiarli in modo rapido e intuitivo prima di lanciarsi in missione. Che ci crediate o no, tutti questi elementi positivi in Iron Man 2 sono stati ridisegnati (male) o completamente eliminati. Ma andiamo con ordine...

I superamici

Come si può capire già dall'immagine sulla confezione, il gioco tiene in grande considerazione il rapporto che lega Iron Man e War Machine, la variante militare dell'armatura pilotata dal migliore amico di Tony Stark, Jim Rhodes. A seconda della missione, infatti, controlleremo l'uno o l'altro personaggio e potremo dunque utilizzare sistemi di armamento in linea di massima differenti: da una parte i classici repulsori, dall'altra mitragliatrici di grosso calibro. Entrambe le armature (ma il discorso si estende a tutte le armature sbloccabili nel gioco, una per ognuno degli otto stage se completati con buoni risultati) possiedono quattro "slot" in cui è possibile posizionare delle armi, localizzati negli avambracci e sulle spalle, e le possibilità in tal senso sono piuttosto varie: si va dai già citati repulsori e mitragliatori ai lanciarazzi singoli e multipli, dai laser fino ai cannoni percussori. Dentro l'armatura La prima, amara, sorpresa riguarda proprio l'arsenale, la cui fruibilità è fortemente minata da un sistema di sviluppo e assegnazione delle armi che più macchinoso non si può: abbiamo impiegato circa cinque ore per completare il gioco (dura così poco, già) e quasi non ci sono bastate per capire come funziona esattamente la cosa, tanto è cervellotica. In pratica c'è una sezione dedicata alla "ricerca e sviluppo" in cui possiamo "inventare" nuove armi, nuovi tipi di munizioni e moduli energetici dietro pagamento di un certo numero di punti esperienza, seguita da una sezione denominata "fabbricazione armi" (ma è probabile l'errore di traduzione, vista la scarsissima qualità della localizzazione in Italiano) in cui possiamo utilizzare sei "slot" per configurare ogni arma come desideriamo, assegnandogli le munizioni e i moduli energetici che abbiamo intenzione di utilizzare. L'operazione di setup è talmente lunga e complicata da scoraggiare qualsiasi tentativo di fare degli esperimenti per capire quale sia la soluzione più adatta a ogni missione. Dentro l'armatura

Obiettivi Xbox 360

Iron Man 2 include cinquanta obiettivi, per un totale di 1000 punti. La maggior parte si ottengono completando i vari stage, incluso quello finale, mentre gli obiettivi più complessi implicano un certo grado di abilità nel superare le missioni riportando zero danni, eliminando i nemici entro un tempo limite o sconfiggendone un centinaio con ognuna delle armi in nostro possesso.

Volare, o-oh

La seconda sorpresa, per molti versi ancora più amara, deriva dal nuovo sistema di controllo: laddove nel primo Iron Man si controllava il volo tramite i tasti dorsali destri del controller, agendo sul pulsante A per utilizzare il boost, in questo sequel le cose sono state pesantemente modificate e si è perso tutto lo spessore che tale esperienza era in grado di regalare. Per spiccare il volo adesso bisogna premere due volte il tasto dorsale LB, quindi agire sullo stick analogico sinistro per accelerare, fermarsi o gestire l'imbardata, mentre i grilletti sono stati assegnati alle armi della parte sinistra e destra del corpo, da alternare agendo sul d-pad (operazione tutt'altro che comoda, specie nelle situazioni più concitate). Ci rendiamo conto che le azioni eseguibili dall'armatura sono numerose, ma la riassegnazione dei comandi ha reso la curva d'apprendimento del gioco decisamente più ripida, togliendo come già detto ciò che di buono era stato fatto per rendere il volo in armatura spettacolare e divertente. Gli sviluppatori hanno pensato di equilibrare le fasi aeree e quelle a terra rispetto al primo tie-in, infatti i movimenti di Iron Man sul suolo appaiono decisamente più plausibili ed è stato fatto qualche sforzo nella direzione dei combattimenti corpo a corpo (in precedenza quasi assenti), che però risultano spesso confusionari e ripetitivi. Dentro l'armatura Il comparto grafico ha subito una serie di miglioramenti, le armature sono molto ben realizzate (a parte quella di War Machine, chissà perché) e gli scenari appaiono decisamente migliori, meno desolati ma ancora limitati dal punto di vista dell'interagibilità. Il frame rate rimane costante anche nelle situazioni più difficili, mentre un discorso a parte merita il sonoro, in particolare il doppiaggio in Italiano curato dallo stesso "team" che si è occupato di Red Steel 2: capiamo bene le esigenze economiche dei distributori e un'azienda che offre i propri servizi a prezzi irrisori fa sempre gola, ma bisogna anche capire che mettendo il doppiaggio in mano a gente che non ha fatto un corso di dizione, non ha la minima idea di cosa significhi recitare, si mangia le parole e non riesce neppure a rispettare il timing delle battute originali, non si offre un buon servizio né agli utenti né alla dignità del prodotto in sé, che ne esce ancora più malconcia. Meglio a questo punto lasciare il doppiaggio originale (che nel cast annovera gli stessi Don Cheadle e Samuel L. Jackson, per dire) e inserire i sottotitoli: i videogiocatori italiani hanno aspettato decenni per avere delle buone localizzazioni, non buttiamo tutto alle ortiche in questo modo.

La cosa probabilmente non vi stupirà, ma Iron Man 2 è un prodotto mediocre. Abbiamo apprezzato la presenza di diversi elementi di grande interesse nel primo episodio, elementi che in questo sequel purtroppo non sono stati ripresi e sviluppati come ci si sarebbe aspettato, anzi. L'intenzione di enfatizzare i combattimenti corpo a corpo viene accompagnata da situazioni troppo confusionarie, mentre le dinamiche di volo sono state fortemente ridimensionate, perdendo tutto il fascino e il potenziale che avevano in precedenza. Il sistema di gestione e miglioramento delle armi è probabilmente il più macchinoso e complicato che si sia mai visto in un videogame, e non basta la presenza di una scena fortemente spettacolare (il combattimento con il gigantesco Ultimo) a giustificare le cinque ore scarse richieste per completare gli otto stage del gioco. Ai fan non resta che sperare in Iron Man 3.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Grafica di discreta fattura
  • Qualche situazione divertente
  • Boss finale spettacolare

Contro

  • Il peggior doppiaggio in Italiano di sempre
  • Sistema di volo peggiorato
  • Gestione delle armi macchinosa
  • Longevità ridotta ai minimi termini