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Puzzle AgentI nanetti rossi sono cattivi! 12

Neve, nani e gomme da cancellare per l'agente Tethers, alle prese coi misteri di una fabbrica e di una cittadina immerse nella paura...

Versione testata: PC

Telltale ha saputo conquistarsi un discreto numero di fan riproponendo alcuni storici brand del genere delle avventure grafiche con risultati decisamente incoraggianti e, sebbene gli ultimi episodi dei rinati Sam & Max inizino a perdere un po' della linfa che avevano i primi, non si può negare che gli sviluppatori abbiano saputo ricreare alla perfezione l'atmosfera pensata dai geniacci della Lucas Arts ormai quindici anni fa. I nanetti rossi sono cattivi! Con Puzzle Agent, pur rimanendo nel genere che li ha visti trionfare, i Telltale spostano lo stile di gioco verso quello di una delle più amate serie mai apparse sul Nintendo Ds, Il Professor Layton, presentando un punta e clicca che intervalla i dialoghi coi personaggi a dei puzzle, da qui il titolo, da risolvere scoprendo quali logiche li governano, in maniera un po' diversa dai normali stilemi del genere dove, in media, l'obiettivo è scoprire come incastrare con lo scenario i numerosi oggetti che si trovano nel corso dell'avventura - o magari come evitare capre in antichi castelli che molti giocatori si sognano ancora la notte. Il giocatore impersona un agente federale un po' sfigato, Nelson Tethers, che, invece di venire destinato a indagini importanti o quantomeno interessanti, si vede catapultato nel bel mezzo del Minnesota a scoprire cosa si cela dietro la chiusura di una fabbrica di gomme da cancellare nella ridente cittadina di Scoggins, i cui abitanti, curiosa coincidenza, sembrano mostrare un'innata passione per gli enigmi logici.

Tethers, Nelson Tethers.

Puzzle Agent si presenta, esattamente come Il Professor Layton, come una serie di "scenari", siano essi dei luoghi fisici o l'illustrazione degli enigmi da risolvere, magistralmente disegnati a mano e che quindi mostrano tutta una serie di dettagli e piccolezze che difficilmente si possono riscontrare in un'immagine tridimensionale creata al computer, anche se di contro mancano ovviamente le finezze grafiche di effetti speciali e simili, che, dopotutto, sarebbero assolutamente ininfluenti in un prodotto del genere. I nanetti rossi sono cattivi! Come classico in un'opera dei Telltale, inoltre, è distinguibile una perenne ironia e comicità di base in ogni cosa, dalla caratterizzazione dei personaggi passando per un'atmosfera che varia dal gotico al grottesco con un'ottima capacità di intervallare entrambi gli aspetti, fino alla trama generale e agli stessi puzzle; peccato però che, sempre da "esperienza" Telltale, l'inglese - unica lingua presente - con cui sono scritte e preparate le varie battute o giochi di parole (compreso il nome del protagonista) non siano esattamente quelli scolastici e anche un buon conoscitore della lingua di Sua Maestà potrà avere diverse difficoltà nel capirli a fondo, un po' come accade nei film di Mel Brooks, che sul gioco di parole basano il 70% della loro verve comica. Strano a dirsi, è proprio nella stessa organizzazione dei puzzle che il titolo inizia a mostrare delle incrinature: i circa 30 indovinelli che costellano l'avventura sono più volte un po' ripetitivi - così come è un po' ripetitivo l'escamotage con cui si è obbligati a risolverli: di norma qualcuno ci dice che se non lo aiutiamo non parla ed ecco la scusa per un bel puzzle - e la loro difficoltà, complici i molti aiuti che si possono richiedere e addirittura la possibilità di abbandonarli qualora si rivelassero troppo ostici, non è nemmeno paragonabile ai veri e propri simil test di intelligenza proposti dal termine di paragone su Nintendo DS. A ciò, infine, si deve aggiungere la bassa longevità, giustificata in parte dal prezzo, e la totale assenza di qualsivoglia motivo per giocare nuovamente l'avventura una volta terminata.

Puzzle Agent, per quanto sia chiaramente un clone de Il Professor Layton, dimostra diversi aspetti di cui non è difficile riconoscere il valore: i disegni sono di qualità innegabile, probabilmente anche superiori a quelli del diretto concorrente, così come l'atmosfera surreale-dark si mescola benissimo con la totale follia della trama e dei suoi sviluppi. Peccato allora per la difficoltà di comprensione del registro linguistico usato, la ripetitività dei puzzle, nonché la loro semplicità in alcuni casi, ai quali si aggiunge il fatto che su PC vi è un'agguerrita concorrenza di avventure grafiche a basso costo - dalle riedizioni di Moneky Island ai Sam & Max della stessa Telltale, fino a tutti quelli di scuola europea - che lasciano indietro di qualche punto il soggetto di questo recensione.

Volodia Pellegrini
 

Pro

  • Graficamente piacevole
  • Ironico al punto giusto

Contro

  • Difficile godere al 100% dei giochi di parole
  • A tratti troppo semplicistico
  • Giunge in un momento di mercato piuttosto sfavorevole