9.3

Redazione

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Assassin's Creed BrotherhoodIntrighi all'ombra del Colosseo 261

La storia di Ezio Auditore non si è ancora conclusa, è il momento di spostarsi nella città eterna e fermare definitivamente i Borgia!

Versione testata: PlayStation 3

Questa recensione contiene giocoforza alcuni spoiler, siate clementi con le offese nei commenti (al massimo un paio a testa) perché è impossibile non farne parlando di Assassin's Creed Brotherhood. Il successo del secondo capitolo e le splendide qualità estetiche e storiche del nostro Bel Paese hanno prodotto infatti un seguito a tutti gli effetti prima del cambio di ambientazione che ci sarà col prossimo episodio, seguito che comincia esattamente dove finisce il precedente, con Ezio Auditore da Firenze che si trova all'interno della Cappella Sistina dopo due "chiacchiere" con Rodrigo Borgia e interessanti risvolti sulla mela dell'eden, filo conduttore della storia fin dal titolo originale. La Roma di fine 1400 è quindi l'assoluta protagonista di Brotherhood, nelle sue vesti imponenti e in una mappa che dispone di una buona parte dei luoghi di riferimento famosi che appartengono alla città eterna, partendo dal Colosseo, passando per Porta Nomentana e arrivando a San Pietro, Campidoglio e così via. Intrighi all'ombra del Colosseo In parallelo c'è la vita attuale (anzi futura, nel 2012) di Desmond Miles, che grazie ad un macchinario chiamato Animus cerca di rivivere i ricordi dei propri antenati assassini in lotta secolare con i templari, e scoprire l'ubicazione della mela per evitare che questi ultimi ne vengano in possesso. In questo capitolo a rivivere saranno le vicende di Roma quindi, dove la confraternita degli assassini è in combutta per liberare la città dall'estrema influenza dei Borgia, che vede come personaggi chiave tra gli altri Cesare, Lucrezia e lo stesso Rodrigo.

La fratellanza non è una danza

La struttura di Assassin's Creed Brotherhood, com'era lecito aspettarsi, riprende nelle fondamenta e in maniera pedissequa quella del secondo capitolo, con la visuale in terza persona e il sistema di controllo dove grazie alla combinazione dei tasti R1 e X è possibile correre, zompettare e arrampicarsi praticamente ovunque, secondo una dinamica naturale e oramai assodata. La storia si dipana ugualmente attraverso le ben note sequenze genetiche, con il tassello successivo visibile sulla mappa mediante un apposito punto esclamativo, le missioni secondarie rappresentate da icone differenti e le sezioni di Roma che diventano disponibili man mano che si procede nell'avventura. Le prime novità che saltano all'occhio sono rappresentate dalla possibilità di cavalcare all'interno della città (curiosamente non galoppare, probabilmente per problemi di frame rate o generazione degli edifici in vicinanza) e dal fatto che ogni missione, sia essa principale, secondaria oppure extra, può essere rigiocata in qualsiasi momento mediante il menu DNA, con estrema felicità dei cacciatori di trofei (chi ha giocato il secondo capitolo sa di cosa stiamo parlando). In realtà c'è un'ulteriore e fondamentale differenza, ogni sequenza può essere infatti completata al 50 oppure al 100% in relazione ad una condizione secondaria che deve essere portata a compimento. Tra le tante: completare la missione entro un certo lasso di tempo, senza essere scoperti, uccidendo l'obbiettivo con la lama celata o con la balestra e così via. Il "premio" che si ottiene si traduce in rigiocabilità, varietà perché il gioco porta ad affrontare in maniera diversa le missioni, ma anche in ricordi aggiuntivi che compaiono sulla mappa di gioco. Abbandonata Monteriggioni (ma apparirà più di una volta durante l'avventura, non disperate) tutta la sezione "micromanageriale" di Ezio Auditore e della sua confraternita è stata estesa a Roma nella sua interezza. E' disponibile ovviamente un nuovo covo ma adesso il concetto di guadagno ruota attorno al restauro di alcune strutture presenti all'interno della città capitolina, a partire dalle varie botteghe per arrivare alle strutture imponenti di cui sopra, le quali una volta restaurate ad un costo variabile permettono di generare degli introiti che vengono depositati infine a cadenza regolare in botteghe che fungono da banco. Intrighi all'ombra del Colosseo Ogni distretto contenente negozi e strutture va però innanzitutto liberato dall'influenza dei Borgia, attraverso una "prassi" che prevede l'uccisione del capitano in comando e l'appiccare il fuoco presso la rispettiva torre adornata di vessilli appartenenti ai tanti odiati nobili. Prima di focalizzarci sui pregi e difetti del gioco vorremo concludere la descrizione con altri tre grossi elementi distintivi di questo Assassin's Creed Brotherhood, che ne determinano anche i punti di forza. Al di là delle varie missioni secondarie di gilda e fazione, le cripte del secondo capitolo hanno come alter ego in questo le sei sale di Nerone, ognuna delle quali nasconde una chiave per accedere alla tomba di Romolo. Questi santuari propongono principalmente lunghe e piacevolissime sezioni platform dove il controllo di Ezio è un vero e proprio balletto tra sporgenze e appigli, e dove il tutto è armonioso e naturale a patto di giocare un po' con la telecamera manuale per evitare di fare un salto nel vuoto. A fare poi da supporto all'introduzione di pistola e paracadute in fatto di invenzioni tecnologicamente avanzate, in Brotherhood non manca la presenza di Leonardo con ulteriori archibugi decisamente letali. Il problema è che in questo caso li ha sviluppati sotto minaccia per i Borgia, ed ecco quindi comparire altre missioni dove Ezio deve prima bruciare il progetto e poi impossessarsi dell'invenzione stessa per avere la meglio degli avversari e distruggerla (purtroppo!) in ultima battuta. Il risultato? Frangenti di gioco divertentissimi dove è possibile governare cannoni navali, carroarmati rudimentali piuttosto che deltaplani. Queste sezioni sono anche una "scusa" per proporre al giocatore ambientazioni differenti da quelle di Roma: si va infatti a fare visita al Castel dell'Ovo a Napoli, al Monte Circeo, alla Valnerina ma anche Firenze e Venezia, ovviamente in configurazione ridotte ma piacevoli da vedere e affrontare.

Multiplayer mon amour

La novità più "eclatante" di Assassin's Creed Brotherhood è rappresentata sicuramente dalla sezione dedicata al multiplayer, assolutamente inedita per la saga. Bisogna fare un paio di premesse, la prima è che il titolo Ubisoft rimane fondamentalmente un'esperienza in single player con una piacevole aggiunta multigiocatore, la seconda è che abbiamo avuto modo di provare in maniera estensiva la beta e pochissimo la versione finale, a causa della mancanza di giocatori presenti con il titolo non ancora uscito nei negozi. Detto questo, una sessione tutorial iniziale introduce alle meccaniche di gioco con la prima modalità disponibile, quella ricercato, la quale richiede l'individuazione da parte del giocatore di alcune prede che vanno eliminate. La struttura del multiplayer prevede ben 50 livelli sul classico stile alla Call of Duty dove ognuno permette di accedere a nuove abilità quali travestimenti o altro, armi, slot e colori per l'abbigliamento. Al livello 5 ad esempio si sblocca la modalità alleanza, dove una squadra di due templari viene designata come preda e in generale i punti esperienza possono essere accresciuti in base alle uccisioni di cui sopra ma anche grazie a diversi bonus legati al numero consecutivo di eliminazioni piuttosto che l'utilizzo di determinati oggetti. Tra partite classificate e non le mappe a disposizione sono 8 e prevedono il ritorno di "vecchie glorie" quali Forlì e la stessa Monteriggioni, i personaggi totali sono invece 14, si differenziano unicamente a livello estetico e per l'animazione di uccisione, si sbloccano proseguendo nei livelli oppure grazie ad UPLAY, il social network di Ubisoft che permette di ottenere temi, skin e quant'altro per il gioco in base alle azioni eseguite. Sempre in chiave di interazione con gli altri utenti tra i menu di Assassin's Creed Brotherhood è possibile scorgere infine la voce "Addestramento virtuale", modalità che mette a disposizione in uno spazio virtuale una serie di prove di corsa, combattimento e così via, con tre livelli di medaglie e classifiche online da confrontare con i propri amici oppure a livello globale.

Trofei PlayStation 3

Assassin's Creed Brotherhood mette a disposizione 51 trofei, dei quali 15 Argento e 1 Oro. Nel secondo capitolo era piuttosto facile ottenerli tutti e anche in questo la musica non cambia, con la maggior parte dedicati alla storia, al completamento delle missioni di Nerone e Leonardo e al collezionare piume e bandiere dei Borgia, che possono essere segnalati acquistando le apposite mappe del tesoro. Il "problema" sorge dal fatto che adesso ci sono anche trofei legati al multiplayer, con quello più ostico, necessario per il platino, che si ottiene portando il proprio personaggio al livello 50, non proprio una passeggiata di salute. Ad ogni modo completando l'avventura principale con una buona parte degli obiettivi secondari si portano a casa circa il 70/75% dei trofei disponibili.

Gli adepti di Ezio Auditore

A chiudere il cerchio descrittivo abbiamo la possibilità per Ezio di assoldare letteralmente adepti assassini, che una volta allenati possono essere richiamati per fare il lavoro sporco senza allertare le guardie, grazie ad un'apposita barra posta subito dopo quella dell'energia. La loro gestione è quasi da GDR, acquisiscono infatti esperienza, salgono di livello e mediante apposite colombaie sparse per la mappa di gioco è possibile assegnare ad ognuno alcuni punti abilità piuttosto che mandarli in giro per l'Europa a completare missioni che restituiscono quantitativi differenti di soldi, oggetti e punti esperienza, in base al livello di difficoltà e alla fattibilità. Detto questo, Assassin's Creed Brotherhood si porta dietro ancora una volta due difetti oramai storici della saga. L'intelligenza artificiale innanzitutto, praticamente identica e ancora una volta non convincente in fase di individuazione di Ezio piuttosto che nei combattimenti. Per quanto riguarda questi ultimi l'utilizzo del calcio sui gioielli di famiglia piuttosto che i contrattacchi che si eseguono con R1 più quadrato permette di avere la meglio in qualsiasi situazione e senza patemi, senza contare che gli adepti assassini aggiungono divertimento e varietà ma rendono i combattimenti stessi ancora più facili. La situazione migliora nelle missioni che vanno portate a termine senza essere scoperti, ma anche in questo caso esistono diversi "trucchetti" per fregare l'intelligenza artificiale nella maggior parte delle occasioni. Di riflesso il livello di sfida del gioco è piuttosto basso, ci si deve mettere proprio di impegno per morire ed è chiaro ancora una volta come il titolo Ubisoft punti tutto sull'esperienza di gioco e sul divertimento per accalappiare il giocatore fino al suo completamento, in un parallelo concettuale che ci piace fare con Fable II. Avrete però già scorto il voto decisamente positivo a questo punto della lettura, Assassin's Creed Brotherhood anche a causa dei difetti di cui sopra non riesce a fare il salto verso il capolavoro assoluto, migliora però praticamente ogni aspetto del precedente capitolo nella misura in cui rimane estremamente divertente, dispone di una varietà incredibile ed elimina quasi tutti i punti di noia presenti in passato (pensate anche alle gallerie sotterranee per muoversi velocemente tra tutti i punti della città), senza contare le piacevoli aggiunte e l'impianto narrativo che anche in questo caso prevede un finale col botto. Intrighi all'ombra del Colosseo Facendo un confronto diretto, probabilmente l'avventura principale può essere portata a termine in un quantitativo di ore inferiore (sulle 10-15) rispetto al secondo episodio, fatto sta che nella nostra prova su strada siamo stati portati in maniera naturale a completare il gioco facendo gran parte delle missioni secondarie e degli extra, con il nostro contatore fissato sulla bellezza di 23 ore. Non ci siamo dimenticati del comparto tecnico! Roma è bellissima da vedere con la sua varietà, vegetazione e i luoghi conosciuti. L'eccellenza l'abbiamo nella realizzazione delle strutture più imponenti e negli interni ad esempio di San Pietro, dove le texture sono davvero eccezionali. I modelli poligonali dei personaggi sono ugualmente migliorati così come gli effetti di luce e il ciclo giorno/notte, l'impatto complessivo è ancora più piacevole e in generale ci troviamo di fronte ad uno dei titoli più validi sotto questo punto di vista nel panorama videoludico. Per quanto riguarda almeno la versione PlayStation 3 il motore grafico continua però a perdere qualche colpo in chiave fluidità e tearing. La situazione è migliore rispetto al passato soprattutto in chiave desync dello schermo, ma non sono rare le situazioni in cui il frame rate scende attorno ai 20/25 fotogrammi per secondo. La sensazione è che la situazione sia simile a quanto visto col secondo capitolo rispetto alla versione per Xbox 360, che ad una prima occhiata veloce ci è sembrata essere più stabile da questo punto di vista. Il doppiaggio è ovviamente in italiano ed identico a quello dell'episodio precedente, la colonna sonora ancora una volta di primissimo piano soprattutto in occasione dei combattimenti o nei brani originali come quello che accompagna il giocatore nel distretto del foro romano, davvero un piacere da ascoltare.

Videorecensione

Assassin's Creed: Brotherhood - Videorecensione Assassin's Creed: Brotherhood - Videorecensione

Assassin's Creed Brotherhood continua l'opera di limatura e miglioramento di questa fortunata saga e propone una splendida Roma dove al suo interno è possibile ammirarne le sue imponenti strutture ma anche affrontare missioni primarie e secondarie sempre più divertenti, ariose e che non lasciano spazio alla noia. Il titolo Ubisoft non riesce a fare il salto completo verso il capolavoro perché permangono difetti storici come l'intelligenza artificiale rivedibile piuttosto che il basso tasso di sfida, tutto il resto però è sempre più coerente e strutturato, con punte di eccellenza nelle sezioni platform piuttosto che in alcune sezioni legate alla storia principale. Assassin's Creed: Brotherhood è quindi ed ovviamente il capitolo meno "sorprendente" della saga, ma dal nostro punto di vista quello assolutamente migliore.

Antonio Fucito

Pro

  • Divertente e con meno tempi morti rispetto al passato
  • Tantissime cose da fare tra extra e missioni secondarie
  • Roma è splendida da vedere

Contro

  • Intelligenza artificiale ancora non convincente
  • Basso livello di sfida