6.2

Redazione

4.5

Lettori (4)


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  • Data di uscita: 1 novembre 2010
  • Piattaforme: iphone
  • Tipologia di gioco: Action

RevoltLa rivolta delle macchine 14

Un nuovo twin-stick shooter ad ambientazione fantascientifica fa capolino sull'App Store, e catapulta il giocatore in un mondo dominato dai robot

Se si escludono i mille cloni di Canabalt, Farmville o Doodle Jump, uno dei generi più abusati su App Store è certamente rappresentato dai twin-stick shooter. La rivolta delle macchine Gratuiti o a pagamento, in arena o in spazi vasti, dalla grafica cartoon o realistica, ce n'è davvero per tutti i gusti. L'ultimo arrivato si intitola Revolt, ed è frutto del lavoro dello sviluppatore indipendente Kristopher Peterson, il quale, come molti altri, ha preferito curare elementi già consolidati nel genere piuttosto che introdurre rischiose innovazioni. Il risultato è uno shooter fantascientifico, con una grafica poligonale curata, esplosioni a profusione e una quantità notevole di nemici, armi e potenziamenti.

Robocrazia

Revolt si sforza di accompagnare le mille sparatorie con un'abbozzata trama post-apocalittica. L'anno 2012 è stato scomodato ancora una volta, ma stavolta coincide con la ribellione delle macchine che, nel corso dei decenni, sono riuscite a soggiogare l'intera razza umana, dando vita alla cosiddetta Robocrazia. Il giocatore veste così i panni di Guy, un ribelle decisamente anonimo, sia nel nome che nel character design: la scelta probabilmente è dovuta all'intenzione di immergere maggiormente il giocatore, ma il risultato è pessimo, e l'impressione è quella di seguire un fantoccio nella sua lotta contro i robot. Purtroppo, tralasciando un paio di scarse illustrazioni, l'intera storia viene narrata attraverso le brevi righe di testo che introducono ciascun livello. Un vero peccato, dal momento che non mancano sfumature interessanti e un colpo di scena finale piuttosto imprevedibile. Per venire in aiuto di giocatori più o meno abili, Revolt offre tre diversi livelli di difficoltà, mentre gli obiettivi sbloccabili su Game Center darebbero un pretesto per rigiocare l'avventura più e più volte. Il condizionale è però d'obbligo, perché gli otto livelli di gioco sono fin troppo simili tra loro, ambientati tutti all'interno di percorsi angusti e anonime stanze di laboratorio: un level design scialbo e un ripetitivo alternarsi di corridoi e stanze rende l'esplorazione davvero poco piacevole. Come se non bastasse, la totale assenza di punti di riferimento, unita alla possibilità di ruotare a piacimento la telecamera, rischia talvolta di confondere e disorientare il giocatore, che senza volerlo potrebbe ritrovarsi a girare in tondo o a tornare indietro. Revolt si riprende durante gli scontri a fuoco, nonostante controlli leggermente legnosi non permettano di raggiungere lo stesso grado di soddisfazione dato da Minigore o Guerrilla Bob. Vero punto di forza del gioco sta nella varietà di armi da sbloccare e potenziare, che spaziano da semplici pistole a potentissimi lanciarazzi: ognuno di questi gioiellini ha diversi gradi di potenziamento, raggiungibili spendendo il denaro che si raccoglie tra un livello e l'altro. La rivolta delle macchine Non mancano all'appello armature o granate di vario tipo, in grado di paralizzare i droidi avversari, incendiarli o farli saltare direttamente in mille pezzi. In questo caso, lanciare una granata vicino a una serie di cisterne di carburante e dar vita a pirotecnici effetti a catena è piuttosto appagante, ma l'azione non si farà mai abbastanza concitata a causa dello scarso numero di avversari: a prescindere dal livello di difficoltà, infatti, non si viene mai assaltati da ondate di robot, i quali piuttosto preferiscono accogliervi uno o due per volta. Proprio per questo alcune idee, come l'abilità di evitare i proiettili rotolando a terra, diventano quasi inutili, e non ci si trova mai in una situazione tanto spiacevole da costringere a darsela a gambe. Oltre alla breve campagna, lo sviluppatore ha deciso poi di aggiungere una modalità Survival, in cui, in maniera piuttosto tradizionale, lo scopo è sopravvivere il più a lungo possibile alle ondate sempre più numerose di nemici; eliminata una serie di avversari, il giocatore può decidere se potenziare le proprie armi o le difese, scelta che si fa sempre più importante man mano che i robot diventano più aggressivi. Tecnicamente, il lavoro fatto da Peterson è piuttosto altalenante: una realizzazione grafica tutto sommato buona deve vedersela con un frame rate instabile, che mostra il peggio di sé in caso di grosse esplosioni, mentre alcune animazioni appaiono goffe o abbozzate. Il supporto a Game Center e OpenFeint permette di condividere il punteggio della modalità Survival con i propri amici, oltre ad arricchire il gioco con una ventina di obiettivi sbloccabili. Tuttavia, se lo sviluppatore fosse andato oltre e avesse aggiunto una modalità cooperativa o competitiva online, a quest'ora Revolt avrebbe da offrire qualcosa di meglio che una manciata di livelli tutti uguali.

La versione testata è la 1.1
Prezzo: 1,59€
Link App Store

Con così tanti twin-stick shooter di ottima qualità presenti sull'App Store, questo Revolt proprio non ce la fa a distinguersi. Colpa soprattutto di un pessimo level design, che con i suoi ambienti tutti uguali taglia le gambe all'intera campagna single-player. L'ottima personalizzazione dell'equipaggiamento è forse uno dei pochi elementi che davvero salva il gioco da una totale stroncatura. Il successo di Minigore ha ampiamente dimostrato come un'ottima giocabilità e cura per i controlli possa sopperire a una totale mancanza di varietà, ma purtroppo Revolt sembra non aver imparato la lezione: nonostante abbia i suoi momenti, specialmente nelle battute finali, il gioco finisce per stancare dopo poco tempo, e sia i livelli di difficoltà che gli obiettivi sbloccabili non bastano a farlo rigiocare una seconda volta.

Vincenzo Lettera

Pro

  • Sistema di potenziamento soddisfacente
  • Graficamente non è male...

Contro

  • ...ma tutt'altro che perfetto
  • Level design ripetitivo e anonimo
  • La storia è narrata in maniera pessima