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Tom Clancy's Ghost Recon WiiFantasmi sbiaditi 34

Ghost Recon arriva su Wii e si reinventa come "on-rail shooter", cambiando radicalmente la sua struttura classica. Com'è venuto?

Il marchio Tom Clancy è da sempre legato a suggestioni spionistiche, fanta-politiche e militari, con gli anni andando a differenziarsi in una serie di sotto-categorie interpretate da numerose serie portate avanti sotto l'egida dell'autorevole firma Clancy. A prima vista indubbiamente simili, Ghost Recon, Rainbow Six, Splinter Cell e gli altri rappresentano invece diverse interpretazioni di un medesimo universo comune, varie tipologie di gameplay associate all'immaginario dello scrittore statunitense quantunque si possano avanzare dei dubbi sull'autenticità delle sceneggiature presenti in ognuno dei numerosi giochi fabbricati di anno in anno dalla premiata ditta Tom Clancy. Fantasmi sbiaditi Ghost Recon, tra questi, si porta dietro un'accezione prettamente tattica dello sparatutto, ulteriormente distillata nella nuova serie Advanced Warfighter che, nelle console ad alta definizione, ha comportato un passo avanti verso l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia che ne hanno caratterizzato ancora di più il gameplay. Una lontana eco di tutto questo si ritrova anche nella versione Wii che analizziamo in questa sede, ma la struttura che caratterizza solitamente il titolo è qui completamente stravolta, semplificata al massimo in uno sparatutto su binario che condivide, con le altre avventure dei "fantasmi", giusto qualche ambientazione e l'utilizzo (anch'esso profondamente diverso dal solito) di alcuni strumenti tecnologici che abbiamo già visto in Advanced Warfighter. Intendiamoci, non c'è niente di male nel genere dello sparatutto su binari a priori: certo si tratta di un'evidente semplificazione della struttura di gioco tipica della serie, che si basa su spostamenti tattici, coperture, precisione dei colpi, gestione della squadra e utilizzo dei "gadget" ma questo non significa necessariamente che una nuova interpretazione puramente action della serie debba essere valutata negativamente, d'altra parte il genere dell'"on-rail shooter" vanta degli indubbi elementi di forza nel divertimento immediato e frenetico. Il problema è che Ghost Recon presenta delle lacune anche in termini di giocabilità e realizzazione tecnica.

Ricarico!

Lo sparatutto "con light gun" è forse uno dei generi rimasti maggiormente fedeli alla tradizione tra tutti quelli che troviamo attualmente sul mercato videoludico. In sostanza, si tratta di sparare a bersagli che appaiono sullo schermo puntando direttamente la "pistola" (il Telecomando Wii, nella fattispecie) contro il punto preciso in cui si trova l'elemento in questione, un gioco d'abilità d'altri tempi come il tipico tiro a segno da Luna Park. La dinamica è ben rodata e funziona bene, con le uniche varianti derivate dalla possibilità di nascondersi dietro le coperture offerte dagli scenari e passare da una all'altra a piacere all'interno di una frazione di gioco, ma il tutto sempre con una libertà di movimento estremamente limitata dall'incedere automatico dello schermo e dalla pre-impostazione delle inquadrature che, sostanzialmente, ti dicono cosa guardare e contro chi sparare senza stare tanto a tirarla per le lunghe. Le missioni della Campagna, così come il gioco arcade, risultano dunque frammentate in tanti episodi in cui ondate di nemici ci costringono a scontri a fuoco furenti, in attesa di liberare la zona e procedere fino al frammento successivo. Fantasmi sbiaditi Lo spostamento verso l'arcade puro è frenato dalla volontà di mantenere un legame con gli elementi tipici di Ghost Recon e la sua esigenza di realismo, dunque anche se l'azione è ovviamente spinta al parossismo non riesce a divincolarsi da un certo senso logico e librarsi verso le punte di frenesia ed esagerazione adrenalinica dei veri sparatutto arcade, lasciando questo gioco Ubisoft in una zona intermedia, frenato nell'impeto action ma lontanissimo dai tatticismi tipici della serie. Ne risulta un "punta e spara" che alla lunga si rivela piuttosto scialbo, con poche varietà di nemici e situazioni incoerenti con la volontà di realismo ma decisamente più sottotono di quelle riscontrabili, ad esempio, in Ghost Squad o House of the Dead. La presenza costante di un compagno di squadra spinge ovviamente verso il multiplayer (offline), variegato dalla possibilità di utilizzare armi differenti (leggere e pesanti) e di un minimo di gioco di squadra con la possibilità di curare il compagno e di attaccare da punti di copertura diversi. Ogni tanto la routine viene spezzata da livelli particolari in cui, ad esempio, si controlla il drone armato, oppure ci troviamo in situazioni critiche come stanze piene di gaso nocivo che impongono di velocizzare l'azione, ma il cuore del gioco sostanzialmente non cambia mai più di tanto. Da notare il supporto per il Wii Zapper che rende più godibile l'azione grazie ad una maggiore precisione nel tiro e una disposizione più logica e comoda dei comandi, favorendo peraltro l'immedesimazione con i protagonisti.

Non proprio Advanced Warfighter

Nonostante il nome, Ghost Recon su Wii non condivide più di tanto la spettacolarità caratteristica degli ultimi capitoli della serie visti sulle altre piattaforme in alta definizione, ricongiungendosi al tipico clima Tom Clancy giusto negli intermezzi tra una missione e l'altra e nei veloci briefing ad inizio livello, ma si tratta di un trattamento all'acqua di rose di tutto l'apparato cinematografico-narrativo originale, oltretutto dotato di una storia decisamente semplicistica, con tanto di buon vecchio revival della "minaccia rossa". La confezione, dunque, intendendo con questo sia il comparto grafico che il supporto extra-ludico di tipo narrativo, non si conforma agli standard a cui Ubisoft ci ha abituato nelle sue produzioni migliori. Anche tenendo presente il diverso potenziale che Wii può esprimere rispetto alle altre console domestiche concorrenti, si giustifica malamente la scarsa cura nella realizzazione degli scenari e la ripetizione ossessiva di elementi grafici per quanto riguarda mezzi, nemici e ambientazioni. Fantasmi sbiaditi Certo la semplicità può essere considerata un elemento strutturale del gioco: l'assenza di fronzoli estetici aiuta a mettere bene in risalto le minacce presenti sullo schermo e ad agire tempestivamente contro di esse, come la meccanica di questo tipo di gioco impone, ma allora sarebbe stato preferibile un approccio più irriverente, colorato o in una parola più "arcade" piuttosto che questo realismo ricercato ma goffamente riprodotto. Oltretutto, trattandosi di uno sparatutto su binario, dunque con inquadrature completamente pre-impostate, sarebbe lecito attendersi una maggiore cura nell'aspetto grafico, con la possibilità di arricchire e impreziosire tutto quello che compare su schermo con tagli cinematografici e scene veramente spettacolari visto che, in effetti, non possiamo nemmeno girare lo sguardo intorno. Da questo punto di vista, l'introduzione del "bullet time" che rallenta il tempo consentendoci di prendere la mira con maggiore calma e precisione risulta sì funzionale dal punto di vista ludico, ma ben poco appagante alla vista. Di ottimo livello è invece il comparto audio, in particolare per quanto riguarda l'accompagnamento musicale che si inserisce nel classico contesto delle serie Tom Clancy con musica orchestrale epica e d'atmosfera, oltre a dialoghi in Italiano di ottima fattura, sebbene la continua ripetizione della parola "ricarico!" da parte di protagonista e compagno risulti piuttosto allucinante dopo qualche ora di gioco.

Ghost Recon risulta divertente nella misura in cui il genere stesso riesce a divertire, secondo una meccanica antica e piacevole quanto il tiro a segno. L'impatto non è dei migliori vista la realizzazione non di altissimo profilo ma l'immediatezza dell'azione ci fa entrare subito nelle meccaniche di copertura e sparo, mentre la semplicità generale, nonostante la frenesia degli eventi, rende questo Ghost Recon quasi rilassante, rispetto alla struttura complessa e profonda che solitamente contraddistingue i prodotti Tom Clancy. Tuttavia Ubisoft non è Sega e la mancanza di know-how nell'ambito si fa sentire: il passo falso del publisher francese è stato il voler ricondurre un'esperienza profondamente arcade ad una sovrastruttura realistica e monolitica come quella di Ghost Recon, perdendo da una parte la spinta brillante e irriverente dello shooter su binario e dall'altra allontanandosi irrimediabilmente da tutto quello che la serie ha significato negli anni. Da qui questo strano esperimento divertente sulle prime, godibile in due giocatori ma in definitiva mal riuscito.

Giorgio Melani

Pro

  • Meccanica divertente sulle prime
  • Buono il sistema di copertura

Contro

  • Graficamente troppo spartano
  • Ripetitivo sul medio termine
  • Assenza di mordente e incentivi a proseguire