8.6

Redazione

8.3

Lettori (20)


  • 23
  • 1
  • 22
  • 1

Cave StoryAdrenalina a suon di Pixel 27

Uno dei più famosi giochi indie arriva su Wiiware: sono passati sei anni dall'originale, ma Nicalis ha portato i cosmetici giusti

Il gioco è disponibile per il download sul servizio WiiWare

Daisuke Amaya, detto "Pixel", ha lavorato a Cave Story per cinque anni, fin quando non è riuscito a terminarlo e pubblicarlo nel dicembre 2004. Da quel momento in poi l'ascesa di entrambi, opera e creatore, è stata eclatante: non c'è una sola lista dei migliori indie-game al mondo che non comprenda Cave Story, e il gioco è stato portato su molte piattaforme, tra cui PSP e Xbox. Sei anni dopo eccolo in uscita su Wiiware; ma perché qualcuno dovrebbe essere interessato ad acquistarlo con questo ritardo, visto che si può scaricare gratuitamente - su PC - dal 2004? Perché questa versione, ristrutturata da Nicalis e perfezionata da "Pixel" stesso, è senza dubbio la migliore sul mercato: un Cave Story Deluxe, sostanzialmente.

Platformvania

Ancora non è stato coniato un termine per i giochi con una mappa "alla Metroid", ma va trovato al più presto, perché gli sviluppatori che la utilizzano come elemento fondante dei propri lavori sono sempre di più: stiamo parlando dei cosiddetti "Metroidvania", titoli dall'ambientazione unitaria che fanno affidamento sul backtracking. Negli ultimi anni, oltre ai vari Metroid e Castlevania, hanno rimpolpato la categoria Megaman ZX e Darksiders, ma soprattutto una mini-invasione di "platformvania", tra cui i due Lostwinds, Kirby & the Amazing Mirror e, appunto, Cave Story. La mappa del titolo Nicalis non è complessa come quella dei migliori Metroid, ma è abbastanza simile: a differenza che nel gioco Nintendo però le varie (macro) zone non sono tutte interconnesse, ma si raggiungono da un villaggio centrale che funge da collante. L'essenza di Cave Story, oltre che da un'ambientazione coesa, è costituita da un'anima platform e da una shooter, sebbene la sua vera forza stia proprio nell'unire questi tre elementi senza che appaiano separati. A condire il tutto c'è una storia più che buona, soprattutto considerati gli standard del genere: certo, si affida a diversi cliché (amnesia del protagonista su tutti), ma il fatto che i dialoghi e le azioni influenzino direttamente gli eventi del gioco (e quindi il finale dello stesso) non è cosa comune, anche perché Cave Story gestisce questi momenti con una maestria aliena a molti progetti ad alto budget - raramente esplicita quando ci si trova di fronte a un bivio di natura morale, ad esempio. Nel complesso quindi è un grande gioco, ma la sua artigianalità probabilmente ha fatto sì che venisse glorificato più del dovuto. Adrenalina a suon di Pixel Molti critici lo hanno definito il miglior gioco per NES mai creato, ma quest'affermazione è sbagliata per due motivi: prima di tutto, il progetto di Amaya difficilmente sarebbe potuto uscire su NES (anche nella sua versione originale) vista la grandezza e il livello di dettaglio delle ambientazioni, per non parlare della quantità di nemici su schermo. In secondo luogo, ammesso e non concesso che sarebbe potuto uscire su una console dell'epoca, ha comunque dei cali e delle sbavature che i capolavori del periodo non avevano. I salti, per quanto curati, si modulano solo in relazione alla pressione dei pulsanti, perché tengono poco conto sia dell'andatura del personaggio che dei cambi di direzione: sono più simili a quelli di MegaMan che a quelli di Super Mario, insomma. In termini di level design i tocchi davvero geniali si contano sulle dita di un mano: molte missioni si basano sul banale trova l'oggetto-riporta l'oggetto, ma soprattutto le mappe, sebbene siano brillanti da attraversare, non riservano grosse sorprese in fase di esplorazione (come le strade nascoste che spesso si celano dietro la "solita" finta mattonella).

Shoot'em up

Abbiamo passato un intero paragrafo a elencare i difetti del gioco perché il resto, in breve, è grandioso. Come avrete intuito, le fasi shooter sono di gran lunga le più riuscite: non solo, con la loro qualità - e capillarità - riescono a risollevare dalla mediocrità anche le rare zone poco ispirate. Sono ottimi i controlli - reattivi e intuitivi - ed è impeccabile il design dei nemici, ma soprattutto sono eccellenti, appaganti e uniche le combinazioni tra salti e spari: piuttosto che un ominide col cappellino, nelle sezioni più esaltanti di Cave Story vi sembrerà di controllare un Signore della Guerra uscito direttamente da Terminator. Cave Story - Videoanteprima GDC 2010 Cave Story - Videoanteprima GDC 2010 E questo non perché su schermo appaiano delle scene epiche, al contrario: molti dei nemici sono elaborati in stile kawaii, e per quanto ne sappiamo potrebbero essere usciti direttamente dal mondo di Hello Kitty. Semplicemente, nei suoi momenti migliori, Cave Story vi fa sentire un Terminator: mentre la grafica vi dice che state assistendo a uno scontro tra pupazzi, il pad vi assicura - e ve lo comunica nelle vene - che potete distruggere qualsiasi cosa vi capiti a tiro. Inutile sottolineare come di solito accada il contrario, e proprio questo ribaltamento è tra le principali cause del successo del titolo di Amaya: quante volte, soprattutto nell'ultima decade, avete assistito a un filmato introduttivo con una lotta tra demoni, per poi andare a giocare e dover premere semplicemente "A"? Ecco, in Cave Story, come in molti titoli old-school, fortunatamente il processo è opposto. Tutto questo è vero sia per la versione classica che per quella su Wiiware: come abbiamo detto a inizio articolo, la differenza più grossa tra le due sta nella grafica, molto più curata in questa edizione 2010. Fortunatamente, nonostante i vari oggetti/elementi siano più dettagliati rispetto all'originale, non hanno perso il loro carisma - e la cosa capita più spesso di quanto si possa sospettare. Oltre alla grafica ci sono stati degli aggiustamenti ludici qua e là, decisi tutti da Amaya in persona, e sono state inserite più opzioni e modalità secondarie (si possono rigiocare i boss, ad esempio). Ci sono tre livelli di difficoltà, anche se, rispetto agli standard attuali, il più basso va inteso come medio, mentre il più alto come tendente-all'impossibile. Vi durerà diverse ore, ma soprattutto, una volta finito, avrete voglia di rigiocarlo.

Cave Story è artigianato di prima qualità: è divertente, appagante, ben costruito, ma soprattutto, nei suoi momenti migliori, è incredibilmente esaltante. In poche parole, pur con qualche calo, ci ricorda come dovrebbe essere fatto un gioco d'azione. La versione Wiiware è la migliore tra quelle disponibili, quindi tenetela in seria considerazione sia se non lo avete mai giocato sia, a maggior ragione, se siete dei fan dell'opera.

Alessandro Bacchetta

Pro

  • Molto divertente e impegnativo
  • Controlli semplici e precisi
  • Sezioni shooter da favola

Contro

  • Salti non perfetti
  • Alcuni cali nel level design