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Redazione

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Minotaur RescueMinter reinventa Asteroids 7

Il primo gioco del Minotaur Project è un mix di idee prese da Asteroids, Spacewar! e altri classici arcade, con quel pizzico di follia che non manca mai nelle opere di Jeff Minter

Agli occhi dei giocatori più giovani, Jeff Minter sembrerà un classico hippie degli anni 60, coi capelli lunghi, abiti peruviani e un incelato amore per la natura. Nella sua tranquilla casa tra le campagne del Galles, assieme ai suoi animali e al suo unico collaboratore, l'italiano Ivan "Giles" Zorzin, "Yak" Minter si presenta come una sorta di guru eremita, tanto pazzo quanto intrigantemente misterioso. Minter reinventa Asteroids Eppure, chi ha cominciato a giocare abbastanza presto da poter vantare l'acquisto di un Atari ST o un Atari Jaguar sa bene quanto questo bizzarro personaggio e la sua etichetta Llamasoft abbiano segnato la scena dei giochi per computer tra gli anni 80 e 90. Dagli stralunati Revenge of the Mutant Camels e Sheep in Space per Commodore 64 a quel Tempest 2000 diventato un vero e proprio cult, ogni opera di Minter era un surrealistico trip fatto di colori, suoni esplosivi e trovate folli. Come un marchio di fabbrica, lo stile retrò e la grafica psichedelica hanno caratterizzato anche i più recenti Space Giraffe e Gridrunner Revolution, ed è quindi ovvio che i seguaci di vecchia data continuino a farsi prendere da nostalgica gioia ad ogni nuova uscita targata Llamasoft. L'ultima volta che abbiamo chiacchierato con Yak e Giles, qualche mese fa, ci avevano detto di essere al lavoro su un nuovo e misterioso gioco, ma allora difficilmente avremmo immaginato che si sarebbe trattato di un titolo per iPhone e iPad.

Minotauri fuori controllo

Solar Minotaur Rescue Frenzy, o più brevemente Minotaur Rescue, è in effetti il primo tassello di quello che Llamasoft ha battezzato col nome di Minotaur Project, un progetto mirato a creare giochi che uniscano estetiche retrò a sistemi di controllo innovativi. Con la sua interfaccia touchscreen, l'accelerometro e la semplicità di sviluppo, iPhone non poteva che rappresentare la scelta più invitante per lo sviluppatore indipendente britannico. Volendo semplificare Minotaur Rescue, col rischio di banalizzarlo, lo si potrebbe definire un incrocio tra Asteroids e Robotron 2084: proprio come nel primo dei due arcade, infatti, lo scopo del giocatore è quello di sbarazzarsi degli enormi asteroidi vaganti grazie al fuoco della sua nave spaziale, la quale è però in grado di spostarsi in qualsiasi direzione all'interno dell'arena. A differenza della miriade di twin stick shooter sulla falsariga di Geometry Wars, tuttavia, Minotaur Rescue propone un sistema di controllo sperimentale, che lascia a casa l'emulazione dei due stick analogici e offre controlli relativi: basta sfiorare leggermente lo schermo in qualsiasi punto e verso qualsiasi direzione per ruotare e spostare la nave, laddove piccoli tocchi orientano il fuoco e un tocco prolungato sullo schermo permette di spostarsi in avanti. Un'idea che ha ovviamente due lati della medaglia. I primi minuti di gioco si rivelano spiazzanti, con il giocatore che tenta di abituarsi goffamente al nuovo modo di muoversi nello scenario; dopo un po' di pratica si riesce finalmente a prendere confidenza, e tutto sembra non solo più facile, ma anche più divertente, nonostante ci si renda conto che, anche dopo averlo padroneggiato come si deve, questo alternativo sistema di controllo non offre un livello di precisione paragonabile ai classici due stick. Non sarebbe certo un problema, se non fosse che nei livelli più avanzati la quantità di asteroidi e nemici si fa abbastanza elevata da rendere ogni minimo spostamento un giro alla roulette russa. Ma un genio come Minter non poteva certo limitarsi a un clone di Asteroids con dei controlli fuori dal comune, così ecco che, ispirandosi chiaramente a Spacewar!, al centro dell'arena è stata inserita una piccola stella, la cui forza gravitazionale attira sia gli asteroidi che la nave del giocatore. Minter reinventa Asteroids Alcuni massi nascondono dei buffi minotauri pacifisti, che nient'altro sono se non dei bonus da raccogliere per guadagnare punti e aumentare la propria potenza di fuoco: più vengono fatti avvicinare alla stella e più punti danno quando li si raccoglie. Si tratta di un piccolo escamotage che, almeno in linea teorica, dovrebbe stimolare i giocatori più intrepidi a temporeggiare e rischiare di essere risucchiati nel tentativo di guadagnare qualche punto in più. Temporeggiare non è però la scelta più sensata quando si è circondati da decine di giganteschi asteroidi. Se assorbe troppi oggetti prima della fine del livello, la stella finisce inevitabilmente per collassare e trasformarsi in un enorme buco nero in grado di risucchiare qualsiasi oggetto sullo schermo. Assieme a molte probabilità di sopravvivenza, ovviamente. Basato su Neon 2, versione parecchio migliorata dell'engine dietro Space Giraffe, il titolo ha una grafica piacevolmente retrò, ma per i primi livelli di gioco mantiene un basso profilo finché a un certo punto non implode finalmente in sé stesso. Più le esplosioni si fanno numerose e più Minotaur Rescue si trasforma in un'esperienza psichedelica, mentre raggiunge l'apice con l'arrivo del temuto buco nero: il giocatore resta sospeso, vacilla circondato dal caos, catturato da una morsa estetica eccezionale. E' in questi brevi istanti che viene fuori tutta la follia minteriana che i giocatori di vecchia data hanno imparato ad amare. Dopotutto, chiunque sarebbe in grado di inserire un cammello, una pecora o financo un minotauro nel proprio gioco, ma pochi come Llamasoft riescono a costruirci attorno un'esperienza ipnotica inconfondibile. Il titolo è un inno all'Atari VCS fin dalla schermata d'avvio, il che implica tutta una serie di limiti che gli sviluppatori si sono voluti auto-imporre: non ci sono musiche ad accompagnare l'azione, ma solo pochi e ripetitivi effetti sonori, sebbene sia possibile lasciare in background un brano qualsiasi della propria libreria iPod. Minotaur Rescue è pensato per essere giocato anche in cooperativa locale, ma lo schermo di iPhone è troppo piccolo e spesso capita di coprire la nave dell'avversario con il proprio dito. Le cose si fanno fortunatamente meno frustranti su iPad, dove peraltro la modalità multiplayer supporta fino a 4 diversi amici. Alla fine della fiera, il nuovo gioco di Minter è curato, stiloso e sprizzante di humour, ma è destinato a entusiasmare principalmente un pubblico di nostalgici e amanti del retrogaming, per i quali la presenza di Jets! e Tanks!, i due titoli bonus contenuti nel pacchetto e ispirati al vecchio cult Combat, rappresenta un ulteriore incentivo all'acquisto. E forse alla fine, tolto l'entusiasmo contagioso dovuto più alla mitizzazione di uno sviluppatore che all'oggettiva qualità della sua opera, ciò che resta è proprio questo. Un fugace quanto riuscito omaggio ai tempi andati.

La versione testata è la 1.0
Prezzo: 0,79€
Link App Store

Nonostante in Minotaur Rescue non manchino brevi istanti di gloria audiovisiva, non aspettatevi la stessa, continua e disarmante, esperienza allucinogena che ha caratterizzato alcuni degli indimenticabili giochi di Minter. Il nuovo titolo che Llamasoft ha confezionato per gli utenti App Store è un acquisto obbligato per chi ha vissuto momenti indimenticabili con il suo Atari VCS, caratterizzato da un sistema di controllo probabilmente imperfetto ma che, dopo una giusta pratica, si dimostra divertente, originale e piacevolmente caotico. Una volta padroneggiato ci si muove rapidamente da un punto all'altro dell'arena, sfruttando la forza gravitazionale della stella per orbitarle attorno o curvare i propri proiettili. Minotaur Rescue è pura autocelebrazione, specchio di uno sviluppatore d'altri tempi che si riflette in giochi che ricordano un'epoca passata. Chi però fa parte della sua folta schiera di seguaci non esiti a seguirlo ancora una volta, poiché di sicuro non resterà deluso.

Vincenzo Lettera

Pro

  • Estetica piacevolmente nostalgica
  • Azione frenetica e divertente
  • Contiene due giochi bonus
  • Sistema di controllo particolare...

Contro

  • ...che però richiede tanta pratica
  • Nessun accompagnamento musicale
  • Multiplayer ingiocabile su iPhone