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Redazione

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Dissidia 012 Final FantasyFanservice e mazzate 1

E' più forte Lightning o Tifa Lockhart? Questa domanda potrebbe finalmente avere una risposta...

Qualcuno magari ricorderà Ehrgeiz, un vecchio gioco di Squaresoft per PSOne in cui Cloud, Sephiroth e qualche altro personaggio di Final Fantasy VII apparivano nel roster dei lottatori selezionabili. L'idea piacque molto e Square Enix ci mise più di dieci anni per decidersi a riproporla in un modo più convincente. Dissidia: Final Fantasy per PSP è un concentrato di fanservice che nessun appassionato della famosa saga di JRPG potrebbe mai farsi sfuggire: un incrocio tra un picchiaduro e un RPG in cui se le danno di santa ragione i protagonisti di ogni episodio della serie. Fanservice e mazzate Ma non si tratta di una commercialata fine a se stessa, perché già con quel primo episodio Square Enix era riuscita a convincere i più scettici sulla bontà del concept e con Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy, la softco cerca di bissarne l'ottimo successo.

Why do you fight?

I fan del franchise che si aspettano da Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy una componente narrativa solida e avvincente, come ci ha abituato la serie nelle sue svariate incarnazioni, potrebbero restare fortemente delusi. Come nella precedente iterazione, anche in questo caso la trama di fondo è a dir poco demenziale, anche se sicuramente si pone almeno una spanna sopra alla media delle produzioni analoghe dove i lottatori si picchiano senza un vero perché. In questo caso, la lotta tra buoni e cattivi ruota attorno alla guerra tra due entità chiamate Cosmos e Chaos: nel precedente Dissidia abbiamo scoperto che questa battaglia è ciclica e i protagonisti sono destinati ad affrontarsi in eterno, di fatti Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy è una specie di prequel che rivela gli accadimenti della dodicesima guerra, per l'appunto. Fanservice e mazzate Badate bene, non si tratta che di una scusa per mostrare una serie di tecnicamente ottime cutscene in cui i vari personaggi si scambiano battute melodrammatiche sul senso della battaglia e della vita, con riferimenti più o meno velati alle vicende personali dei giochi di appartenenza. Profondità narrativa prossima allo zero, insomma, e fanservice a iosa. Da questo punto di vista l'aggiunta più eclatante consiste nei nuovi personaggi che si sono inseriti nel roster, curiosamente tutti tra le fila dei "buoni": Lightning (Final Fantasy XIII), Tifa (Final Fantasy VII), Laguna (Final Fantasy VIII), Yuna (Final Fantasy X), Vaan (Final Fantasy XII) e Kain (Final Fantasy IV). Ci sono anche due personaggi extra, Prishe (Final Fantasy XI) e Gilgamesh (Final Fantasy V). Ognuno dei nuovi personaggi ha un ruolo più o meno importante nella vicenda e un personalissimo stile di combattimento: Square Enix ha svolto un ottimo lavoro per integrarli nel roster proponendo alcuni elementi peculiari, come per esempio il sistema Optimum che caratterizza Lightning o i colpi a base di "evocazioni" di Yuna. La varietà delle nuove proposte, e degli stage corrispondenti, è dunque notevole, nonostante il sistema di combattimento, in fin dei conti, sia essenzialmente rimasto immutato.

Fanservice e mazzate

Evolusciòn

Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy è un gioco subdolo. Chi ha apprezzato il precedente episodio avrà sicuramente trascorso dozzine di ore sullo stick della PSP imparando a menadito ogni animazione o combo. All'inizio, la sensazione è dunque spiazzante: il nuovo gioco si presenta assolutamente identico e si fa perfino un po' di fatica a spendere la prima oretta senza annoiarsi, specialmente se si è veterani del prequel... o meglio, sequel. Ogni combattente dispone di due tipologie di attacchi e mentre una potenzia le nostre capacità offensive, l'altra ha lo scopo di danneggiare direttamente l'avversario fino a sconfiggerlo. Il cuore è rimasto dunque lo stesso: anche Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy si trasforma ben presto in un balletto in cui gli sfidanti si cercano di colpire l'uno con l'altro, evitando gli attacchi a vicenda e cercando quell'attimo di incertezza o distrazione che permette di sferrare il colpo decisivo. Più che un vero e proprio picchiaduro, il gameplay di Dissidia ricorda quello di una vecchia gloria come Power Stone. Fanservice e mazzate Alle basi del gioco già poste un anno fa, Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy aggiunge ben presto quegli elementi che, certo, non stravolgono il gameplay, ma lo rendono ancora più fresco e intrigante. Si parte con l'Assist, un comando che permette di chiamare un "partner" che sferrerà un rapido attacco contro il nostro avversario: ogni personaggio presenta un tipo di Assist diverso e la scelta del comprimario diventa quindi più tattica di quanto appaia. L'introduzione dell'Assist rafforza il già semplice ma profondo sistema di combattimento, così come il contrattacco EX che permette di interrompere le combo avversarie e sfruttare alcuni secondi di invincibilità o la possibilità di interrompere la modalità EX dell'avversario usando gli Assist. Inutile dire che ogni nuovo personaggio dispone di specifiche Modalità EX e attacchi finali completamente inediti. Tornano poi le Summon, i punti esperienza e l'equipaggiamento che fornisce ai personaggi bonus temporanei o fissi e che come in un JRPG tradizionale bisogna selezionare con cura per avere la meglio sugli avversari. Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy non è comunque un totale copia-incolla neanche per quanto riguarda il resto: Square Enix ha ben pensato di ritoccare un po' il roster, bilanciando alcuni personaggi per renderli più invitanti o meno avvantaggiati. Il risultato è dunque un prodotto che è più di quel che sembra, come dimostrano le svariate modalità di gioco.

Dov'è la mia aeronave?

Uno delle caratteristiche più curate del primo Dissidia era la Modalità Storia. Pur ripetitiva, alla lunga, da sola costituiva un'ampia fetta del tempo di gioco, grazie alla cura riposta nella progettazione di una modalità che non fosse un'asciutta sequela di combattimenti. Adesso si è fatto un ulteriore passo avanti e i giocatori dispongono perfino di una specie di "world map" palesemente ispirata a quella proposta in Final Fantasy XIII: si controlla un personaggio in terza persona in un ambiente tridimensionale in cui è possibile interagire con altri personaggi, creare perfino una specie di "party" e selezionare i prossimi combattimenti da affrontare. In realtà, la mappa è quasi del tutto inutile ma aggiunge al gioco quel tocco di JRPG che lo distingue dalla massa. Fanservice e mazzate Tra le nuove mappe e le vecchie scacchiere i giocatori possono concludere la nuova Storia per poi sbloccare anche la trama del Dissidia originale: a conti fatti, Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy include praticamente l'intero primo gioco, aggiornato al gameplay della nuova edizione. Una scoperta un po' scottante che rende ancora più obsoleta la vecchia versione. E oltre alla modalità Storia torna anche la modalità pseudo-arcade in cui è possibile allenarsi e racimolare punti esperienza; a esse si aggiunge la modalità Labyrinth, che sostanzialmente consente di "personalizzare" una serie di sfide per mettere alla prova la propria abilità, e un editor che permette di creare e condividere dei "livelli" autoprodotti: questa modalità purtroppo non sfrutta il collegamento a Internet e lo stesso vale per il ricco comparto Multigiocatore, pieno di opzioni che però si basano su una poco probabile connessione ad hoc. Non che questo possa scoraggiare i giocatori più solitari, considerando la quantità dei contenuti.

Da vedere e da ascoltare

A essere sinceri, quella delle mappe appare quasi una scusa per mostrare l'ancora una volta ottimo comparto tecnico del gioco, che riesce a dare il meglio di se nei frenetici e coloratissimi combattimenti, tra esplosioni ed effetti luce che a dirla tutta talvolta tendono a produrre leggeri rallentamenti e cali di frame-rate, solitamente solido e privo di incertezze. Fanservice e mazzate I nuovi personaggi sono fedeli riproduzioni delle loro controparti originali e di alcuni di essi, come Laguna, possiamo finalmente udire la voce: nonostante l'altalenante qualità dello script, il doppiaggio (in inglese) è ottimo e appassionato. I modelli poligonali sono ancora una volta dettagliati e animati con cura, ognuno sfoggia peraltro diversi "costumi" tratti direttamente dai giochi originali. L'unico difetto resta la telecamera: proprio come nel precedente Dissidia, l'inquadratura talvolta fatica a seguire i rapidissimi movimenti dei giocatori e si posiziona in modo spesso inopportuno, specialmente se la battaglia si sviluppa negli angoli. Inutile menzionare la stratosferica qualità delle rare sequenze in computer-grafica, ma imperativo sottolineare l'ottimo lavoro svolto dal compositore Takeharu Ishimoto: la colonna sonora vanta numerosi remix delle musiche originali della serie, associate in particolar modo per episodio e personaggi relativi, e il risultato è una specie di compilation dei migliori brani del franchise.

Lo scetticismo nei confronti di questa nuova proposta Square Enix era altissimo, in realtà Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy ha dimostrato essere ben più che un mero copia-incolla commerciale: si tratta infatti dell'edizione "definitiva" del franchise, in tutti i sensi visto che Square Enix ha confermato la conclusione dell'epopea, perlomeno in questa forma e su questa console. Resta un po' di amarezza per la sensazione di già visto, comunque prepotente, ma la qualità della produzione è alta, la quantità di contenuti sbloccabili richiede decine di ore di gioco e le numerose modalità e opzioni rendono difficile annoiarsi. Senza contare che si tratta di un vero e proprio concentrato di fan-service all'ennesima potenza.

Christian La Via Colli

Pro

  • Tecnicamente ottimo
  • Quantità di contenuti impressionante
  • Praticamente due giochi in uno
  • Gameplay ulteriormente arricchito

Contro

  • Sporadici cali di frame-rate e telecamera migliorabile
  • Non sorprende più come fece il precedente
  • Trama quasi imbarazzante