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Redazione

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Operation Flashpoint: Red RiverSemper Fidelis, anche in Tajikistan 0

Eccoci all'appuntamento con la versione definitiva di Operation Flashpoint: Red River. Dopo alcune prove piuttosto promettenti, arriva il verdetto sul gioco intero

Versione testata: Xbox 360

Definire saturo il mercato degli sparatutto in soggettiva nell'attuale panorama videoludico sarebbe un eufemismo, difficile ricordare una tale invasione di prodotti similari dalla stessa nascita di questo particolare tipo di intrattenimento. Ma ha anche poco senso starne a parlare, di fatto l'FPS è diventato una sorta di piattaforma ludica nella particolare piattaforma ludica definita videogioco, una specie di sotto-codice che consente sempre nuove espressioni, le quali tuttavia, c'è poco da fare, cominciano ad assomigliarsi un pochino tutte. La serie Operation Flashpoint almeno da questo punto di vista tenta di fare qualcosa per distaccarsi dalla massa, presentandosi come uno sparatutto in soggettiva estremamente tattico e realistico, una sorta di versione un po' più strutturata e ben confezionata di ARMA, o una via di mezzo tra quest'ultimo e Ghost Recon, se possibile. Semper Fidelis, anche in Tajikistan Solo, senza l'apporto di Tom Clancy, e strano a dirsi non è cosa da poco. Mentre La strada intrapresa da Call of Duty, Battlefield e Medal of Honor è quella della spettacolarizzazione estrema, in un combattimento a suon di milioni di dollari tra costruzioni grafiche e sceneggiature hollywoodiane, Codemasters si presenta in campo schierando i suoi quattro sporchi e scurrili marine in mezzo ad una sterpaglia polverosa e sconfinata, a combattere i cinesi senza badare troppo alla storia dei personaggi, agli intrighi internazionali e alle scene spaccamascella. La parola d'ordine è "realismo", principio in base al quale ci è richiesto di abbandonare aspettative di script curati al millimetro e scene d'azione cinematografiche (e diverse persone non aspettano altro), perché la guerra vera pare essere decisamente un'altra cosa. Tutto questo implica una seconda parola d'ordine, ovvero tattica, l'elemento su cui verte interamente il gameplay di Operation Flashpoint: Red River e che distingue in particolare modo questo gioco dai molti altri.

Militari e militaristi

Non è ben chiaro come vada preso il tono generale di questo gioco, quel che è certo è che a partire dalla presentazione iniziale ci troviamo in mezzo al più tipico stereotipo militaresco a declinazione realistica, con turpiloquio martellante e classici commenti e punti di vista da marine. La sequenza iniziale, in particolare, riassume in pochi minuti tutto il caos internazionale dalla guerra fredda allo scontro con Al Qaeda con uno stile che potrebbe lasciare interdetti, nel caso non sia stato inteso come volutamente auto-ironico. Anzi, l'intero sproloquio continuo del Sergente Knox che accompagna l'azione di gioco, inframmezzato dai commenti da camerata dei soldati, assumono un carattere sopportabile se si intendono come voluta caricatura dello spirito da marine che pervade tutta la rappresentazione della guerra fatta da Codemasters, ma anche così dopo un'oretta di imprecazioni e digressioni su cinesi, taji e motherfuckers in generale è facile farsi prendere dalla stanchezza. Semper Fidelis, anche in Tajikistan La prima conseguenza della scommessa sul realismo a tutti i costi fatta dagli sviluppatori è che, non volendo lasciarsi andare a scene scriptate, eccessivamente spettacolarizzate e in definitiva irrealistiche, il gioco si dipana come una "semplice" invasione portata avanti dalle truppe americane in un territorio ostile, con la missione tipica a portarci da un punto A ad un punto B con varie digressioni intermedie nella liberazione di punti di interesse o nella protezione del convoglio, offrendo sì una rappresentazione convincente di una vera azione militare, ma anche una storia in sostanza poco interessante e un level design estremamente piatto. Altro punto ambivalente di questa produzione è la scelta di basare l'intero gioco su una gigantesca mappa di 240 km di terreno, cosa che rappresenta anche in questo caso una notevole coerenza con l'intento realistico ma si porta dietro il problema dato dall'eccessiva monotonia dello scenario, dominato in gran parte da praterie immense, montagne in buona parte non percorribili e villaggetti in pietra. Insomma, da ogni punto di vista Operation Flashpoint: Red River appare chiaramente come un prodotto non adatto a tutti i palati, ma piuttosto come uno sparatutto di nicchia pensato per gli appassionati del realismo militare.

Specializziamoci

Fatta la necessaria scrematura del pubblico, il gioco può iniziare ad essere goduto senza troppe riserve, perché non si può negare la portata innovativa di Operation Flashpoint: Red River nel panorama degli FPS attuali. Si tratta di controllare una squadra di marine composta da quattro elementi ognuno specializzato in un ruolo tra fuciliere, esploratore, granatiere e fuciliere d'assalto, ognuno con i suoi equipaggiamenti e il suo approccio specifico al campo di battaglia, ovviamente. La progressione nel gioco consente l'acquisizione di ulteriori punti abilità da distribuire nelle varie statistiche del combattente e la possibilità di modificare gli slot per armi e capacità speciali. Semper Fidelis, anche in Tajikistan Il tatticismo tipico dell'azione di gioco risulta lampante fin dai primi minuti sul suolo del Tajikistan: è possibile muoversi sulla mappa con un'enorme libertà ma se non si agisce in maniera coordinata con gli altri e non si sfruttano le coperture dello scenario una dose di proiettili è assicurata, d'altra parte le prime missioni della campagna in questo senso rappresentano un'ottima scuola di gioco indicando con una certa continuità i punti da raggiungere e i modi migliori per sfruttare i comandi per la gestione della squadra (un dedalo abbastanza sconcertante di opzioni possibili) e l'eventuale supporto aereo o di terra per i momenti più caldi. I nemici sono tanti e spesso ben coperti e a volte basta un colpo ben assestato per metterci fuori combattimento, pertanto il supporto dei compagni, con le loro indispensabili indicazioni sulle posizioni dei nemici avvistati (diramate automaticamente dall'intelligenza artificiale) risulta fondamentale. La gestione delle ferite peraltro è alquanto particolare, rappresentando in un certo senso una deviazione dall'impianto realistico generale. Una volta colpiti, nel caso in cui la ferita non sia fatale, possiamo curarci (o curare i compagni) tenendo premuto un tasto per una certa quantità di tempo in modo da bloccare l'emorragia, e per un'ulteriore periodo per risanare completamente il danno. Ovviamente, mentre questo accade saremo impossibilitati a muoverci e sparare, dunque non è un'operazione da effettuare alla leggera e anche in questo caso la copertura dei commilitoni può essere fondamentale.
Operation Flashpoint: Red River - Videorecensione Operation Flashpoint: Red River - Videorecensione

Cooperazione prima di tutto

Operation Flashpoint: Red River è un gioco praticamente progettato per essere fruito in multiplayer cooperativo, questo è chiaro. Sia la campagna principale che gli Ingaggi di Squadra possono essere giocati insieme ad altri compagni umani, sempre in forma cooperativa. Vista la natura di squadra del gioco, con la sua struttura tattica che fa della coordinazione e partecipazione tra i combattenti il suo fulcro, è palese che la fruizione di gruppo sia la modalità privilegiata per godere appieno delle varie modalità. L'intero sistema si basa sull'accesso "drop in/drop out", ovvero possiamo scegliere in ogni momento di accedere ad una partita in corso in una qualsiasi modalità, raccogliere eventuali punti e riconoscimenti ed uscire senza problemi dalla partita con estrema fluidità. Semper Fidelis, anche in Tajikistan Le possibilità di gioco sono molteplici e sono state già spiegate in corso di anteprima, andando dalla classica Orda(Ultima Forza) alle missioni di scorta (Rombo di Tuono), dal controllo delle zone di interesse (Azione Militare) al salvataggio di compagni in mezzo ad un territorio nemico (Combat Search and Rescue). Al di là forse di Ultima Forza, che pone la particolare necessità di decidere quando richiamare l'elicottero per l'estrazione in modo da terminare la partita (calcolando dunque i tempi tecnici per l'operazione), le altre modalità presentano momenti ludici in buona parte già presenti all'interno della campagna, che dunque rappresenta probabilmente l'opzione di interesse principale all'interno dell'offerta presente nel gioco, ma non ci si può comunque lamentare della varietà di scelte proposte, che risulteranno necessarie una volta concluse a più riprese le 10 missioni che compongono la storia principale. Si segnala la completa assenza (almeno per il momento) di modalità multiplayer competitive, scelta che tira fuori Red River da un campo decisamente denso di concorrenti ma che potrebbe rappresentare un importante limite per diversi giocatori.

Obiettivi Xbox 360

Gli achievement sono 50 per il solito totale di 1000 punti da sbloccare, distribuiti abbastanza equamente tra la campagna (suddivisa nei suoi capitoli) e le varie modalità di gioco cooperative. Gli obiettivi legati alla normale progressione del gioco si sbloccano senza problemi, mentre richiedono maggiore impegno quelli collegati alle performance del giocatore, in certi casi alquanto avanzate. In ogni caso, una sfida accessibile.

In mezzo scorre il fiume (rosso)

La cosa appare lampante fin dai primi minuti di gioco: Operation Flashpoint: Red River non gode di quell'impatto grafico che altri giochi, come Call of Duty e Battlefield, possono vantare attualmente. La relativa semplicità degli scenari ha diverse spiegazioni, non c'è dubbio, considerando l'enorme estensione dell'area di gioco, la possibilità di percorrere la mappa seguendo percorsi diversi e l'imperante richiamo al realismo che, effettivamente, richiede che il Tajikistan sia fatto a forma di Tajikistan e su questo il lavoro degli sviluppatori è stato encomiabile. Nonostante queste legittime motivazioni, il comparto grafico resta un elemento alquanto debole in questa produzione Codemasters, a dimostrazione che l'engine proprietario Ego ha forse applicazioni migliori in ambito racing piuttosto che per gli sparatutto in soggettiva. Semper Fidelis, anche in Tajikistan Sono state risolte diverse imperfezioni che caratterizzavano le versioni di prova, ma restano alcune indecisioni sulle animazioni dei personaggi, sui loro rapporti con le superfici (qualche problema di compenetrazione e "pattinamento" rilevato), sulla copertura uniforme delle texture e non si spiega francamente la mancanza completa di alcuni movimenti dei soldati, come il momento della salita a bordo dei mezzi di trasporto, che pure si ripete parecchie volte nel corso della campagna. Questione marginale ma che può rivelarsi importante per contribuire all'immedesimazione. E' un impianto grafico funzionale alla struttura del gioco, su questo non c'è dubbio, con la costruzione di un vasto ambiente unico e fruibile interamente online senza incertezze, ma non si può fare a meno di notare come si presenti piuttosto spartano e monotono. A migliorare la situazione interviene la particolare illuminazione, che crea suggestivi scorci delle vallate del Tajikistan e caratterizza l'intero gioco con quella luce solare rossastra che richiama perennemente quel fiume rosso riportato nello stesso titolo.

Si potrebbe dire che l'intento di Codemasters sia stato realizzato talmente bene da raggiungere una conclusione logica: la guerra non è poi così divertente. Coloro che cercano immediatezza, spirito di competizione, spettacolo e divertimento puro hanno svariati altri prodotti da considerare, Operation Flashpoint: Red River è dedicato esclusivamente ai fanatici della guerra (virtuale e non), con una decisa propensione all'impegno. E' una specializzazione che, com'è naturale, comporta una certa debolezza nella valutazione complessiva del prodotto in quanto videogioco, ma gli amanti di ARMA o di alcune serie Tom Clancy (che tuttavia si dimostrano ben più strutturate dal punto di vista ludico) lo troveranno sicuramente una soluzione ottimale, in particolare se giocato in multiplayer, sicuramente la condizione più consona per goderselo.

Giorgio Melani

Pro

  • Mondo vasto e libertà di movimento
  • Multiplayer cooperativo ottimamente implementato
  • Approccio piuttosto originale nel suo realismo

Contro

  • Realizzazione tecnica non all'altezza di alcuni concorrenti
  • Dedicato solo a chi ama le rigorose simulazioni belliche
  • Assenza totale del multiplayer competitivo