9.0

Redazione

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DiRT 3Mangia la polvere! 128

Salutato con rammarico il compianto Colin McRae, siamo tornati a correre in giro per il mondo!

Versione testata: Xbox 360

Se il precedente capitolo aveva fatto capire a tutti il nuovo corso intrapreso dai ragazzi Codemasters, questa nuova iterazione si spinge oltre, decretando la totale svolta arcade del titolo. Questo non vuol dire che si passerà tutto il tempo gas a tavoletta e pilota automatico, si scoda e sbanda che è un piacere, ma che il modello di guida e più in generale tutta l'esperienza di gioco sono tarate per non essere mai troppo impegnative e frustranti. Avendo bene in testa questo, e liberandoci da qualsiasi schematismo simulazione/pro - arcade/casual, DiRT 3 risulta essere un titolo valido e divertentissimo capace di regalarci tante emozioni, seppur confinato in un ambito che farà storcere il naso ai rallysti duri e puri. Rally che più che nella passata edizione è solo una tra le tante specialità.

Dove si va?

Il cuore del gioco è il cosiddetto Tour Dirt. E' composto da quattro stagioni principali, oltre a queste troviamo sfide di "freestyle" e Gymkhana situate all'interno del Battersea compound, la centrale energetica dismessa resa famosa dalla copertina del disco dei Pink Floyd Animals e tutta una serie di lunghi campionati dedicati alle singole tipologie di gara, chiamati World Tour. L'offerta è molto ampia, le competizioni e relative discipline sono davvero tante. Accanto al rally, troviamo il Rally Cross e Land Rush, ovvero veri e propri gran premi contro otto avversari su pista, a bordo di vetture da rally, truck (anche detti pick up) e buggy. Ci sono poi Head to Head, gare uno contro uno, simili a quelle che vediamo al Motor Show e TrailBlazer, sorta di lunghe gare da punto a punto, ma a bordo di vetture particolarmente veloci e "sguscianti", non propriamente rallystiche, acchittate con vistose appendici aerodinamiche, spoiler e minigonne. Fino a qui non ci sono particolari novità rispetto a DiRT 2, la nuova modalità di gioco è la precedentemente citata Gymkhana, che non si limita a farci girare intorno ai birilli, di fatto del tutto assenti, ma mette in scena una serie di attività molto varie. Il concetto base è semplice: più "numeri" si fanno, più punti si ottengono. A Battersea, a Los Angeles o a Montecarlo troviamo dei veri e propri parco giochi a nostra disposizione, possiamo produrci in derapate, sgommate da fermo o intorno a diverse tipologie di rotonde, distruggere oggetti o saltare. Questo in soldoni, perché DiRT 3 complica il tutto con le ovvie sfide a tempo, gare in cui bisogna scovare particolari items nascosti per la mappa, corse a check point e molto altro. Non ci si annoia insomma se si vuole staccare da fango e ghiaia. L'avanzamento tra le varie stagioni (ognuna composta da diversi campionati) avviene accumulando punti reputazione che aprono mano a mano i diversi eventi. In quest'ottica non è sempre necessario arrivare primi, basta ottenere i punti necessari per andare avanti, senza insomma farsi troppi patemi riguardo a podi e gare non portate a termine. Oltre a queste gare, se si gioca collegati, troveremo da subito ulteriori tracciati da comprare direttamente nello Store e nel Marketplace, sorta di DLC istantaneo già presente al momento del rilascio, cosa che amplia l'offerta e che per fortuna non incide nella progressione del gioco. Mangia la polvere!

Il 131 di nonno o la Fulvietta?

Il livello sale non solo in base al nostro posizionamento a fine campionato, ma anche in base a quanti flashback abbiamo utilizzato (sono sempre cinque), alla vettura scelta e al superamento di piccole missioni, come velocità massima o lunghezza derapata. Ogni livello ci premia con nuove vetture, livree e scuderie che "richiedono" le nostre prestazioni. Sul versante delle auto, gli sviluppatori ne hanno inserite davvero molte, oltre alle già citate iperveloci, truck e buggy, troviamo le mitiche vetture del Gruppo B che hanno corso tra il 1982 e il 1992, e il meglio delle auto storiche a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '90. Si spazia insomma dalla Lancia Fulvia al Deltone integrale passando per la Fiat 131 e la Renault 5 Turbo, una vera manna per gli appassionati quindi. Oltre a queste ci sono tutta una serie di vetture moderne, da quelle con licenza ufficiale WRC a categorie meno famose come Open rally, Super Rally 2000, o gli enormi barconi dedicati ai Raid come Hammer e jeepponi vari. Come per le competizioni diverse vetture sono da subito acquistabili a parte. Partendo proprio dalle auto, è possibile capire l'approccio alle corse di Codemasters. Le competizioni che non prevedono restrizioni drastiche di classi di appartenenza, come ad esempio Rally e Head to Head, possono essere giocate con diverse tipologie di auto, cosa che aumenta a dismisura la longevità del titolo ma che non "specializza" le vetture, rendendole buone per "tutte le stagioni". Mangia la polvere! Questa semplificazione è visibile anche nel momento in cui dobbiamo scegliere una macchina. Le uniche differenze sono relative al peso, alla potenza e alla trazione, valori quasi sempre simili all'interno della stessa classe. E'scomparsa quindi ogni minima distinzione per velocità, tenuta e via dicendo, presente nella scorsa edizione. Ci si accorge delle differenze solo al volante e queste non sono mai esagerate: il modello di guida è molto omogeneo, non ci sono - sempre in relazione alla stessa categoria - valori particolarmente discordanti. Scompaiono quindi le differenziazioni minime tra vetture, ma rimane la possibilità di poter agire sulla meccanica delle stesse, un tuning relativo allo stretto indispensabile (come nella precedente edizione) che ci vede agire su portanza, altezza da terra, sospensioni, differenziale e così via, e che riesce a variare distintamente il comportamento della vettura. Tuning quindi che funziona ma che non è imprescindibile alla luce di alcune scelte che vedremo più avanti. E' poi possibile decidere se attivare l'ABS e il controllo stabilità, ma l'impressione è che con o senza sia avvertibile solo in condizioni estreme, quando entrano in gioco le condizioni atmosferiche come pioggia battente e tempesta di neve, che rendono le vetture più "leggere" e decisamente meno reattive. Oppure quando si scende in pista nelle gare di Rally Cross, dove diverse gare si svolgono su asfalto (qualcuno ha detto Montecarlo?), in cui sovrasterzi di potenza e bloccaggi degli pneumatici sono all'ordine del giorno.

Tracciati

Il gioco ci porta in giro per il mondo facendoci correre nei posti più disparati. Finlandia, Kenia, Norvegia e Michigan sono le nazioni che ospitano le gare di rally e quelle dedicate al Trailblazer, mentre l'innevata Aspen, lo "sterrato di campagna" Smelter, Montecarlo e il Memorial Coliseum di Los Angeles sono i luoghi deputati al Rally Cross, alle corse Head to Head, e a quelle dei truck e delle buggy. Inutile dire che ogni luogo è composto da diversi percorsi (la Finlandia ne ha ben otto, così come il Kenya e il Michigan), e grazie anche alla possibilità di correre con diverse condizioni atmosferiche, di notte o di giorno, all'imbrunire o di sera, si riuscirà a tenere sotto il livello di guardia il fattore ripetitività.

Il piacere di guidare al tramonto

Sembra quasi che DiRT 3 sia indeciso su cosa voglia realmente essere. Lascia i settaggi, seppur basilari, ma non ci lascia capire il comportamento delle vettura al momento di sceglierla. Ci dà la possibilità di attivare gli aiuti, ma essi non sono così importanti ai fini del livello di difficoltà e della curva di apprendimento. Queste "indecisioni preventive" sono del tutto giustificate alla luce del modello di guida. Come scritto in apertura, DiRT 3 è del tutto votato ad un tipo di fruizione "arcade", e non perché si corra ad occhi chiusi ma perché il modello di guida riesce perfettamente a mediare tra la bravura nel saper pennellare le curve, nella parzializzazione del gas e nel uso del freno mano, con un'esperienza di gioco mai troppo punitiva ed estremamente gratificante, che non esaspera mai gli errori causati da una guida allegra del pilota. Si ha insomma sempre l'impressione che la macchina possa essere sempre ripresa, il gioco tollera imprudenze e tagli netti, le aperture brutali non sono mai catastrofiche, l'effetto pendolo, a meno di non esagerare con la pressione sullo stick, non è qualcosa con cui spesso dover far conto, alla stessa maniera i vari tipi di fondo incidono sull'aderenza senza comunque mai stravolgere il modo in cui si corre. Una scelta del genere viene però appesantita da due fattori esterni. Mangia la polvere! Il voler essere adatto a tutti, esaltando il piacere di guida ha imposto una difficoltà sicuramente non altissima. A livello medio, tre su sei, si riesce piuttosto agilmente ad arrivare in testa, per faticare praticamente solo in poche specialità. Il nostro invito è quello di impostare almeno la difficoltà su quattro, e alzarla alla bisogna insomma. Secondariamente i flashback, ovvero la possibilità di riavvolgere il tempo evitando così errori, tagliano drasticamente la tensione nel percorrere in apnea i tracciati più lunghi. Il gioco ci invita a non abusarne, visto che meno li si utilizza, più punti reputazione si guadagnano, inutile però sottolineare quanto possano essere utili in caso di fatali errori. I flashback ci portano a fare considerazioni anche sull'ottimo modello meccanico e estetico dei danni. Gli urti danneggiano realisticamente le auto, che si deformano e perdono pezzi in modo convincente. Basta un semplice urto contro un muretto per rendere la macchina inservibile, perdendo potenza o sbandando pericolosamente. I danni insomma sono seri e progressivi nel modo giusto. I replay quindi ci salvano quando la macchina viene "azzoppata", penalizzando un sistema di incidenti ben implementato. Tirando le somme le sensazioni che DiRT 3 ci regala sono senza dubbio piacevolissime, il gioco diverte davvero tanto e molto probabilmente le sue parti migliori non sono propriamente quelle rallystiche, bensì le gare su pista, con il loro mix esaltante di derapate, sportellate e sorpassi sullo stretto, che esaltano il modello di guida del gioco. Torna quindi in pompa magna la "problematica" del secondo capitolo. Il rally è solo uno tra i molti ingredienti della pietanza cucinata da Codemasters e non necessariamente la migliore, pur sempre in un contesto di eccellenza. Gli amanti dell'ortodossia WRC sono avvertiti: se metteranno da parte preconcetti e chiusure mentali, si troveranno per le mani un titolo coi fiocchi. In chiusura è giusto spendere due parole sull'intelligenza artificiale. Nelle gare da punto a punto, all'innalzamento del livello di difficoltà corrispondono ovviamente tempi migliori degli avversari, mentre su pista le vetture si comportano in maniera credibile e realistica, lottando e creando bagarre, pur non abbandonando, se non in caso di (frequenti) errori la traiettoria ideale.

Obiettivi Xbox 360

DiRT 3 premia il giocatore con 50 obiettivi. Sono praticamente tutti relativi alla progressione nel gioco. Si ottengono al salire di livello, al giocare con o senza aiuti, ai punti e alle medaglie conquistate nelle gimkhane. Presenti pure obiettivi per le modalità di gioco online.

Un quadro spettacolare

Sul versante multiplayer, per un massimo di otto giocatori, troviamo tutte le modalità di gioco del Tour, al quale partecipano per l'aumento dei punti reputazione. Possiamo correre da soli o in eventi di squadra e se invece abbiano voglia di abbandonare del tutto le corse da punto a punto e gran premi veri e propri, è possibile prendere parte alla modalità Party, composta da eventi "leggeri" come Transporter, una rivisitazione del classico Capture the Flag che invita corse sfrenate e sportellate, Invasione che ci impone di distruggere dei cartonati robot che hanno "invaso" il pianeta, Infezione in cui un virus letale ci mette nei panni dei contagiati e di quelli che vogliono sfuggire al contagio, spingendo forte col grand'angolo e virando lo schermo in verde. Mangia la polvere! Modalità davvero divertenti che funzionano e che possono essere una valida alternativa alle seriose tipologie classiche. Interessante poi la possibilità di postare direttamente su YouTube le proprie peripezie. Cosmeticamente parlando DiRT 3 è un vero spettacolo. Il lavoro di Codemasters è virtualmente senza difetti, anche se permangono sporadici problemi di frame rate nei momenti più concitati delle gare su circuito con altri sette avversari in pista. Per il resto si rimane spesso e volentieri a bocca aperta, si apprezza da subito il maggior dettaglio, tanto sulle vetture, quanto e soprattutto sugli elementi a bordo pista, che disegnano un quadro in cui non c'è virtualmente differenza tra elementi principali e secondari della messa in scena. Un altro punto da elogiare è la modellazione dei mezzi, minuziosa e iper particolareggiata, che svela anche parti nascoste dietro piccole prese d'aria, come delle ventole nel portabagagli di alcune vetture, e che non teme la distruzione pezzo dopo pezzo dei mezzi. Mangia la polvere! Su tutto però svetta il comparto dell'effettistica, con effetti di luce in base all'ora di partenza, di rifrazione e soprattutto particellari che tolgono il fiato. Correre in mezzo ad una tormenta di neve, cercare di sopravvivere alla polvere alzata dalle sfide su terra battuta, sotto piogge torrenziali o di notte al chiaro di luna, costeggiando i panfili a Montecarlo mentre coloratissimi fuochi artificiali esplodono nel cielo è una bella esperienza, che spesso e volentieri ci farà andare fuori strada, per fortuna esiste il tasto flashback. Tra tanta bellezza bisogna però sottolineare la lentezza, davvero snervante, dei caricamenti tra gara e gara. Il nostro codice, finale ma per console debug, non ci ha permesso l'installazione, non sappiamo quindi in tal senso come si comporterà la versione che arriverà nei negozi. Speriamo che questo problema, sempre se esso persista, possa trovare una soluzione. DiRT 3 - Videorecensione DiRT 3 - Videorecensione

DiRT 3 è il perfetto compimento della trasformazione del titolo Codemasters da serioso titolo rallystico a esperienza off road totale, arcade senza mezzi termini, che esalta però il piacere di guida pur senza banalizzarlo, rendendo tutte le specialità accessibili e mai frustranti. Anche a costo di rendere il tutto un pò troppo facile per lunghi frangenti, complice pure l'inserimento dei replay. Un gioco quindi per tutti, col rally che come da tradizione è solo una parte dell'offerta, comunque molto varia e piuttosto longeva. I puristi potranno non gradire, ma quello che alla fine conta è che DiRT 3 è un gioco di corse davvero valido, divertentissimo e anche tecnicamente esaltante.

Matteo Santicchia

Pro

  • Molte divertente
  • Modello di guida perfetto nel suo equilibrio tra immediatezza e bravura richiesta
  • Varietà delle competizioni
  • Tecnicamente esaltante

Contro

  • Alcune semplificazioni di troppo
  • Difficoltà non certo elevatissima
  • Il rally non è più il focus del gioco
  • Caricamenti estenuanti e problemi di frame rate nelle competizioni su pista