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Redazione

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Space Pirates and ZombiesPirati spaziali 16

Un indie sviluppato da due persone ci ricorda come ancora si possano realizzare titoli ambiziosi, complessi e decisamente hardcore

Cosa rende un gioco, un buon gioco? Pete Collier, fondatore del micro studio inglese Hogrocket, se l'è chiesto in un recente intervento apparso su AltDevBlob. La sua formula prevede che un titolo di valore sia coinvolgente, che ponga al giocatore scelte significative, che dia uno scopo, che sia profondo e accessibile allo stesso tempo, che permetta approcci diversi dando l'impressione di poter essere affrontato in modi differenti e che infine valorizzi i soldi e il tempo investiti per giocarlo. Pirati spaziali E' solo una delle possibili ricette per fare un videogame di successo, ovvio. Però quel vademecum potrebbe essere un buon punto di partenza per ogni sviluppatore indipendente e sembra ricalcare la lista delle priorità dei due componenti di un altro piccolo sviluppatore, MiniMax Games, che negli ultimi due anni si sono dedicati anima e corpo alla creazione di Space Pirates and Zombies. Un progetto che incarna alla perfezione i valori di cui sopra e che è costato ai suoi realizzatori, ex designer di grandi studi impegnati su titoli tripla A, un cambio radicale di vita e di approccio al lavoro, ma che alla fine ha pagato appieno.

Massima libertà di scelta

Le fonti d'ispirazione di Space Pirates and Zombies si chiamano Star Control, Mech Warrior II e Master of Orion. I generi mescolati vanno dallo shoot 'em up al gioco di ruolo allo strategico. Non è l'ambizione, insomma, a essere mancata in fase di ideazione: il giocatore viene proiettato nei panni di un pirata spaziale a capo di una flotta via via più grande e tecnologicamente avanzata, in un futuro dove l'uomo ha raggiunto le stelle, si è diviso e ora combatte spaccato in due fazioni, Civili e UTA, inconsapevole di una minaccia che incombe mettendone in forse la sopravvivenza. Iniziata una partita si è chiamati a scegliere la dimensione dell'universo e, superato il tutorial, si può prendere confidenza con una struttura per cui ciascun sistema solare, gli hub da cui accedere alle singole missioni e attraverso i quali relazionarsi con le fazioni, è collegato ad altri di differente difficoltà, esplorabili dopo aver varcato un portale protetto da nemici indicativi della sfida che ci si troverà ad affrontare. Pirati spaziali E' un escamotage piuttosto elegante che propone subito una scelta: creare una galassia più piccola, con meno sistemi solari, impone salti in avanti di livello più significati e quindi un impegno maggiore, ma anche un'esperienza più densa. Viceversa aumentando le diramazioni della mappa si allunga il brodo, diluiscono i contenuti, aumentano le ore e rende più graduale la progressione. Le implicazioni di questa logica non propriamente intuitiva, almeno sulle prime, sono state intelligentemente smorzate nel passaggio tra la beta e la versione finale dall'inserimento di differenti livelli di difficoltà, modificabili nel tempo ma solo andando verso quelli più semplici, senza che poi sia data l'opportunità di aumentare nuovamente la sfida. Ancora prima di aver sparato un colpo, quindi, già si intuisce come Space Pirates and Zombies sia innanzitutto una risposta a tutti quegli utenti che chiedono a gran voce un ritorno a titoli più complessi, profondi e personalizzabili. Una tendenza, quella di lasciar libero l'utente di muoversi come preferisce e padroneggiare gli strumenti messi a sua disposizione, che non si interrompe mai per tutta la durata dell'avventura. La trama principale, invero non troppo coinvolgente, è quasi solo un pretesto per immergere all'interno di un gameplay riccamente stratificato, dove distruggendo i nemici si guadagnano punti esperienza per sbloccare nuove tecnologie, dove si possono personalizzare le armi e l'equipaggiamento, le strategie e il comportamento dell'intelligenza artificiale che controlla le navi che ci si porta al seguito e così via. Pirati spaziali Gli equilibri del mondo stesso, dei singoli sistemi solari, sono influenzabili a seconda delle scelte compiute completando una missione piuttosto che un'altra. Tutti i contenuti sono generati proceduralmente e, nonostante ancora si senta un po' di ripetitività, l'alto numero di quest secondarie, di incontri casuali, battaglie in cui schierarsi liberamente e pattern utilizzati per creare le missioni principali, rendono le decine di ore di gioco necessarie a completarlo un buon compromesso tra la quantità di contenuti necessari a far sperimentare tutta la carne al fuoco messa da MiniMax Games, e la varietà richiesta da chi non desidera solo essere affascinato dal complesso meccanismo che si muove sotto il cofano di questo ambizioso indie. Tra l'altro, la presenza degli zombie così pomposamente richiamati nel titolo si sperimenta solo da un certo punto in avanti e, una volta entrati in scena, sono in grado di cambiare le carte in tavola rintuzzando nuovamente una sensazione di scoperta che non si interrompe mai dall'inizio alla fine. Pirati spaziali

Il capitano

L'articolato complesso di elementi che formano Space Pirates and Zombies è in contrasto con l'estrema semplicità del sistema di controllo e di combattimento: preso il comando della propria astronave, scelta tra quelle sbloccate distruggendo i modelli nemici e sfruttandoli per ricostruirne il funzionamento, si tratta di usare quattro tasti per muoverla e il mouse per mirare e sparare, con un semplice modello di fisica 2D a rendere più interessante la guida pur senza richiedere chissà quale impegno o abilità. Il bello è padroneggiare nuovi missili, cannoni, bombe, droni e mine sbloccati acquistandone le istruzioni su qualche remota stazione spaziale. Oppure verificare le differenze offerte cambiando elementi come motori, scudi, sistemi di occultamento ottico e così via. Pirati spaziali Le possibilità di personalizzazione sono moltissime e coinvolgono l'astronave principale così come quelle secondarie che ci seguono - e di cui in qualsiasi momento si può passare al comando, volendo - aprendo le porte a un numero virtualmente infinito di strategie di combattimento. Le battaglie, pur piuttosto limitate nel numero di mezzi coinvolti, sono valorizzate da una buona intelligenza artificiale dei nemici che si danno man forte, proteggono gli obiettivi e cercano di battere la ritirata se in evidente difficoltà. Manca invece un sistema di loot generato randomicamente se non quello, anch'esso aggiunto con il passaggio dalla beta alla release ufficiale, che regola il reclutamento degli specialisti. Membri dell'equipaggio, questi ultimi, che garantiscono differenti bonus e costituiscono uno stimolo concreto ad avventurarsi nelle quest più complesse e pericolose, essendone spesso il premio più importante. Sarebbe stato bello vedere questo genere di meccanismo di creazione degli oggetti applicato alle parti dell'astronave, ma a quanto pare dovremo aspettare il seguito, già annunciato e dotato, a quanto detto, anche del multiplayer. Per i prossimi sei mesi, comunque, MiniMax Games si impegnerà a implementare quanto richiesto dall'utenza e a sviluppare alcuni DLC: un approfondimento necessario per dare ulteriore profondità a quello che già così è uno dei titoli più interessanti usciti negli ultimi mesi, da non perdere per nessun motivo a 13.90 euro. In futuro ci chiediamo, anche, se la scelta del motore di gioco cadrà ancora sul Torque Engine, dimostratosi funzionale ai fini del gioco in sé e di renderlo quanto più leggero possibile, nonostante lo stile ultra fumettoso tenda un po' a stufare sul lungo periodo. Volendosi cimentare in un lavoro compilativo, le meccaniche piccole e grandi coinvolte nel gameplay di Space Pirates and Zombies sarebbero moltissime - le navi hanno un loro equipaggio da rimpolpare in caso di perdite, ci sono tre "valute" che gestiscono ogni cosa, dagli acquisti al respec delle abilità alle relazioni con Civili e UTA, e così via - ma più che i singoli aspetti, ripetiamo, è l'amalgama che si crea a stupire e intrattenere a lungo. A patto di superare l'impatto iniziale sin troppo prodigo di informazioni ed elementi tra cui destreggiarsi.

Profondo, vario e ricco di contenuti come poche volte capita oggigiorno di provare, Space Pirates and Zombies è un coraggioso mix di generi che nessun giocatore dovrebbe lasciarsi scappare. L'immediatezza dell'azione 2D da shoot'em up cela opzioni di crescita e strategiche che ne fanno uno dei giochi più hardcore degli ultimi tempi. Ci sono alcuni elementi, più che altro imposti dalla formula stessa adottata, che potrebbero non piacere o non convincono del tutto, però una demo è stata appositamente realizzata in modo da lasciare chiunque libero di provare quanto offerto. Cosa volete di più? Una versione Mac OSX? Arriverà anche quella...

Umberto Moioli

Pro

  • Articolato e complesso mix di generi
  • Tantissima libertà di scelta ed esplorazione
  • Immediato ma pieno di sorprese
  • Grande valore in rapporto al prezzo

Contro

  • Trama non esaltante
  • Chi assuefatto a giochi ultra coreografati-scriptati potrebbe trovare le missioni un po' piatte
  • Può dimostrarsi un po' ripetitivo a tratti