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Redazione

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Serious Sam 3: BFEFino all’ultimo respiro  74

Croteam sceglie di la via più difficile. Invece di cavalcare l'onda degli sparatutto moderni, ricalca gli antichi precetti del genere e sforna il titolo più adrenalinico dell'anno

Chi se lo ricorda Serious Sam 2? Pochi, immaginiamo. Il capitolo meno riuscito della serie, per ora formata da tre episodi (sei con i vari spin-off), è stato anche quello che più aveva ceduto ai compromessi della modernità. Rispetto al primo capitolo e relativo spin-off l'azione era più lenta, i livelli più piccoli e, in generale, la difficoltà era stata abbassata per permettere a tutti di entrare in gioco. Ovviamente furono pochi i giocatori veramente soddisfatti di quelle scelte, soprattutto sul fronte PC. Con Serious Sam 3: BFE, Croteam ha scelto di tornare alle origini, fregandosene degli sparatutto moderni per proporre un gameplay di razza e senza compromessi. Serious Sam 3: BFE non vi piacerà se apprezzate la profusione di sequenze scriptate nei titoli ispirati da Michael Bay, se vi piace quella specie di infido cheat dell'energia che si ricarica da sola (in cosa sarebbe più realistica dei medikit rotanti sparsi per le mappe qualcuno ce lo deve ancora spiegare), se adorate le coperture infrangibili e se, fondamentalmente, apprezzate la facilità e la brevità dei titoli moderni che si finiscono in un soffio, sono ultra lineari e non danno problemi di sorta al giocatore, sempre guidato e coccolato in quello che fa. Fino all’ultimo respiro  Se invece volete bruciare il mouse e avere scariche di adrenalina continue, mentre dimostrate a voi e al mondo cosa significa fraggare centinaia di nemici contemporaneamente, allora troverete semplicemente sublime l'ultima fatica di Croteam. Serious Sam 3: BFE se ne frega di tutto e tutti e torna a glorificare la skill del giocatore sopra ogni cosa, affermando implicitamente che "nuovo" non è sinonimo di "bello" e che i cambiamenti volti a solleticare i gusti barbari delle masse portano all'involuzione più che all'evoluzione. Per apprezzarlo veramente bisogna solo essere pronti ad accettare la sfida e a mollare la comodità del divano di casa.

No cover. All man

Serious Sam 3: BFE è difficile, dannatamente difficile. Sin dai primi due livelli, che pure hanno un ritmo relativamente più lento rispetto agli altri. L'avvio è abbastanza pacato, con Sam che si ritrova in una Il Cairo distrutta dall'attacco degli alieni e inizialmente è costretto a combattere disarmato contro dei bestioni con un occhio solo e i classici soldati alieni senza testa. Pochi passi tra le macerie e si sono appresi un paio di concetti fondamentali per sopravvivere: Sam è un figo che strappa occhi a mani nude, Sam è un figo che strappa cuori a mani nude. Insomma, il solito tamarro che calza a pennello con il tipo d'azione. Fino all’ultimo respiro  Che occhiali... Dalla pistola in poi è tutto un crescendo. Paradossalmente l'inizio fa temere un altro Serious Sam 2, con scontri su scala limitata per venire incontro alle capacità di tutti, ma è solo apparenza e un modo per far gustare ciò che verrà dopo. In breve tempo le strade della città diventano un inferno, i proiettili si moltiplicano, i nemici iniziano a eruttare da ogni dove e il ritmo dell'azione diventa sincopato al punto che a volte si esce dal gioco solo per tirare un po' il fiato, bere un bicchier d'acqua e poi tornare a gettarsi nella mischia. L'effetto può straniare, soprattutto se non si è più abituati a sparare senza coperture, ma poi s'iniziano ad assaporare sensazioni dimenticate, come il gusto di una girata fulminea di 180 gradi in salto con strafing laterale, conclusa con un colpo di doppietta che trasforma in una nuvola di sangue il nemico di cui abbiamo appena schivato il colpo, e un po' ti viene da pensare che sarà pure roba vecchia, ma che negli ultimi anni certe vertigini e certi azzardi nel genere FPS non esistono più.

Senza compromessi

Eppure, Serious Sam 3: BFE non ha niente di nuovo, soprattutto se prendiamo come metro di paragone i primi due capitoli. Le armi sono quelle, con solo qualche aggiunta, e per i nemici e i livelli vale lo stesso discorso. Parlando proprio di level design, con l'aumentare dei mostri, sia per quantità, sia per dimensioni, Croteam non fa altro che allargare a dismisura le arene dove si combatte fino a produrre battaglie epiche in cui lo scenario diventa mera scenografia da abbattere a colpi di missili o di palle di cannone. Fino all’ultimo respiro  Grosso, ma con un po' di impegno andrà giù come gli altri Il livello finale, già storia, è pura frenesia per almeno due ore filate (anche tre, ma molto dipende dal livello di difficoltà selezionato), con la mano del giocatore che inizia a fare male per la grande quantità di proiettili sparati e di volte in cui si è premuto il tasto del salto. Certo, qualcuno potrebbe vederlo come un titolo fin troppo radicale nel suo voler riaffermare un passato che, di fatto, non esiste più a livello videoludico. Davanti a Serious Sam 3: BFE, due titoli come RAGE e Duke Nukem Forever, accusati di essere troppo old style, appaiono solo come ibridi poco riusciti e pieni di compromessi, dove l'old school rimane sullo sfondo. Chi sta scrivendo questa recensione può vantarsi di non essere mai morto in RAGE a livello difficile, soprattutto grazie al cheat del defibrillatore integrato, mentre in un singolo livello di SS3, giocato a livello normale, è arduo contare le volte in cui è stato costretto a ricaricare... La cosa v'inquieta? Se sì, girate a largo e passate ad altro. L'alternativa sarebbe giocarlo a un umiliante livello easy, dove il gusto di radere al suolo un esercito di nemici in avvicinamento con la mitragliatrice a canne rotanti, o quello di creare una breccia in una muraglia di bestioni con una palla di cannone, verrebbe immancabilmente meno.

Alieni, piramidi e multiplayer

Per esemplificare il gioco prendiamo il livello delle piramidi. Prima di raggiungerle, si devono combattere centinaia di nemici nel quartiere limitrofo all'area archeologica. Il livello è circondato dal deserto, dove è impossibile avventurarsi per via di un vermone gigante stile Dune che ogni tanto fa capolino mostrando la sua immensa mole. La strada non è molta, ma avanzare è difficile e spesso, sopraffatti dal numero dei nemici, si è costretti a indietreggiare per cercare un riparo (soprattutto quando arriva quel maledetto elicottero). Fino all’ultimo respiro  Fatto male o sei solo felice di vedermi? Il quartiere è un labirinto di strade e anfratti dove sono nascoste munizioni e altre prelibatezze da battaglia, ma andarle a prendere senza prima aver ripulito la strada dalla feccia aliena equivale a un suicidio, come è un suicidio provare ad avanzare correndo per evitare i nemici. Non c'è alcuna pietà per il giocatore e gli stessi quick save possono rivelarsi un'arma a doppio taglio, nel caso in cui non ci si accorga di stare per salvare in un momento inopportuno (ad esempio quando ci sono dei nemici non rilevati nelle vicinanze). Fortunatamente ci sono i checkpoint a creare dei punti sicuri da cui il giocatore può riprendere in tutta sicurezza in caso di situazione degenerata. Giocato in multiplayer, Serious Sam 3: BFE è un... Serious Sam. Le modalità che hanno caratterizzato i passati capitoli ci sono tutte, compresa quella cooperativa, che moltiplica il divertimento per il numero di giocatori dotati di cervello attivi nella partita. Ci sono anche le modalità classiche, un po' snobbate ultimamente, tutte o quasi orientate al frag selvaggio. Certo, da questo punto di vista si poteva fare un po' di più con la varietà, magari pensando un modo inedito di sfruttare gli immensi livelli, ma anche qui si è scelto di conservare lo spirito degli originali, con tutte le controversie che una scelta simile può comportare. In effetti il senso di deja vu è grosso, soprattutto per quelli che hanno giocato online le riedizioni dei vecchi capitoli. Chi lo apprezzerà di più sono quei giocatori che da anni non trovano una modalità multigiocatore competitiva e che, soprattutto, odiano il camping legalizzato con "arma fine di monto" per gli inetti, caratteristiche cardine di molti altri giochi, spesso anche quelli più blasonati. Serious Sam 3: BFE - Trailer di lancio Serious Sam 3: BFE - Trailer di lancio

Un motore Serio

Serious Sam 3: BFE eredita, oltre a tutto ciò di cui abbiamo già parlato, anche lo stesso impatto grafico dei predecessori. Insomma, prendendo in considerazione i singoli elementi, il gioco di Croteam non stupisce, soprattutto a livello di dettaglio delle texture, spesso slavatissime. Dove però stupisce, lasciando spesso a bocca aperta, è nella costruzione di paesaggi smisurati e nella gestione dell'alto numero di nemici schierati contemporaneamente. Fino all’ultimo respiro  Ma quante belle colonne antiche da abbattere! È abbastanza ovvio che, dovendo muovere una tale mole di modelli tridimensionali contemporaneamente in livelli aperti, si sia cercata una via di compromesso per non pesare troppo sulle prestazioni generali. Parlando di queste ultime, molti saranno contenti di sapere che il livello di configurabilità è elavatissimo, con decine di opzioni grafiche da personalizzare per trovare le prestazioni perfette per il proprio sistema. D'altro canto, quelli che non amano perdere tempo con i menu di configurazione, troveranno un ottimo alleato nel sistema automatico. Vanno comunque segnalati alcuni problemi di prestazioni rilevati da alcuni eventi, alcuni dei quali hanno costretto Croteam a rilasciare una patch per poi... rilasciarne subito un'altra per sistemare i problemi causati dalla prima. L'aspetto peggiore del gioco è sicuramente quello della colonna sonora, copiata di peso dai precedenti capitoli, senza preoccuparsi troppo di aggiornare le musiche e gli effetti sonori.

Serious Sam 3: BFE è il gioco che gli utenti PC insoddisfatti da anni di FPS facili e lineari stavano aspettando: longevo, difficile, rigiocabile più volte per andare a caccia di segreti, facile da moddare... sembra un titolo di un'altra epoca, che, paradossalmente, è anche il suo limite maggiore. Per amarlo bisogna non lasciarsi impaurire e pensare che in fondo anche la sfida è gioco. Forse la nuova avventura di Sam è tutto ciò che Duke Nukem Forever o RAGE non hanno avuto il coraggio di essere fino in fondo.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Pura magnificazione della skill del giocatore
  • Livelli lunghi e rigiocabili più volte
  • Le armi più potenti danno soddisfazioni dimenticate

Contro

  • Un deserto di novità
  • Alcuni giocatori lo troveranno fin troppo difficile
  • La colonna sonora sembra riciclo puro al 100%

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Quad Q6600
  • RAM: 4 GB
  • Scheda video: GeForce GTX 560 Ti OC
  • Sistema operativo: Windows Vista
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo: Windows XP 32-bit (con service pack 2 o 3)
  • Processore: Dual-core processor a 2.0 Ghz
  • RAM: 1 GB
  • Scheda video: serie nVidia GeForce 7800/7900/8600, serie ATI/AMD Radeon HD2600/3600 o serie 1800/X1900
  • Spazio su disco: 4 GB
  • DirectX: 9.0c
  • Requisiti Consigliati
  • Sistema operativo: Windows 7 64-bit
  • Processore: Quad-core from Intel (i5/i7-series) o AMD (Phenom II) a 3.0 GHz
  • RAM: 4 GB
  • Scheda video: nVidia GeForce 480/580 GTX, ATI/AMD Radeon HD 5870/6970