Spice BanditsBanditi speziali 

Prosegue imperterrita la carrellata di nuovi Tower Defense presentati su piattaforma iOS: oggi tocca a Chillingo, un nome rassicurante a cui spetta l'onere di introdurre novità apprezzabili in un genere decisamente abusato

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Fin dai tempi più lontani, intraprendere lunghi viaggi per l'approvviggionamento delle spezie era prassi consolidata ancorchè pericolosa: i mercanti giravano gran parte del mondo conosciuto e forse oltre, soltanto per reperire i migliori odori disponibili sul mercato. Il motivo era noto: oltre ad insaporire in maniera unica gli alimenti, spezie e sale erano i soli metodi validi per allungarne la commestibilità nel tempo, vista la mancanza di alternative di conservazione più pratiche. Banditi speziali Nonostante la lunghezza media dei viaggi fosse realmente importante per l'epoca, la distanza percorsa dai simpatici protagonisti di Spice Bandits resta davvero ineguagliabile: questi buffi alieni infatti hanno letteralmente attraversato una porzione di spazio interstellare per raggiungere la Terra, alla ricerca proprio delle preziose spezie. In questo caso però a spingere così in là i remoti viaggiatori non è la sete di conquista o la voglia di espandere i propri confini, bensì nient'altro che la fame, visto che la loro dieta è composta essenzialmente proprio da pepe, noce moscata, timo, maggiorana e tutto il profumato campionario solitamente ben presente nelle dispense terrestri.

Terrestre, avrò le tue spezie!

Spice Bandits è un tradizionale tower defense con nemici a ondate, in cui il punto di vista è per una volta quello degli invasori alieni: la fame, l'istinto primario che muove gli invasori, è infatti l'unico movente che giustifica l'attacco e, per certi versi, potrebbe essere considerato come una "lotta per la sopravvivenza aliena". Naturalmente i terrestri non hanno la benchè minima intenzione di assistere inermi al defraudamento delle loro preziose risorse: è chiaro che senza spezie si potrebbe comunque sopravvivere, ma che gusto avrebbe mangiare senza condimenti? Al di là della fantasiosa premessa immaginata da Chillingo, il tutto si riduce poi come al solito ad una vera e propria carneficina di terrestri, operata dalle numerose torrette piazzate sulle mappe di gioco disponibili. In modalità Carriera si affrontano così in successione diverse situazioni geomorfiche, livelli di gioco che di volta in volta favoriscono approcci tattici sempre contestualizzati. Merito ovviamente dei sei tipi di torrette costruibili: a partire da quella base, per continuare con il lanciamissili, le scariche elettriche, gli attacchi chimici e il grammofono, indispensabile per distrarre gli avversari, a cui va aggiunta l'efficace contraerea. Ma l'estremo tatticismo degli armamenti si manifesta pienamente soltanto dopo aver cominciato a provare gli oltre 50 potenziamenti disponibili per tutti i tipi di costruzioni. Proprio i potenziamenti hanno un'importante caratteristica: dopo i primi tre gradi infatti, i successivi step cambiano profondamente e definitivamente la natura della torre, proseguendo su binari paralleli. Per capire la scelta operata dagli sviluppatori basta citare come esempio le torrette base a fuoco rapido: i primi tre upgrade aumentano semplicemente intensità e portata degli attacchi mentre dal quarto in poi si dovrà scegliere un percorso obbligatorio, a scelta tra una immensa copertura territoriale ma con frequenza di attacco rallentata o di contro una diminuzione della gittata, bilanciata da un intenso fuoco di sbarramento. Banditi speziali Ogni arma presenta però questo genere di bivi: spetterà al giocatore decidere quale delle strade disponibili conviene intraprendere a seconda della situazione. In Spice Bandits però nulla è gratuito: ogni upgrade, ogni miglioramento di prestazione ha un costo ben preciso, espresso ovviamente in quantità di Spezie. Spezie sono necessarie sia per comprare nuove evoluzioni di torri sia per migliorare le prestazioni di quelle esistenti , ma il loro reperimento è assai difficile, a causa della esigua quantità che ne viene regalata ad ogni vittoria. Le microtransazioni e qualche euro in più da investire possono tranquillamente ovviare a questo problema, a patto come sempre di accettare moralmente di "barare" per vincere. Diverso il discorso invece sui soldi "normali", che sono la valuta corrente usata per erigere costruzioni sulla mappa di gioco: ogni uccisione ne fornirà una parte, proporzionale al valore del nemico ucciso anche se in generale questo tipo di risorsa tende ad accumularsi facilmente. La vera novità inserita da Chillingo è però una completa modalità online, pressochè inedita in ambito Tower Defense. Sulla modalità cooperativa c'è poco o nulla da segnalare, mentre quella competitiva si risolve in una incredibile confusione su schermo: ogni giocatore invia infatti all'altro la stessa tipologia di truppe, con il fine di scardinare le difese; le torri piazzate spareranno così senza sosta sulle unità dell'avversario, bloccandone l'avanzata. Ad aiutare il giocatore in difficoltà possono infine intervenire fino a 4 elementi di disturbo dell'avversario, segnalati da altrettante icone in basso a destra: una musica assordante, una scossa elettrica, un potere in grado di immobilizzarne i movimenti e le sempre comode mine, da piazzare con attenzione lungo il tragitto. Resta infine da citare il buon lavoro svolto dal punto di vista tecnico, merito delle belle animazioni con cui si muovono le truppe (divertenti anche i fumetti che appaiono ogni tanto) e dell'ottima fluidità generale, smorzata leggermente solo in caso di partite multiplayer competitive.

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Nonostante le ormai oltre 250 produzioni all'attivo, Chillingo resterà per tutti la casa di Cut The Rope, ed è forse un bene ricordarla ancora per quel geniale capolavoro. Cimentarsi in un tower defense come Spice Bandits ha rappresentato infatti più che una scommessa una sorta di investimento, visto il momento d'oro che il genere continua inspiegabilmente a vivere almeno su iOS. In effetti, e non ci stancheremo mai di dirlo, di tower defense adesso ce n'è davvero per tutti i gusti, mentre mancano come l'aria colpi di genio simili a quelli che hanno dato vita proprio a Cut The Rope. Quanto detto fino ad ora non deve tuttavia sminuire la qualità di un titolo che, senza aggiungere nulla di eclatante (a parte forse il multiplayer), compie egregiamente il suo lavoro, divertendo gli appassionati.

Giovanni Polito

Pro

  • E' (sempre) un tower defense classico
  • Upgrade delle armi molteplici e variegati
  • Longevo anche grazie al multiplayer online

Contro

  • E' (ancora) un tower defense classico
  • Microtransazioni che possono diventare fondamentali per giocarlo al massimo
  • In molte partite multiplayer si crea una gran confusione

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