Ace Combat 4: Distant ThunderAce Combat: Distant Thunder 

Namco ci porta a bordo del suo nuovo Ace Combat, e i cieli della PlayStation 2 non sono mai stati così splendenti! Reggetevi forte ragazzi, allaciate le cinture... e attenti ai Mig a ore 6!

Ace Combat: Distant Thunder Ace Combat: Distant Thunder

La trama

Fortunatamente, questa volta Namco ha lasciato intatta la storia che accompagna lo svolgersi delle varie missioni. Nel terzo capitolo infatti la conversione PAL aveva perso completamente la trama presente invece nella versione NTSC. La storia si svolge in un futuro prossimo (2004 circa), in un paese chiamato Erusea dove si sta combattendo una guerra nata dopo la caduta di un meteorite. Il motivo di tale conflitto è l’arma che, in seguito al disastro, è stata costruita per abbattere ulteriori pericolosi meteoriti. Ovviamente quest’arma è finita nelle mani sbagliate e i piloti dell’ ISAF (Independent States Allied Force), di cui il nostro personaggio fa parte, sono gli unici in grado di porre fine a questa sanguinosa guerra. Delle immagini statiche, dei disegni, che si alternano come diapositive, sono accompagnate da una voce che racconta l’evolversi della storia che si sviluppa parallelamente alle nostre missioni. La voce è in inglese ma i sottotitoli in italiano ne semplificano abbondantemente la traduzione.

Ace Combat: Distant Thunder Ace Combat: Distant Thunder

Interfaccia

Detto questo passiamo al sodo… Una volta inserito il nostro DVD pieno zeppo di dati, dopo uno spettacolare filmato introduttivo, ci troveremo davanti un menu esteticamente molto gradevole. L’interfaccia decisamente high-tech delinea un aspetto molto accattivante. Il colore predominante è ovviamente il blu come i cieli in cui ben presto ci troveremo impegnati in entusiasmanti duelli aria-aria. Inizialmente, dal menu potremo scegliere soltanto alcune modalità, mentre altre come il volo libero e la scelta di una singola missione saranno sbloccate solo dopo aver completato il gioco. Per i meno esperti è presente una sorta di addestramento molto utile per prendere confidenza con i comandi. Da segnalare la presenza della modalità a due giocatori, che credo mancasse dal secondo capitolo. Tra le varie opzioni è presenta la graditissima impostazione dello schermo per i televisori in 16:9 che è decisamente consigliata per chi ha la fortuna di avere tale supporto televisivo. Una volta terminato l’addestramento possiamo quindi selezionare la voce “start mission”…

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Inizia la guerra

Quattro i livelli di difficoltà che ci vengono proposti: very easy, easy, normal e hard, ma visto che il livello normal non mi è parso troppo impegnativo, avrei gradito un “very hard” al posto del “very easy”. La prima missione, così come tutte le successive, è preceduta da un piccolo briefing, utile a spiegarci lo scopo del nostro attacco e ad evidenziare gli obiettivi da abbattere, che possono essere sia aerei che terrestri. Terminato il briefing, inizia la scelta del velivolo, che avverrà però solo dalla seconda missione in poi, visto che nella prima avremo a disposizione il solo F-4 Phantom. Infatti i successivi caccia saranno acquistabili grazie ai soldi accumulati con la conclusione delle missioni. In questo modo col procedere del gioco , avremo a disposizione un vero e proprio garage (stile GT3) nel quale conservare o anche rivendere i più potenti mezzi da combattimento aereo degli ultimi anni: F-14 Tomcat, F-16 Falcon, F-15 Eagle, F-117, Tornado, Eurofighter 2000, Mirage 2000, Mig-29, F-22, F-18, Rafale, Su-35 tanto per citarne alcuni. La prima missione è preceduta da uno splendido filmato realizzato con la stessa grafica del gioco e che fa davvero gridare al miracolo. La sequenza mostra un F-4 in fase di decollo da una portaerei. Subito dopo comincia la missione e qui saremo chiamati ad utilizzare il nostro tanto caro Dual Shock 2.

Ace Combat: Distant Thunder Ace Combat: Distant Thunder

Il controllo

Ad ogni singolo tasto del nostro joypad è assegnata un'azione e tutto risulta dannatamente funzionale. Lo stick analogico sinistro serve per direzionare il nostro caccia, mentre alla croce direzionale digitale sono assegnate 2 funzioni: premendo verso l’alto si inserisce il pilota automatico che auto-livellerà l’aereo in posizione orizzontale; premendo verso il basso invece possiamo cambiare visuale di gioco. Le telecamere sono 3, una esterna che riprende l’azione di gioco da dietro il velivolo, una posizionata sull’ HUD che mostra tutti i dati di volo sul display ed infine la più suggestiva, ma anche un po’ scomoda che è in pratica la visuale del pilota. Da qui potremo ammirare l’interno di ogni caccia, essendo tutto riprodotto perfettamente. Così se siamo a bordo di un F-16, che gode di una ampio campo visivo, noteremo quasi tutto il paesaggio circostante, mentre invece pilotando un F-117 la visuale sarà molto limitata e poco giocabile data la natura decisamente particolare di questo tipo di aereo (per intenderci è il famoso aereo invisibile che assomiglia molto ad un pipistrello). Grazie allo stick analogico destro possiamo invece guardarci intorno o ammirare il nostro caccia nel caso stiamo utilizzando la visuale esterna. Il tasto X serve per sparare con il cannone, il cerchio per sparare i missili o sganciare le bombe, il tasto select per cambiare arma. Sul resto dei tasti invece Namco ha deciso di sfruttare alla grande l’analogicità del Dual Shock 2. Il tasto triangolo infatti, se abbiamo agganciato un obiettivo con il nostro radar, serve a “zoommare” sul bersaglio, e il livello di zoom aumenterà con l’aumentare della pressione esercitata sul tasto. Il quadrato invece mostra la mappa, e così come per il triangolo, a seconda della forza esercitata, ci mostrerà una cartina ora più ampia ora più ristretta. Stesso discorso per i tasti R1 ed L1 che servono per accelerare o per diminuire potenza. Premendo affondo R1 si accenderanno immediatamente i postbruciatori, ed il nostro aereo sfonderà in breve tempo il muro del suono, mentre una decisa pressione del tasto L1 attiverà l’aereo freno.

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La novità

Per la prima volta nella serie di Ace Combat, sarà possibile rientrare alla base nel corso di una missione per rifornirci di carburante, armamento e riparare il caccia da eventuali danni subiti. Sulla mappa è presente una linea bianca tratteggiata che segnala la zona di rientro. Una volta oltrepassata questa linea comincerà la fase di atterraggio che potremo effettuare manualmente o saltarla per procedere più rapidamente. L’atterragio può avvenire su un aereoporto o su una portaerei a seconda delle capacità del mezzo. Purtroppo in nessuna missione è presente il rifornimento in volo, cosa che personalmente avrei gradito molto.

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La grafica

Finalmente eccoci arrivati all’aspetto cosmetico di Ace Combat: Distant Thunder. La grafica è senza ombra di dubbio il maggior pregio di questo gioco. E’ impossibile restare indifferenti agli splendidi paesaggi che si ammirano nel corso delle varie missioni. Montagne, mare, foreste, città notturne illuminate dalle luci, tutto è incredibilmente fotorealistico ammirandolo dall’alto del cielo. Purtroppo, avvicinandosi eccessivamente al suolo si nota un graduale sgranamento delle texture che non sembreranno più così reali come quando le si osserva da altitudini maggiori. Questo succede soprattutto sulle superfici piatte, mentre le catene montuose e i canyon sono godibilissimi anche a bassa quota. In ogni modo non vedo perché dobbiate volare a quote così basse… non ve l’hanno mai detto che è anche pericoloso? :-) Gli effetti di luce sono a dir poco fantastici, il riflesso del sole che annebbia la vista e le sfumature del mare su tutto. Se proprio vogliamo trovare qualche difetto grafico si potrebbe dire che le esplosioni potevano essere maggiormente curate e diversificate, essendo praticamente sempre le stesse. Così come si potrebbe dire che gli obbiettivi, specie quelli terrestri, sono decisamente poveri di dettagli, ma credo sia facile ammettere che si tratta davvero di piccoli dettagli che non intaccano minimamente la bellezza di Ace Combat. Assolutamente perfetta è anche la riproduzione degli aerei, identici a quelli reali. Le luci che si riflettono sulla fusoliera a seconda delle ambientazioni è poi un piccolo miracolo di Namco. Tanta bellezza grafica è poi premiata da fantastici replay che difficilmente riuscirete a smettere di guardare al termine di ogni missione. Sette diverse telecamere selezionabili con la croce direzionale vi forniranno ogni angolo visivo possibile per ammirare le vostre evoluzioni. Dei replay così entusiasmanti mi era capitato di ammirarli soltanto con Gran Turismo e con Moto GP (tra l’altro della stessa Namco). Personalmente ritengo Ace Combat: Distant Thunder talmente bello graficamente da dover essere preso da punto di riferimento per i futuri i giochi del genere, sia per console che per PC.

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Il sonoro

Anche il sonoro di Ace Combat: Distant Thunder è assolutamente un punto di forza. La potenza dei motori è fedelmente riprodotta, durante i replay poi, il rombo brutale è simulato perfettamente cambiando intensità al passaggio dell’aereo, proprio come avviene nella realtà. Nel corso delle missioni saremo continuamente a contatto via radio con i nostri compagni e con la base che ci aggiornerà su eventuali sviluppi o cambiamenti di programma. Purtroppo tutto è in inglese e, anche se sempre sottotitolato in italiano, risulterà comunque difficile leggere i testi nel bel mezzo di un combattimento. L’accompagnamento musicale è anch’esso superbo, specie alcune sinfonie d’orchestra che si adattano a meraviglia alle varie situazioni.

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Longevità

Sicuramente si potrebbe dire che la durata di vita di Ace Combat non è il massimo. In effetti le 18 missioni a livello normal sono volate in una manciata di ore, ma una volta terminato il gioco saranno sbloccate alcune modalità come time trial e free flight. Inoltre la possibilità di ampliare il proprio garage con i numerosi velivoli a disposizione sicuramente vi porterà a rigiocarlo, considerando poi anche i 4 livelli di difficoltà e il versus mode da giocare in split screen con un amcio, non mi sento di bocciare completamente questo aspetto. Anche se un maggior numero di missioni non avrebbe certamente guastato.

Ace Combat: Distant Thunder Ace Combat: Distant Thunder

Conclusioni

Dopo tanta attesa siamo stati ampiamente ripagati da Namco. Realizzazione impeccabile ai limiti del realismo. Appassionati di aerei e no, non potranno restare delusi da Ace Combat, gioco che presenta un perfetto equilibrio tra simulazione e arcade e che ha come unico difetto una longevità limitata per il basso numero di missioni. Nonostante questo, passerete momenti entusiasmanti in compagnia della vostra PlayStation 2 nei cieli blu di Namco. Compratelo e non ve ne pentirete!

Ace Combat: Distant Thunder Ace Combat: Distant Thunder

Conclusioni

Pro: Grafica sbalorditiva Controlli intuitivi Ottimo sonoro Replay fotorealistici Contro: Non volate troppo bassi… Si finisce in poco tempo

Piloti per gioco

Il primo “simulatore” di aerei degno di questo nome è finalmente atterrato sulla PlayStation 2. Ad averci pensato è la solita Namco, che con il quarto capitolo della serie di Ace Combat lascia dietro di sé tutta la concorrenza, anche se a dire la verità di simulatori di volo ce ne sono ben pochi sulla console di Sony. Come avrete notato ho messo le virgolette sulla parola simulatore perché Ace Combat: Distant Thunder è fondamentalmente un gioco arcade, in termini di giocabilità, che ha poco a che fare con i veri e propri simulatori di volo più adatti ad un Personal Computer che ad una console. Con questo si spiega anche l’enorme successo che la serie ha ottenuto, anni or sono, sulla vecchia e amata PSX. Infatti lo spirito arcade di questa serie è stata certamente la sua arma vincente che ha permesso a tantissimi possessori di console di avvicinarsi a questo mondo e a questo genere di videogames. Nonostante la natura arcade di Ace Combat, la serie si è sempre fatta notare per una lato decisamente realistico dal punto di vista visivo, ed Ace Combat: Distant Thunder calca ancora di più questo aspetto arrivando forse alle quote più alte mai raggiunte prima. Infatti, alla grande semplicità offerta da Namco nei controlli, si contrappone il lato assolutamente fotorealistico delle immagini che si sviluppano davanti ai nostri occhi. Ace Combat 4 graficamente parlando mostra, se non tutte, gran parte delle potenzialità della PlayStation 2. Gli immensi paesaggi che si ammirano a bordo di favolosi caccia moderni mi hanno lasciato estasiato per lungo tempo. La bellezza estetica dei velivoli e la cura maniacale con cui sono realizzati è forse paragonabile soltanto a quanto visto in Gran Turismo 3. Ma come dico sempre… andiamo con calma e cominciamo ad analizzare i vari aspetti uno per volta.

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