Anarchy, problematicamente Online  0

Dopo anni di attesa, la FunCom finalmente ha rilasciato la versione retail (e non beta) di Anarchy Online. Nonostante i problemi tecnici, attualmente in via di risoluzione, si è affermato come un ottimo RPG online. Scopriamo il mondo di AOL insieme a Giovanni Romano, reduce dal mondo di Asheron's Call.

Brave New World

Anarchy Online è un gioco stupendo. Ambientato nell’inospitale pianeta Rubi-Ka (che significa “rosso e secco”), si presenta ai giocatori come un immenso scenario tridimensionale ricchissimo e vario (quasi quattrocentomila metri quadrati suddivisi in “zone”), in cui un’umanità geneticamente mutata combatte per il dominio del territorio. Entrare nel mondo di Rubi-Ka vuol dire creare un alter-ego e schierarlo da uno dei due lati della guerra in corso tra il regime dittatoriale della Megacorporazione Omni-Tek e il disordine anarchico dei Clan ribelli. Una guerra che durerà quattro anni e si concluderà con una sola fazione vincitrice.

EverQuest in Space

Grazie al fulmineo servizio di import di Ludostore (http://www.ludostore.it), a pochi giorni dall’uscita del gioco negli Stati Uniti ne abbiamo ricevuto una copia fresca di stampa. Del gioco in sé abbiamo già parlato in dettaglio in un precedente articolo, ma adesso che i battenti di Rubi-Ka si sono aperti al pubblico (sono state vendute 75.000 copie del gioco in una settimana) possiamo dare un giudizio più definitivo. A parte l’ambientazione fantascientifica (l’anno è il 29475 dC), le caratteristiche che distinguono Anarchy Online dagli altri giochi dello stesso tipo (EverQuest e Asheron’s Call, soprattutto) sono numerose, ma non si può certo parlare di una rivoluzione. Il meccanismo di base è quello classico, basato su una griglia di attributi che definiscono le capacità del proprio personaggio nelle interazioni con il mondo che lo circonda. Il sistema di Anarchy Online prevede quattro razze, dodici professioni e un nutrito numero di “skill”, il cui valore può essere aumentato ogni volta che si accumula un sufficiente numero di punti di esperienza da guadagnare un “livello”. I punti di esperienza si ottengono soprattutto cacciando la moltitudine di mostri che popola il pianeta, ma anche portando a termine missioni di vario genere ed esercitando le proprie capacità (scassinando una porta, per esempio). Si tratta di un sistema che offre infinite possibilità di personalizzazione, ma che rende necessarie scelte drastiche, costringendo ciascun giocatore a specializzarsi in un ristretto ambito di capacità. Per fortuna ogni account consente la creazione di otto avatar diversi, con cui si possono sperimentare diversi percorsi senza rinunciare agli alter-ego preferiti.

I Want to Bake Bread

Di diverso c’è invece che non esistono, o quasi, dungeon da esplorare. Il mondo di Rubi-Ka è enorme e ricchissimo di luoghi stupendi e avventurosi, a dimostrazione del talento di Funcom. Ma gli unici dungeon presenti nel gioco, tranne un paio di eccezioni poco rilevanti, sono quelli generati su richiesta dei giocatori. Da appositi “dispenser” si può scegliere la propria missione personale, definendone obiettivi, difficoltà e tipo di ricompensa. Il pregio di questa scelta è che non si resta mai a corto di avventure, il difetto è che questi dungeon, malgrado la grande varietà di texture, si somigliano tutti (un po’ come quelli del vecchio Daggerfall di Bethesda). Per fortuna gli scenari all’aperto sono effettivamente piacevolissimi da perlustrare, e comunque Funcom ha promesso che i dungeon “statici” verranno aggiunti in un secondo tempo, quando i personaggi dei giocatori avranno raggiunto un livello medio-alto (il limite è 200). Comunque, nano-tecnologia, impianti bionici, robotica e innumerevoli altre diavolerie fantascientifiche rendono Anarchy Online una gioia per l’appassionato di fantascienza, che può davvero immergersi nei ruoli classici dell’immaginario asimoviano (o gibsoniano se preferite). Rispetto alla versione beta del gioco, sono stati inseriti setti tipi di veicoli per viaggiare su terra, acqua e aria; una cyberspazio virtuale, la Griglia, per raccogliere informazioni e spostarsi in vari luoghi del pianeta, a seconda della propria abilità con i computer; dei “parchi dei divertimenti” attrezzati di tutto il necessario, guide comprese, per i giocatori alle prime armi; un appartamento per ciascun giocatore, da personalizzare con mobili e suppellettili (alla The Sims!); innumerevoli varietà di cibi e bevande, senza alcuna utilità effettiva a parte la possibilità di farci vedere dagli altri mentre beviamo e ci ingozziamo di bronto-burger.

A Bug’sLife

Tutto perfetto, quindi? Magari! Se durante la versione beta – con poche migliaia di giocatori – il gioco presentava preoccupanti sintomi di instabilità e scarsa dimestichezza con il temutissimo lag, da quando Anarchy Online ha aperto i battenti al pubblico la situazione è precipitata in un abisso che tuttora non sembra facilmente colmabile. In poche parole, il gioco si pianta continuamente, non consente di connettersi, congela i giocatori in attese infinite mentre cerca di raccapezzarsi affannosamente nella fiumana di dati che riceve. Purtroppo Funcom non è Microsoft o Sony, e lo ha dimostrato non solo con la precarietà dei mezzi a disposizione, ma anche con alcune omissioni che avrebbe potuto facilmente evitare, prima di tutte il ritardo nella blindatura del sistema di pagamento. Tutti i giocatori che si sono iscritti al gioco durante i primi giorni (sin dal 27 giugno Funcom ha messo a disposizione su Internet una versione del gioco da scaricare a pagamento - $49.99 e un download da 600MB – nei Paesi in cui il gioco non è ancora ufficialmente distribuito) hanno rischiato di vedersi rubare il numero di carta di credito da qualche hacker.
Il giudizio definitivo è, insomma, sospeso. Da un lato c’è un gioco stupendo, una boccata d’aria fresca rispetto ai soliti draghi e orchi, dall’altro c’è un servizio a dir poco mediocre. Se Funcom riuscirà a risolvere in fretta i gravi problemi che affliggono Anarchy Online, il mondo di Rubi-Ka diventerà in breve tempo la meta preferita per tutti gli avventurieri virtuali. 7

Realizzare un videogame ambientato in un mondo persistente online è un’impresa titanica. Dopo cinque anni di fatiche, false partenze e ripensamenti, la software house norvegese Funcom ha da poco completato la sua mastodontica opera, il gioco di ruolo fantascientifico Anarchy Online. Con quali risultati?