TorrenteAnche in Italia arriva Torrente 

In un tripudio di trash e sparatorie all'ultimo sangue conosciamo Torrente, il più fetido e ributtante tutore delle legge che le strade di Madrid abbiano mai conosciuto.

Commento finale

A chi è rivolto Torrente? A tutti coloro che vogliono un po' di divertimento senza pensare troppo, se non uccidere malviventi e passanti come mosche (ricordate Carmageddon?). Va bene per sostituire una pausa caffè e per ammazzare il tempo. Va bene per qualche ora per farsi quattro risate. Forse però non sarà il vostro compagno di avventure per lungo tempo, poichè in giro di titoli che possono tenere testa a Torrente ce ne sono parecchi. Ma è sicuro che, nonostante non si tratti di certo di un titolo da award, chiunque passerebbe qualche quarto d'ora a sforacchiare le terga di un malvivente, altrimenti non esisterebbe neanche Max Payne... Pro: Ben 60 livelli Tanta gente da uccidere, se siete dei serial killer magari gradite E' trash, a qualcuno piace il trash no? Contro: Grafica deludente Gameplay antiquato

Old style or poor style?

Per quanto riguarda l’apparato grafico e la realizzazione non possiamo circuire la precaria situazione nella quale si trova questo prodotto. Nonostante sia sempre opportuno giudicare un gioco non solo dall’apparenza (leggi “grafica”) ma anche dai contenuti (leggi “gameplay”, “originalità” e “giocabilità”), la situazione per quel che riguarda Torrente non può passare inosservata. La qualità delle riproduzioni di edifici e oggetti presenti nella città, senza dimenticare quella dei personaggi, è piuttosto mediocre. E non si parla solamente di numero di poligoni, ma della stesa fattura, sia a livello di texture che di proporzioni. Povero, scarno e rigido, così appare il comparto grafico di questo titolo.

Notevole però la presentazione, in cui Torrente viene ritratto immerso fino alle spalle nelle movimentate acque di una Jacuzzi da film per adulti

Old style or poor style?

Il cielo è spoglio, le auto in strada estremamente squadrate, i corpi dei personaggi (fatta eccezione per Torrente) sono ridotti al minimo sindacale per essere definiti “di forma umana” e per questo a volte appaiono sproporzionati, quasi caricaturali. Tutto appare piatto e senza profondità, la quasi totalità delle ombre è definita nelle stesse texture e non dal numero di sporgenze (quasi inesistenti) dei modelli 3D. Notevole però la presentazione, in cui Torrente viene ritratto immerso fino alle spalle nelle movimentate acque di una Jacuzzi da film per adulti, dal quale (ad altezza inguinale) spunta una morettina tutta intenta in chissà quali manovre subacquee; un tocco di classe inutile dirlo! La personalità di Torrente emerge sovente anche durante le sparatorie, quando il dubbio poliziotto si lascia andare a volgarità di ogni genere (che spaziano dal razzismo al semplice insulto). Una cosa da notare, infine, è la scelta fatta per la localizzazione italiana. Torrente che è un personaggio spagnolo, è stato doppiato con uno spiccato accento partenopeo.

Anche in Italia arriva Torrente Anche in Italia arriva Torrente

Immediato, forse troppo

L’estrema immediatezza del gioco, che senza alcuna pretesa si mostra in tutta la sua semplicità, non abbandona il giocatore in tutti i sessanta livelli, neppure per dare uno spunto di effervescenza alla storia o per conferire un maggiore grado di complessità aggiungendo obiettivi un attimo più intensi.

L’impronta decisamente arcade del gioco è sottolineata dai numerosi “power up” disposti lungo il percorso

Immediato, forse troppo

Invece il giocatore si trova quasi sempre di fronte a missioni del tipo, raggiungi questo punto della mappa e sopravvivi, il che vuol dire, quasi sempre, sopravvivi alle spese degli altri, uccidendo e distruggendo tutto quello che si muove (comprese le ignare ed innocenti vecchiette che incroceranno la strada del poliziotto). L’impronta decisamente arcade del gioco è sottolineata dai numerosi “power up” disposti lungo il percorso, che garantiscono aumenti di energia e un costante rifornimento di munizioni (difatti Torrente può usufruire di diversi tipi di arma, che possono essere raccolte durante gli scontri a fuoco con i malviventi e riutilizzate dallo stesso poliziotto).

Anche in Italia arriva Torrente Anche in Italia arriva Torrente

Sparando all'impazzata

Morale a parte (perché di morale ne trasuda veramente poca questo titolo), avanti con la classica domanda, ovvero, cosa ha da offrire ad un potenziale acquirente questo gioco? Torrente affonda le radici in un vaso infestato da fin troppe erbacce, ovvero quello degli sparatutto in terza persona, senza tuttavia riuscire a distinguersi per la capacità di arricchire questo genere. Il personaggio infatti corre con la pistola in mano in un ambiente costituito per lo più da ampie strade, palazzi e auto che corrono a tutta velocità, dove i malviventi si mischiano in egual misura alla popolazione innocente (ovvero le persone che dovrebbero essere protette dalle scellerate azioni del detective). Ad ogni angolo di strada, sui marciapiedi, e dietro le tende delle case apparentemente meno minacciose si nascondono centinaia di gangster intenti a bucherellare le adipose terga di Torrente. Inutile dire che l’unica reazione del nostro “eroe” potrà essere quella di reagire con la stessa violenza ai colpi dei nemici, facendo saltare teste a destra e a manca. Il realismo è ridotto al minimo, come in qualunque arcade: lo si capisce tranquillamente notando il rapporto completamente squilibrato fra i colpi necessari per abbattere un nemico, due o tre al massimo, e la resistenza titanica del protagonista alle pallottole.

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Grasso è bello? Non avete conosciuto Torrente.

E’ grasso, il che non sarebbe neanche un difetto se non fosse anche unto, e rozzo, e probabilmente anche maleodorante. In sintesi è l’uomo più disgustoso che vi sia mai capitato di incontrare. Razzista, donnaiolo, sessista, violento. Indizio. Ha una fondina, e una pistola. Facile direte voi. E’ il malvivente più ributtante del globo. E invece no, ha un distintivo, ed è un poliziotto. Corrotto di certo, ma pur sempre un funzionario della pubblica sicurezza, una di quelli che solo a vederlo dovrebbe comunicare quiete e ordine. Si chiama Torrente, ed è l’antieroe protagonista di questo Action Shooter, nonché di una nota serie televisiva molto in voga nella penisola Iberica. Attraverso 60 livelli ambientati in una Madrid più focosa che mai chiunque avrà sufficiente coraggio per calarsi nei panni dello sgangherato tutore della legge dovrà vedersela con una nutritissima compagine di malviventi e spacciatori intenti a far di tutto pur di intralciare i piani della giustizia.

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Torrentrash

In conclusione, non si può certo definire Torrente un prodotto di alta classe, ed è veramente difficile collocarlo in alto nelle classifiche di preferenza, in qualsiasi categoria. E’ chiaro però che bisognerebbe essere spagnoli, o quantomeno fan della serie televisiva per coglierne le sfumature grossolane e magari gustarne appieno la veracità. Ad esempio, se al posto di Torrente avessimo trovato un Tomas Milian scommetto che saremmo qui a parlare di un caso nazionale. Perché in effetti, cos’è che conta in questi casi? Il trionfo del trash, che a dirla tutta è già di partenza un contro senso. Se vogliamo metterla in questo senso allora Torrente si salva in corner. E allora viva il trash, e perché non spingere qualche software house italiana a dare corpo (digitale) a qualche antieroe di casa nostra? Già mi vedo a controllare un Rag. Fantozzi, tutto intento a schivare vasi che cadono dai davanzali e tombini incautamente aperti, per fuggire dalle grinfie del Mega Direttore per finire fra le braccia dell’amata, e mai goduta, signorina Silvani.

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