Conflict: Desert Storm 2Conflict: Desert Storm II 

La Guerra del Golfo riproposta in questo secondo capitolo di Conflict: Desert Storm. Scoprite tutti i dettagli della versione X-Box nella nostra recensione.

Conflict: Desert Storm II Conflict: Desert Storm II

Ambientato nuovamente a Baghdad nel bel mezzo della Guerra del Golfo, CDSII mette il giocatore a capo di una squadra di guerrieri scelti, dei quali sarà data l’opportunità di selezionare anche la provenienza, che potrà essere statunitense o inglese, rispettivamente della sezione Delta Force e SAS. Nonostante questa distinzione prettamente coreografica il gioco ripropone, in entrambi i casi, gli stessi leggendari personaggi del predecessore: John Bradley, Paul Foley, Mick Connors, David Jones. I quattro guerrieri avranno ognuno abilità ben distinte: Bradley sarà il leader del gruppo oltre che esperto di comunicazioni e armi d’assalto; Foley sarà il classico tiratore scelto, più comunemente conosciuto come cecchino, capace di colpire un bersaglio anche a centinaia di metri di distanza; Connors avrà invece come peculiarità l’utilizzo delle armi pesanti, quali lanciamissili e mitragliatrici; Jones dal canto suo sarà l’esperto in infiltrazioni ed esplosivi. Questo lungo elenco di caratteristiche è stato necessario al fine di introdurre il sistema di gioco. Conflict: Desert Storm II è un third person shooter che, all’evenienza, può anche passare in soggettiva. La caratteristica di maggior risalto risiede proprio nella possibilità di avvalersi di una squadra anzichè un personaggio solo; infatti il giocatore, oltre a guidare uno dei quattro esperti militari, potrà comandare via radio i restanti tre grazie ad input ben precisi oltre che passare da uno all’altro in qualsiasi momento. Si potranno dare ordini ad un singolo oppure all’intero gruppo, chiamare il fuoco a raffica o mandare un soldato in una determinata posizione, chiedere di essere seguiti oppure di fermarsi. Quest’interessante feature è minata da un sistema di controlli quantomai poco intuitivo, soprattutto per il fatto che, ad ogni tasto del pad, con l’aggiunta del trigger di sinistra, saranno attribuiti i vari comandi, che dovranno essere memorizzati uno ad uno a causa della mancata visualizzazione testuale su schermo.

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Prima di cominciare il gioco vero e proprio sarà opportuno, e fortemente consigliato, fare una capatina nella sezione d’addestramento, in cui, oltre a familiarizzare con il complesso sistema di controlli, si potrà fare la conoscenza del sergente di ferro adibito all’addestramento, che regalerà ben più di un sorriso grazie al suo atteggiamento rozzo ed alle frequenti strigliate. Cominciato il gioco, dopo aver selezionato uno fra i tre livelli di difficoltà, l’esperienza si fa molto più seria e complessa. Ogni missione inizierà con una accurata spiegazione da parte della sezione logistica che, grazie a riprese effettuate dal satellite, metterà a fuoco tutti i bersagli e gli ostacoli che si andranno ad incontrare sul campo di battaglia. Se la prima missione altro non sarà che una sparatoria perpetua con conseguente carneficina, dalla seconda in poi tutto diventerà più vario e, per certi versi, strategico. Le dieci missioni presenti in Conflict: Desert Storm II alterneranno infatti esaltanti sparatorie ad azioni più chete, in cui sarà necessario infiltrarsi in un commando nemico oppure fare da scorta a soldati alleati. Il giocatore avrà libera scelta su come affrontare ogni missione, muovendo ogni soldato a proprio piacimento ed in qualsiasi momento. La varietà è sicuramente uno dei maggiori punti di forza del titolo SCi Games, che vanta inoltre una, se pur semplicistica, crescita dei personaggi in perfetto stile RPG. Dopo aver portato a termine una missione con successo saranno dunque attribuiti punti e bonus alle caratteristiche di ognuno dei quattro soldati, a seconda di come si sono distinti in battaglia. Infine, ultima solo in ordine di citazione, c’è la modalità multiplayer che consentirà di giocare le stesse missioni fino a quattro giocatori in split screen.

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SCi Games nello sviluppare questo titolo è andata in contro a due armi a doppio taglio: la prima è dovuta ai rapporti non troppo stabili fra USA ed Iraq in termini prettamente pubblicitari, mentre la seconda è l’impostazione del gioco, a metà fra il realismo e l’arcade. Quest’ultima potrebbe realmente accontentare tutti oppure il contrario. Infatti, sul campo di battaglia, allo spassionato realismo dato da un armamento vario si contrappone l’impossibilità di morire in particolari eventi. I quattro soldati avranno una barra di energia che, una volta scaricata del tutto, si avvarrà di una susseguente carica, con l’unica differenza che il soldato si accascerà in attesa di cure. Questo implica che, dopo una violenta esplosione, la vittima anziché saltare in mille pezzi sarà ancora curabile dai propri compagni. Inoltre il livello di difficoltà, anche settato al minimo, potrebbe fare da deterrente ai principianti, che oltre a dover gestire un sistema di controlli piuttosto ostico, non avranno molto spazio per assimilare i meccanismi del gioco.

Conflict: Desert Storm II Conflict: Desert Storm II

Graficamente Conflict: Desert Storm II si attesta su livelli molto buoni, con picchi qualitativamente alti. I modelli poligonali sono realizzati con un buon numero di poligoni ed animazioni, nonchè textures veramente curate. Stessa cosa dicasi per gli ambienti di gioco, che, oltre a presentare un livello di dettaglio decisamente buono, vantano in certe zone un azzaccato motion blur che ricalca perfettamente l’effetto calore a distanza. Anche le esplosioni alquanto realistiche aggiungono note di qualità al comparto grafico di CDSII, con tanto di effetti particellari ed effetti di luce che donano al gioco un elevato tasso di spettacolarità. Unica pecca per quanto concerne il frame rate è la sua instabilità e, nonostante risca a non avere crolli verticali, è afflitto da frequenti scatti. Nota di merito invece per la realizzazione del sonoro che presenta ottimi effetti e dialoghi interamente doppiati in italiano.

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Commento finale

Conflict: Desert Storm II riscatta pienamente il, se pur discreto, predecessore e lo fa rinvigorendo tutte le sue caratteristiche principali. Un buon titolo curato in ogni sua sfaccettatura che però rischia, stando nel bel mezzo fra il realismo e l’arcade, di non accontentare né i giocatori occasionali tantomeno i puristi del genere. Nonostante questa ipotesi non troppo remota, il titolo SCi offre circa 15 ore di sano divertimento guerrafondaio, al quale è doveroso aggiungere le possibilità infinite date dal multiplayer, oltre ad un comparto tecnico veramente buono. Un gioco che ameranno sicuramente tutti coloro che apprezzarono il prequel e gli amanti degli FPS “alla buona”, per tutti gli altri una prova prima dell’acquisto è quantomai consigliabile.

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Pro: Tecnicamente molto buono. Grande varietà di missioni. Multiplayer estremamente divertente. Contro: Sistema di controlli contorto. I meno pratici del genere potrebbero trovarlo frustrante.

“War, what is it good for? Absolutely nothing”. Con questa frase, ripetuta ed urlata all’ossessione, un giovane Bruce Springsteen dimostrava tutto il suo dissenso per ciò che era, è, e probabilmente sarà uno dei mali più grossi di sempre: la guerra. Si potrebbe disquisire per ore e scrivere pagina su pagine, con frasi strettamente appartenenti alla retorica più spudorata su quanto la guerra sia brutta, ingiusta e quant’altro. Fatto sta che questa empirica premessa altro non vuole fare che introdurre il gioco di cui ci apprestiamo a trattare. La guerra può essere bella, se fatta per gioco. Meglio ancora se fatta sotto forma di videogioco, e questo devono saperlo bene gli sviluppatori di SCi Games che, dopo il primo discreto capitolo di questa saga, hanno deciso di ributtarsi nella mischia con Conflict: Desert Storm II.