Crash of the TitansCrash of the Titans 

Nato come mascotte della prima PlayStation, il peramele Crash Bandicoot si è perso un po' per strada dopo gli iniziali successi, barcamenandosi tra sequel non sempre riusciti e spin-off discutibili: vediamo ora se questo Crash of the Titans rappresenterà un punto di svolta o un ennesimo passo verso il declino...

Non c'è che dire, le prime impressioni fornite da Crash of the Titans sono veramente quelle di un prodotto capace di riportare la serie ai fasti di un tempo, grazie ad una buona dose di originalità e ad una grafica di tutto rispetto. Per quanto non stupefacente né rivoluzionario, il comparto tecnico dell'opera DeValley appare sicuramente tra i migliori visti ultimamente su cellulare: gli scenari sono abbastanza vari oltre che ricchi di colori e di particolari, e le numerose tipologie di nemici offrono alla vista un look ricercato e convincente (senza considerare che alcuni di essi raggiungono dimensioni davvero ragguardevoli). Menzione d'onore poi per le animazioni del marsupiale protagonista, numerose e di ottima qualità, che contribuiscono a rendere decisamente "stilosa" questa ultima incarnazione mobile di Crash Bandicoot. Oltre alla grafica, anche le premesse ludiche sono di tutto rispetto: il prodotto Vivendi lascia i familiari territori del platform per trasformarsi in una sorta di picchiaduro a scorrimento, con il nostro eroe capace di prodursi in semplici combo e di effettuare il cosiddetto jack, che consiste nel saltare in groppa ad un nemico stordito ed assumerne il controllo.

Purtroppo, proprio questo elemento -sulla carta decisamente interessante- è il più grosso punto debole di Crash of the Titans. Una volta prese le redini di un avversario, si ha controllo soltanto sui suoi movimenti (gli attacchi vengono gestiti in automatico), una scelta assolutamente limitante che mina il fattore divertimento del gioco: più appagante -anche se non di molto- sarebbe sfruttare le normali abilità di Crash, ma purtroppo uno spietato level design impone all'utente di servirsi continuamente del jack, rendendo tediosa la maggior parte dei livelli. A poco servono bonus e power-up vari, gli inframezzi a bordo di un surf ed un'abbozzata componente di crescita del personaggio (è possibile infatti barattare i frutti raccolti con potenziamenti dei tre attributi principali di Crash): il titolo DeValley è impietosamente vittima della sciagurata scelta stilistica di cui sopra, che finisce per rovinare l'intera esperienza ludica. Con un'adeguata realizzazione dei suoi elementi cardine, Crash of the Titans avrebbe potuto imporsi come un action game di spicco, ma così com'è il prodotto Vivendi non può che lasciare sostanzialmente indifferenti.

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S.V.

Redazione

4.0

Lettori (1)

Crash of the Titans, purtroppo, è l'ennesima conferma della deriva del personaggio nato su PSX: nonostante una pur lodevole ricerca dell'originalità (che ha portato ad un vero e proprio cambio di genere videoludico), il prodotto Vivendi fatica a mantenere viva l'attenzione dell'utente, per colpa di un design che poggia su un paio di fondamenti obiettivamente troppo fragili. Ciò non significa che Crash of the Titans sia un gioco terribile, ma il confronto con l'illustre passato del protagonista è davvero impietoso...

Fabio Palmisano

Pro

Contro

Pro

  • Visivamente ottimo
  • Diverse idee originali...

Contro

  • ...ma realizzate con sufficienza
  • Manca di mordente
  • Livello di difficoltà molto basso

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