Dark Age of CamelotDark Age of Camelot - Ita - 

Avevamo perso le tracce di Francesco Balduini: dopo averlo cercato per mari e monti, lo abbiamo trovato nel fantastico mondo di Dark Age of Camelot , forse il primo MMORPG capace di raggiungere un successo così importante tanto negli U.S.A. quanto in italia. Solo dopo un mese di gioco continuo poteva nascere una recensione così dettagliata ed esaustiva, e se non avete avuto ancora modo di conoscere il gioco, questa è la vostra occasione!

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Per molti ma non per tutti

Il guaritore su Midgard (tanto per fare un esempio che mi riguarda da vicino, no, non sono un nano, ma il mio pg sì) ha tre linee di evoluzione: mending ovvero curare, augmentation cioè il lancio di magie che potenziano i vostri compagni e pacification, che sarebbe la capacità di bloccare il nemico). Più punti investirete in una linea di evoluzione e magie più potente vi saranno insegnate dal vostro allenatore. Come in ogni gioco di ruolo, ci saranno le quest e i drop (oggetti lasciati dai mob o mostri) che vi permetteranno di guadagnare preziosi oggetti indossabili o usabili (armature, armi, anelli, gemme e molto altro). Molti oggetti saranno magici e accresceranno le vostre statistiche.
Una parte fondamentale del gioco sarà quindi lo scambiare con gli altri giocatori del reame gli oggetti raccolti, ed eventualmente commerciare in modo da avere quelli che potenziano gli attributi più importanti in base alla classe scelta (gli attributi sono otto e sono forza, costituzione, destrezza, agilità, intelligenza, empatia, devozione e carisma). Il gioco all'interno del proprio reame offre ovviamente moltissimo altro: una serie di chat con cui dialogare con le altre persone del reame, la possibilità di imparare a costruire da soli gli oggetti (armature, ma anche oggetti d'assedio, di cui vi parlerò dopo ed armi), la possibilità di spostarvi a cavallo tra una zona e l'altra (percorrere a piedi un reame potrebbe impegnarvi per molto tempo), commerciare con i venditori che trovate in ogni città e molto altro.

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Per molti ma non per tutti


Tutto questo (che in fondo si era già visto in un altro gioco di ruolo online) è montato su un motore grafico 3d stupefacente (basta guarda gli screenshots). Ottimamente realizzata è anche l'interfaccia grafica, coadiuvata da una riga di comandi che ne arrichisce le potenzialità (fa anche parte dell'elevoluzione del vostro personaggio imparare piano a piano come usare l'interfaccia e le istruzioni da riga di comando). La cosa sorprendente è che fin dal primo minuto potrete iniziare a divertirvi, e sarà del tutto graduale l'esplorazione delle infinite possibilità che il gioco offre (creare una chat personale, aggiungersi un cognome, seguire in modo automatico una persona, chiedere alle guardie dove si trova qualcuno e così via). Mi rendo conto che potrei già avervi incuriosito, ma ho ancora una carta da giocare in favore di Daoc (poi arriveranno anche le pecche): i tre reami non sono del tutto separati..
Mica crederete che il fine ultimo di far evolvere il vostro personaggio sia quello di ammazzare più velocemente i mostri del reame? Certo che no. Ogni reame ha delle frontiere dove oltre ai soliti mob, potrete trovare anche invasori proveniente dagli altri reami. Gli invasori sono il vostro nemico primario ed è per combattere loro che vi siete allenati all'interno del vostro reame. Il fine ultimo del gioco è però quello di difendere i keep all'interno della propria frontiera e tentare di occupare i keep nelle frontiere nemiche e portare nel proprio reame due reliquie (che si trovano all'interno dei più difesi keep nemici).
Il portare le reliquie nel proprio territorio, oltre a dare onore alla propria terra, darà dei bonus al tutti i combattenti del proprio reame. Il gioco è strutturato in tutte le sue parti in modo da avantaggiare l'interazione con gli altri giocatori e se devo essere sincero la forza di Daoc è data dai giocatori stessi (e il programma da questo punto di vista è un ottimomezzo di interazione tra persone che si vogliono divertire).

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Conclusioni

Non posso certo tralasciare le pecche di questo gioco: l'evoluzione del vostro personaggio è piuttosto lenta e spesso la fatica per superare il livello (livellare) è frustrante. Se tenete presente che quando morirete perderete esperienza (in pratica perdete parte dei progressi che avete fatto), capirete che c'è la possibilità che il giocatore si innervosisca (spesso mandando a quel diavolo i compagni di party con cui si stava combattendo, colpevoli magari di aver compiuto qualche errore).
Un altro piccolo problema è la pesantezza del motore, che in prensenza di molti personaggi (capita per esempio quando si tenta di assaltare un keep nemico) diventa insostenibile e rende l'esperienza di gioco decisamente poco fruibile se non siete dotati di un computer potente di ultima generazione. Oltre ad una pessima gestione della memoria (dopo un paio di ore di gioco, il framerate si abbassa vistosamente) ed alcuni bug minimi del motore (raramente il personaggio si incastra da qualche parte), devo segnalare un buona traduzione in italiano del gioco (peccato solo dover aspettare mesi prima di avere le patch: la lentezza e il massiccio lavoro di traduzione costringe il server italiano ad avere una versione di gioco decisamente precedente alla versione americana).
P.S. Daoc è uno di quelle cose che da assuefazione (forse peggio della droga), ma al modestissimo prezzo di una decina di euri al mese avrete accesso al server di gioco italiano (in cui ogni sera si ritrovano almeno un migliaio di giocatori). Ci si vede su Midgard, e se incontrato un nano guaritore dalla sguardo truce che impugna un martellone viola, quello sono io (e se siete invasori scappate.. oppure sarò costretto a farlo io).

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Mmorpg, più di un gioco di ruolo

Avevo già scritto scritto la classica recensione che si usa fare per tutti gli altri giochi. Ma rileggendola mi sono accorto che non focalizzava l'attenzione su cosa davvero è Dark Age Of Camelot. Parto questa nuova stesura iniziando con la cosa più importante: Daoc non è un gioco, ma un'esperienza multiplayer costruita su basi rpg. Parlo di esperienza e non di gioco perchè una volta che entrerete nel mondo persistente di Daoc, vi scorderete che state giocando al computer (con una tastiera e un mouse, dietro ad un monitor). Sarete uno dei tantissimi personaggi del vostro sconfinato reame (ce ne sono tre, Albion, Midgard e Hibernia, tutti e tre completamente diversi graficamente). La vostra vita sarà dedicata al vostro reame (l'unico in cui potrete giocare dopo averlo scelto all'inizio del gioco). La vostra
vita sarà dedicata prevalentemente all'addestramento dell'arte del combattimento (a seconda della classe e della razza scelta varierà il vostro stile di gioco). Potrete essere un troll guerriero midgardiano (forte nel combattimento corpo a corpo e resistente, ma molto lento), potrete essere un'ombra firbolga su Hibernia (combattere senza essere visti ed attaccare a sorpresa i nemici), oppure potrete impersonificare uno stregone bretone albionese (con la capacità di manipolare gli elementi del fuoco, ghiaccio, terra ed aria). Ogni reame ha una decina di classi selezionabili (si passa dai maghi, ai guerrieri, dai guaritori agli arcieri), 4 razze e infinite combinazioni complessive. Infatti uccidendo i mostri che troverete nel vostro reame guadagnerete punti che vi permetteranno di decidere come far evolvere il personaggio.

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