Death Jr  0

E' scheletrico e porta la falce ma non è la Morte, chi è? Beh, suo figlio ovviamente!

Morty l'apprendista

La storia di Death Jr. si sviluppa in un mondo parallelo al nostro, popolato da mostri che vivono tranquille vite in cui la tipica giornata è caratterizzata da scuola, lavoro ed amici. E' in una mattina come le altre, che però il destino del figlio della Morte cambia radicalmente, in una gita scolastica al museo il piccolo Death Jr. e i suoi pestiferi amici rimangono indietro rispetto al maestro e toccano un artefatto che non dovrebbe essere nemmeno avvicinato. Questo oggetto rilascia un entità maligna che insegue e cattura tutti gli amici di DJ, intrappolandoli all'interno di strani contenitori, sarà compito di DJ (l'unico scampato al pericolo) recuperare le anime dei suoi compagni di scuola e sventare la minaccia che incombe sul mondo ultraterreno.

L'impatto estetico rispecchia alla perfezione la dicotomia tra i diversi toni dati alla storia, presentando livelli dagli elementi assolutamente dark inseriti all'interno di mondi dai colori saturi.

Morty l'apprendista

Il gioco ha inizio dal luogo del misfatto: una grande sala circolare da cui si ha accesso a tutti i mondi presenti nel gioco; ad ogni ambientazione è legato un particolare amico di DJ, il cui compitò sarà quello di esplorare il livello e recuperare una specie di oggetto simile ad un pezzo di puzzle in grado di ridare parzialmente vita al suo amico. Per poter liberare completamente ogni personaggio sarà necessario collezionare tre pezzi di puzzle, il tutto all'interno dei 18 livelli utili per terminare il gioco. La storia è permeata da elementi da film dell'orrore a cui si aggiungo momenti comici e dialoghi fuori dal comune. L'impatto estetico rispecchia alla perfezione la dicotomia tra i diversi toni dati alla storia, presentando livelli dagli elementi assolutamente dark inseriti all'interno di mondi dai colori saturi.

Essere o non essere (morti)

La struttura di gioco, più che essere riconducibile al classico action/platform, propone una soluzione già utilizzata per Ratchet & Clank, con l'utilizzo delle armi del personaggio in stile FPS. DJ, a seconda delle situazioni, potrà utilizzare sia la tipica falce della Morte che una coppia di pistole con munizioni infinite; oltre alle armi in dotazione fissa, sarà possibile trovare nel gioco differenti item consumabili che trasformeranno la coppia di pistole in una loro versione più potente dotata di particolari poteri speciali come quelli di congelare i nemici o farli percorrere da una mortale scossa. A seconda dei nemici che ci si ritroverà ad affrontare, sarà assolutamente necessario ponderare bene la propria scelta in termini di arma: alcuni mostri si muoveranno molto velocemente, utilizzando attacchi fisici, che renderanno pressochè inutile l'utilizzo delle pistole; viceversa altri preferiranno appostarsi su palazzi e alture per poter sparare da lontano. La fase di combattimento occupa un buon 75% del tempo giocato all'interno del livello, lasciando davvero poco tempo salti tra piattaforme ed evoluzioni grazie all'utilizzo della falce (con cui è possibile utilizzare una specie di doppio salto); questo sistema purtroppo si trova ad essere croce e delizia della struttura del gioco: per quanto l'azione di gioco sia frenetica e divertente, la grave mancanza di un buon sistema di gestione della telecamera vanifica interamente il risultato raggiunto, rendendo sia la fase di battaglia che di esplorazione decisamente difficoltose e a tratti snervanti.

Essere o non essere (morti)

Ai problemi della telecamera si aggiungono inoltre tutta una serie di problemi derivati dal comparto grafico del gioco che, pur raggiungendo un risultato più che decoroso per quanto riguarda fluidità ed animazioni, si ritrova a creare troppa confusione nel tentativo di inserire quanti più particolari possibili all'interno di uno schermo che per quanto grosso non tiene il passo del gioco. La volontà di rendere particolareggiato il mondo di Death Jr. ha una diretta conseguenza anche sulla qualità delle texture e dei modelli poligonali, decisamente al di sotto della produzione ordierna per PSP (e senza nemmeno scomodare il miglior gioco in questa categoria, Daxter). L'esperienza di gioco che ne risulta da questo insieme di problemi è senza dubbio -purtroppo- limitata, andando ad intaccare anche quegli aspetti che facevano di Death Jr. un buon gioco. Il comparto sonoro rimane abbastanza nell'anonimato, senza infamia e senza lode, quasi a non voler inserirsi all'interno dell'esperienza di gioco.

Per quanto la volontà di voler fare un gioco divertente e ben realizzato sia evidente, gli sviluppatori hanno purtroppo mancato il bersaglio. Death Jr. è un discreto action/plaform game che non porta nulla di nuovo al genere e cade in errori di programmazione che ne peggiorano l'esperienza di gioco. Può essere un gioco interessante per chi è particolarmente fanatico del genere, ma difficilmente verrà ricordato come una pietra miliare per PSP. Ora le speranze ricadono sul secondo capitolo in arrivo a breve...

    Pro:
  • Personaggi carismatici e dialoghi convincenti
  • Divertente da giocare
    Contro:
  • A tratti frustrante
  • Per quanto le ambientazioni siano ispirate, la realizzazione è pessima
  • Probabilmente un po' troppo facile

Uno dei generi di maggior fortuna su console Sony, è da sempre senza dubbio quello degli action/platform che, pur non riuscendo nell'impresa di dare a Playstation una vera e propria mascotte, hanno fatto a momenti alterni le fortune di psx e ps2. Contrariamente al trend comune di riportare in auge le vecchie glorie anche in versione portatile, la PSP (medievil e Daxter a parte) in mezzo al suo già importante parco giochi non annovera platform di reale caratura. E' in questo particolare scenario che esce sul mercato Deatrh Jr., sviluppato dai Backbones e prodotto da Konami, che si propone come action/platform di riferimento su PSP, riuscirà l'ambizione del piccolo figlio della Morte a raggiungere lo scopo? Continuare nella lettura è l'unico modo per scoprirlo.