Deus Ex: Invisible WarDeus Ex Invisible War 

Marzo si conferma mese di avventure: fra pochi giorni potremo mettere le mani sul seguito di Splinter Cell e da qualche settimana ogni utente Xbox può ingannare l’attesa, risolvendo enigmi e sventando cospirazioni, con il seguito di Deus Ex, rinominato per l’occasione: Invisibile War. Se il futuro non vi spaventa teletrasportatevi nella nostra recensione.

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E’ un futuro poco roseo quello che ci aspetta

Con il gioco degli Ion Storm saremo catapultati nel futuro, ma sembrerà di essere quasi in un’altra dimensione, tanto l’atmosfera cyberpunk che pregna il gioco è stupefacente. Se ciò che ci attende è questo… sarà davvero dura. La tecnologia al servizio dell’uomo è diventata parte preponderante nella vita di ognuno degli abitanti del nostro pianeta, droni meccanici svolgono i più disparati lavori e la gente comune è sempre più all’oscuro di come vanno le cose. Siamo circa venti anni dopo gli eventi narrati nel primo episodio, JC Denton non è più il protagonista, ma vi anticipiamo che lo incontreremo di nuovo. Un devastante attentato a Chicago (il futuro purtroppo non sembra molto diverso dal presente) fa da prologo a Deus ex Invisible War e subito dopo l’Accademia Tarsus, che si occupa della formazione di giovani agenti speciali, tra cui Alex D il nostro personaggio, viene anch’essa attaccata e scopriamo che il nostro veniva costantemente spiato, neanche fossimo nella casa del Grande Fratello, da un nutrito team di scienziati. Perché il nostro alter ego virtuale era spiato? Gli scienziati di cui fino ad ora ci fidavamo dicono la verità? Questo è solo l’inizio di una trama particolarmente complessa, ma davvero intrigante e raramente così curata in un videogioco.
L’impatto col gioco è devastante, a tratti spaesante, ma di sicuro coinvolgente. Ci ritroveremo in un mondo perfettamente ricreato, totalmente diverso da come lo conosciamo e con la necessità di dover interagire con i molti personaggi che circondano Alex. Tale interazione, fortunatamente facilitata dalla traduzione dei dialoghi inglesi in italiano, si rivela fondamentale e capace di indirizzare in maniera netta il nostro percorso; sì perché in molti dialoghi potremo scegliere noi, tra alcune frasi proposte dal gioco, il modo migliore per rispondere all’interlocutore di turno. Le nostre scelte influenzeranno profondamente il nostro cammino e sarà quindi fondamentale agire con cautela, se non altro all’inizio della storia. Tutto il gioco ci vedrà entrare in contatto con molti soggetti, dai più loschi ai più insospettabili e starà a noi capire di chi possiamo fidarci e soprattutto da che parte schierarci. Con la Tarsus e Leila Nassif? Con L’Ordine? Con i Templari? Con il WTO? Come nella realtà, la verità dobbiamo cercarla noi e solo verso la fine del gioco la trama si dipanerà, lasciando comunque aperti alcuni interrogativi. La libertà di agire come vogliamo e di fare ciò che preferiamo è il vero fiore all’occhiello di Deus Ex Invisible War, non c’è, infatti, un ordine prestabilito per svolgere le missioni e potremo scegliere come agire in ogni momento della nostra avventura. Tale libertà risulta sicuramente un po’ spiazzante per il giocatore alle prime armi, ma saprà regalare grandi soddisfazioni e alimenterà la voglia di rigiocare il titolo (allettati anche da ben quattro finali diversi), per fare scelte diverse, nei giocatori più esperti. Se ogni nuovo obiettivo è raggiungibile in tre o quattro modi diversi, dando quindi molta soddisfazione alle idee-aggira-ostacolo del giocatore, sinceramente ci aspettavamo di più dalla I.A. dei personaggi non giocanti: in un contesto così curato e nel quale tutto è lasciato alle nostre scelte sarebbe stato bello che anche gli NPC avessero goduto di maggior libertà e autonomia, così purtroppo non è, così da risultare poco più che semplici manichini.

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Alex D? non è che D sta per Drastico?

Come detto, entreremo nei panni di Alex D (il significato della D verrà svelato nel corso del gioco) un giovane agente speciale, geneticamente modificato e con diversi impianti cibernetici che gli permettono di potenziare il suo corpo oltre le normali capacità umane. Vivremo il titolo di Ion Storm in prima persona e gestiremo tutto tramite un’interfaccia HUD (Head Up Display) che ci darà tutte le informazioni necessarie di volta in volta e che ci permetterà di passare dall’inventario di Alex ai suoi potenziamenti. Tale sistema risulta particolarmente efficace, sovrapponendosi ad ogni schermata, non infastidendo mai il giocatore, permettendoci di avere il pieno controllo del protagonista, della mappa e degli obiettivi. Certo per funzionare in maniera spedita è necessario padroneggiare tutti i tasti del joypad, cosa che risulta un po’ impegnativa. In questo seguito, sì ricordiamo che è un sequel ma in realtà giocabilissimo anche da chi non è entrato prima in contatto con l’universo creato da Warren Spector, gli elementi RPG sono praticamente scomparsi: Alex D non è personalizzabile, l’unica scelta che ci è dato fare è quella di impersonare un uomo o una donna. Il resto delle modifiche riguarda esclusivamente i biomod, i potenziamenti appunto. Avremo la possibilità di incrementare le nostre capacità attraverso la scelta tra sei abilità che conterranno tre specialità per ogni gruppo, per un totale di 15. Ogni biomod è upgradabile per tre livelli e ci permetterà di ottenere capacità quali l’interfacciarci ad apparecchiature elettroniche, renderci invisibili a persone e a droni di sorveglianza, rigenerare i nostri tessuti, vedere al buio solo per fare degli esempi. E’ inoltre stata aggiunta una componente interessante quale la possibilità di procurarsi biomod, al mercato nero, non testati e instabili che ci offrono sicuramente vantaggi, ma portano con se anche il rischio di qualche malfunzionamento, che potrebbe crearci diversi problemi a detta degli sviluppatori (in realtà nella nostra prova non si sono mai verificati). Le abilità ci permettono un approccio al gioco molto diretto e volto agli scontri oppure attento e misurato, come veri agenti segreti. Gira la voce che sia possibile finire il gioco senza sparare un colpo, ma noi non ci siamo riusciti, e dopo un approccio molto stealth ci siamo buttati a capofitto nell’azione. I biomod ci danno sì la possibilità di sfruttare molte abilità, ma purtroppo molte di esse le useremo ben poco, al contrario il titolo di Ion Storm darà molta soddisfazione agli amanti degli arsenali, visto che nel gioco ci sono tantissime armi da usare e potenziare.

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Sci-Fi Hi-Tech… Ehhh??

Il comparto tecnico di Deus Ex Invisible War brilla di luce propria. Ambienti tridimensionali molto dettagliati e con i quali è possibile interagire fanno da cornice ad un mondo ricreato con attenzione in ogni aspetto. La libertà di movimento, vero punto di forza del gioco, ci permetterà di esplorare tutti gli ambienti facendoci rimanere basiti davanti alla cura riposta dagli sviluppatori. Peccato che non siano riusciti ad ottimizzare meglio il motore di gioco che cade in alcune incertezze, producendo qualche calo di frame rate che però non intacca la qualità del comparto tecnico. Altra nota dolente, che va ad incidere stavolta sul godimento del gioco, sono i frequenti caricamenti che, in ogni passaggio da un’area ad un’altra, durano una trentina di secondi, spezzettando tremendamente l’immersione nel gioco. Gli effetti d’illuminazione in tempo reale sono uno spettacolo per gli occhi e quanto di più bello visto fino ad ora (ma siamo in attesa di Pandora Tomorrow), la fisica dei corpi è eccezionale ed è decisamente realistica. Sbattere contro uno scatolone e farlo cadere oppure sollevare un cadavere e lasciarlo poi andare per vederlo muoversi in maniera decisamente credibile è davvero una soddisfazione. Peccato che cotanta interazione e utilizzo della fisica-realistica dei corpi non sia stata sfruttata a dovere, nel senso che tra tutti gli oggetti che potremo sollevare, spostare e lanciare pochissimi, per non dire nessuno, si riveleranno utili. Per concludere l’analisi tecnica è giusto rimarcare anche la bontà dei modelli poligonali che risultano essere molto curati come del resto le ambientazioni, per le quali l’unica lamentela possibile, ma è proprio cercare il pelo nell’uovo, è la grandezza: più che per metropoli sembrerà di girare per paesini vista la loro ridotta dimensione. Il comparto sonoro risulta adeguato come anche la recitazione in inglese e l’adattamento dei testi in italiano. Fortunatamente la localizzazione, almeno parziale, c’è stata, altrimenti la comprensione di una trama articolata come quella di Deus Ex Invisible War sarebbe venuta meno per molti utenti.

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Commento

Deus Ex Invisible War, penso l’abbiate capito, c’è piaciuto. Alcune piccole lacune tecniche e l’approccio non proprio immediato non lo fanno entrare nel novero dei capolavori assoluti, ma è giusto dire che il lavoro degli sviluppatori è stato più che buono ed il titolo in questione è in grado di garantire svariate ore di puro divertimento, creando nel giocatore la voglia si scoprire come andrà a finire la vicenda di Alex D. Forse un passo indietro rispetto al prequel, ma di sicuro la line up della console Microsoft si arricchisce di una nuova avventura di ottimo livello.

Vi ricordiamo la Soluzione Completa di Deus Ex: Invisible Wars.

Pro: Trama e atmosfera molto curate Libertà e ancora libertà Buon motore di gioco… Contro: …con qualche lacuna di troppo Pochissimi elementi Rpg I.A. dei nemici poco curata

Marzo si conferma mese di avventure: fra pochi giorni potremo mettere le mani sul seguito di Splinter Cell e da qualche settimana ogni utente Xbox può ingannare l’attesa, risolvendo enigmi e sventando cospirazioni, con il seguito di Deus Ex, rinominato per l’occasione: Invisible War. Se il futuro non vi spaventa, i libri di William Gibson sono il vostro pane quotidiano e adorate film come Jhonny Mnemonic, Matrix e Minority Report allora avete trovato il titolo che fa per voi.

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