Earth 2160 - Recensione  1

Dopo 8 anni dall’uscita del primo titolo della serie Earth, Reality Pump si occupa di raccontarci i nuovi sviluppi, ma non fatevi ingannare: cambia il nome ma gli sviluppatori sono sempre gli stessi!

C'è vita su Marte

Le vicende narrate all’interno delle campagne riguardanti le tre fazioni terrestri partono tutte dall’arrivo di queste su Marte, ma inizialmente avremo a disposizione solo quelle dedicate alla Dinastia Eurasiatica ed alla Corporazione Lunare. Come consigliato anche all’interno del manuale di gioco, è saggio iniziare a giocare proprio con la DE, in modo da accedere ad un tutorial abbastanza completo sul gioco, inserito all’interno della prima missione. Il primo personaggio che ci troviamo a controllare è uno dei cosiddetti eroi delle fazioni, il che ci porta alla prima delle caratteristiche di gioco di Earth 2160: niente di originale direte voi, visto che di cose del genere se ne vedono ormai in quasi tutti gli RTS. Ciò corrisponde in parte alla verità, ma i Reality Pump hanno pensato di introdurre anche un sistema di inventario, molto simile a quanto i giocatori di RPG sono abituati a vedere ma ovviamente adattato allo strategico: in parole povere gli eroi e gli agenti virtuali hanno la possibilità di utilizzare oggetti come kit medici, attrezzi di riparazione, scudi, camuffamenti, bombe ed armi da fuoco dotate di diverse caratteristiche (precisione, consumo di munizioni, velocità di sparo, gittata). Gli agenti virtuali citati poco sopra non sono altro che dei mercenari, legati quindi al nostro esercito solo in base alle risorse economiche che daremo loro: come abbiamo già potuto notare, questi hanno la possibilità di utilizzare gli stessi oggetti degli eroi, costituendo di fatto un’unità da combattimento potenziata rispetto a quelle normali. La possibilità di reclutare agenti viene segnalata attraverso un’icona sul lato sinistro dello schermo, una volta ciccata la quale abbiamo la possibilità di contare su un nuovo membro all’interno del nostro esercito. Le “tariffe” dei mercenari varieranno in base a vari fattori come la fazione che attualmente controlliamo (se ad esempio licenzieremo agenti prima dello scadere del loro mandato, avremo una cattiva reputazione e pagheremo cari nuovi reclutamenti) e la possibilità che lavorino per noi altri agenti a loro simpatici o meno. Tornando alle campagne, possiamo dire che queste sono ben differenziate tra loro, il che rende giocabili con gusto tutte e 28 le missioni le quali, volendo proprio muovere una critica, sfruttando il numero di eserciti a disposizione nel gioco avrebbero magari potuto essere un pelino di più. Sulla modalità schermaglia, da giocare come abbiamo detto anche in multiplayer, c’è praticamente poco da dire, se non che le mappe a disposizione sono abbastanza numerose (nel caso non vi bastino c’è comunque un editor apposito) e che a partire dal livello minimo di difficoltà, nel caso in cui vogliate giocare in singolo, il computer saprà darvi del filo da torcere.

C'è vita su Marte

Venendo ad una delle basi di ogni RTS che si rispetti, la raccolta delle risorse primarie, non ci troviamo di fronte a nulla di nuovo, se non alla divisione che le tre materie prime (metallo, acqua e cristalli) hanno tra le quattro fazioni: a parte gli alieni che hanno bisogno di tutte quante, ognuna delle rimanenti ne raccoglie solo due tipi differenti. Tra le tante applicazioni che hanno le risorse troviamo il campo della ricerca, attraverso il quale è possibile ottenere potenziamenti sempre migliori per le proprie unità e per gli edifici, ma non finisce qui: grazie al sistema studiato dal team di sviluppo, le migliorie saranno applicabili ed esempio non solo a tutti i veicoli “in serie”, ma è anche possibile scegliere di modificare le aggiunte ad ogni singola unità, in modo da ottenere ad esempio un carro dotato di armi aeree ed un altro simile, ma con armi da terra a bordo. Tutto questo si traduce in grande varietà, e vi assicuro che cercare di creare un’insieme di veicoli che si integrino tra loro sarà, oltre che un vero spasso, uno dei passi per ottenere successo nel gioco.
Volendo trovare il pelo nell’uovo possiamo dire che il gioco è troppo ostico sin dal livello più basso di difficoltà, il che se da un lato rende la sfida più stimolante per chi è solito mangiare a pranzo pane e RTS, dall’altro potrebbe scoraggiare i giocatori alle prime armi o che comunque non hanno voglia di applicarsi più di tanto se come livello hanno selezionato “facile”.

Le fazioni in lotta

Diamo un’occhiata rapida alle fazioni in lotta, non facendo a meno di notare la scarsa originalità dei loro nomi:

  • Stati Uniti della Civiltà: prima che la Terra venisse annientata, questa potenza era estesa su tutta l’America e per un breve periodo anche in Europa ed Africa. Basata sull’utilizzo dei robot anche per le faccende più semplici, è dotata di un esercito costituito per lo più da Mech da battaglia. Il metodo di costruzione della base è quello più vicino ai classici RTS: utilizzando i droni da lavoro è infatti possibile posizionare gli edifici in qualsiasi punto della mappa.

  • Dinastia Eurasiatica: l’esercito più vicino a quelli a cui siamo abituati. Proveniente da Europa ed Asia, è stata proprio la DE nel 2148 a dare inizio al conflitto che ha portato alla distruzione della Terra. La particolarità delle basi della DE sta nel fatto che tutte le strutture, tranne poche necessarie eccezioni, sono collegate fisicamente tra loro, il che porta il giocatore a studiare bene il terreno su cui intende costruire il proprio insediamento.

  • Corporazione Lunare: costituita da sole donne, è nata nel 2002 per esplorare l’Universo ed è diventata negli anni uno stato indipendente dalla Terra, collocato sulla base spaziale chiamata LUNA1. Dopo essere stata inizialmente concepita come una forza di pace, anche la CL è diventata aggressiva e per niente pacifica, sebbene il suo motto sia “amore e pace”. Le basi della CL sono costituite da enormi torri sui quali piani si poggiano i vari edifici.

  • Gli Alieni: poco si sa di questa nuova minaccia incontrata dagli eserciti una volta arrivati su Marte. La loro caratteristica è quella di non avere una vera e propria base costituita da edifici, dato che tutte le loro unità sono costituite da esseri viventi che hanno la possibilità di clonarsi per creare nuove unità oppure trasformarsi in pseudo-edifici o unità potenziate.

Il comparto tecnico

Graficamente Earth 2160 ha tutte le carte in regola per competere con i migliori titoli del genere: i modelli sono abbastanza accurati anche al massimo dello zoom della telecamera, attraverso il quale è ampiamente possibile allargare o stringere il campo a proprio piacimento ed a seconda delle necessità del momento. Le animazioni e gli effetti durante i conflitti sono abbastanza realistici ed anche l’alternanza tra giorno e notte è stata riprodotta in maniera più che soddisfacente: forse la somiglianza è un po’ accentuata con Ground Control, ma probabilmente ciò è causato soprattutto dal fatto che genere e ambientazione sono molto vicini tra i due titoli in questione. Volendo cercare il pelo nell’uovo, un po’ di anti-aliasing non avrebbe fatto male.
Anche l’interfaccia fa ottimamente il suo lavoro e risulta estremamente intuitiva, offrendo al giocatore la possibilità di chiudere i pannelli in maniera semplice senza poi dover fare chissà quale acrobazia per riaprirli: attraverso un semplice clic è infatti possibile nascondere i pannelli di cui non si ha bisogno al momento, ottenendo anche benefici in termini di visibilità sulla mappa.
Per quanto riguarda il sonoro, oltre al tema principale molto apprezzabile, ci troviamo di fronte a dei pezzi che assolvono molto bene lo scopo per cui sono stati creati, sebbene non facciano gridare al miracolo. Stessa cosa vale per le voci dei personaggi (in lingua inglese): sono credibili ma sicuramente nella norma. Tutti gli amanti delle chicche da gioco originale comunque, saranno lieti di sapere che insieme al DVD del gioco è fornito nella scatola anche il CD della colonna sonora. Dato che abbiamo parlato della scatola, permettetemi infine di elogiare l’intera creazione, con tanto di gadget luminoso blu e minibook dove sono custoditi i supporti: sembrano sciocchezze ma rispetto a tanti altri giochi la scatola di Earth 2160 fa la sua grande figura… del resto anche l’occhio vuole la sua parte!

La serie Earth va ad arricchirsi con questo titolo di nuova luce: sebbene non riesca magari nell’intento di raggiungere i livelli del 2150, ritenuto dai fans della serie il migliore tra i due capitoli precedenti, questo Earth 2160 risulta comunque molto piacevole da giocare e, sebbene non introduca chissà quali novità all’interno del genere RTS, non risulta mai banale o scontato, anzi si fa giocare molto piacevolmente per tutte e 28 le missioni, finite le quali c’è ampio spazio per qualche schermaglia in single player col PC o in modalità multigiocatore tramite LAN/Internet. Alcuni fans di vecchia data della serie potrebbero però non gradirlo, mentre per tutti gli altri in cerca di un buon RTS questo titolo può rappresentare sicuramente una valida soluzione.

Pro:

  • Grafica sopra gli standard
  • Buona colonna sonora
  • Gameplay coinvolgente ed intuitivo
Contro:
  • Nessuna innovazione particolare
  • Difficoltà sopra la norma

La Terra? Solo un ricordo!

Chi ha giocato la serie Earth sin dal suo primo episodio ricorderà che era TopWare il team di sviluppo di allora, mentre il publisher del gioco fu la tanto cara Interplay. Dopo aver sottoscritto un accordo con Zuxxez Entertainment il nome del gruppo è stato cambiato in Reality Pump, ma di fatto i membri al lavoro su Earth 2160 sono ancora quelli che nel “lontano” 1997 crearono Earth 2140 e, tra il 1999 e il 2001, Earth 2150 con la sua espansione sottotitolata “The Moon Project”.
Il gioco di cui ci troviamo a parlare adesso, ha inizio là dove finiva il suo predecessore: dopo aver spinto con il loro conflitto la Terra fuori dalla propria orbita, condannandola alla distruzione, la Dinastia Eurasiatica (DE) e gli Stati Uniti della Civiltà (SUC) sono costretti a cercare un nuovo pianeta da colonizzare, per garantire la sopravvivenza della specie: la scelta ricade su Marte, da tempo meta di colonizzatori provenienti dal nostro pianeta. Come se non bastasse però, anche un’altra fazione ha messo i propri occhi sul pianeta rosso, si tratta infatti della Corporazione Lunare (CL), intenzionata anch’essa a dar battaglia alle due corporazioni provenienti dalla Terra. Mentre si vocifera dell’esistenza di un nuovo pianeta simile a quello ormai andato distrutto, una nuova minaccia aliena mette la propria ombra sulle sorti del conflitto, trasformandolo in una vera e propria battaglia per il dominio dei pianeti, la quale non farà a meno di colpi di scena come tradimenti e diserzioni da parte dei membri degli eserciti in lotta.
Le modalità di gioco presenti in Earth 2160 corrispondono pienamente agli standard a cui ormai siamo abituati dal genere RTS: una serie di 28 missioni divise in 4 campagne, ognuna di esse legata ad una delle potenze facenti parte del gioco, e la classicissima modalità schermaglia, disponibile anche (e soprattutto) in modalità multiplayer via LAN o via Internet, attraverso il sistema EarthNet.