Eternal Sonata - Recensione  23

Tri-Crescendo sbarca su Xbox 360 con un Rpg dalle tematiche interessanti e tributo alla vita di Chopin. Riuscirà Eternal Sonata a catturare i videogiocatori?

La prima volta che sono apparse informazioni su Eternal Sonata, siamo sicuri che più di una persona si sarà chiesta quale sarebbe potuta essere la relazione tra Frédéric François Chopin e un gioco di ruolo tipicamente Giapponese. In realtà conoscendo lo sviluppatore, Tri-Crescendo, non c'è da rimanere più di tanto sorpresi. Il team nipponico ha sviluppato per tanti anni la parte sonora dei titoli Tri-Ace, che annoverano tra le proprie fila gioielli quali Valkyrie Profile, ma da qualche tempo si sono distaccati per sviluppare in maniera autonoma e completa i propri giochi. Dopo aver provato la loro ultima creazione, non possiamo che esserne contenti.

Eternal Sonata può essere considerato come un tributo allo straordinario pianista e compositore Polacco, che agli inizi del diciannovesimo secolo ha inaugurato un trend stilistico che non ha avuto eguali in seguito. La storia si dipana attraverso un sogno che Chopin avrebbe fatto durante i suoi ultimi giorni di vita, sul letto di morte, e il gioco quindi racconta i suoi momenti di gioia, fantasia, dubbio, coraggio, attraverso una narrazione molto coinvolgente ed efficace, divisa per capitoli. A questo sviluppo fittizio si aggiunge una parte dedicata alla reale vita di Chopin stesso, con fotografie dell'epoca soprattutto legate ai suoi numerosi viaggi alla ricerca della condizione migliore e alla sua relazione più importante, quella con George Sand.

Insomma, se le premesse erano un po' "strambe", il risultato è assolutamente notevole, grazie anche all'ottimo stile grafico, del quale parleremo in seguito. Tutto ha inizio in un paesino chiamato Tenuto (notare anche qui i continui riferimenti musicali) e prosegue attraverso vari passaggi, con i protagonisti principali che devono scoprire il perché di alcune tasse molto dure istituite dal governo locale, fatta eccezione per la polvere minerale, uno strano medicamento chimico che ha numerosi effetti collaterali sulle persone, fino addirittura a trasformarle geneticamente. A questo punto parte l'avventura vera e propria, che vede tra i protagonisti proprio lo stesso Frederic, attorniato da una serie di personaggi figli della propria fantasia. Il viaggio prosegue passando da villaggio in villaggio e affrontando vari combattimenti, che si alternano tra i classici scontri con i nemici (visibili su schermo, niente combattimenti casuali) a quelli con i boss, per poi affrontare anche alcuni dungeon che hanno una minima componente puzzle, relativa ad esempio allo spostamento di alcuni ingranaggi allo scopo di trovare la via d'uscita.

Proprio il sistema di combattimento, unitamente all'aspetto tecnico, rappresenta il punto di forza di questa produzione. Ogni nemico è affrontabile con tre personaggi, mentre gli altri rimangono in "panchina" ma ricevono lo stesso un quantitativo leggermente inferiore di punti di esperienza, necessari per salire di livello. Gli scontri possono essere definiti come un ibrido tra quelli a turni e in tempo reale, con l'azione legata ad una barra temporale, posizionata sulla sinistra dello schermo, durante la quale il giocatore può muovere i personaggi e attaccare il proprio avversario. Se inizialmente questa barra rimane fissa fino a che non si verifica la prima mossa, successivamente permette solo pochi secondi prima di cominciare ad esaurirsi, secondo uno schema evolutivo che ad ogni capitolo completato mette a disposizione nuove mosse e la possibilità di incanalare alcune combo tra più personaggi, da conservare magari per il turno successivo. Il secondo elemento portante di questo sistema è rappresentato dal dualismo Luce/Oscurità: in pratica ogni personaggio, oltre agli attacchi fisici, dispone almeno inizialmente di una mossa per ognuno di questi due fattori; se si trova in una zona raggiunta da un qualsiasi fonte luminosa, potrà attaccare con la prima, se si troverà al buio, potrà attaccare con la seconda. Diventa quindi molto importante il movimento sul campo di battaglia, perché alcuni nemici saranno più deboli dinnanzi ad una tipologia piuttosto che l'altra; inutile dire che esistono degli oggetti che servono per avvolgere i personaggi di luce oppure oscurità, aggiungendo quindi ulteriore complessità al confronto. Dulcis in fundo, c'è la possibilità di parare gli attacchi nemici premendo il tasto B con il dovuto tempismo, cosa che si rivela fondamentale durante gli scontri più ostici. Più difficile da spiegare che da attuare comunque, grazie a tutte queste caratteristiche il combattimento in Eternal Sonata è innovativo, vario e soprattutto divertente, un giusto ibrido che rappresenta sicuramente uno dei punti di forza della produzione di Tri-Crescendo.

Il gioco, per il resto, è molto lineare, ma scorre fluido anche grazie alle tematiche trattate, che spaziano dalle divisioni sociali alla rivoluzione, denotando un ulteriore tributo al periodo vissuto da Chopin. Un elemento che stona è invece rappresentato dalla capacità di uno dei personaggi principali, Beat, di scattare alcune fotografie durante le battaglie, che in base alla loro rarirtà possono essere vendute ai vari negozianti sparsi nei villaggi. Ebbene, la cattiva calibrazione di questa caratteristica fa si che diventi davvero troppo facile guadagnare soldi durante il gioco e quindi acquistare qualsiasi oggetto o potenziamento dell'equipaggiamento in vendita.
Poco da criticare invece per quanto riguarda il comparto tecnico, che raggiunge le vette più alte dal punto di vista stilistico, con personaggi colorati e dotati di buona personalità visiva, e ambientazioni fantasy spesso mozzafiato e prive di aliasing, dotate di decorazioni splendide e molto varie. Complice è anche la telecamera, che rimane fissa o segue automaticamente il giocatore, scegliendo sempre la visuale migliore da proporre, anche se non c'è alcun controllo da parte del giocatore. Niente di estremamente "pesante" dal punto di vista puramente tecnico quindi, ma decisamente sopra la media per quanto riguarda quello artistico. Il comparto sonoro è ugualmente splendido, con musiche originali estremamente godibili, che vengono man mano sbloccate anche per l'ascolto nell'apposito menu. Molto bella, in particolare, quella del combattimento, che anche dopo diverse ore di gioco non stanca assolutamente. Nel menu è possibile infine scegliere il doppiaggio audio tra il Giapponese e l'Inglese, mentre tra la scelta dei sottotitoli c'è anche l'Italiano, generalmente di buon livello.

Commento

Eternal Sonata farà felice tutti i possessori di Xbox 360 che aspettano un J-Rpg dalle meccaniche fresche è divertenti. Se da un lato abbiamo una storia molto lineare, una durata migliorabile e poca varietà, dall'altro c'è un titolo godibile e che grazie all'indiscutibile qualità tecnica e al sistema di combattimento, si porta a termine senza accusare vistosi cali o momenti di noia pura, cosa difficile in un genere così legato a meccaniche non proprio innovative. Un plauso va fatto quindi a Tri-Crescendo, che pur senza momenti memorabili ha confezionato un gioco affascinante e accattivante, il miglior esponente del genere attualmente disponibile sulla console di casa Microsoft.

Pro

  • Artisticamente e musicalmente splendido
  • Sistema di combattimento divertente e innovativo
  • Tema trattato affascinante
Contro
  • Longevità migliorabile (25-30 ore)
  • Sviluppo molto lineare della storia
  • Varietà e profondità non eccezionali

XBox 360 - Obiettivi

I 1000 punti disponibili sono stati suddivisi dagli sviluppatori in 22 obiettivi. Quelli più semplici si ottengono semplicemente procedendo attraverso i capitoli di gioco, altri ancora uccidendo alcuni boss a determinate condizioni, quello forse più difficile è raccogliere tutti i pezzi di spartiti musicali sparsi per il mondo di gioco, utili nell'unico minigame presente.