F.E.A.R. Perseus MandateF.E.A.R. Perseus Mandate - Recensione 

Continua la saga della bambina multitasking che uccide in dieci luoghi contemporaneamente. Questa volta, però, il protagonista è un altro.

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Deja Vu

Il senso di deja vu cresce più si va avanti nel gioco. E non solo per i continui riferimenti ad eventi già vissuti. Ad essere similissimi sono anche i livelli. Talmente simili che se avete già finito F.E.A.R. ed Extraction Point potete andare a leggere direttamente il commento, dato che le novità si contano sulle dita di una mano e sono soltanto varianti di quanto già visto: due nuove armi (un mitragliatore con mirino di precisione e un fucile a scariche elettriche) e due nuovi nemici (dei super soldati agili e resistentissimi e una creatura occulta che attacca dal pavimento). Per le armi c’è poco da dire, visto che già esisteva un’arma con mirino di precisione e quindi l’aggiunta è abbastanza inutile, mentre il fucile elettrico si usa poco. Anche per i nemici non vanno spese troppe parole perché i super soldati s’incontrano raramente, offrendo comunque gli scontri più interessanti e difficili del gioco, e le creature che escono dal pavimento sono facilmente evitabili facendo un minimo di attenzione: hanno infatti la pessima tendenza ad annunciarsi lasciando grosse macchie d’ombra nei punti in cui intendono assalire il giocatore. Il resto? More of the same.

la scelta di non aggiungere praticamente niente alla storia, a parte qualche dettaglio secondario, rende poco interessante la narrazione

Deja Vu

Parlavamo dei livelli. Beh, sono identici a quanto già visto, a parte una gita in miniera che avverrà verso la fine. Ovviamente il loro design è differente, ma gli elementi che li compongono sono gli stessi. Una delle critiche maggiori mosse al titolo dei Monolith era proprio la scarsa varietà delle ambientazioni, ora accentuata dal doverle riattraversare tutte senza novità di rilievo. Anche le sequenze oniriche sanno di già visto e Alma che uccide un paio di soldati con la forza delle ascelle non lavate dalla nascita non impressiona più moltissimo. Oltretutto l’atmosfera horror è stata parecchio sacrificata e gli sviluppatori si sono focalizzati più sugli scontri a fuoco, castrando di fatto uno dei pezzi forti di F.E.A.R..

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Qualcosa di cui parlare?

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi Sistema Operativo: Windows XP/Vista Processore: Pentium 4 1.7 GHz o AMD equivalente RAM: 512 MB Scheda Video: GeForce con 64 MB di memoria o Radeon dalla serie 9000 in su DirectX 9.0C Lettore DVD Configurazione di Prova Processore: Intel Pentium 4 3,4 GHz RAM: 2 GB Scheda Video: NVIDIA 7800GT

Commento

F.E.A.R. Perseus Mandate non aggiunge niente a F.E.A.R. e, anzi, risulta sotto le aspettative. Non che un’espansione debba rivoluzionare, ma deve provare almeno ad aggiungere qualcosa alla formula base da cui nasce. Comunque, se l’originale vi ha fatto impazzire, non disdegnerete di provare anche questo pacco extra che offre la stessa, identica, esperienza di gioco. Siete avvisati.

Pro Fluido anche sui vecchi sistemi I combattimenti sono sempre divertentissimi Dura abbastanza per essere un’espansione Contro Le aggiunte sono di scarso rilievo Il senso di deja vu vi accompagnerà per tutto il gioco L’atmosfera originale è un po’ sacrificata

F.E.A.R. Perseus Mandate è disponibile per PC.

F.E.A.R. Perseus Mandate è la seconda espansione, questa volta stand-alone, di F.E.A.R., sparatutto di Monolith Productions uscito per PC nel 2005, per Xbox 360 nel 2006 e per PS3 nel 2007. A differenza di Extraction Point, la prima espansione ufficiale, che proseguiva la storia del titolo originale facendo vestire i panni dello stesso protagonista, Perseus Mandate sceglie la strada dello spin-off mettendoci nei panni di un altro membro della First Encounter Assault Recon impegnato ad affrontare gli stessi fatti dei due precedenti episodi da un altro punto di vista. Superando i sette capitoli che compongono il gioco, si rivivranno tutti gli eventi già vissuti precedentemente e si rincontreranno tutti (o quasi) i personaggi già incontrati, tra cui, immancabile, l’istrionica Alma capace di uccidere in modo sempre più vario e articolato.
La prima sensazione che si ha avviando il gioco è un fortissimo senso di deja vu. Se qualcuno non ci avesse detto che il protagonista è differente, non ce ne saremmo accorti. Anche la scelta di non aggiungere praticamente niente alla storia, a parte qualche dettaglio secondario, rende poco interessante la narrazione, che si risolve in una serie di colpi di scena che colpi di scena non sono per chi già ha giocato gli altri due prodotti. Ci preme però segnalare subito l’ottimo doppiaggio italiano, che non sfigura davanti a quello inglese. Lo facciamo perché ultimamente non sono stati pochi i prodotti deludenti da questo punto di vista (Blue Dragon e Clive Barker’s Jericho su tutti). In effetti fà specie vedere come un’espansione sia più curata rispetto a prodotti di calibro e di prezzo maggiore.

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