Frontline Attack: War Over EuropeFrontline Attack: War over Europe 

Rivivere gli scontri chiave del grande conflitto che ha squarciato il mondo; comandare plotoni di soldati Alleati o squadre di Panzer tedeschi armati fino ai denti attraverso i campi di battaglia più famosi della storia d’Europa. Ora potete farlo con Frontline Attack , un ottimo strategico real-time che vi catapulterà dietro le trincee ad assaporare il fuoco e la polvere. Leggiamo insieme le sapienti parole del nostro comandante sul campo Riccardo Mesaglio.

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“Da! Ruota tuorretta di cannone Cuompagno Breznev. Niet! Non da quella parte !!”

Un’altra piacevole sorpresa che Frontline Attack ci riserva è il potente motore grafico tridimensionale, flessibile, solido e assai dettagliato. Abbiamo assoluta libertà nel movimento della telecamera, che può essere mantenuta fissa (modalità alquanto scomoda) oppure fatta ruotare in ogni direzione, da visuale a volo d’uccello a rasente al terreno, con un fattore di zoom molto elevato. Questo ci permette non solo di tenere d’occhio ampie porzioni di paesaggio o contingenti numerosi, ma anche di aggirare ostacoli naturali alla visuale, come colline o foreste. Dall’altro lato possiamo avvicinarci alle nostre unità tanto da vedere i piccoli soldati con i loro fucili strisciare sul terreno o le scintille i segni lasciati dai proiettili sulla blindatura dei carri armati.
Dopo un primo, positivo, impatto con l’interfaccia utente - molto pratica - che assegna al mouse tutte le evoluzioni visive della telecamera e designa appositi comandi per impartire ordini alle unità, si inizieranno ad apprezzare le numerose chicche regalateci dai programmatori: un’alternanaza tra le ore del giorno e della notte ottimamente rappresentata dalle diverse condizioni di luminosità, effetti di luce ed esplosioni quanto mai realistici e dettagli di ogni genere, dal fumo sollevato dai veicoli che passano alle tracce di pneumatici che lasciano sull’asfalto ai piccoli fari notturni con cui sono equipaggiati.
Immancabile poi è la mappa tattica incorporata nella graphic user interface: con essa potremo tenere sott’occhio la situazione e spostarci velocemente lungo il perimetro dello scenario di guerra. Per una maggiore immersività è anche possibile far collassare tutta la GUI verso il basso in modo da avere la visuale completamente libera – il che presuppone una certa padronanza degli shortcuts via tastiera per comandare le truppe – ed ottenere un effetto davvero notevole.

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“Heavy bomber on the way !”

Nelle prime due campagne affronterete gli scontri con i mezzi assegnati in partenza, e anche se vi saranno occasioni in cui riceverete dei rinforzi dovrete abituarvi all’idea di cavarvela con quello che avete. Sarà quindi buona abitudine imparare a servirsi dei mezzi di supporto (altro tocco di realismo non indifferente); il nostro plotone infatti viaggerà spesso scortato da un mezzo di riparazione, e all’occorrenza potrà far giungere un trasporto munizioni con cui ricaricare le armi e i cannoni. Ciò allo scopo di non lasciare un costoso e prezioso carro armato senza proiettili nel bel mezzo di uno scontro e mantenere efficienti le unità sino alla fine della missione.
Le vostre forze consisteranno di elementi misti di terra e aria, anche se vi sarà una differenza sostanziale: uomini e mezzi terrestri li potrete controllare a piacimento, mentre i velivoli avranno un uso limitato, ma non per questo meno importante. Una volta selezionato il punto prestabilito dovrete solo ciccare con il mouse, azionare l’apposito pulsante ed attendere: entro breve il fragore delle eliche annuncerà l’arrivo del supporto aereo, seguito da minacciose ombre che sovrastano i nemici impotenti. Una volta compiuto il loro passaggio i bombardieri (leggeri o pesanti) o i ricognitori (in grado di sorvolare aree ancora non esplorate della mappa) torneranno alla base o in quota in attesa di un’altra chiamata. Attenzione perché la disponibilità di appoggio aereo in ogni missione è limitata e talvolta gli avversari dispongono di artiglieria contraerea.
Le truppe di terra sono invece più assortite e comprendono diverse varietà di soldati (fucilieri, granatieri, cecchini, unità anticarro ed altri ancora) mezzi leggeri (jeep da esplorazione o camionette armate) e pesanti (ovvero i buoni vecchi carri armati). Combinarne le forze e sfruttarne i vantaggi sta ovviamente all’abilità tattica del giocatore, al quale faccio notare che avrà di fronte mezzi adeguatamente riprodotti, anche nelle prestazioni. I carri armati sono lenti e difficili da manovrare, i soldati muoiono molto facilmente (specie se ci si passa sopra con un Panzer…si può fare, giuro :P ) e i colpi non sono poi cosi precisi.
Ogni singola unità ha poi caratteristiche appropriate alla nazione a cui appartiene, quindi modelli di veicoli, uniformi di soldati e tipi di strutture saranno diverse e soprattutto fedelmente ridisegnate sulla base degli eserciti di allora. Potrete selezionare ovviamente unità singole o gruppi, ricevendo informazioni dettagliate sullo status, sui danni e sulla composizione delle truppe grazie comode indicazioni “al volo” che sovrastano ogni pezzo sulla vostra scacchiera tattica.

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Uncle Sam wants you !

La terza campagna include un tutorial avanzato e le missioni finali del gioco, e presenta in pratica una struttura più simile a quella delle mappe skirmish/multiplayer: per la prima volta dovrete affrontare il problema della produzione di unità e strutture. Impersonando i benefattori a stelle e strisce impegnati in Francia ed Italia contro i tedeschi dovrete simularne la condotta di conquista di importanti posizioni strategiche su cui andare ad installare le vostre basi operative. Da esse partirete per espandere il vostro esercito, affrontando quindi anche la parte gestionale.
Il modo per assicurarsi fondi costanti è occupare strutture produttive già esistenti, come miniere o fabbriche, e difenderle. Man mano che i dindi affluiranno nelle nostre casse potremo sviluppare la base partendo dagli edifici semplici per poi costruire quelli avanzati. Non abbiate paura, il realismo ha voluto che il numero di edifici non fosse troppo elevato come succede in strategici più fantasiosi.La costruzione avverrà entro un dato tempo e sarà ultimata da un apposito automezzo che trasporta il materiale con il suo braccio a gru (molto spassoso da vedere).
Fondamentale poi ricordare che molte unità richiedono particolari edifici per poter essere realizzate, ed anche qui sarà suggestivo vedere le truppe accompagnate al fronte da una camionetta o i carri armati arrivare tranquillamente da un imprecisato luogo oltre le trincee. Ben presto il vostro campo sarà un viavai di mezzi e soldati e si arricchirà di strutture ausiliarie come bunker e cannoni anticarro o antiaerei che potrete riempire di soldati. Non mancano poi i mezzi di trasporto con cui portare a zonzo i soldati in modo più rapido.
Se ci si dovesse trovare a corto di denaro si può sempre vendere una struttura esistente per ricavarne liquidità immediata - cosa un po’ dolorosa da farsi, a meno che non si tratti di strutture nemiche occupate. Il bravo stratega saprà poi infiltrare le sue unità per sottrarre anche mezzi di terra al nemico, aggiungendoli così alle sue schiere, e avrà un’ottica lungimirante; infatti ogni singola missione rientra in un grande quadro generale che risente dell’esito positivo o negativo degli incarichi assegnati. Si tratta in sostanza di un continuum di scontri tra loro connessi che vi faranno rivivere i drammatici momenti della Seconda Guerra Mondiale in una prospettiva del tutto diversa, quella degli uomini che ci hanno combattuto.

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Chi non bombarda in compagnia...

Frontline Attack prevede anche le tipiche opzioni multiplayer del gioco di strategia: Connessione diretta, LAN o via Internet (TCP/IP). E’ possibile connettersi al servizio Earthnet che supporta il gioco oppure ad un altro PC remoto, sia esso un server non ufficiale o la macchina di un amico con cui volete scontrarvi direttamente. In ogni caso, qualsiasi modalità scegliate potrete giocare al massimo in otto. Molto interessanti sono le modalità di scontro proposte, che si avvalgono di una discreta quantità di mappe (quindici) studiate appositamente per l’ambiente multigiocatore: ne saranno disponibili altre e poi, con l’editor incluso, potete sempre crearvele secondo le vostre esigenze.
Le opzioni disponibili nel settare i parametri dello scenario riguardano le risorse di partenza, la quantità di truppe iniziali (solo soldati oppure anche mezzi corazzati), le squadre e le fazioni, e ovviamente la mappa che desiderate utilizzare come teatro di scontro – vi sono mappe più o meno estese, studiate per un numero via via maggiore di giocatori. Sono presenti però anche diverse modalità di combattimento.
Ad esempio nel Massacro si partirà con una grossa quantità di denaro a disposizione, ma si avrà solo quello, e bisognerà economizzare mentre ci si batte per vedere chi resta in piedi per ultimo. Modalità di gioco più calme ricreano le situazioni della campagna giocatore singolo, mentre altre come Free for All assegnano un afflusso periodico costante di denaro in modo da far durare a lungo lo scontro.
Come vedete ci sono molti approcci per stimolare la vostra sete di strateghi e non farvi mai stancare di questo gioco davvero ben realizzato.

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"Verdammt ! Qvesto videospiel non fuole zaperne di partire, ja !"

Beh, spero che non vi troviate in questa spiacevole situazione una volta installato Frontline Attack. A scanso di soprese vi posso riportare la configurazione minima pubblicata nel sito ufficiale: Windows 98 (ma gira anche su ME e XP), un Pentium 2 MMX/350 MHz con 64 Mb di RAM e una scheda video acceleratrice da 16Mb compatibile con le DirectX 8.1. L’installazione minima si prende circa 670 Mb di spazio sul disco fisso. Bene. Questa è la configurazione minima, si sa, meglio alzare un po’ il target. Per bombardare i crucchi (o gli yankee) senza problemi di sorta sarebbe meglio munirsi di un processore sui 900/1000 MHz con scheda acceleratrice da 32 Mb. Tanto per dire, una GeForce 2 va più che bene. Il gioco è stato testato su un Pentium IV /1.8 Ghz con GeForce III Ti200 e 512 Mb di RAM dando risultati eccellenti a dettaglio massimo, senza rallentamenti di sorta nemmeno nelle fasi concitate di scontro. Regolatevi di conseguenza quindi.

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Il Commentone Finale

Non mi piacciono molto gli strategici ‘moderni’. Penso di essere stato uno dei pochi ad aver giocato a Command & Conquer e Red Alert con malcelata svogliatezza. Sarà il diverso tipo di approccio al combattimento rispetto al passato, sarà la mancanza di fascino che esercita su di me un’ambientazione troppo moderna. Ma tant’è.
Ho sempre avuto memorabili ore di divertimento con giochi come Shogun, ma è stata una grande sorpresa scoprire che Frontline Attack mi piace davvero molto. Non si tratta certo di un titolo raffinato, concepito per i maniaci della tattica come il succitato best seller, ma è un prodotto più che valido, uscito in sordina e senza troppe pretese, che potrebbe, in breve tempo e con sorpresa di tutti, scalare la vetta della top ten di categoria.
La realizzazione tecnica è sorprendente, e l’elemento tattico, approfondito ma non in maniera eccessiva, si mescola con un’ambientazione suggestiva e coinvolgente; la varietà dei situazioni ed approcci, assieme alle immancabili modalità di gioco multiplayer e all’editor di scenari, lo rendono assai longevo.
Ma la cosa che merita lode e riconoscimento è a mio avviso il realismo con cui è stata realizzato il gioco, la sensazione di palpabile fisicità dei mezzi e del terreno, il dettaglio maniacale e la concretezza degli scontri, la precisione con cui moltissimi piccoli elementi, grafici e sonori, si fondono per creare un quadro quanto mai vero e vivo.
Un piccolo gioiello di indubbio valore, che saprà appassionare tanto i patiti quanto i meno avvezzi a questo genere, e che non posso che consigliare caldamente a tutti.

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Jawohl Herr Kommandant !

Sono ormai numerosi i videogames che in un modo o nell’altro ricreano l’ambientazione della Seconda Guerra Mondiale: Simulazioni, First Person Shooters e anche Strategici. Proprio di un interessante strategico real-time andiamo a parlare in questa recensione, ovvero di Frontline Attack, che ci permette di gettare uno sguardo agli scenari di guerra del catastrofico conflitto e di prendervi parte guidando gli eserciti delle tre fazioni coinvolte, gli Alleati, la Russia e la Germania.
Come recita il sottotitolo il teatro degli scontri sarà ovviamente l’Europa, in particolare la Francia e l’Italia, anche se non mancheranno delle puntatine nelle terre del Generale Inverno.
Frontline Attack giunge come sorpresa gradita senza troppe cerimonie e ci propone uno scenario di gioco difficoltoso, sia per il peso storico che esso rappresenta, sia per il periodo, assai vicino a noi e quindi incidente sul dettaglio con cui deve essere reso in termini di ricostruzione e gameplay. L’arduo intento sembra tuttavia aver dato risultati encomiabili: dopo l’installazione dai due CD inclusi nella confezione ci troviamo di fronte un menù iniziale grossolano ma di impatto, un’azzeccata marcia dai toni drammatici e siamo subito catapultati nel vivo dell’azione.
La scelta può ricadere sulla campagna singola, che ci obbliga a seguirne le tre tappe fondamentali prendendo il comando - nell’ordine - delle forze tedesche, sovietiche e alleate attraverso una serie di missioni, poche invero, ma sufficientemente lunghe e ramificate, che rievocano le grandi battaglie del conflitto mondiale. In alternativa possiamo cimentarci in una schermaglia da noi personalizzata, scegliendo quale fazione comandare e quali parametri assegnare allo scenario dello scontro.
Il gioco inizierà con un opportuna missione di addestramento di base, in cui apprenderemo come organizzare le truppe e come affrontare un combattimento. Potremo già da subito apprezzare i molti dettagli che aggiungono realismo al gioco, come la lentezza dei mezzi pesanti nel manovrare, o la necessità di rifornirli di munizioni o di ripararli e così via.