Genma OnimushaGenma Onimusha - Test 2 

Genma Onimusha - Test 2 Genma Onimusha - Test 2

Ma andiamo con ordine. Poiché la recensione è già comparsa sulle pagine di Xbox Italia non mi soffermerò più di tanto sulla trama, che comunque è ben curata e appassionante, merito anche degli stupendi filmati in cg che ci accompagneranno durante il gioco alternati a meno complessi ma altrettanto eloquenti basati sul motore del gioco stesso.
La principessa Yuki è stata rapita da oscure entità ed è nostro compito, da buon Samurai, riportarla “all’ovile”. Ovviamente non è che si possano sfidare forze demoniache ed infernali senza pagare delle conseguenze e difatti al nostro primo incontro con un enorme demone prenderemo una bella batosta. In bilico fra la vita e la morte verremo aiutati dagli spiriti del clan degli Ogres che ci doneranno il potere di controllare le anime, che una volta fatte nostre potranno essere usate per aumentare i nostri poteri e le nostre capacità. Forti del nostro nuovo potere ripartiremo all’attacco potendo contare ora su scontri più equilibrati (difatti poco dopo dovremo scontrarci col primo demone e dovremo sconfiggerlo noi!!!). bhe insomma per farla breve, dovremo salvare la principessa e il suo fratellino che devono essere sacrificati per risvegliare il terribile nobunaga che vuol risorgere in forma demoniaca per finire la sua opera di conquista. Nel corso dell’avventura potremo fare uso di svariate armi da taglio che potranno essere potenziate con l’assorbimento delle anime stesse dei nemici sconfitti.
I nostri poteri si baseranno sui tre diversi elementi aria, fuoco, fulmine che daranno alle nostre armi poteri eccezionali. Più o meno questa è in breve la storia di Onimusha, ovviamente con i dovuti tagli, altrimenti che lo giocate a fare!?

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In the Game

Benissimo, sbrigata la faccenda della trama cominciamo ad entrare un po’ in profondità e soprattutto vediamo che novità ci sono in questa versione remix esclusiva per xbox.
Il gioco è rimasto fondamentalmente lo stesso (storia, trama e personaggi) ma con delle simpatiche aggiunte che lo hanno reso meno statico e più intrigante. Innanzi tutto, lo avrete letto un miliardo di volte in giro, sono state aggiunte delle nuove anime da poter risucchiare. Queste anime verdi servono, se raccolte in quantità sufficiente, e diventare invincibili per un po’ e a recuperare contemporaneamente energia. La cosa bella è che anche i demoni sono affamati di queste anime verdi, perché assorbendole vanno in una sorta di “rage”, diventano molto più aggressivi e sfoderano nuovi e potentissimi colpi infiammati. Spessissimo quindi si scatenerà una lotta per chi dovrà prendere l’nima, facendo conto che chi si impegna nel risucchio no può fare altro, rimanendo scoperto agli attacchi. Vale anche per i nemici ma questi attaccano in gruppo, quindi ci sarà sempre qualcuno libero che ci verrà contro. Sono state mantenute le anime gialle che alzano il livello d’energia e quelle bianche che alzano il nostro potere magico. Quelle presenti in maggior numero sono sempre quelle rosse che servono a potenziare le nostre armi e alcuni oggetti che ci torneranno utilissimi nel corso dell’avventura come le erbe medicinali che potranno essere trasformate in medicina completa o le frecce che potranno diventare incandescenti. Il potenziamento delle armi sarà fondamentale soprattutto per poter passare attraverso alcune porte con dei sigilli che reagiranno in base al livello raggiunto dalle nostre armi. È questo uno degli espedienti che hanno trovato i programmatori per “allungare un po’ il brodo” come si suol dire, costringendoci a lunghi periodi di soli scontri colo per poter raggiungere il giusto livello delle varie armi. Altra cosa un po’ stramba è il fatto che le armi potranno essere potenziate solo in appositi specchi magici (dove si può anche salvare) e quindi a volte vi capiterà di morire con il carico giusto di anime ma lontani dallo specchio. Un po’ frustrante ma ci si abitua o meglio ci si ritrova a fare spesso dei mini upgrade invece che fare il carico grosso e far tutto in una volta. Per variare un po’ l’azione inoltre a volte ci verrà richiesto di usare anche l’altro personaggio principale Kaede , una donna ninja compagna di Samanosuke che potrà accedere a zone che il samurai non può raggiungere.

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Una breve esperienza da vivere tutta d'un fiato

L’impostazione generale sia come controlli che come enigmi da risolvere è molto simile al classico stile Resident Evil (trva la chiave, muovi qua, apri la, torna indietro e prendi questo, scambia quell’altro….). Dove il titolo sorprende è però nei combattimenti. In fatti Onimusha si presta al massacro totale al pari di un picchiaduro, e tirar fendenti con spade e alabarde non è mai stato così deivertente. Al contrario di RE dove la fuga spesso era il miglior modo per sopravvivere in Onimusha non essendoci limiti di armi e si proiettili ci si diverte davvero tanto. Il gioco prende quindi l’aspetto di un action game piuttosto che di un survival horror, con cui condivide solo qualche mostro magari un po’ lugubre.
In questa versione per Xbox, inoltre ci sono molti più nemici da affrontare che nella passata versione, diverse nuove ambientazioni e situazioni uguali ma proposte in modo diverso. Il livello di difficoltà è stato un po’ aumentato rendendo un po’ più ardua la faccenda, sebbene ancora alla portata di tutti. Tra i nuovi nemici c’è da segnalare l’infame bambola assassina che vi tormenterà per tutto il gioco senza possibilità di essere battuta. Quando la vedete, scappate, perché altrimenti non vi lascerà finchè non vi avrà ucciso! Bellissima però l’idea! È stato inoltre, per compensare il maggior numero e livello di cattiveria degli avversari, migliorato il sistema di colpi che il nostro alter ego può effettuare. A seconda di quanto terremo premuto il tasto di attacco sarà possibile effettuare un attacco che va dal normale al devastante, con tanto di lama fiammeggiante. Insomma di spunti originali ce ne sono diversi, e il remix è davvero ben riuscito, seppur portandosi dietro le limitazioni intrinseche dell’idea originale alla base del gioco (movimenti e spostamenti limitati, no si può saltare…). Certo tecnicamente non fa i miracoli, ma si difende ben, con ottimi effetti di luce e modelli poligonali.
Siamo lontani dal gameplay furioso di Devil May cry (fatelo anche per xbox, vi scongiuro!!!) ma anche il ritmo narrativo è più pacato. Dispiace un po’ la mancanza di animazioni di contorno, tipo quelle che legano magari un’apertura di una porta (in questo caso il dvd inizia a leggere i dati e noi ci becchiamo un bel…”loading” su schermo nero). Anche per salire una scala non c’è animazione…si poteva far qualcosina ma va bene lo stesso! Una volta che il gioco vi avrà acchiappati non lo mollerete fino alla fine.
Fine. Esatto. Forse arriva troppo presto poiché si può finire il gioco in tre ore scarse volendo, ma a ben vedere forse una durata maggiore avrebbe rovinato l’esperienza di gioco prolungandola fino alla noia (potenzia sempre più, apri qua, apri là).

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The End

Genma Onimusha insomma è un gran gioco, adatto a tutti quelli che cercano azione ed avventura sul loro xbox. La conversione è perfetta e sotto il profilo tecnico si segnala lo schermo intero e i 60hz (sony, impara!). diverse aggiunte lo renderanno fruibile anche una seconda volta e magari una terza, ma perso l’interesse per la storia, rimarrà il desiderio di provar qualcosa di nuovo. Non vi aspettate miracoli tecnici da questo prodotto , ma solo una sana ed appassionante esperienza di gioco. Divertente, eroico, brutale, appassionante. Serve altro!?
PRO:
Ottima ambientazione
Azione a go-go
Nuove caratteristiche rispetto alla versione originale
Stupefacenti filmati in Cg
CONTRO:
Forse breve
Sistema di potenziamento delle armi
Tecnicamente non incredibile
Materiali: Tips Prima Recensione Genma Onimusha targata Claudio Serio
Mini-Trailer Genma Onimusha

Un pò di storia..

Si sentì parlare per la prima volta di Onimusha addirittura ai tempi di massima gloria di Psone. Il gioco doveva essere una specie di survival Horror nel jappone medioevale. Il progetto venne presto dirottato su ps2 sia per mancanza di titoli di lancio validi sia perché il progetto stava assumendo connotazioni che le limitazioni di un hardware a 32 bit non avrebbero permesso di esprimere al meglio. Ecco quindi che Onimusha sparì dalla line-up di psone per tornare in forma smagliante sulla ammiraglia Sony. Il passaggio non fu indenne però poiché fu una specie di porting adattato alle maggiori potenzialità di calcolo della console Sony. I fondali pre-renderizzati (non come il mitico aveva fatto vedere con Code veronica tutto in puro 3d) fecero storcere il naso a molti e sebbene effetti e modelli 3d erano di ottimo livello qualcosina non convinceva ancora.
Infine con l’avvento di Xbox la Capcom si è decisa a dare un’ulteriore sistematina al proprio asso facendoli raggiungere la sua forma definitiva.

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