Glory Days 2: Brotherhood of MenGlory Days 2 - Recensione 

Arriva il seguito di Glory Days, in un mix di azione e strategia portatile!

Commento

Ci troviamo di fronte ad un gioco fresco e divertente, a dispetto della sua impostazione orizzontale inusuale per un gioco moderno e della grafica poco al passo con i tempi. Il titolo di ODenis Studio ci riporta alla mente vecchie glorie come Dath Tank, Desert Strike, Herzog Zwei e strategici come Advance Wars. Prendete un po' tutti questi titoli, mischiateli insieme ed otterrete Glory Days 2, migliorato rispetto al primo capitolo ed oggi longevo, vario e appassionante, che riesce a mattere d'accordo gli appassionati di strategici, ma anche chi ricerca un gameplay più veloce e frenetico.

Pro Gameplay fresco ed originale Longevo e profondo Strategia ed azione insieme Contro Graficamente non è eccelso Controlli inizialmente ostici Scarso sfruttamento delle caratteristiche DS

Il primo Glory Days, uscito anni or sono sul vecchio Gameboy Advance, si rivelò un gioco dal gameplay unico, con un feeling particolare dovuto alla inusuale prospettiva grafica per un gioco di strategia militare e dalle opportunità uniche. Purtroppo alcuni difetti strutturali, come i controlli non proprio eccelsi, non lo elevarono agli onori delle cronache che altrimenti si sarebbe meritato. Per fortuna, il sequel destinato a Nintendo DS riesce a migliorare il capitolo originale in tutti i suoi aspetti, raffinando proprio i controlli e facendolo diventare uno dei giochi strategici più originali e divertenti degli ultimi tempi. La software house responsabile di questo seguito è la ODenis, sussidiaria degli inglesi Ghostlight, già autori di alcuni titoli minori per PSP e delle versioni occidentali di Shin Megami Tensei su Playstation 2.

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Strategico ma con una certa frenesia arcade.

Il gameplay di Glory Days 2 è allo stesso tempo originale, per un videogame moderno, ma anche classico, perchè si ispira a concept 2D ormai quasi dimenticati. Il retaggio dai vecchi anni 80, quando i giochi erano per la quasi totalità veloci e frenetici arcade, si sente tutto. La visuale è bidimensionale e si sviluppa interamente su un livello orizzontale, con uno scrolling laterale che si sposta in entrambe le direzioni. Il concetto alla base di Glory Days 2 è semplice: si parte dalla propria base, posta all'inizio del livello, e si deve cercare di distruggere quella avversaria, collocata all'estremità opposta dello stesso. Tutto quello che accade "nel mezzo" è il gioco stesso, un arcade in stile Desert Strike da un lato, uno strategico alla Advance Wars dall'altro.

Il retaggio dai vecchi anni 80, quando i giochi erano per la quasi totalità veloci e frenetici arcade, si sente tutto

Strategico ma con una certa frenesia arcade.

Esistono molti modi per poter distruggere il nemico; nei primi livelli apprendiamo i fondamenti, ovvero come pilotare elicotteri e caccia aerei, come salvare i civili facendoli salire a bordo e scortandoli al sicuro (come nei titoli della serie "Strike" citati prima) e come gestire risorse schierando e muovendo le nostre truppe. Con lo scorrere del tempo e procedendo nelle missioni affiniamo le nostre tecniche di guerriglia ed impariamo ad usare anche nuove armi, sempre più potenti e distruttive, come il razzo V2, i missili a ricerca di calore o i bombardieri. I comandi si impartiscono direttamente sulla parte bassa, quella touch screen, mentre nello schermo superiore vediamo l'azione di gioco.

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I velivoli possono essere comandati in due modi: tramite l'uso della croce direzionale, oppure con il touch screen. Usando quest'ultima opzione, però, risulta più diffile avere il controllo dei tasti in quanto la mano che usa il pennino è impegnata e con essa tutte le dita. Si può passare liberamente da una modalità all'altra premendo semplicemente Start oppure il dorsale R. Inizialmente è difficile trovare un giusto equilibrio ed il gioco potrebbe apparire più difficile di quello che in realtà è, ma con poco tempo di esperienza tutto apparirà più chiaro ed efficace. Con il touch si può anche indirizzare i missili a sensore termico e schierare l'esercito sul campo.

Inizialmente è difficile trovare un giusto equilibrio ed il gioco potrebbe apparire più difficile di quello che in realtà è

Per piazzare le unità di terra è necessario possedere delle risorse, e per aumentare quest'ultime abbiamo due possibilità: assumere il controllo dei bunker nemici, controllandoli con dei soldati proprio come avviene con la conquista delle città in Advance Wars, oppure soccorrendo e salvando civili. Questi ultimi vanno fatti salire a bordo dei mezzi o delle ambulanze e riportati alla base, ed otteniamo in cambio denaro o armi speciali. Tutte le unità di terra, dai soldati alle jeep, dai carri armati all'artiglieria, sono controllate dalla IA della cpu e compiono il proprio dovere senza alcun nostro intervento, seguendo una logica di attacco/difesa degna di un gioco di ruolo da tavolo. Ogni mezzo o uomo ha caratteristiche ben precise, e con un nemico di fronte automaticamente attacca facendo valere i suoi valori in stile rpg.

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L'utilizzo del touch screen rende Glory Days 2 più preciso del suo predecessore, anche se il doppio schermo poteva essere sfruttato meglio. Su ognuno dei due piccoli monitor viene visualizzata la mappa orizzontale di gioco, anche se in due punti diversi. Forse sarebbe stato meglio focalizzare l'azione sullo schermo superiore e concentrare comandi, statistiche e quant'altro in quello touch. Il microfono non ha alcun utilizzo, e sommato a quello relativo del controllo tramite pennino, ci dispiace un po' pensare a cosa poteva diventare questo titolo se le peculiari caratteristiche del DS fossero state sfruttate al massimo. E con questo intendiamo anche la mancanza del gioco attraverso la Wi-Fi connection (è pero' possibile il multiplayer fino ad 8 giocatori in LAN, ma con più cartuccie).

Graficamente il gioco è carino, con livelli colorati e ricchi di parallasse

Graficamente il gioco è carino, con livelli colorati e ricchi di parallasse, ma decisamente arretrato per gli standard odierni apprezzati su Nintendo DS. Le animazioni sono a volte abbozzate e poco fluide, come quelle dei civili da salvare, altre volte buone, come per i caccia o gli elicotteri. Il comparto audio è invece buono, grazie all'utilizzo intelligente di entrambe le microcasse che regalano un piacevole effetto stereo dei suoni e delle musiche di sottofondo, sempre azzeccate ed emozionanti, coaudiuvate dalle introduzioni delle missioni scritte in forma epistolare, curate e profondamente umane nel loro stile e contenuto, adatte a far immergere il giocatore in un contesto di vera guerra.

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