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Se avete già portato a termine Medal of Honor , Jedi Outcast , Return to Castle Wolfenstein e magari anche Soldier of Fortune 2 , forse ora avete voglia di un FPS meno complesso, con molta azione e poco ragionamento, sullo stile di Serious Sam, e che possa regalarvi molte ore di divertimento: se è così, Gore , di cui quest'oggi Simone Pesenti Gritti ci propone la sua personale recensione , potrebbe fare al caso vostro. Leggete con cura, però, perchè potreste trovarvi di fronte a qualcosa che non vi aspettavate...

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IL RITORNO DEL BUZZICONE

Gore è un titolo decisamente vintage, almeno nel concept e nel carisma del personaggio. Vediamo cosa ci propina la trama:
A metà del XXI secolo il pianeta è preda delle bande urbane che controllano le periferie e a volte intere città. Nel tentativo di recuperare il potere il governo USA (Ndr: Arieccoli...ma pensate ai vostri conti pubblici và...) progetta una macchina sofisticata chiamata GORE destinata ad addestrare i soldati al combattimento, formandoli alla guerra in tempi rapidissimi.
Come è facile intuire a molti verrebbe da girare la pagina se fosse una rivista cartacea, nel nostro caso cliccare da un'altra parte.
Per molti altri invece potrebbe essere l'uovo di Colombo dei loro bassi istinti: uno sparatutto senza problemi dove il cervello viene usato tanto quanto la spazzola da Pantani.
Una volta la priorità era azione azione azione e qui non ne manca di certo, statene tranquilli. Tant'è vero che sin dalle prime battute il gioco si fa diretto, di impatto, con missioni ben precise e senza dare adito a dubbi. Leggasi trama lineare che si svolge attraverso una sequela di livelli stabilita a priori, con soluzione di continuità.
Attraverso ci sarete voi appunto, i buzziconi tirati su a ceffoni dai bulli di quartiere, che andavate male a scuola, voi che appoggiavate un attimo la bici per prendervi un cono al fior di latte e tornando trovavate solo la catena. Gli sfigati di turno catapultati a suon di steroidi nel cuore della massa dei rivoltosi.

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PASSEGGIANDO E CRIVELLANDO

Fischiettando e sbavando per la voglia di massacrare ci aggireremo tra le diciassette mappe singleplayer preparate per noi dai 4D Rulers. Una cosa di cui ci accorgiamo quasi subito è che non ci sono pulsanti per interagire con l'ambiente. Siamo tornati in poche parole, al periodo in cui le porte si aprivano da sole, se giuste.
Per cui non ci sono problemi a trovare il tragitto, men che meno a escogitare particolari strategie o diversivi tentando strade alternative. L'interazione è infatti ridotta all'osso, poiché si può solo distruggere qualche oggetto presente nell'area di gioco.
Un parziale aiuto ci viene dall'elevato numero di armi disponibili, circa diciotto, molte delle quali posseggono un fuoco alternativo.
Un esempio simpatico? La controparte futuristica dello shotgun, che come fuoco alternativo possiede uno scudo a raggi magnetici che si materializza sul vostro braccio per un certo lasso di tempo. Spettacolare nelle mischie furibonde!

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PASSEGGIANDO E CRIVELLANDO

Da segnalare inoltre l'indicatore dell'affaticamento, che riduce sensibilmente la nostra reattività se portato troppo in basso.
Di fatto però il gioco rimane uno spara e uccidi senza ritegno e ben venga il gioco di parole GORE che, come abbiamo detto prima non è solo il nome del simulatore ma in inglese vuol dire anche una cosa simile a truculento, sanguinolento e simili.
Sangue a fiumi praticamente, con corpi crivellati con furore dal nostro incedere a colpi di mouse, anche quando i cadaveri restano ai nostri piedi. Niente gibs comunque, penso sia una scelta precisa dettata da motivi tecnici.
Occhio a non esagerare col grilletto comunque, perché lo spettro del rimanere senza colpi in canna è dietro l'angolo, e diverse volte potreste trovarvi ad arrancare a pugni verso il prossimo nemico per recuperare la sua (spesso quasi scarica) arma.

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UN MOTORE CHE (A) (M)E (P)IACE

Ok, un altro giochetto di parole per dire che il motore AMP se la cava egregiamente su tutte le configurazioni, risultando estremamente scalabile. Io l'ho trovato davvero fluido, in ogni situazione.
Chiaramente non siamo a livelli grafici di complessità estrema, tipici delle ultime produzioni odierne, ma comunque ci possiamo divertire anche grazie alla visuale in terza persona, molto carina per gustare appieno le forme del nostro alter ego digitale, che in più varia quando giochiamo in multiplay, senza particolari problemi nelle prestazioni.
Altra chicca grafica è che ogni power up che troviamo lo vedremo indossare dal personaggio.
Devo dire che appena ho visto sul retro di copertina la scritta classi di personaggi mi si sono raddrizzate le orecchie. In realtà la cosa è limitata al singleplayer, comunque rappresenta una decisione piacevole poter puntare su impersonare un biker ubriacone, piuttosto che una letale ragazzina punk, passando dal soldato perfetto all'hacker dagli occhiali a fondo di bicchiere.
Il fatto è che non si tratta solo di cambiare una skin, ma anche di avere caratteristiche diverse di gioco. Ovviamente non siamo alla stregua di un gioco di ruolo dove le statistiche sono precise fino al millesimo, ma abbiamo comunque stili diversi per potenza di fuoco che generalmente è inversamente proporzionale a velocità e stazza del personaggio.
Per cui le mischie in multy si fanno un pizzico più interessanti.

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UN GIUDIZIO AL METADONE

Secondo me uno dei primi obiettivi che si deve prefiggere una software house che ha intenzione di produrre un FPS è: il gioco non deve essere un clone dei soliti FPS.
Gore non ci riesce ma forse è talmente anacronistico ai giorni nostri che potrebbe persino avere successo. Infatti il suo punto di forza è l'immediatezza, che potrebbe fare felici per ore e ore i newbies del genere.
Ahimé, vero è che stentiamo tutti a credere che ci siano ancora novellini nel genere FPS che non abbiano visto già tutto, ma non è detto, posso sempre essere smentito.
Per quanto riguarda il gioco in sé non è male, se per voi conta principalmente la violenza e il massacro, il conteggio dei frag per intenderci... via uno e sotto un'altro. Cosa che magari potrebbe essere totalmente positiva in un Unreal Tournament dedicato, per intenderci. Il problema è che qui abbiamo un minestrone stra-riscaldato e il barile del condimento è stato raschiato a dovere per tirare fuori un gioco che vive esclusivamente dei suoi cliché.
Intendiamoci, non è un cattivo gioco; alla fine il motore grafico fa il suo onesto dovere su tutte le macchine, anche le meno aggiornate, Senza però stupirci come siamo abituati ultimamente.
Un simpatico sberlone retrò che però mi sento di promuovere se la bontà di CTO lo porterà sui vostri scaffali a prezzo ridotto, in modo da bilanciare il rapporto qualità prezzo.
Uomo avvisato, mezzo crivellato.

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FATTO, STRAFATTO, COMPLETAMENTE DISFATTO

Mi alzo la mattina, comincio a sbattere la testa contro il muro, caccio un urlo spaventoso, tanto che tutta la camerata si gira sbigottita, mi metto in posa plastica e guardo i bicipiti, i pettorali con su tatuato "I love Myself", e attacco a inalare un po' di droga, tanto per gradire. Con un calcio sono fuori dalla porta, alla pallida luce del giorno che sta per venire. Inspiro l'aria, mi piego in due sotto un attacco di tosse. Mi rialzo incattivito come una marmotta fuori stagione e scatto come impazzito verso il percorso a ostacoli, mentre sparo revolverate con la destra e lancio coltelli con la sinistra alle sagome di quegli sporchi avanzi di strada dei MOB che zompano fuori dai muri.
Alla fine mi ritrovo sporco, sudato e ansimante. Sono solo le cinque e mezza del mattino e attacco a ridere poderosamente, una risata che echeggia nell'aria e sembra non finire mai...

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