Honeycomb BeatHoneycomb Beat 

Con Honeycomb Beat, ci troviamo ancora una volta di fronte a un titolo che passa dallo schermo delle console portatili (in questo caso Nintendo DS) a quello del cellulare, confermando una sinergia che è destinata a continuare in futuro vista la compatibilità sia ludica (sempre di intrattenimento portatile si tratta) che tecnica (i puzzle game girano con tranquillità anche sui terminali meno potenti) tra questi dispositivi.

Visto l'enorme successo commerciale che i puzzle game "cerebrali" stanno riscuotendo da un po' di tempo a questa parte, Hudson ha pensato bene di cavalcare l'onda con un prodotto a metà strada tra il classico e il moderno. In Honeycomb Beat, infatti, avremo a che fare con la struttura classica dei puzzle game, nella fattispecie con una serie di stage in cui ci viene presentata una griglia a nido d'ape in cui le caselle sono colorate di grigio o di giallo. L'obiettivo è di far diventare grigie tutte le caselle, e per farlo si agisce sulla griglia premendo il tasto FIRE, che automaticamente fa cambiare colore alla casella selezionata e a quelle nelle immediate vicinanze. L'operazione viene resa più ardua da un limite di tempo e di mosse, che premia le soluzioni rapide con una stella al merito. Così si uniscono i blocchi colorati all'ingegno, perché esiste sempre un modo perfetto per risolvere ogni stage.

Una volta creato un profilo, potremo accedere a un grande tabellone fatto anch'esso a nido d'ape, in cui ogni casella rappresenta un livello di gioco. Si può proseguire nella selezione dello stage quando se ne comincia a completare qualcuno, procedendo in senso orizzontale o verticale lungo la tabella, con la difficoltà che aumenta man mano che si scende. Completare gli stage con poche, abili mosse non solo frutta un riconoscimento testuale (nelle lodi sperticate della nostra guida) ma anche lo sblocco di una modalità di gioco alternativa, una sorta di "survival" in cui c'è una tabella che si muove e noi che dobbiamo colorarne le caselle con il solito metodo, ma prima che tutto arrivi a un punto di non ritorno.

A livello tecnico, Honeycomb Beat si presenta bene, con una grafica funzionale ed essenziale, ma "agile" nello scrolling e colorata quanto basta per dare un'idea di vivacità. La musica di sottofondo, che come al solito è possibile disattivare in partenza, in questo caso risulta abbastanza simpatica e ben fatta, pur senza lasciare assolutamente il segno. Il sistema di controllo è quanto di più semplice ci sia: con il joystick (o i relativi tasti numerici) ci si sposta sulla tabella, mentre con il pulsante FIRE (o 5) si agisce sulla casella selezionata, cambiandone il colore insieme alle caselle adiacenti.

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S.V.

Redazione

S.V.

Lettori

Honeycomb Beat si pone come un'alternativa interessante agli attuali puzzle game, in quanto rappresenta più che altro come un esercizio mentale e, in questo senso, forse ha più motivo di esistere in versione mobile che non su Nintendo DS, macchina su cui è lecito tentare qualcosa di più. Il gameplay è coinvolgente quanto basta per fare qualche partita nelle pause di lavoro o nei momenti morti, ma difficilmente lo riprenderete durante il resto della giornata per il puro gusto di risolvere qualche stage.

Tommaso Pugliese

Pro

Contro

Pro

  • Stimolante e coinvolgente quanto basta
  • Tecnicamente discreto
  • Abbastanza longevo

Contro

  • Ripetitivo per natura
  • Un prodotto da "pausa pranzo"

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