Hoshigami: Ruining Blue EarthHoshigami: Ruining Blue Earth - Recensione 

Hoshigami torna dopo tantissimi anni con una nuova storia, nuove musiche ed altre novità. Ma è ancora così difficile come all'epoca?

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C'era una volta, in un regno lontano lontano...

Hoshigami è un gioco di ruolo in stile giapponese con elementi strategici, evidentemente ispirato da classici come Final Fantasy Tactis e Tactis Ogre. L'avventura è ambientata nel Regno di Ixia, in un'epoca lontana ed immaginaria di evocazione medievaleggiante e fantastica, quando spiriti ed entità divine vivevano ancora insieme. Colui che ha il potere di ascoltare la voce di questi spiriti e comunicare con essi è detto "Hoshigami"; Villa, uno di loro, si impadronì del potere e sigillò gli spiriti per comandarne il destino, distruggendo il mondo di Ixia con la loro stessa energia infinita. Il malvagio impero di Villa durò fino a che Sarnus, grazie alla benedizione dello spirito della Luce e dell'Amore, lo sconfisse con l'aiuto di altri sei Hoshigami, tornando a regnare sulla pace della loro terra. Questo è il prologo alle avventure del nostro protagonista Fazz e della sua compagine di amici, in lotta contro le "solite" forze del male intenzionate a rimpossessarsi del potere e far calare nuovamente le tenebre sul mondo.

Hoshigami è un gioco di ruolo in stile giapponese con elementi strategici, evidentemente ispirato da classici come Final Fantasy Tactis e Tactis Ogre

C'era una volta, in un regno lontano lontano...

Lungo la nostra strada incontriamo tanti personaggi, mercenari, guerrieri, maghi, arcieri e giovani fanciulle, tutti d'accordo nell'unirsi a noi offrendo aiuto e sacrificio per la giusta causa. Il nostro compito è quello di equipaggiarli a dovere, insegnare loro le tecniche di combattimento e farli livellare a dovere: ad ogni personaggio è possibile assegnare attacchi e magie personalizzate. La storia, in alcuni tratti, può anche prendere direzioni diverse, determinando quali eroi entraranno a far parte della nostra comitiva e quali no. La non linearità del gioco si evince anche dal fatto che esistono molteplici finali alternativi; la storia non è niente di originale, si tratta di un plot che serve a dare una certa credibilità alla trama, come un filo di connessione tra le varie arene di combattimento. Il racconto, in alcune lunghe sessioni di testo, è eccessivamente confusionario e noioso a causa di discorsi che esulano dagli obiettivi principali dell'avventura.

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Le novità del sistema RAP e degli attacchi Shoot

La trama, come è facile intuire, fa incetta degli abusatissimi clichè dei giochi di ruolo giapponesi. Manca però di situazioni emozionanti, di grossi colpi di scena o di eventi particolarmente significativi: si tratta piuttosto di un collante per mettere insieme le varie fasi di combattimento, grandi scacchiere dove le nostre pedine-personaggi affrontano gli eserciti nemici, un po' come avviene nelle serie di Advance Wars, se vogliamo, dove la storia non era certo da batticuore. Hoshigami si avvale di tutte le regole basilari degli strategici: i combattimenti sono a turni, i personaggi si muovono uno alla volta all'interno di spazi ben precisi e delineati, dopodichè attraverso menù a tendina si può scegliere tra le varie azioni disponibili, come magie, attacchi o parate. Ovviamente colpire di lato o da dietro provoca più danni, un arciere è maggiormente letale dalla distanza ed un guerriero negli attacchi melee. In tutto questo mare di luoghi comuni, tutti sfruttati a dovere, c'è però qualche simpatica novità.

Hoshigami si avvale di tutte le regole basilari degli strategici

Le novità del sistema RAP e degli attacchi Shoot

Parliamo del sistema RAP (Ready for Action Points), molto efficace e innovativo. Si tratta sostanzialmente della possibilità di ogni personaggio di eseguire più azioni durante il proprio turno di combattimento, purchè ognuna di esse rimanga entro un limite prestabilito di "costo". Si potrebbe quasi paragonare il "RAP" alla fatica generata dalle azioni compiute, le quali sono contrassegnate da un specifico valore. Muoversi, attaccare, lanciare magie ed usare oggetti: tutto ha un costo particolare. Il nostro eroe può utilizzare la barra "RAP" fino al suo esaurimento, ma dobbiamo tenere presente che per ricaricarla servirà poi del tempo. La componente strategica trova in questo sistema un valido mezzo per ragionare e centellinare a dovere le nostre mosse. Inoltre il sistema "RAP" influenza anche l'ordine di attacco dei personaggi, privilegiando quelli più "freschi", ovvero con la barra meno esaurita. Un'altra innovazione è quella delle mosse "shoot", eseguite nello stesso modo con il quale, nei videogiochi, si lancia una palla da golf. Sullo schermo appare una barra che va fermata il più vicino possibile al suo limite, per causare un danno maggiore.

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Le due faccie della medaglia

Questo interessante mix tra gli elementi classici e fin troppo abusati degli strategici ed il sistema "RAP" riesce sicuramente ad interessare il giocatore ed a incuriosire tutti quelli navigati nel genere in questione. Purtroppo Hoshigami soffre di problemi così profondi nel gameplay da rendere vano ogni tentativo degli sviluppatori di far apprezzare le novità proposte. Ci riferiamo ovviamente allo sbilanciamento eccessivo delle abilità di combattimento a favore delle magie. In Hoshigami ci sono delle piccole monete, dette Coinfeigm, che nei loro minerali racchiudono la forza degli spiriti di Ixia, di cui abbiamo parlato nell'introduzione. A queste monete, che essenzialmente servono per lanciare incantesimi, possono essere applicati dei "sigilli" che le rendono più efficaci ed economiche da usare, in termini di "RAP".

Hoshigami soffre di problemi così profondi nel gameplay da rendere vano ogni tentativo degli sviluppatori di rendere divertenti le novità

Le due faccie della medaglia

Una volta imparate ad usare a dovere, e potenziate con sigilli adatti, le monete risultano assolutamente devastanti. Già dopo la prima fase di gioco, quella di apprendimento, le prime Coinfgem ci renderanno la vita fin troppo facile, con attacchi talmente potenti che i nemici non avranno nemmeno l'esperienza necessaria per poterli fermare. Al contrario, se non impariamo ad usare le monete, saranno i nemici dotati di sigilli più forti dei nostri a spazzarci via senza troppi problemi, causando continuamente la morte del nostro protagonista ed il conseguente e frustrante game-over. Il metodo usato dagli sviluppatori per liberare Hoshigami dalla sua intrinseca difficoltà si è quindi rivolto contro il giocatore, nel peggiore dei modi. Proprio come i lati ambivalenti di una moneta il titolo può quindi risultare fin troppo facile, oppure eccessivamente ostico.

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Un solido 3D dal feeling 2D

Proprio come la storia e la trama, anche il design e la grafica di Hoshigami non sono particolarmente ispirati e freschi. Il doppio schermo del DS è ben sfruttato in quanto i menù sono delimitati e separati dall'area di gioco, ma purtroppo soffrono di una carenza cronica di stile ed originalità, risultando assolutamente piatti e scialbi. Nulla più che una serie di scritte bianche su uno sfondo colorato proprio come accadeva nei vecchi giochi di ruolo per NES. Si vedono cose migliori sullo schermo dedicato all'azione, con una grafica 3D decisamente solida, elementi 2D ottimamente definiti e sprite molto grandi.

una grafica 3D decisamente solida, elementi 2D ottimamente definiti e sprite molto grandi

Un solido 3D dal feeling 2D

Lo stile generale di Hoshigami è ambiguo: da una parte il "setting" è quello medievale classico, con castelli, torri ed elementi fantasy, dall'altra i personaggi non sono affatto sulla stessa lunghezza d'onda, risultando a volte persino futuristici. La colonna sonora, invece, è stata ben remixata ed è composta da brani di pregievole fattura, dallo stile epico con sfumature rock. Anche se a volte si ha l'impressione che le traccie abbiano ben poco a che fare con l'azione in corso, le musiche sono abbastanza piacevoli. Anche gli effetti sonori sono stati curati a dovere, la varietà è assicurata da decine di suoni diversi per gli attacchi e voci digitalizzate molto buone durante i combattimenti. Hoshigami impegna il giocatore per circa 50-60 ore, a meno che il sistema di monete e sigilli non venga imparato e addomesticato molto prima: la longevità non è quindi il vero problema di questo titolo.

Commento

Se amate il genere dei giochi di ruolo strategici potreste apprezzare alcune geniali innovazioni di Hoshigami, soluzioni che ogni gioco di questo genere dovrebbe adottare in futuro. Il gioco ha una realizzazione tecnica nella media, con una grafica 3D isometrica solida e sprite ben dettagliati, ma viene a mancare proprio sull'ispirazione e l'originalità della storia e del design. I combattimenti sono divertenti e appaganti finchè non appare chiaro che ci sia un'eccessivo sbilanciamento degli attacchi a favore delle magie, fattore che rende vana ogni novità di Hoshigami fino a farlo diventare eccessivamente frustrante, oppure fin troppo semplice. Pro: Ottimo comparto audio 3D solido e buon dettaglio Sistema RAP e attacchi "shoot" Contro: Gameplay sbilanciato a favore delle magie Design poco ispirato Storia inconsistente

Hoshigami: Ruining Blue Heart è disponibile per Nintendo DS

Hoshigami è un nome che qualcuno potrebbe aver già sentito, qualche anno fa. Si tratta infatti di un gioco uscito ormai tempo addietro su PSOne, che a dispetto di un buon feeling e di una discreta realizzazione non è stato tramandato ai posteri come un capolavoro, a causa di alcuni problemi abbastanza gravi di cui soffriva. Hoshigami torna oggi su Nintendo DS, una piattaforma di gioco ideale per questo genere, quello degli RPG strategici, grazie alle sue particolari doti hardware di doppio schermo e touch screen. Gli sviluppatori hanno riscritto la storia, modificandola e introducendo personaggi inediti, le musiche sono state riprese e remixate e sono stati migliorati alcuni aspetti legati alla longevità e difficoltà generale del gioco, notoriamente fin troppo ostico. Questo "remake" ha lo scopo quindi di prendere un prodotto dal potenziale appeal, restaurarlo negli aspetti meno curati e riproporlo al grande pubblico in un modo nuovo e perfezionato. Hoshigami si ispira evidentemente ai classici del genere, con una visuale isometrica dall'alto del campo di battaglia, ricreato interamente in 3D e decorato con elementi 2D. Gli stessi personaggi sono disegnati in bitmap, con uno stile prettamente nipponico. Premendo i grilletti R o L si ruota la visuale, girandogli letteralmente intorno. Così facendo tutti gli sprite dello scenario si muoveranno di conseguenza nella direzione selezionata. Pur mantenendo quindi un sapore pienamente bidimensionale, Hoshigami si gioca con una telecamera libera che gira a nostro piacimento, lasciandoci liberi di pianificare l'azione nel modo più efficace.

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