Joint Task Force - Recensione  2

Seguendo il filone aperto con Ground Control, il team di sviluppo Mithis Games porta sulla scena videoludica uno strategico in tempo reale ambientato in scenari di guerra odierni dove la gestione delle risorse è praticamente assente. Il risultato? Scopritelo con noi.

Dannatamente verosimile
Joint Task Force vi vedrà coinvolti, almeno inizialmente, in uno scenario assolutamente plausibile: in seguito a violenti scontri armati e ad una situazione particolarmente critica, la Somalia è definitivamente crollata nel baratro della guerra civile, vedendo i Signori della Guerra affrontarsi per conquistare il potere.

Come abitualmente accade sul piano internazionale, le Nazioni Unite decidono di intervenire per fermare questi eccessi di sangue e violenza, inviando un contigente di pace a placare le acque.
Ecco quindi le premesse per permettervi di assumere il controllo di un squadra d’elite della ONU, appunto denominata Joint Task Force, con l’arduo compito di ripristinare una situazione di pace nel territorio, oltre a garantire il rispetto dei diritti umani.

Se, da un primo punto di vista, la trama risulta il solito pretesto per introdurvi all’azione, possiamo assicurarvi che non scadrà mai nella banalità e, nel corso delle missioni saprà anche sorprendervi con qualche piccolo, ma efficace, colpo di scena, pur risultando lontana dall’essere all’altezza di WarCraft 3 o Act of War.
L’intera campagna di gioco vi vedrà impegnati non soltanto in locazioni africane, ma verrete chiamati ad operare anche in zone montuose, forestali (qualcuno ha detto Colombia?) e cittadine, tutto sempre seguendo l’intreccio pensato dagli sviluppatori.

Non è la RAI

Ovviamente, lavorando per una organizzazione quale le Nazioni Unite, dovrete rivolgere particolare attenzione al primo di una lunga serie di modifiche apportate da Mithis al gameplay, ovvero i Media.
Mentre in tutti gli altri giochi (fatta eccezione per Combat Zone di molti anni fa), i mass media venivano rilegati a svolgere unicamente la funzione di evolvere la trama, o di informare il giocatore circa nuovi avvenimenti, in Joint Task Force rappresenterà l’elemento fondamentale attorno al quale ruoterà tutto il gameplay: infatti, tramite un comodo indicatore posto nella parte alta dello schermo, potrete osservare di quanto favore godrete dalle televisioni e giornali di tutto il mondo.

come accade nella grande maggioranza dei titoli di strategia, il sistema di combattimento verterà seguendo il principio della morra cinese

Non è la RAI

Quando comincerete la vostra campagna, l’indicatore si troverà perfettamente al centro della barra, mostrando quindi una situazione neutra: ad ogni vostra azione corrisponderà un aumento, o una diminuzione del favore dei media, con un conseguente aumento o calo di fondi per ottenere rinforzi.
Questo significa quindi che se un vostro carro armato ucciderà un civile, dovrete aspettarvi una forte reazione negativa, mentre nel caso riusciate a completare con successo un obiettivo secondario, senza danneggiare eccessivamente strutture civili e innocenti, potrete raccogliere una discreta dose di favore nei vostri confronti.
Inutile specificare che, nel caso abbiate contro i media, non potrete richiedere alcun invio di rinforzi, e dovrete terminare la missione con un pugno di uomini e mezzi, situazione che data l’impronta tattica del titolo, vi porterà quasi sicuramente ad un prematuro game over; al contrario, se siete invece riusciti a portare il Quarto Potere dalla vostra parte, aspettatevi un continuo fioccare di mezzi sempre più avanzati e sempre più devastanti, pronti per schiacciare questi odiosi Signori della Guerra.

Per i tuoi 18 anni ti compro un Abrahms

Data la tatticità del titolo, potete abbandonare definitivamente le vostre strategie di tank-rushing, che vi porteranno solamente ad un'enorme perdita di uomini, mezzi e reputazione.
Come accade nella grande maggioranza dei titoli di strategia, il sistema di combattimento verterà seguendo il principio della morra cinese: una unità risulterà particolarmente efficace contro un’altra, ma decisamente vulnerabile agli attacchi di una terza.
Questo vi costringerà quindi a dover rendere il vostro contingente quanto più eterogeneo possibile, senza fossilizzarvi sull’accumulo di un’unica unità: collezionare carri armati, assolutamente micidiali contro i veicoli a disposizione dei guerriglieri, si rivelerà una scelta decisamente inadeguata quando dovrete affrontare anche un solo elicottero o un aereo armato di missili aria-terra, come il classico A10 Warthog.

In merito ai veicoli a vostra disposizione, e data la scelta di proporsi come un titolo RTS improntato sulla guerra moderna, gli sviluppatori vi permetteranno di scegliere da un vasto parco mezzi, tutti di produzione statunitense (ma non lavoravamo per l’ONU?) e realmente esistenti, tra cui i pesanti Abrahms e i bombardieri invisibili B2.
Sfortunatamente tutti i soldati hanno grosse difficoltà a muoversi all’interno delle mappe, specialmente in presenza di numerosi ostacoli, quali recinzioni o macerie: spesso infatti, ordinando il movimento di un'unità, questa procederà esattamente in linea retta, salvo scontrarsi con un qualsiasi oggetto e continuare ad andarci addosso, obbligandovi a controllare periodicamente che una qualche vostra unità non sia restata impigliata chissà dove.

Quanta roba posso distruggere!

In merito all’ambiente di gioco è indispensabile sottolineare l’elevata distruttibilità di quello che vi circonda, tutto simulato perfettamente dall’avanzato sistema fisico AGEIA: in seguito ad un'esplosione, vedrete migliaia di schegge e detriti volare da tutte le parti, pali della luce infrangersi sul terreno portando a terra interi metri di fili, vetri frantumarsi e via discorrendo; nel caso poi, che in prossimità dell’esplosione si trovi un soldato nemico, vedrete il suo corpo scaraventato via, con una simulazione decisamente realistica del rag-doll, oltre ad una immensa soddisfazione personale.

oltre ad offrirvi effetti atmosferici dinamici, potrete godere di splendidi effetti particellari, come fumo ed esplosioni

Quanta roba posso distruggere!

Se a questo aggiungete che ogni eventuale “danno collaterale” va a modificare in maniera sensibile e palpabile la mappa di gioco, preparatevi ad escogitare sempre nuove strategie: il crollo improvviso di un palazzo potrà aiutarvi ad ostacolare l’avanzata di un contingente nemico, anche se dovrete sempre considerare il retro della medaglia, ovvero il fatto che i nemici utilizzeranno queste stesse tattiche di guerriglia per spingervi verso una determinata zona, preparata ad hoc per un’imboscata.

Un sistema fisico splendidamente realizzato tuttavia, risulterebbe inutile se non fosse accompagnato da una grafica alla sua altezza: fortunatamente Joint Task Force mostra tutto l’impegno profuso dai ragazzi di Mithis in questo settore.
Oltre ad offrirvi effetti atmosferici dinamici, in grado di influenzare attivamente le dinamiche del gioco, potrete godere di splendidi effetti particellari, come fumo ed esplosioni, oltre alla facoltà di zoomare a piacimento sul campo di battaglia, fino ad ammirare anche i più piccoli dettagli.
Tuttavia, alcune animazioni dei personaggi risultano, specialmente nel caso della fanteria, particolarmente legnose e in alcuni frangenti poco piacevoli a vedersi, generando alle volte dei curiosi effetti di clipping.

Adoro l'odore del Napalm

Se la completa assenza di elementi gestionali può aver fatto storcere il naso a chi si aspettava un ennesimo clone di Age of Empires, ci si potrà rincuorare con la presenza di unità particolari, nel gioco identificate come Eroi: questi personaggi, a differenza di quanto ci hanno abituato giochi come Act of War o Command & Conquer, non sono macchine da guerra in grado di sterminare un intero contingente nemico senza alcun difficoltà, ma risulteranno vulnerabili quasi quanto le unità classiche, salvo la possibilità di avvalersi di alcune abilità speciali e utilizzare una più vasta scelta di armi.
Questa scelta adottata dagli sviluppatori rende particolarmente evidente la decisione di fare di Joint Task Force un titolo quanto più verosimile, senza introdurre elementi fantastici o irrealistici: si inserisci quindi perfettamente, in questo contesto, anche la decisione di permettere alle vostre unità di impossessarsi di armi e mezzi lasciati dai vostri nemici, introducendo la possibilità di variegare ulteriormente la composizione ed efficacia della vostra armata.

Adoro l'odore del Napalm

Questo concetto, malgrado non risulti particolarmente nuovo (palesemente copiato da Heroes of WWII), introduce un ulteriore elemento tattico al quale il giocatore dovrà prestare particolare attenzione, lavorando attentamente sulla micro-gestione di ciascuna delle sue unità al comando, che nel corso della campagna difficilmente raggiungeranno dimensioni eccessive (si parla nell’ordine di una ventina massimo di unità).
L’arduo compito di managing si abbina con la possibilità di prendere il controllo diretto di una qualsiasi delle unità al vostro comando, come se foste voi a muoverla direttamente sul campo, tramite le frecce direzionali: questa scelta, nuovamente copiata da un altro strategico precedente, permette un grado di immedesimazione ancora maggiore durante le battaglie, alle quali potrete prendere parte quasi fosse un gioco d’azione in terza persona.

Multiplayer per tutti

La possibilità di affrontare degli amici in competizioni online viene offerto, attualmente, dalla grande maggioranza dei titoli presenti sul mercato, e Joint Task Force non si discosta da questa corrente di pensiero:

potrete lanciarvi in sfrenati combattimenti fino a 8 giocatori su un discreto numero di mappe, alcune riprese da quelle del gioco single-player e adattate per l’occasione.
Potrete scontrarvi in devastanti (per l’ambiente di gioco) partite deathmatch, oppure collaborare in partite cooperative: un punto decisamente a favore del titolo è dato dalla possibilità di assumere il controllo di due fazioni non giocabili nella campagna in singolo, ovvero i Terroristi, in grado di schierare moltissime unità economiche, preferendo la quantità piuttosto che la qualità, e i Dittatori, che invece dispongono di unità decisamente resistenti, ma con una scarsa potenza di fuoco.

malgrado i notevoli aspetti positivi di Joint Task Force, una serie di sbavature più o meno fastidiose ne mina la giocabilità

Multiplayer per tutti

Anche questa possibilità di utilizzare nuove fazioni richiama, a grosse linee, il gameplay introdotto da Command & Conquer: Generals, dove la fazione USA (qui rappresentata dalla JTF) godeva di truppe tecnologicamente avanzate e costose, mentre la GDA (ovvero i Terroristi) poteva contare su mezzi a basso costo e ancor più a basso rendimento, con la terza soluzione offerta dalla Cina (alias Dittatori), che offriva un interessante miscuglio di elementi tra le due precedenti fazioni: ne consegue che, per quanto possa essere appagante e soddisfacente riuscire a distruggere l’ultima unità di un vostro caro amico, difficilmente la modalità multiplayer di Joint Task Force entrerà nella storia, vista la totale assenza di nuove modalità ed elementi innovativi.

Commento finale

Appare evidente che gli sviluppatori di Mithis abbiano assimilato i migliori elementi degli ultimi strategici in tempo reale (tra cui AoE 3, Heroes of WWII, Combat Zone e C&C:Generals), per sfornare un titolo in grado di racchiuderli tutti: malgrado i notevoli aspetti positivi di Joint Task Force, una serie di sbavature più o meno fastidiose ne mina la giocabilità, prima tra tutte la classica chimera dell’Intelligenza Artificiale, che si dimostra poco aggressiva e incapace di elaborare strategie complesse.
Tuttavia, JTF si pone come un ottimo gioco, fortemente improntato sull’azione tattica, e senza ombra di dubbio uno dei migliori RTS attualmente presente sul mercato: sarebbe bastata una maggiore attenzione e lavoro di rifinitura per portarlo nel Valhalla dei Videogames.

Pro

  • Assenza di microgestione
  • Ottima grafica
  • Ambienti distruttibili
Contro
  • Richieste hardware eccessive
  • Noioso sul lungo periodo
  • Multiplayer poco ispirato

Da qualche anno, il genere degli strategici in tempo reale era caduto vittima della ripetività, a causa di un gameplay comunque troppo stagnante, e poco importava se le truppe fossero storiche oppure fantastiche: il tutto si riduceva, sempre, ad un continuo accumulo di risorse, per poi sferrare l’attacco finale e sopraffare il nemico.
Una piccola parte di sviluppatori, per ovviare a questa tendenza, decidette di seguire il filone avviato da Ground Control, sopprimendo totalmente la parte gestionale, preferendola a quella meramente tattica: Joint Task Force (JTF per brevità) si inserisce in questa ristretta cerchia; e con ottimi risultati.