La recensione di Act of War  0

Dopo un'ampia coverage durata per mesi, finalmente arriva la recensione del nuovo RTS di Atari: sarà riuscito a mantenere le altissime aspettative? Scopriamolo subito nella review!

Act of War sorprende sin da subito al momento dell’istallazione

Act of War sorprende sin da subito al momento dell’istallazione: invece di attendere scalpitanti il termine dell’operazione, saremo intrattenuti da un simil talk show televisivo a tema politico-economico in cui facciamo conoscenza con il background del gioco tramite un’accesa discussione fra due ospiti, interrotti da immagini quasi subliminali di altre cut scene che vedremo successivamente. Il tutto parte da una particolare constatazione: avete mai pensato al fatto che una situazione destabilizzata internazionalmente (soprattutto in Medio Oriente) da terrorismo e disordine politico non sia una sciagura proprio per tutti? In questo clima, ad esempio, il costo del petrolio (e successivamente dei carburanti per le nostre macchine e caldaie) si eleva, ahinoi, a livello esponenziale, cosa che alle grandi compagnie non dispiace proprio del tutto… E’ stato questo probabilmente l’incipit mentale da cui Dale Brown, ex capitano delle U.S. Force e autore di grandissimi successi editoriali a sfondo fantapolitico, è partito per costruire la trama di Act of War: il plot narra di un gruppo di grandi produttori petroliferi, riuniti sotto l’originalissimo nome di Consorzio, che ha deciso di finanziare i più terribili e crudeli terroristi del mondo per far crollare i già precarissimi equilibri internazionali e geopolitici ed arricchirsi ancora maggiormente grazie alla spinta verso l’alto del prezzo del greggio. A contrapporsi a questo folle disegno criminale un gruppo di veterani dell’esercito viene richiamato in servizio e, insieme all’aiuto delle più promettenti giovani menti militari, viene creato un nuovo Corpo Speciale atto a scoprire chi si nasconde dietro gli attentati terroristici e fermare l’organizzazione prima che questa riesca a colpire il cuore stesso degli Stati Uniti.

Ciak: Actione!
Per raccontare visivamente l’ambaradan appena enunciato, Act of War è stato arricchito di qualcosa come 45 minuti di full motion video (in 16/9) realizzato con attori in carne ed ossa. Se pur ci sia qualche calo di qualità in alcuni frangenti e il doppiaggio (completamente in italiano) si mantiene su livelli discreti ma non cinematografici, ci troviamo di fronte al migliore apporto narrativo ad un videogioco: scordatevi la quasi demenzialità di Command & Conquer, qui la sensazione è veramente quella di trovarsi di fronte ad un vero action movie interattivo vista l’elevata qualità del girato! A rendere poi ancora più d’impatto la percezione visiva ci sarà poi il “picture in picture” che vedremo nell’angolo in alto a sinistra durante le missioni e che mostrerà l’azione di gioco da un’altra prospettiva o eventi paralleli a quelli che staremo vivendo noi in prima persona. Non mancheranno rapidi intermezzi realizzati in computer grafica e la cosa migliore è che tutti gli elementi si amalgamano in modo eccellente con dei ritmi adrenalinici decisamente emozionanti.

La sensazione è veramente quella di trovarsi di fronte ad un vero action movie interattivo vista l’elevata qualità del girato!

Wa Want Play!
Giustamente arrivati a questo punto, qualcuno potrebbe giustamente chiedersi: “si, ma il gioco com’è?”. Sotto questa prospettiva Act of War potrebbe deludere chi si aspettava estreme innovazioni al limite di una rivoluzione del genere. In realtà Direct Action riprende e rielabora in modo sopraffino quello che è l’archetipo del real time strategy e giunge ad elevati picchi di qualità con l’innesto di features originali se pur secondarie. Ecco quindi le missioni che ricordano più da vicino uno shooter piuttosto che un RTS, la possibilità di usare vari edifici come ripari e/o punti focali, la cattura dei nostri nemici che ci garantiranno risorse (che potremo raccogliere anche tramite i pozzi petroliferi e l’occupazioni di banche ed istituti di credito) ed informazioni da spendere a nostro vantaggio ed infine la possibilità di mandare a curare i nostri uomini feriti negli ospedali oppure essere curati direttamente sul fronte tramite l’invio di un elisoccorso. Elencati insieme, potreste avere la percezione di un gameplay profondamente innovativo: in realtà il cuore del gioco si poggia sulla tradizione del genere in modo strutturale. Non per forza questo deve essere considerato un male, anche perché poi i livelli del single player sono strutturati in modo eccellente, la presenza di decine di mezzi rende molto peculiare l’esperienza in battaglia ed il climax della trama rende ancora più eccitante l’esperienza in-game

Oh, come è bella questa città… prima e dopo la distruzione
Act of War riesce nella difficile impresa di catturare l’attenzione visiva del giocatore grazie ad una mole di elementi presenti su schermo veramente notevole, gestiti da un motore grafico completamente tridimensionale e capace di zoom veramente considerevoli. E non ci riferiamo soltanto a soldati e mezzi militari: ad esempio nel livello in cui ci troveremo nel bel mezzo di una manifestazione con migliaia di persone nelle strade di Londra, il background sarà incredibilmente interattivo e gli ottimi effetti implementati per esplosioni e demolizioni varie, renderanno il tutto ancora più avvincente.

Siamo di fronte probabilmente alla migliore realizzazione tecnica in un RTS anche grazie al lavoro certosino per la ricostruzione delle città, avvenuta in scala di 1 a 1 riuscendo a ricreare delle zone interattive tra le 5 e le 10 volte maggiori rispetto alle mappe di altri RTS con un numero di poligoni pari a 15 milioni di poligoni (un altro dato decisamente impressionante è la cura dei soldati che presentano un numero di poligoni pari a quello dei protagonisti del primo Half Life). Grande cura è stata utilizzata per ricreare i monumenti più importanti che incontreremo durante la nostra avventura: dalla Casa Bianca, a Buckingham Palace, dal Golden Gate al Campidoglio di Washington per cui sono stati usati oltre 100.000 poligoni! Non mancheranno altri tratti distintivi di una cittadina come segnali stradali, zone residenziali, gli incroci del traffico con rotonde e aiuole. Tanto “take care” per la costruzione si manifesta ugualmente per… la distruzione! Ogni costruzione e struttura presente in Act of War avrà vari punti critici su cui poter infierire a cominciare dagli elementi più basici come porte e finestre. I danni saranno quindi localizzati nei punti colpiti ed anche visivamente si aggiorneranno rispetto alle “ferite” ricevute. Anche la vegetazione potrà bruciare o essere rasa al suolo (ad esempio esercitando pressione con un carro armato), le cabine del telefono o i pali della luce abbattuti da un potente carro armato. Gli stessi monumenti (come quelli citati in precedenza) potranno essere distrutti da attacchi terroristici, super armi o da una potenza di fuoco continua e duratura. Non solo grandi metropoli comunque faranno da sfondo alle nostre imprese di guerra: in Act of War gireremo veramente tanti angoli del mondo ed i programmatori promettono la medesima cura di particolari per gli altri background presenti come piccoli villaggi in Nord Africa o le strutture architettoniche sovietiche ancora predominanti nella Russia contemporanea.

Siamo di fronte probabilmente alla migliore realizzazione tecnica in un RTS anche grazie al lavoro certosino per la ricostruzione delle città

Un plauso sentito va anche alla componente sonora: gli effetti di armi e quelli ambientali sono veramente “pieni”, realistici e soddisfacenti. Promozione a pieni voti per le varie voci fuori campo che ci metteranno a conoscenza dei vari avvenimenti ed obbiettivi che dovremo svolgere nel corso del livello. Alla base dell’esperienza sonora ci sarà poi un sottofondo musicale decisamente cinematografico da momento drammatico in un action movie che rende il tutto ancora più emotivamente forte.

Quanto dura l’atto di guerra
Questo è forse il limite più oggettivo del gioco di Atari: completare i livelli di gioco della modalità in singolo non richiederà un numero di ore molto elevato, nonostante le tante (e piacevoli) interruzioni cinematografiche. Agli strateghi di vecchia data consiglio anche di settare il livello di difficoltà al massimo visto che altrimenti il confronto con l’intelligenza artificiale potrebbe rivelarsi troppo semplice. Chiaramente non poteva mancare la possibilità di gioco in contemporanea fino ad 8 giocatori nella classica modalità skirmish sia tramite LAN che on line. Saranno tre le fazioni fra cui scegliere le nostre armate: due di “buoni” (la Task Force Talon, e l’esercito regolare degli USA) ed una di cattivi (chiaramente il malefico Consorzio dei Petrolieri), ognuna con caratteristiche peculiari che renderanno l’esperienza decisamente appagante sotto il profilo strategico. Riguardo l’on line vi sottolineo la presenza stanza di gioco per il training (chiamata Fort Irwin, il luogo di addestramento delle forze armate americane che si trova fra le montagne del Nevada e della California) dove si potrà giocare quanto si vorrà senza avere ripercussioni sul proprio ranking. Poi invece ci sarà una vera “War Room” in cui vittorie e sconfitte incideranno sulla propria graduatoria. Disponibili almeno inizialmente una quindicina mappe. Prevista anche una particolare modalità cooperativa in cui due giocatori se la dovranno vedere con vari eserciti dell’intelligenza artificiale: la cosa divertente è che inizialmente i giocatori umani dovranno per forza collaborare per resistere alla CPU ma poi se la dovranno vedere anche fra loro per la vittoria finale. Il fatto è che se lo scontro fratricida avverrà troppo presto, l’intelligenza artificiale li spazzerà via entrambe, ma se si aspetterà troppo, l’altro giocatore umano potrebbe sconfiggervi…Interessante, non vi sembra?

Commento

C’era così tanta attesa per questo Act of War che ero mediamente preoccupato: di solito un eccesso di hype presagisce a grandi delusioni o comunque a titoli incapaci di mantenere le elevatissime aspettateve. Fortunatamente questo non è accaduto per il nuovo RTS di Atari: Direct Action si è dimostrato sul campo uno strategico ricco di un appeal cinematografico elevatissimo, non solo per la qualità da action movie di quasi un’ora di filmati, ma anche per il ritmo molto hollywoodiano dell’azione e per altri elementi di cornice che rendono l’esperienza interattiva decisamente adrenalinica. Forse qualcuno si è potuto immaginare in questi mesi che AoW avrebbe rivoluzionato il genere anche sotto il profilo del gameplay mentre invece si limita a rielaborare in modo sopraffine l’archetipo del genere con l’innesto di varie features originali se pur secondarie. Da promuovere a pieni voti la realizzazione tecnica (probabilmente la migliore nel campo degli strategici in tempo reale) sia sotto il profilo visivo che sonoro, dispiace che le missioni della modalità in single player non durino poi troppo ma per continuare a giocare con Direct Action c’è chiaramente il multiplayer…

    Pro:
  • Appeal cinematografico elevatissimo
  • Realizzazione Tecnica sopraffina di tutti gli elementi
  • Gameplay convincente ed ottimo level design
    Contro:
  • La modalità in singolo non dura troppo
  • Chi si aspettava una rivoluzione per gli RTS rimarrà deluso

Dopo la lunga coverage di Multiplayer sul nuovo RTS di Atari con tanto di preview, schede di approfondimento ed interviste, siamo giunti finalmente al momento della verità con la recensione: meritava tutto questo hype Act of War? Siamo veramente di fronte ad un nuovo termine di paragone per gli strategici in tempo reale? Il titolo di Eugen Systems segnerà una svolta epocale per questo genere? Troverete tutte le risposte (chiaramente le mie…) nelle righe che seguono…