Mario & Luigi: Superstar Saga  4

Non c'è due senza tre... Ed infatti Mario torna per la terza volta come protagonista di un RPG Nintendo, stavolta accompagnato dall'inseparabile fratello Luigi. La console protagonista di questa avventura? Il GBA, naturalmente...

RPG?

Stavolta c’è davvero da chiedersi se il nuovo lavoro Nintendo, in collaborazione con Alpha Dream, possa essere considerato un Role Playing Game. Punti cardine di questo genere come la storia e l’esplorazione sono in Mario & Luigi praticamente inesistenti. La storia, banalissima, non è resa nemmeno simpatica o comica (come invece vorrebbe essere) dalle vicende che accadono durante l’avventura. L’esplorazione è molto limitata, e la struttura città-esplorazione-dungeon tipica del genere non è minimamente presente in Mario & Luigi. Si passa praticamente da un dungeon a un altro, con brevi percorsi tra i due comunque pieni di enigmi e nemici. Le città sono poche, e anche in queste poche non potrete fare molto. Gli abitanti danno solo informazioni inutili e le sub quest sono pochissime, praticamente imbattervi in una città vi servirà soltanto a trovare un negozio per rifornirvi. Probabilmente sarebbe più opportuno parlare di un’avventura coi combattimenti a turni, perché Mario e Luigi di un j-rpg ha veramente poco.
E’ basato totalmente sull’azione, sul suo gameplay profondo, innovativo e spiazzante.
Per quasi l’intero corso dell’avventura prenderete contemporaneamente il controllo di Mario e Luigi, voi guiderete un idraulico con la croce e l’altro vi seguirà come un segugio. I tasti A ed R saranno adibiti al personaggio Leader: col dorsale sceglierete le varie azioni, come il salto o la martellata, e con A le eseguirete. Stessa cosa per L e B, ma questi saranno rivolti ai movimenti dell’altro idraulico. Ci sono molte mosse in collaborazione. Alla fine del gioco le azioni disponibili saranno numerose, tutte varie ed apprezzabili.
Come potrete intuire controllare due personaggi sullo schermo, addirittura con la possibilità di compiere azioni in contemporanea, è l’arma in più di questo gioco. Tutti gli stimolanti enigmi derivano da questa nuova idea. Il giocatore dovrà essere molto abile ad adattarsi alle nuove situazioni, gli sarà richiesto in molte occasioni di dover controllare nello stesso momento entrambi i personaggi. Inizialmente il sistema di controllo potrebbe sembrare difficile e leggermente macchinoso, ma con un po’ di pratica vi renderete conto di quanto sia ben congeniato ed intuitivo.
La varietà è garantita per tutto il gioco, che vi terrà impegnati circa venti ore.
I combattimenti sono a turni e si svolgono in un ambiente diverso dalla solita mappa in cui si muovono Mario e Luigi. Le battaglie non sono casuali come in molti rpg ma cominceranno solamente se entrerete in contatto con un nemico.
Dovrete selezionare le vostre azioni da un menù, potrete attaccare, difendervi, usare oggetti o, a parte negli scontri coi boss, scappare. Ci sono sia attacchi individuali che in collaborazione, questi ultimi però, pur essendo maggiormente dannosi per l’avversario, consumeranno dei punti chiamati Punti Fratello, ricaricabili tramite alcune pozioni. Il giocatore dovrà tenere ben aperti gli occhi sia durante la fase difensiva sia in quella offensiva. Per colpire o ripararsi non basta infatti selezionare l’appropriata voce dal menù, ma dovrete essere voi a schiacciare al momento opportuno i pulsanti A e B. Gli attacchi combinati sono combo da eseguire con l’esatta pressione di questi due tasti. Durante l’attacco nemico vi sarà data la possibilità di evitare la sua offesa, starà a voi saltare il vostro avversario o schivare il suo colpo al momento giusto. A volte, con un tempismo perfetto, è possibile addirittura arrecare danno difendendosi.
I combattimenti sono ben bilanciati, soprattutto quelli coi nemici “normali”. I boss, pur essendo molto resistenti, sono forse troppo facili da sconfiggere.
Vincendo gli scontri guadagnerete i soliti punti esperienza che, sommandosi, faranno avanzare di livello i nostri eroi, aumentandone le caratteristiche. Starà a voi decidere se dar vita ad una coppia bilanciata o ad una particolarmente propensa ad una delle tante abilità.

Stile

Alla storia banale si aggiungono dei dialoghi, dei personaggi e dei nomi veramente orrendi: non sappiamo se la traduzione in italiano abbia dato una mano a peggiorare il tutto, ma il gioco che troviamo nei negozi risulta incredibilmente stupido sotto questo punto di vista. Un titolo di Mario non ha mai dato una particolare importanza a queste caratteristiche, ma Mario e Luigi tocca il fondo. Tenta di essere simpatico ed ironico con delle battute e dei nomignoli che bambini della scuola materna chiamerebbero infantili. Vi basti sapere che il gioco si svolge in una terra confinante col Mushroom Kingdom, chiamata Fagiolandia, dominata dalla regina Fagiolona e dal bel principe Fagiolino. Una strega ruba a questo reame il sacro fagiolo magico, che può essere azionato solo tramite una voce graziosa e gentile, voce che ovviamente non possiede e ruba a Peach. Per questo Mario e Luigi partono all’avventura, per recuperare la voce della principessa. Gli unici dialoghi carini, tra l’altro classici di questa serie, sono quelli tra Mario e gli abitanti che, riconoscendolo, non credono ai loro occhi. Anche i personaggi che sbeffeggiano Luigi sono piuttosto simpatici.
Incredibilmente ad una storia pessima e a dei personaggi con delle personalità inesistenti si contrappone un ottimo lavoro artistico. La visuale dall’alto ci mostra i personaggi in tutto il loro splendore. Tutto il mondo è ben disegnato ed animato, aggraziato da piacevolissimi colori tenui. Le gradevoli illustrazioni ricordano vagamente quelle di Yoshi’s Island. Gli oggetti e i nemici sono quasi tutti estrapolati dalla serie principale, e i fan di Mario noteranno una citazione dietro l’altra.
Le musiche non eccellono ma si fanno ascoltare, gli effetti sonori, soprattutto le voci di Mario e Luigi, sono ottimi.

Commento

Mario & Luigi è sicuramente il gioco più mariesco della serie. Il gameplay è curatissimo, profondo ed innovativo. Gli enigmi sono molto vari, stimolanti ed originali. I combattimenti divertenti, ben bilanciati e interattivi. La parte che concerne l’azione sfiora quindi la perfezione.Al contrario, purtroppo, la storia, i personaggi e le città sono aspetti sui quali l’Alpha Dream ha lavorato poco. Gli enigmi sono totalmente legati all’azione, le tante sub-quest fatte in passato potete scordarvele, così come i personaggi coi quali interagire. In Mario & Luigi: Superstar Saga si salta, si combatte e si risolvono bellissimi enigmi. La storia e i personaggi sono solo componenti marginali, espedienti per far girare il mondo ai nostri eroi. Il gioco dura circa venti ore e vale sicuramente ogni singola moneta d'oro che costa, sta solo a voi decidere se siete disposti a passare sopra a queste mancanze così da poter apprezzare uno dei concept più originali degli ultimi anni.

    Pro:
  • Originalità da vendere
  • Ottimi combattimenti
  • Enigmi stimolanti e vari
  • Buona grafica
  • Gameplay profondo
    Contro:
  • Dialoghi più che banali
  • Città piccole e mal realizzate

Il primo episodio che vide i personaggi del Mushroom Kingdom protagonisti di un videogioco di ruolo fu Super Mario RPG, uscito nell’ultimo anno di vita del Super Nintendo, solo in Giappone e negli Stati Uniti. Il gioco, sviluppato da Square e pubblicato da Nintendo, fu uno degli ultimi progetti in collaborazione tra le due società. Super Mario RPG univa il classico gioco di ruolo della Square con i famosissimi personaggi Nintendo. Enigmi ottimi, grafica strepitosa e una difficoltà ben calibrata resero grande questo titolo, nonostante la storia, componente fondamentale di ogni gioco di ruolo, non fosse all’altezza del resto. Diversi anni dopo su Nintendo 64 uscì il seguito ufficioso di Super Mario RPG, sviluppato stavolta da Intelligent System, un team interno della Nintendo. Il suo nome era Mario Story o Paper Mario, il primo per il Giappone l’altro per l’Occidente. Al primo impatto col gioco si rimaneva inevitabilmente stupiti dalla grafica, infatti i personaggi piatti a due dimensioni (che sembrano di carta, per questo il nome Paper) si muovevano con disinvoltura, e con stile, negli scenari tutti poligonali e 3d. Il gioco rispetto al predecessore curava con minor attenzione alcuni aspetti tipici del genere, come i personaggi, meno caratterizzati che nell’opera Square. Al contrario, il gameplay era migliore e più raffinato. Oltre ai combattimenti veloci e tecnici, Paper Mario vantava un’interazione con l’ambiente circostante poche volte vista in un j-rpg. Oggi, alla fine del 2003, è arrivato il terzo episodio di questa tanto gloriosa quanto anomala saga, e le sorprese come al solito non mancano.