MechAssaultMechAssault 

I Mech secondo Microsoft approdono su Xbox, siete pronti a furiose battaglie in multiplayer?

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Accendi i motori, controlla il giroscopio!

Mechassault offre due possibilità di gioco, una in singolo e una multiplayer, che può essere sfruttata in locale, collegando fra loro più Xbox, oppure online, tramite il servizio Xboxlive. Nella modalità single player, siete dei mercenari al soldo dei Wolf’s Dragoons, una delle più antiche e rispettate associazioni di piloti in affitto in tutta la Inner Sphere.Durante un’invasione di un pianeta piccolo e apparentemente insignificante, vi viene assegnato il compito di mettere fuori uso i cannoni orbitali che minacciano di far fallire la missione sul nascere. Le cose però non vanno come previsto e la vostra astronave madre precipita, lasciandovi dietro le linee nemiche su un pianeta sconosciuto, dove troverete ad attendervi l’arcigna resistenza della setta chiamata The Word of Blake. Scoprirete presto che i settari sono dei veri e propri invasati, fanatici dotati di grande fervore quasi religioso e, soprattutto, di equipaggiamento e tecnologia molto avanzati.
Inizialmente, si è dotati di un mech leggero che, con le sue 30 tonnellate, si rivela agile e con potenza di fuoco sufficiente a tenere a bada le prime deboli ondate di nemici. La prima missione funge da tutorial ed è fondamentale per prendere confidenza con il sistema di controllo, che comunque non è nuovo in quanto già incontrato in Halo ed Enclave: con lo stick sinistro si muove il mech, con lo stick destro si ruota la visuale, con il grilletto destro si fa fuoco. Non si possono scegliere gli armamenti del mech, scelta che mi sento di condividere vista la natura decisamente arcade di questo titolo, ma al termine di ogni missione si sbloccano nuovi mech che possono essere utilizzati a piacere nelle successive.
La scelta del robot giusto è fondamentale in molte missioni, dato che le caratteristiche offensive, difensive e di evasione dei colossi di metallo sono diverse e non tutti i mech sono adatti ad ogni situazione. Proseguendo nel gioco si vengono a controllare mech sempre più pesanti e più lenti, ma dotati di arsenali più distruttivi. Il cuore di Mechassault resta, però, sempre lo stesso: sparare e distruggere, senza troppe esitazioni. Bisogna ammettere che è dannatamente divertente aggirarsi per città, valli e colline, fra laghi, cascate e fiumi con il nostro ammasso di ferraglia ipertecnologico e armato fino ai denti, dispensando saggi consigli esplosivi ai miscredenti Blakiti. Nel caso della modalità multigiocatore, invece, si può giocare a squadre oppure tutti contro tutti in diverse tipologie di gioco e in un frenetico e adrenalinico sabba distruttivo. Con Xboxlive, poi, il divertimento sarà ancora più alto: sbeffeggiare il vostro amico americano, magari con la voce camuffata dal voice communicator, mentre gli levigate le scapole a colpi di lanciamissili, sarà sicuramente un’esperienza impagabile.

La cloche risponde bene.

Una grande soddisfazione quando si gioca a Mechassault viene dalla grande interattività con gli scenari. Il mech lascia impronte sul terreno, travolge alberi, veicoli leggeri, distrugge edifici e ponti. Il feeling nella guida è riprodotto alquanto fedelmente, per quanto non si giunga ai livelli di Steel Battalion che si pone su un livello più simulativi. Non si è al volante di un’auto sportiva e si sente, le decine di tonnellate del bipede accelerano e frenano seguendo le leggi fisiche dell’inerzia come è giusto che sia, ma questo non incide in maniera tale da rendere il gioco frustrante o lento, anzi.
I duelli contro i mech dei Blakiti sono il più delle volte scontri all’ultimo sangue, spesso si viene attaccati da più fronti e solo un’attenta strategia di attacco e copertura permette di salvare la pellaccia e proseguire la missione, complice anche un’intelligenza artificiale sopra la media. I robot nemici si mimetizzano, usano i propulsori jet per alzarsi in volo e cogliervi alle spalle, alternano il fuoco delle armi esattamente come dovete fare voi per evitare di surriscaldarle. Come in ogni arcade di questo genere che si rispetti, infatti, le armi tendono a surriscaldarsi con l’uso continuato. Questa peculiarità è evidente nei livelli avanzati in cui le armi più potenti dei mech da assalto producono un’enorme quantità di calore costringendo il pilota ad alternare le varie opportunità offensive. A questo proposito è fondamentale l’interazione con l’ambiente circostante: entrare in acqua (non troppo profonda per non subire danni da allagamento) fa scendere la temperatura molto più rapidamente, così come nei livelli sulla neve sarà il clima rigido a favorire la dissipazione termica. In Mechassault anche le condizioni meteo sono variabili e la pioggia battente in molti casi si rivela una fida alleata. Interagire con l’esterno non vuol dire solo fare il pediluvio nei fiumi al robot, ma anche osservare magazzini e palazzi che vengono danneggiati qualora decidessimo di cercare di entrare col mech dalla porta di servizio, stampandoci miseramente sul cemento armato. In fondo, 60 tonnellate contro un muro fanno male…al muro, ovviamente.
In ultima analisi, bisogna dire che la campagna single-player si muove su binari predefiniti e non permette troppe libertà a causa della struttura a checkpoint, arrivando ai quali si scatenano sempre e comunque determinate contingenze. Questo scelta non è però troppo rigida, dato che ogni stage può essere affrontato e superato, scegliendo fra una buona varietà di percorsi alternativi. Se a questo si aggiunge che non è sempre necessario completare tutti gli obiettivi di ogni singola missione in un ordine prestabilito, la linearità di Mechassault diventa molto meno prevedibile e meno limitativa di quanto si possa credere. Le situazioni di gioco variano di missione in missione: si può procedere con circospezione per esplorare i dintorni, così come suonare la carica e passare alla distruzione di tutto ciò che si muove. A condire il tutto si trovano anche i consueti power up che permettono di aumentare il potere distruttivo delle armi installate o di recuperare l’energia persa in combattimento.

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Gioia per gli occhi

I modelli dei mech sono particolarmente ben definiti, ricoperti da texture azzeccate e sporche al punto giusto, per ricordarci che quello che pilotiamo non è un costoso giocattolo di plastica. I robot danneggiati perdono progressivamente in agilità e in velocità. Talvolta può capitare di vedere i nemici perdere un arto meccanico e in caso di danni critici, infine, il mech zoppica e si trascina disperato. Sul fronte delle animazioni quindi non si può eccepire alcunché.
Gli effetti speciali giocano una parte di estrema rilevanza ai fini della cosmesi del gioco. Le esplosioni sono molto belle, così come gli effetti di luce generati dai riflettori o dalle armi. Ovunque ci si giri, poi, si può godere della vista di effetti particellari, che vanno dagli spruzzi d’acqua sollevati dalle zampe del mech, agli schizzi di pioggia che imperversano sulla corazza, dalle scintille che erompono dalle zone danneggiate, ai vetri che esplodono frantumandosi.
Parlando di vetri e affini, è impossibile non notare la cura riposta nella gestione della distruzione degli edifici, grazie alla quale i danni subiti dalle diverse costruzioni non vengono rispecchiati soltanto dal cambio di texture, ma anche a livello strutturale. E’ decisamente apprezzabile la possibilità di aprire dei buchi nei muri di un hangar a colpi di missili, fino a farlo collassare su se stesso in alcune delle animazioni più realistiche che si ricordino in un gioco del genere.
Il framerate è stabile e quasi mai incerto, solo un paio di volte mi è capitato di riscontrare una piccola esitazione in momenti particolarmente concitati, ma bisogna davvero impegnarsi per potersene accorgere.
A ben guardare un piccolo appunto negativo sull’aspetto grafico si può muovere anche a Mechassault e riguarda la fattura degli specchi d’acqua, di alcune texture del terreno e di alcune rocce, forse migliorabili. Questi difetti sono, però, poca cosa in confronto alla bellezza a cui ci troveremo davanti.

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Esplosioni davanti e dietro di me, mayday!

Il comparto audio del titolo dei Day 1 studios svolge egregiamente il proprio dovere, per raggiungere momenti di assoluto impatto nel caso di utilizzo di sistema 5.1.
Il rumore delle esplosioni è profondo e potente e non mancherà di appagare i fortunati possessori di un bel subwoofer; anche il sonoro prodotto dalle armi è realistico, e l’audio posizionale permette di ascoltare il sibilo dei missili che vi sfiorano.
Piccoli segnalatori acustici completano il lavoro, avvertendo del basso livello di energia o del surriscaldamento delle armi, andando a completare il quadro di informazioni di cui si ha bisogno durante il gioco e questo toglie ogni necessità di un’eventuale strumentazione dedicata.
Le voci in-game, in inglese e senza sottotitoli, sono ben caratterizzate. La parte del leone è giocata dai dialoghi fra voi e la vostra base, ma capita di intercettare comunicazioni tra il capo dei nemici e qualche pilota in cui ci si imbatte, anche queste eccellenti.
Le musiche, piacevoli, si adattano alla situazione di gioco, poiché si spazia da melodie quasi epiche in alcuni tratti esplorativi, fino a fraseggi di chitarra elettrica nei momenti di azione più concitata.

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Commento

Come avrete capito dal corpo della recensione, ci troviamo di fronte a un prodotto molto curato e di spiccata natura arcade, che soddisferà senza riserve tutti quelli che siano in cerca di un gioco che può offrire molte ore di divertimento. La campagna single player dura una decina di ore e il mio consiglio è quello di settare la difficoltà in modo da non giocare a livello facile o normale, così da allungare la longevità di questo titolo, che riceverà ulteriore linfa vitale dai contenuti che saranno messi a disposizione tramite Xboxlive. Giocatelo in singolo, invitate gli amici a casa per deathmatch all’ultimo sangue e, a marzo, rispolveratelo sfruttando il supporto Xboxlive e gli add-on che saranno resi disponibili su internet: nuovi robot, nuove mappe, nuove missioni da scaricare e giocare. L’adrenalina scorre a fiumi, distruggere intere città non è mai stato così divertente, duellare contro mech avversari neppure e, allora, cosa vi trattiene dall’acquistare Mechassault?

Pro
-Modelli dei mech dettagliati, effetti speciali ottimi
-Modalità multiplayer
-Supporto Xbox live e add-on scaricabili da internet
-Furioso, adrenalinico, azione allo stato puro: facile da prendere in mano e difficile da lasciare

Contro
-I fan hardcore di BattleTech potrebbero storcere il naso di fronte alle semplificazioni apportate al sistema di surriscaldamento, di armamento e di corazza.
-Qualche texture qua e là non convince appieno

La licenza BattleTech sopravvive ancora: dopo anni e dopo il collasso di FASA Corporation, la casa che ha dato i natali a uno dei giochi di fantascienza da tavolo più diffusi degli anni novanta, i colossi di metallo si danno nuovamente battaglia su Xbox. Il primo prodotto della linea BattleTech fu rilasciato nell’ormai lontano 1984. Ispirato almeno parzialmente dai robot giganti e dalle follie meccanizzate che imperversavano in quegli anni negli States, dalla serie animata Transformers ai bipedi di Star Wars, il gioco era un misto fra un rpg e un strategico bellico con ambientazione fantascientifica. Il nome originario BattleDroids fu poi cambiato in seguito a problemi di diritti cinematografici con Lucasfilm. I robot giganti hanno da sempre esercitato un notevole fascino sui ragazzi: BattleTech, in più, offriva un mondo dotato di una complessità e vastità senza precedenti, a cui si aggiunsero negli anni quantità spropositate di espansioni, set addizionali di regole, gadget, modellini e tutto ciò che poteva tenere vivo l’interesse dell’appassionato e, contemporaneamente, avvicinare nuove leve, o semplicemente creare giro d’affari grazie al merchandising e allo sfruttamento della licenza in settori che non fossero strettamente legati al mondo dei giochi di ruolo cartacei. Con l’avvento dei microcomputer e delle console, e più tardi dei personal computer, era lecito attendersi l’arrivo di videogiochi che utilizzassero questa storica licenza.
Dopo più di una decade, FASA fa parte di Microsoft, gli anni novanta sono un ricordo, gli ottanta ci ricordano il giurassico e abbiamo già assistito su pc alla nascita della linea di strategici MechCommander e delle simulazioni di mech in prima persona della serie MechWarrior
. Mechassault attinge soprattutto dalla seconda tipologia di videogiochi, ma l’obiettivo del titolo MicroSoft è quello di soddisfare l’hardcore gamer senza farlo impazzire nella miriade di controlli, opzioni e settaggi, che spaventerebbero, inoltre, qualsiasi novellino. Resta solo da scoprire se il gioco dei Day 1 studios riesca in questo nobile intento.

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